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Skultoflower di Stefano Bressani al MUPA di Portofino
24 Settembre 2016

Skultoflower di Stefano Bressani al MUPA di Portofino
Nel 2016, Stefano Bressani ha presentato Skultoflower al Museo del Parco di Portofino (MUPA), dove l’opera è entrata nella collezione permanente. Dopo l’anteprima alla mostra internazionale OPEN a Venezia, l’artista pavese consolida così il suo linguaggio tra scultura, design, moda e riflessione esistenziale.
Un fiore cubista tra corpo e spirito
Alta tre metri, Skultoflower è una scultura monumentale: la base in ferro corten simboleggia il corpo e la trasformazione, mentre un cubo in neoprene colorato emerge come simbolo dell’anima. Il contrasto tra materia organica e forma razionale incarna la tensione tra impermanenza e permanenza.
La texture Maliumbas: identità visiva
Elemento distintivo dell’opera è la texture Maliumbas, creata e brevettata da Bressani. Questa superficie dai colori accesi, pop e tribali, è narrazione visiva e linguaggio interiore: un vocabolario che fonde arte, moda e sperimentazione.
Un’opera tra Venezia e Portofino
Dopo il debutto veneziano, Skultoflower ha vinto il Premio Speciale Arte Laguna – Sezione OPEN e ha partecipato all’11° Premio Arte Laguna. Il passaggio a Portofino, sotto la direzione di Daniele Crippa e la curatela di Serena Mormino, ha consacrato l’opera tra i grandi della scultura contemporanea.
Oggi Skultoflower è parte della collezione del MUPA accanto a nomi storici come Lucio Fontana, Arman, Guttuso, Pomodoro e Man Ray.
Una metafora della condizione umana
Bressani, con Skultoflower, propone una metafora scultorea dell’esistenza: un ibrido tra natura e artificio, tra spirito e materia. Il fiore non è solo bellezza: è trasformazione, decostruzione e rinascita.
Come scrive la curatrice Serena Mormino, è “un’opera che si indossa con lo sguardo”, un invito a superare la superficie e a vivere l’arte come esperienza emotiva e intima.


