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Come in ogni collezione d’artista, anche Bressani dedica alcune opere al mondo della committenza, creando ritratti per persone che desiderano omaggiare qualcuno, dai cari all’amato, fino all’autoritratto, un lavoro complesso dove l’artista affronta la propria immagine.
Per Bressani, il percorso è stato diverso. Ha sperimentato con la sua tecnica non convenzionale, cercando di trasmettere la vivacità e l’empatia degli sguardi, trasformando fotografie in opere che mantenessero la stessa intensità espressiva.
Il punto di partenza fu la Marilyn, un’iconica immagine tratta da una foto celebre, che divenne il simbolo delle incoerenze stilistiche di Bressani. Davanti all’Opera di un ritratto di Bressani, ancora oggi, è possibile ritrovarsi sommersi nell’effetto Gioconda e spostarsi seguiti dal suo sguardo fatto di pezzi di stoffa materici e volumi che ne deformano le espressioni se li si osserva da vicino ma che permettono di entrare in un Mondo, il suo, dove tutto trova posto nella meraviglia di sensazioni. Da quella Marilyn, prodotta tra i primi lavori ad oggi, la tecnica e la pulizia stilistica si sono evoluti in maniera esponenziale nella continua ricerca di migliorare il proprio operato. L’artista esplorò altri soggetti come James Dean ed Elvis, utilizzando questi personaggi famosi per aprire il mondo della sua committenza, in modo simile a quanto fatto da Andy Warhol, ma con una motivazione diversa.
I ritratti di Bressani sono opere uniche che uniscono il passato e il futuro, reinventando la tradizione degli arazzi per adattarla al presente. Negli anni, ha ricevuto richieste di ritratti di ogni tipo, dalle persone agli animali, dalle auto alle case, trasformandole in vere opere d’arte, frutto di uno studio accurato.
Ogni ritratto è un progetto complesso: l’artista studia e fotografa il soggetto, trasformandolo in un’opera tridimensionale attraverso scomposizione, incisione, scultura e l’uso di tessuti. Il risultato è un’opera che gioca con ombre e forme, mescolando il figurativo e l’astratto. Bressani ha iniziato con gli occhi, rendendoli vivi, per poi espandere la sua visione alla composizione dell’intera identità della persona ritratta.
























