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Pavia: Celebrazione della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri
6 Giugno 2022 @ 8:00 - 17:00

Arte, Istituzioni e Comunità: la “Testa d’Artista” di Stefano Bressani entra nella storia dell’Arma dei Carabinieri di Pavia
Pavia, 6 giugno 2022
In occasione della celebrazione della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, Piazza San Pietro in Ciel d’Oro si è trasformata in un luogo di memoria, rispetto e gratitudine. A rendere ancora più significativo questo momento solenne, l’artista pavese Stefano Bressani ha donato una delle sue opere più emblematiche: una “Testa d’Artista”, realizzata con l’inconfondibile tecnica della stoffa modellata.
La cerimonia, tra le più sentite dalla comunità pavese, si è svolta davanti al Comando Provinciale dei Carabinieri, simbolo di sicurezza e coesione sociale. In questo contesto, la scultura di Bressani assume un valore profondo: un tributo visivo e simbolico alla figura del Carabiniere, icona di integrità, giustizia e senso del dovere.
“Le mie teste – afferma Bressani – sono il centro simbolico del pensiero e dell’azione. Questa, che ho l’onore di donare all’Arma dei Carabinieri della mia città, vuole essere un segno concreto di stima verso le istituzioni e la loro importanza nella società.”
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La “Testa” entra a far parte della collezione permanente della caserma, posizionata accanto ai cappelli storici dell’Arma. Il Colonnello Luciano Calabrò, Comandante Provinciale, ha accolto l’artista con parole di gratitudine e rispetto, sottolineando l’alto valore culturale dell’iniziativa. Una scelta chiara: unire arte e storia, cultura e servizio, in un percorso comune.

Un’opera che parla alla coscienza collettiva
Nel 2024, a distanza di due anni, il Colonnello Marco Iseglio, attuale Comandante Provinciale, ha voluto rinnovare ufficialmente il gesto accogliendo Stefano Bressani nel proprio ufficio per la consegna di un attestato ufficiale di stima. Un momento intimo, autentico, che conferma quanto l’arte sappia generare legami profondi tra mondi solo in apparenza distanti.
Non è una semplice formalità, ma il riconoscimento del valore umano e simbolico dell’opera: un ponte tra l’individuo e l’istituzione, tra il linguaggio della forma e quello del servizio quotidiano.
Tra l’artista e il Colonnello nasce da subito una sintonia costruita nel tempo, fatta di sguardi condivisi, dialoghi, valori. Un’intesa che va oltre i ruoli, e che racconta una visione comune: quella di un’Arma vicina al cittadino, capace di ascoltare, accogliere, costruire.
Dove l’arte incontra il dovere
In un tempo in cui i riferimenti sembrano sfumare, questo gesto reciproco diventa esempio. Non solo celebrazione, ma connessione profonda tra cultura e istituzioni, tra artista e territorio.
L’iniziativa è la prova tangibile che l’arte può entrare nei luoghi del dovere e restarci, parlare silenziosamente a chi li attraversa ogni giorno, offrendo una visione, un pensiero, una riflessione.
- Un’opera d’arte che trova casa in una caserma.
- Un artista che entra non da estraneo, ma da testimone
- Un comandante che apre non solo una porta, ma un dialogo.
Qui, dove arte e istituzione si stringono la mano, si costruisce un ponte. E questo ponte parla a tutti.

