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Kuoridistoffa© incanta Santa Maria in Betlem con la Madonna della Stella
1 Giugno 2024 @ 21:00 - 23:00

Il Cuore in Stoffa del Ticino: l’ex-voto di Bressani che ricuce tempo, fede e umanità
Nel silenzio sacro della notte pavese, quando il Fiume Ticino svela la sua anima più intima, si compie un gesto che va oltre il rito e diventa linguaggio universale. Sabato 1 giugno 2024, alle ore 21.00, la Madonna della Stella torna a occupare il suo posto d’onore sulla prua del Barcè, l’antica imbarcazione a remi che da secoli attraversa le acque del Ticino.
Quest’anno, accanto alla Madonna, solca il fiume un ex-voto unico nel suo genere: il Kuoredistoffa, un’opera in stoffa creata dal Maestro Stefano Bressani, artista pavese di fama internazionale. Questo “cuore di stoffa” non è solo un oggetto d’arte, ma un messaggio vivo che unisce passato e futuro, parlando alle comunità, alle tradizioni, ai lutti e alle rinascite.
Una stoffa che unisce più di quanto separa
Le sculture di Stefano Bressani sono patchwork tridimensionali che raccontano storie attraverso tessuti appartenenti alla memoria collettiva.
Il Kuoredistoffa – di dimensioni 26x26x15 cm – è stato concepito come ex-voto contemporaneo: un cuore simbolico offerto alla Madonna della Stella e ai suoi devoti. Non è soltanto un omaggio alla fede, ma un gesto culturale e antropologico che cuce insieme popoli, territori e sensibilità diverse. Nei tessuti intrecciati si intrecciano i fili della storia pavese, il vissuto dei vogatori, la devozione di intere famiglie, la spiritualità che attraversa le rive e le generazioni.

Il fiume come confine liquido e ponte identitario
Il percorso del Barcè, dalla fine del Borgo Basso fino alla Chiesa di Santa Maria in Betlem, è molto più di una processione: è un attraversamento simbolico di tempo e spazio. Le acque risalite “controcorrente” portano con sé il significato profondo di ritorno, resistenza e speranza.
Il Vescovo Mons. Corrado Sanguineti, accompagnando la statua e recitando la preghiera di affidamento, diventa guida spirituale e custode di una tradizione che supera la fede per abbracciare l’identità culturale del territorio. Nel cuore del corteo, tra luci riflesse sull’acqua e il ritmo cadenzato dei remi, l’opera di Bressani vibra di una presenza nuova:
contemporanea ma profondamente radicata.
Un tributo ai defunti delle associazioni remiere pavesi e un simbolo di protezione per il presente e il futuro.
L’ex-voto come linguaggio dell’anima
Quando il Kuoredistoffa entra nella Chiesa del Borgo, accolto e benedetto dal Vescovo, compie la sua consacrazione simbolica. Da offerta privata si fa bene comune, da oggetto d’arte si trasforma in icona, da frammento tessile diventa racconto collettivo. Le mani che l’hanno cucito – mani d’artista ma anche mani di memoria – hanno impresso in esso una grammatica invisibile fatta di emozioni, appartenenze, atti di fede e di amore.
Con Bressani, a bordo del Barcè, anche Guido Corsato, presidente dell’Associazione Battellieri Colombo, rappresentante di un patrimonio umano che in questo gesto rituale ritrova nuova voce.
Un’arte che benedice senza dividere
Ora il Kuoredistoffa è custode e compagno della Madonna della Stella, riposto nella Chiesa di Santa Maria in Betlem, pronto a dialogare con ogni visitatore. Il suo linguaggio è universale: parla non solo ai cristiani, ma a chiunque creda nel potere delle radici, nella forza del rito e nel valore della comunità.
In un’epoca che corre e si dissolve, un cuore di stoffa riesce a fermare il tempo e a ricordarci che l’arte, quando nasce dall’anima, unisce.
Pavia, il suo Fiume, la sua gente: ogni filo del Kuoredistoffa racconta una storia che riguarda tutti noi.

