LEOLEO – Parla l’Artista, fuori dal suo corpo, guardandosi da un emisfero che non esiste. Diventa critico di sé stesso, si descrive, descrive il suo operato, lontano dal mondo profano e vicino all’assenza di concetti assolutistici, come fosse un’altra entità, a metà strada tra il presente e il futuro, quello che aspetta chi si mette ogni giorno in discussione ed accoglie una sfida importante come questa.
Le sue parole, oggi, sono il bene più prezioso per quest’opera, nessuno meglio di lui sa raccontare i più intricati e nascosti fili che muovono le scelte, il pensiero e le azioni che portano alla nascita dell’OPERA D’ARTE.
«Sono Stefano Bressani e mi rivolgo al Genio di tutti i tempi: Leonardo Da Vinci.
Ti ammiro, Brillante e poliedrico amico, sei stato pittore, scultore, architetto, ingegnere, matematico e anatomista, nonché musicista e inventore.
Uno dei maggiori artefici del Rinascimento e una delle più grandi menti di tutti i tempi.
Dotato di un’intelligenza senza pari e una grande sete di sapere.
La tua eredità ha inestimabile valore e rimarrà nei secoli, dal passato, passando per il presente, il tuo ed il nostro, verso il futuro, un gioco di posizioni spazio temporali sempre attuali che da allora sono fonte di ispirazione e affascinanti dilemmi…
Se fossi uno studioso dell’arte inizierei dicendovi che sono inventore e Padre fondatore di una Tecnica unica, che, nel mio vivere, mi trovai a ricalcare con diverse coincidenze le linee dello stesso percorso di Leonardo.
Ci immagino come due bambini spinti dalla curiosità, schivi verso gli interessi comuni dei nostri coetanei, attratti per lo più dalla sperimentazione in prima persona.
Per conto mio non posso essere certo che Leonardo condividesse con me lo stesso interesse per la natura, l’amore per il fuoco, la scoperta del Corpo, della meccanica e degli altri elementi quali l’Aria e l’Acqua, ma forse lui pensò lo stesso dei Grandi maestri del suo passato.
L’Amore per la sperimentazione mi ha accompagnato per tutta la vita, mi ha reso complementare al mio lavoro, quando fui progettista meccanico e quando ritrovai la vena poetica e artistica in ogni giorno, costretta in un mondo che non gli apparteneva.
Mi risvegliai dal grigiore di un ufficio sentendo l’eco di un’esigenza, quella di inseguire i propri sogni pur non avendone le possibilità economiche per affrontare un cambiamento che mi rendesse indipendente, tanto da affrontare la scelta di aprire la mia “Bottega”.
Solo oggi mi accorgo di essere stato un “Self made man” contemporaneo e inconsapevole del proprio percorso, oggi che è divenuta la forza più grande che ancora mi caratterizza, determinato e sprezzante della fatica, verso il lavoro che fa parte del mio più intimo DNA.
È così che sono diventato il Maestro delle Stoffe, vivo in un costante rinascimento interiore, vivo una vocazione, vivo per dimostrare a me stesso e agli altri che la forza d’animo e l’entusiasmo possono diventare benzina esplosiva per le idee.
Ho fatto la mia “gavetta” e ho imparato a vivere mischiando i Sogni dell’Artista all’esperienza, al lavoro, alla dedizione e, perché no, alla praticità imprenditoriale che fa parte di me.
La mia Biografia è ricca di idee realizzate in campi diversi tra Arte, Design e moda, forse è proprio questa grande quantità di intenti ed approcci alle più disparate esperienze che mi fa immaginare di essere quel bambino cresciuto con gli occhi di Leonardo.
Ho pensato molto a questo legame che sento, a quel senso innato nell’Artista di voler Sperimentare senza documentarsi, affidandosi esclusivamente alla propria esperienza e alle sue idee, che a volte hanno finito col perdersi in progetti lasciati lì a maturare e a volte trovando, anche a mia insaputa, l’esclusività di qualcosa mai realizzata da altri, così come è avvenuto per la mia stessa tecnica.
È proprio il gioco del confronto, in epoche diverse, che ha portato a misurarmi con Leonardo, spingendosi oltre le informazioni, ho racchiuso in una testa l’Opera che oggi, al 500° anniversario di Leonardo, è testimonianza contemporanea nell’Anno Vinciano.
Tutto parte dal Nome, con il quale oggi la contemporaneità permette di giocare, di ironizzare, intorno a cose e persone, forse allo stesso modo in cui in passato gli artisti vantavano la propria “Licenza Poetica”.
Oggi per gli Amici Leonardo sarebbe “il LEO” nella Milano degli anni ’80 che ho vissuto nel pieno dell’adolescenza…
La prima idea… prendere il nome, sezionarlo e scomporlo, renderlo soprannome e specchiarlo in omaggio alla scrittura stessa di Leonardo, dagli studi delle figure che accomunano i protagonisti di questa storia ne emerge la necessità di trovare il bilanciamento delle lettere specchiate ma non solo, una visione legata agli emisferi del cervello, quello destro e quello sinistro; i responsabili delle attitudini e degli incarichi che lo stesso corpo umano segue nelle sue predisposizioni genetiche.
LEOLEO è umano? LEOLEO è un robot? È un’icona o che cos’altro è?… È un’opera d’arte che vuole catturare l’attenzione e gridare nella sua apparente staticità che oggi l’uomo non ha più gli stessi ideali di Leonardo, purtroppo.
Il nostro periodo è muto, non abbiamo oggi un rinascimento perché non ci è data più la possibilità di averne uno, ma il dovere di Artista mi ha travolto in una visione differente, oltre le barriere morali, teologiche e politiche.
LEOLEO è il risultato di conoscenza, pensiero, idee, tecnica, sperimentazione, colore e materiali, un gioco che, mi piace pensare, lo stesso Leonardo avrebbe apprezzato, un omaggio ricco di significati che vanno capiti e apprezzati, loro il vero tesoro dell’Artista che fa.
Didascalie:
La testa
“Come alcuni di voi sapranno, non è la prima testa che realizzo… ho realizzato molte teste d’artista, uniscono il mio interesse per l’anatomia e il mio essere artista.
Questa, però, è un qualcosa di unico, questa testa gira, non si ferma mai, un po’ come la mia che, nel creare questo emblematico scrigno, e la vostra, nel tentativo di comprenderlo, ruota in equilibrio.”
La scomposizione
“Si, lo so, avrei potuto creare qualcosa di più semplice, o un’opera di grandi dimensioni per omaggiare il grande Leonardo, ma io penso a lui come un uomo, nel suo piccolo colmo di strati che scendono in una profondità rara nell’essere umano, e poi… lavoro con la scomposizione lo sapete… non potevo resistere all’idea di togliere il velo di carne che cela l’ingegno di un uomo straordinario.
Ho tagliato Leonardo a 90° per esplicitarne la visione libera, ho posizionato differenti trame, come solo la mia amata tecnica sa fare, per giocare con lui, per sezionarlo e sintetizzarlo, per raccontare il concentrato di idee che si racchiudeva nella sua testa.”
Gli occhi
“Gli occhi sono sempre stati molto importanti per me, in LEOLEO escono dalle orbite, quasi fosse stato sorpreso dalla mia operazione, i bulbi oculari hanno due colori differenti, quello azzurro, più grande, riflette il colore del cielo, l’elemento dell’aria che non ha limiti, un vuoto incolmabile in cui Leonardo, come me, ha riposto tutto il suo interesse.
L’occhio sinistro, invece, ha il colore della terra, è pensiero terreno, concreto, ha libero accesso ai calcoli del cervello e alla sua progettualità.
In loro ritrovo l’essenza di un senso di appartenenza, due colori per due emisferi e per molteplici concetti.”
L’emisfero destro
“L’emisfero destro è atto all’arte, all’immaginazione, all’analisi tattile, la parte frontale presenta l’icona della testa rossa, come la passione, la mente vaga trasportata dall’idea di un robot umanoide spogliato della sua pelle.
Mi piace pensare di mettere tutto in evidenza, questo però non vuol dire di facile lettura, l’emisfero destro cela, infatti, dettagli e particolari solidi nelle loro incoerenze.”
I soldatini
“Ai piedi dell’emisfero destro troviamo dei giocattoli, credo che tutti i bambini della mia generazione abbiano giocato con questi simpatici soldatini di plastica, qui diventano una compagnia stonata fatta di uomini che, utilizzando l’ingegno, creano sostegni tecnici alla loro limitata forza fisica.
Il soldatino sul carro armato, ironico e prepotente, vanta la sua dominanza fisica e autocelebra la sua forza assistita su un mondo che, ad armi pari, lo schiaccerebbe rivelando la sua pochezza nel gioco del “chi ce l’ha più grosso”.
Ma perché si trovano lì? Non dovrebbero far parte della sfera tecnica, concreta, matematica? Di quella parte di noi che attraverso il calcolo è capace di qualunque cosa? Li ho posizionati lì perché credo sia il loro posto.”
Il cervello
“Nella parte retrostante dell’emisfero destro mi sono dilettato a ricreare il cervello, macchina organica, un cervello vivo, ho raccolto la testimonianza del passato per riproporla in un gioco futuribile. È connesso alle invenzioni belliche, intese come risultato di studi matematici, l’uomo ha prima capito e poi ha agito e costruito. Quella banda che suona a colpi di cannonate, proiettili e bombe a mano è posta lì coscientemente, ho voluto esprimere il concetto che lega la visione di Leonardo…”
La connessione LAN
“Tra connessioni ironiche, iconiche troviamo anche la connessione LAN, è richiamo contemporaneo, è un passaggio e un legame, con lei cambio prospettiva, il mio occhio cambia sguardo, cerco colore e queste sinapsi industrializzate che uniscono giocattoli neri prospettano l’interruzione di armonia, della quiete del ragionamento… volate con me verso l’emisfero sinistro…”
Il caccia jet
“Sfreccia verso il cielo, e io con lui, e voi con me, il caccia jet supera i confini della testa, mi ricorda ancora una volta che il cielo non ha contenimenti, o almeno ad oggi nessuno è in grado di disegnarli con assoluta precisione, anche lui frutto dei calcoli, sogno realizzato di Leonardo di raggiungere il cielo.”
L’emisfero sinistro
“È attraverso questo sogno che, nella mia solita incoerenza, vi porto nell’emisfero della tecnica e della concretezza, quello sinistro.
Scavo nuovamente nella testa di LEOLEO e trovo una scocca cranica che non corrisponde all’anatomia umana, è grigia, metallica, forte come il titanio e misteriosa come se provenisse da un mondo altro, immagino un Leonardo viaggiatore del tempo e un “LEO” dei nostri tempi.
Sotto ho posto un’altra delle mie incoerenze, nel mio continuo dialogo con la natura vi voglio sorprendere così come sono stato sorpreso; chi mi conosce sa che ho parlato spesso, sempre con il vocabolario dell’arte ovviamente, di una natura purificata e quasi bucolica ma il confronto con LEOLEO, in questa lotta di equilibri, me ne rivela un nuovo aspetto.
Per questo ho deciso di ricreare la mia fantasia nell’emisfero sinistro, ho scoperto, in questo viaggio onirico tra colori e dossi, rivoli che sfociano in acqua… penso agli studi di Leonardo sul mondo fluido e mi accorgo che la natura ha, come noi, il suo emisfero destro, caldo e istintivo, e il suo emisfero sinistro che, seguendo le leggi della fisica e della matematica, regolano la vita di ogni essere vivente di questo mondo.”