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SUMMARY:Angeli tra Cielo e Terra: Arte e Spiritualità tra Italia e Argentina
DESCRIPTION:Angeli tra Cielo e Terra: Arte e Spiritualità tra Italia e Argentina\nAngeli tra Cielo e Terra è il titolo della mostra ospitata al Serrone della Villa Reale di Monza dal 7 dicembre 2017 al 21 gennaio 2018. L’evento\, dal forte valore simbolico e interculturale\, ha posto al centro la figura dell’angelo\, archetipo universale che attraversa religioni\, culture e tradizioni artistiche. Il progetto\, ideato da Daniele Crippa\, ha coinvolto oltre 500 artisti italiani e internazionali in un dialogo tra arte contemporanea e spiritualità. \n \nIglesia de los Angeles: il progetto argentino\nNel cuore dell’estancia El Milagro\, in Argentina\, è sorta l’Iglesia de los Angeles\, un’opera architettonica e spirituale promossa da Daniele Crippa. L’edificio è decorato con oltre mille piastrelle 20×20 cm\, realizzate da maestranze locali a partire dalle opere di importanti artisti italiani come Gillo Dorfles\, Giosetta Fioroni e Mimmo Paladino. L’intero progetto è un tributo alla comunità cristiana indigena e alla connessione tra arte\, fede e territorio. \nIl legame con l’Italia: la mostra a Monza\nLa mostra di Monza ha rappresentato un ponte simbolico tra l’Italia e l’Argentina. Le opere esposte\, ispirate alla decorazione della Iglesia de los Angeles\, hanno dato vita a un mosaico di visioni angeliche contemporanee. L’evento è stato reso possibile dalla collaborazione con la Direzione Generale della Reggia di Monza e dal patrocinio dell’Arcidiocesi e delle istituzioni culturali argentine\, rafforzando il dialogo tra i due Paesi. \nStefano Bressani e l’angelo contemporaneo\nTra gli artisti in mostra\, Stefano Bressani ha proposto un angelo sorridente e colorato\, realizzato secondo il suo inconfondibile stile. La sua opera affronta il tema spirituale con una visione sostenibile\, in cui l’angelo diventa simbolo di rigenerazione\, ecologia e impegno sociale. L’utilizzo del tessuto e del riciclo conferisce alla figura una nuova leggerezza\, legata alla responsabilità del presente. \nLa figura dell’angelo nella storia dell’arte\nDa Giotto a Chagall\, da Michelangelo a Haring\, l’angelo è stato nel tempo una presenza costante nell’immaginario artistico. In Angeli tra Cielo e Terra\, l’angelo si conferma icona trasversale\, capace di parlare a culture differenti e di evocare valori universali: la protezione\, la fratellanza\, la speranza. L’arte diventa così veicolo di dialogo e riflessione sul senso del sacro nel mondo contemporaneo. \nArte e spiritualità in dialogo\nLa pubblicazione del volume Angeli & Artisti nella Iglesia de los Angeles (Bellavite Editore) ha accompagnato l’esposizione\, offrendo un ulteriore strumento di approfondimento. L’intero progetto Angeli tra Cielo e Terra rappresenta un esempio riuscito di arte come ponte tra popoli\, spiritualità e creatività. Nell’epoca della globalizzazione\, l’angelo si fa messaggero di un’etica condivisa e di un’umanità che cerca bellezza\, senso e connessione.
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SUMMARY:Stefano Bressani a OPEN20 Venezia: tra scultura e riflessione contemporanea
DESCRIPTION:Stefano Bressani a OPEN20 Venezia\nStefano Bressani OPEN20 Venezia: un biennio di intensa attività creativa e riconoscimenti internazionali. Tra il 2016 e il 2017\, l’artista ha consolidato il suo ruolo nella scena dell’arte contemporanea\, presentando opere visionarie in sedi come il Molino Stucky\, l’Arsenale e l’Hotel Excelsior durante la Mostra del Cinema di Venezia. \nPicasso Re-loaded: dialogo con il cubismo\nCon il progetto Picasso Re-loaded\, Bressani rilegge l’eredità cubista in chiave personale. Non un semplice omaggio\, ma un confronto critico con il linguaggio visivo del Novecento. Le sue sculture ricostruiscono e destrutturano la figura\, aprendo una riflessione sull’arte come interpretazione della realtà. \n \nSkultoflower e il Premio Arte Laguna\nLa serie Skultoflower\, premiata con il Premio Speciale OPEN19 – Arte Laguna\, affronta il legame tra arte e natura. L’opera simboleggia la rinascita\, la fioritura come trasformazione. Il messaggio\, amplificato dalle esposizioni al Molino Stucky e all’Arsenale\, è un invito alla consapevolezza ecologica attraverso la forma artistica. \nKaotika – Without Time: tempo e caos visivo\nDurante OPEN20 Venezia\, Bressani presenta Kaotika – Without Time\, installazione allestita all’Hotel Excelsior. Figure seriali\, in corsa\, incarnano la disconnessione del presente. Il bianco e nero richiama il cinema classico\, mentre la struttura visiva riflette il disorientamento dell’individuo contemporaneo. L’artista espone accanto a nomi come Yoko Ono\, confermando la rilevanza della sua ricerca. \nUna scenografia della contemporaneità\nSecondo la curatrice Serena Mormino\, Kaotika è una “scenografia della contemporaneità”. Il bianco diventa simbolo di vuoto identitario e comunicazione impersonale. L’opera denuncia la solitudine digitale e la perdita di senso\, ma allo stesso tempo offre una possibilità di riscrittura individuale. \n\nL’arte come possibilità\nNonostante l’apparente leggerezza cromatica\, l’arte di Bressani è densa di contenuti critici. Il suo linguaggio unisce tradizione e innovazione\, offrendo un percorso di consapevolezza. L’estetica diventa mezzo per interrogare la condizione umana nell’era della velocità e della post-verità. \nVerso nuovi progetti\nCon OPEN20 Venezia\, Stefano Bressani conferma la coerenza della sua poetica. Le sue opere pongono interrogativi sul tempo e sull’identità\, aprendo spazi di riflessione condivisa. Tra nuove mostre e progetti internazionali\, l’artista continua a dialogare con il pubblico attraverso immagini\, installazioni e social network.
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LOCATION:Festival del cinema di Venezia\, Lungomare Guglielmo Marconi\, 41\, 30126 Lido VE\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Skultoflower Maliumbas di Stefano Bressani a Los Angeles
DESCRIPTION:Skultoflower Maliumbas di Stefano Bressani: dall’Arte di Venezia alla Natura di Los Angeles\nSkultoflower Maliumbas di Stefano Bressani è un’opera che va oltre la scultura: trasforma lo spazio\, lo abita\, lo vive. Dopo il suo debutto all’Arsenale di Venezia\,\nha trovato una nuova vita tra i giardini di Bel Air\, a Los Angeles. Un viaggio tra simbolismo\, materia e trasformazione che racconta la visione profonda dell’artista. \n  \n \nDalle acque veneziane al Premio Arte Laguna\nL’opera prende vita tra gli archi dell’Arsenale Nord di Venezia\, dove conquista la giuria del Premio Arte Laguna nella sezione speciale OPEN. Un riconoscimento importante che apre a Skultoflower Maliumbas e a Stefano Bressani nuove prospettive internazionali. \nDopo il successo iniziale\, l’opera si sposta al molo di Molino Stucky\, sotto lo sguardo attento della laguna e di un pubblico internazionale. Ed è proprio lì\, tra dialoghi inattesi e sguardi profondi\, che nasce l’incontro con una famiglia americana: la scintilla che cambierà il destino dell’opera. \nIl giardino di Bel Air: tra natura e cultura pop\nSkultoflower Maliumbas di Stefano Bressani attraversa l’oceano e approda a Los Angeles\, nel cuore di Bel Air. Qui\, immersa in un giardino lussureggiante\, entra in dialogo con l’ambiente californiano\, tra sole\, colline e suggestioni pop anni ’80. \nUn’opera che respira\nLa scultura diventa organismo vivente: muta con le stagioni\, si lascia contaminare dalla natura\, si radica nel terreno. Al suo interno\, un fiore simbolico: delicato ma resistente\, fragile ma saldo\, fatto di materiali industriali come neoprene e acciaio corten. \nSimbolismo\, materia e metamorfosi\nIl cubo geometrico che ospita il fiore rappresenta la tensione tra opposti: Skultoflower Maliumbas unisce rigore e organicità\, materia e spirito\, industria e natura. È un’opera in continuo divenire\, che racconta la ciclicità della vita: fioritura\, decadimento\, rinascita. \n \nLo stelo solido e i petali in acciaio corten evocano la trasformazione come forza vitale. È il segno distintivo di Stefano Bressani: un’arte che accoglie l’imperfezione e la rende bellezza. \nUn racconto senza fine\nDa Venezia a Los Angeles\, Skultoflower Maliumbas è ponte tra culture\, memorie\, paesaggi. Non più semplice oggetto artistico\, ma esperienza immersiva e personale. Un racconto sensoriale che si evolve con chi lo incontra\, diventando parte della vita e dell’immaginario collettivo.
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SUMMARY:Skultoflower di Stefano Bressani al MUPA di Portofino
DESCRIPTION:Skultoflower di Stefano Bressani al MUPA di Portofino\nNel 2016\, Stefano Bressani ha presentato Skultoflower al Museo del Parco di Portofino (MUPA)\, dove l’opera è entrata nella collezione permanente. Dopo l’anteprima alla mostra internazionale OPEN a Venezia\, l’artista pavese consolida così il suo linguaggio tra scultura\, design\, moda e riflessione esistenziale. \nUn fiore cubista tra corpo e spirito\nAlta tre metri\, Skultoflower è una scultura monumentale: la base in ferro corten simboleggia il corpo e la trasformazione\, mentre un cubo in neoprene colorato emerge come simbolo dell’anima. Il contrasto tra materia organica e forma razionale incarna la tensione tra impermanenza e permanenza. \n \nLa texture Maliumbas: identità visiva\nElemento distintivo dell’opera è la texture Maliumbas\, creata e brevettata da Bressani. Questa superficie dai colori accesi\, pop e tribali\, è narrazione visiva e linguaggio interiore: un vocabolario che fonde arte\, moda e sperimentazione. \nUn’opera tra Venezia e Portofino\nDopo il debutto veneziano\, Skultoflower ha vinto il Premio Speciale Arte Laguna – Sezione OPEN e ha partecipato all’11° Premio Arte Laguna. Il passaggio a Portofino\, sotto la direzione di Daniele Crippa e la curatela di Serena Mormino\, ha consacrato l’opera tra i grandi della scultura contemporanea. \nOggi Skultoflower è parte della collezione del MUPA accanto a nomi storici come Lucio Fontana\, Arman\, Guttuso\, Pomodoro e Man Ray. \n\nUna metafora della condizione umana\nBressani\, con Skultoflower\, propone una metafora scultorea dell’esistenza: un ibrido tra natura e artificio\, tra spirito e materia. Il fiore non è solo bellezza: è trasformazione\, decostruzione e rinascita. \nCome scrive la curatrice Serena Mormino\, è “un’opera che si indossa con lo sguardo”\, un invito a superare la superficie e a vivere l’arte come esperienza emotiva e intima. \n 
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SUMMARY:Skultoflower di Stefano Bressani all’OPEN 19 Venezia
DESCRIPTION:La Laguna si veste d’arte: la Skultoflower in mostra a Venezia\nA quasi vent’anni dalla sua nascita\, OPEN – Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni si conferma tra le manifestazioni più visionarie del panorama artistico contemporaneo. L’edizione 2016 ha trasformato Venezia in un vero museo a cielo aperto\, dove l’arte incontra la quotidianità\, coinvolgendo passanti e paesaggio urbano. \nLe installazioni\, disseminate tra calli\, fondamenta e scorci lagunari\, spezzano la continuità visiva e generano cortocircuiti estetici che stimolano riflessione e meraviglia. OPEN 19 è molto più di una mostra: è un’esperienza immersiva dove lo spettatore diventa parte attiva dell’opera. \n\nSkultoflower: la scultura “vestita” di Bressani protagonista a Venezia\nTra gli artisti in esposizione spicca Stefano Bressani\, Maestro dell’arte contemporanea italiana\, con la sua monumentale “Skultoflower”\, posizionata in modo strategico all’ingresso dell’Hilton Molino Stucky. Dopo il successo di Maliumbas Nature Sound a CasaMilan\, Bressani porta a Venezia una scultura che sintetizza perfettamente il suo linguaggio poetico e materico. \nAlta oltre tre metri\, la Skultoflower nasce da una base in acciaio corten\, simbolo di trasformazione nel tempo. Da questo stelo metallico fiorisce un cubo rivestito con texture Maliumbas\, elemento distintivo della sua cifra stilistica. L’opera fonde forza e delicatezza\, geometria e natura\, industria e poesia. \nUn simbolo di resilienza e sostenibilità\nLa scultura è realizzata con materiali di recupero\, in linea con l’etica dell’artista. Il contrasto tra il metallo ossidabile e la leggerezza visiva dei tessuti trasforma l’opera in un organismo vivo\, capace di comunicare con chi la osserva. Un simbolo della convivenza tra effimero e durevole\, morbido e solido\, uomo e tempo. \nLa curatela è firmata da Serena Mormino\, critica d’arte e presidente dell’Associazione Culturale Amarte\, che accompagna Bressani in questa edizione. “Nelle sue opere convivono suggestioni differenti – afferma – che si fondono in un linguaggio unico\, sospeso tra Dolce Vita\, Pop Art e futuro”. \n\nNel contesto di OPEN 19\, la Skultoflower si fa ambasciatrice di una nuova scultura italiana\, che unisce artigianato e innovazione\, tradizione e sperimentazione\, trasformando la materia in visione. \nUn’arte che si vive\, non solo si osserva\nCon questa installazione\, Stefano Bressani conferma la sua capacità di creare opere che non si limitano a essere ammirate\, ma che coinvolgono e dialogano. La sua Scultura Vestita invita il pubblico a un’esperienza sensoriale ed emotiva\, dove l’arte diventa parte della vita quotidiana.
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LOCATION:Open 19 Molino Stucky\, Giudecca\, 810\, 30133 Venezia VE\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Stefano Bressani a Casa Milan – Fuori Salone 2016
DESCRIPTION:Colours of Fabrics Sound: Stefano Bressani al Fuori Salone 2016\nDurante il Fuori Salone 2016\, Casa Milan ha ospitato Colours of Fabrics Sound\, una mostra dell’artista pavese Stefano Bressani. L’esposizione ha celebrato la fusione tra arte\, tessuto e suono\, portando a Milano dieci opere capaci di coinvolgere i sensi in un’esperienza unica. \nL’artista\, celebre per le sue Sculture Vestite\, ha presentato una visione simbolica e multisensoriale dove stoffa e suono dialogano\, dando vita a opere cariche di significato e tensione poetica. \n \n“Maliumbas Nature Sound”: la scultura sonora\nTra le opere più rappresentative della mostra\, spicca Maliumbas Nature Sound (2016): una scultura alta 280 cm\, rivestita in tessuti colorati e dotata di sistema audio Bose. Non solo oggetto artistico\, ma strumento musicale\, questa opera incarna la visione sinestetica dell’artista\, che fonde visione\, tatto e suono in una sola esperienza estetica. \nStoffa\, chiodi e dinamismo\nLe sculture di Bressani sono realizzate con tessuti sartoriali assemblati senza cuciture\, fermati da chiodi simbolici. In Fighting (2016)\, l’energia del gesto sportivo si unisce alla sua ricerca plastica\, portando in scena il movimento. \nIl contrasto tra materiali rigidi e tessuti morbidi racconta un’estetica fatta di dualismi: organico/inorganico\, solido/fragile\, in un linguaggio che sfugge a definizioni tradizionali. \nTra Pop Art e natura: icone e simboli\nOpere come Fiat F2 e White Caddy (2014) omaggiano l’universo automobilistico\, mentre Regal Horse e la serie On My Fingers (2013/2014) introducono la dimensione naturale attraverso simboli come la rana\, icona di trasformazione e adattabilità. \nUn’estetica dell’incoerenza\nIl processo creativo di Bressani nasce da una spinta musicale e istintiva. Le sue opere non seguono uno schema prestabilito: prendono forma da suggestioni emotive e contrasti. Il risultato è un’arte che si ascolta\, si tocca\, si vive. \nColours of Fabrics Sound non è solo una mostra\, ma una proposta poetica che invita a riscoprire l’arte come esperienza quotidiana e immersiva. \n 
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SUMMARY:Picasso e le sue passioni: Bressani in mostra a Pavia
DESCRIPTION:Un dialogo contemporaneo con Guernica\nLa mostra “Picasso e le sue passioni”\, ospitata a Palazzo Vistarino di Pavia\, offre un viaggio emozionante nell’universo creativo di uno dei più grandi maestri dell’arte moderna. Tra oltre duecento opere tra disegni\, ceramiche e oli\, la rassegna include anche tre originali reinterpretazioni italiane del celebre dipinto Guernica\, realizzate da Stefano Bressani\, Paolo Baratella e Paolo Ceribelli. \n\nL’opera di Stefano Bressani: “Urlo alla Vita”\nL’installazione di Bressani\, artista pavese classe 1973 noto per le sue Sculture Vestite\, si intitola “Urlo alla Vita”. L’opera\, realizzata con stoffa riciclata\, si propone come un messaggio di speranza che si contrappone all’angoscia della guerra rappresentata nel capolavoro di Picasso. Un animale che morde la mano dell’uomo simboleggia la ribellione della natura e il desiderio di rinascita\, sottolineati da colori caldi e un sole splendente che evocano un futuro luminoso. \nLa mostra e le altre reinterpretazioni di Guernica\nL’evento\, promosso da The Mad Box\, è stato inaugurato il 19 dicembre 2015 ed è visitabile fino al 20 marzo 2016. Grazie a uno schermo multimediale installato in mostra\, i visitatori possono scoprire la storia di Guernica e seguire le fasi di lavoro delle tre interpretazioni contemporanee. \n\nPaolo Baratella – “Per Guernica ora”\nBaratella interpreta il dramma della guerra in chiave attuale\, lanciando un appello per un “NO” deciso alla violenza e all’oppressione. La sua opera denuncia le vere cause dei conflitti\, come la brama di potere e il controllo delle risorse\, spesso mascherati da ideologie. \nPaolo Ceribelli – “.CODE.”\nCon un linguaggio visivo incisivo\, Ceribelli riflette sul modo in cui la società trasforma gli orrori in routine. La ripetizione ossessiva dell’immagine di Guernica diventa un monito contro l’indifferenza e la ciclica riemersione della violenza. \nUna riflessione collettiva sull’eredità di Picasso\nLa mostra rappresenta un’importante occasione di confronto tra epoche\, stili e linguaggi. Le opere di Bressani\, Baratella e Ceribelli offrono una rilettura plurale di Guernica\, mantenendo viva la sua forza simbolica e il suo messaggio universale contro ogni forma di sopraffazione.
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SUMMARY:Stefano Bressani al Padiglione Qatar di Expo 2015
DESCRIPTION:Un padiglione immersivo tra cultura\, tradizione e innovazione\nDurante Expo Milano 2015\, il Padiglione del Qatar si è distinto per la sua forza narrativa e l’intensità dell’esperienza proposta ai visitatori. Il padiglione è stato concepito come un viaggio immersivo. Infatti\, i visitatori hanno potuto immergersi in musiche\, danze e sapori tradizionali. In particolare\, è stata celebrata la “sofra”\, la tipica tavola araba simbolo di ospitalità e condivisione. \n\nArchitettura simbolica e tecnologie sostenibili\nL’architettura del padiglione evocava un antico palazzo-fortezza. Le quattro torri angolari e la monumentale scalinata d’ingresso ne definivano l’impatto visivo. Al centro svettava un grande jafer\, il tradizionale cesto per alimenti. Questo elemento\, trasformato in una vera installazione architettonica\, misurava 11 metri di diametro e 8 di altezza. Inoltre\, la struttura adottava tecnologie sostenibili. Per questo motivo il Qatar ha dimostrato grande attenzione per l’ambiente e per la cultura alimentare. \nL’incontro con Stefano Bressani: arte e scambio culturale\nProprio in questo contesto ricco di suggestioni è avvenuto l’incontro tra Stefano Bressani e il Padiglione del Qatar. L’artista\, noto per le sue Sculture Vestite\, è stato invitato a visitare gli spazi espositivi. Inoltre\, ha potuto lasciarsi ispirare dalle atmosfere evocative del padiglione\, che richiamavano un autentico suk arabo. L’incontro con Mohammed Al Bloshi\, figura di rilievo nel sistema bancario e petrolifero del Qatar e portavoce per Expo Italia\, ha dato vita a un confronto artistico e culturale di grande valore. \nUn’opera dedicata al cavallo arabo\nBressani ha voluto rendere omaggio al Qatar con un’opera ispirata al cavallo arabo. Questo simbolo rappresenta forza\, eleganza e tradizione. Infatti\, il cavallo è profondamente radicato nella cultura del paese. Il Qatar è riconosciuto a livello internazionale per la sua tradizione equestre. Inoltre\, il paese ospita strutture moderne e competizioni sportive di altissimo livello\, rafforzando il suo ruolo di riferimento negli sport equestri. \nUn dialogo che guarda al futuro\nL’esperienza vissuta a Expo ha lasciato in Bressani un forte desiderio. L’artista vuole continuare il dialogo culturale e creativo con il Qatar. Per questo motivo auspica la realizzazione di una mostra personale nel Paese. Un’esposizione simile contribuirebbe a consolidare i legami tra due mondi diversi. Tuttavia\, entrambi sono uniti dalla stessa visione: promuovere la cultura e l’innovazione attraverso l’arte.
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SUMMARY:Stefano Bressani al Museo della Calzatura di Vigevano
DESCRIPTION:Arte e moda si incontrano nel cuore di Vigevano\nNel 2015\, Stefano Bressani entra a far parte della collezione permanente del Museo Internazionale della Calzatura di Vigevano\, con un’opera che unisce arte contemporanea e design di moda. Il museo\, situato nel Castello Sforzesco\, è un punto di riferimento nella storia della calzatura italiana e internazionale. \nIl MIC: storia della scarpa e grandi nomi della moda\nFondato negli anni Cinquanta\, il MIC “Pietro Bertolini” ospita pezzi unici appartenuti a personaggi storici e creazioni firmate da Ferragamo\, Dior\, Armani\, Lagerfeld e Louis Vuitton. La collezione racconta l’evoluzione tecnica\, estetica e culturale della scarpa nel tempo. \nUn’opera contemporanea nella collezione permanente\nL’ingresso di Bressani nel museo avviene con una calzatura femminile progettata in collaborazione con la designer Silvia Fabiani. L’opera\, ispirata alla Monaca di Monza\, esplora i temi dell’ambiguità e del doppio\, cari all’artista. È un esempio di dialogo tra linguaggi visivi e sartorialità. \nIl linguaggio delle Sculture Vestite in una scarpa\nL’opera è realizzata con tessuto embossato e superfici tridimensionali\, in pieno stile Sculture Vestite. La calzatura presenta linee asimmetriche e il motivo Maliumbas©\, cifra distintiva di Bressani. Il piede parzialmente scoperto simboleggia tensione e intimità\, in un equilibrio tra forma e concetto. \nUn simbolo dell’arte applicata al design\nLa scarpa viene esposta a rotazione tra le sale del museo. La scelta del Museo della Calzatura di inserire un’opera di Bressani nella propria collezione permanente testimonia l’apertura alla contemporaneità. È un gesto che riconosce l’importanza dell’arte anche nel mondo del design applicato. \nTradizione artigianale e visione artistica\nCon questa installazione\, Stefano Bressani conferma la sua capacità di tradurre linguaggi e materiali in racconti visivi inediti. L’opera diventa così un ponte tra passato e presente\, tra l’eccellenza artigianale e la ricerca estetica più innovativa. Il Museo Internazionale della Calzatura di Vigevano si conferma un luogo di dialogo tra le arti. \n 
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SUMMARY:Stefano Bressani al Museo Fiat 500 di Garlenda
DESCRIPTION:Arte e motori: l’omaggio di Bressani alla Fiat 500\nDopo il successo della mostra al Museo dell’Automobile di Torino\, Stefano Bressani porta la sua arte a Garlenda\, nel Museo Multimediale della Fiat 500 Dante Giacosa. Il museo è dedicato al celebre ingegnere italiano che ha progettato la storica Fiat 500\, simbolo di italianità nel mondo. \n\nUna mostra durante il Meeting Internazionale Fiat 500\nL’evento si svolge nel contesto del Meeting Internazionale Fiat 500\, giunto alla sua 32ª edizione. Questo raduno annuale richiama appassionati da ogni parte del mondo\, celebrando la piccola grande icona dell’automobilismo italiano. Il museo\, a sua volta\, è un punto di riferimento per gli amanti del design e della storia della 500. \nSculture Vestite: tessuto e poesia in dialogo con la carrozzeria\nBressani espone le sue inconfondibili Sculture Vestite\, opere in tessuto che rielaborano il design automobilistico in chiave poetica. Le forme tondeggianti della 500 sono reinterpretate in stoffa. Questo crea un contrasto emozionante tra la morbidezza del tessuto e la rigidità del metallo. Inoltre\, l’artista riesce a esaltare la forma e l’identità del celebre veicolo senza snaturarlo. \nLitoprint: arte accessibile e originale\nOltre alle sculture\, la mostra presenta anche le Litoprint: stampe su carta con inserti in tessuto originale. Ogni stampa diventa così un pezzo unico\, accessibile anche a collezionisti con budget più contenuti. Inoltre\, queste opere mantengono intatto il valore artistico e l’emozione tattile delle creazioni di Bressani. \nUn’iniziativa voluta dal Fiat 500 Club Italia\nL’invito a partecipare è arrivato da Domenico Romano\, presidente del Fiat 500 Club Italia\, e dal vicepresidente Alessandro Scarpa. L’obiettivo è quello di valorizzare l’arte contemporanea in un contesto legato alla storia del design italiano. Il connubio tra motori e arte\, infatti\, ha dimostrato grande forza evocativa e coinvolgente. \nBressani: “Ogni stampa racconta l’essenza delle mie opere”\nRiguardo alle Litoprint\, Bressani spiega: «Senza le mie opere non esisterebbero le stampe\, nella stessa misura in cui senza gli occhi non esisterebbero le mie sculture. In ogni stampa inserisco un frammento delle stoffe che uso nelle mie opere\, rendendo ogni pezzo unico e prezioso». \nArte\, design e passione italiana\nQuesta esposizione conferma il legame profondo tra arte e automobile\, tra creatività e tradizione. Con la mostra di Garlenda\, Stefano Bressani invita il pubblico a guardare la Fiat 500 con nuovi occhi\, trasformando un’icona industriale in poesia visiva e materia d’arte. \n 
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LOCATION:Museo Fiat Garlenda\, Via Roma\, 90\, 17033 Garlenda SV\, Garlenda\, Italy
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SUMMARY:Stefano Bressani al Museo M.A.C.I.S.T. di Biella
DESCRIPTION:Stefano Bressani al Museo M.A.C.I.S.T. di Biella: arte e impegno sociale\nIl Museo d’Arte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze (M.A.C.I.S.T.) di Biella rappresenta un esempio unico di connubio tra arte contemporanea e impegno sociale. Nato dall’idea del Maestro Omar Ronda e sostenuto da un gruppo di collezionisti e artisti internazionali\, il museo ha come obiettivo la promozione dell’arte contemporanea di qualità\, senza appartenere a scuole o correnti specifiche. Al centro della sua missione c’è un forte impegno etico: sostenere la Fondazione Edo ed Elvo Tempia nella lotta contro i tumori. \nCon oltre 150 opere italiane e internazionali provenienti da 22 paesi\, esposte in collezioni permanenti e temporanee\, il Museo M.A.C.I.S.T. offre un’esperienza artistica che coinvolge e sensibilizza il pubblico su temi importanti quali salute\, ricerca e prevenzione. \n\nL’opera Pala Maliumbas: simbolo di stile e sostenibilità\nTra gli artisti invitati a partecipare a questa realtà culturale\, spicca Stefano Bressani\, chiamato personalmente dall’amico e Maestro Omar Ronda. Per l’occasione\, Bressani ha donato un’opera concepita appositamente per rappresentare i valori fondanti del suo lavoro artistico\, riconosciuto a livello internazionale per la sua tecnica innovativa basata sull’uso di stoffe coloratissime. \nL’opera\, intitolata Pala Maliumbas©\, si distingue per forme sinuose e colori vivaci\, elementi che caratterizzano la fantasia e la ricerca stilistica dell’artista. Con dimensioni di 260x30x8 cm\, la Pala Maliumbas è collocata orizzontalmente all’interno del museo e funge da simbolico “orizzonte artificiale”\, ispirato al concetto aeronautico. Questa linea metaforica segna il confine tra il mondo reale e quello sognante\, lasciando al visitatore la libertà di posizionare la propria percezione\, invitandolo a riflettere e sognare. \nArte e responsabilità sociale\nL’opera di Bressani non è solo un manifesto estetico\, ma anche un messaggio di sostenibilità e riciclo\, temi centrali nella sua ricerca artistica. La sua presenza al Museo M.A.C.I.S.T. testimonia la capacità dell’arte di unire bellezza e responsabilità sociale. \nUn valore aggiunto alla partecipazione di Bressani è la lettera di ingaggio firmata dal celebre critico d’arte Philippe Daverio\, che ne ha sottolineato il valore artistico e simbolico. \nCon questa donazione\, Stefano Bressani consolida il suo ruolo non solo come innovatore nell’arte contemporanea\, ma anche come promotore di un messaggio etico e culturale che supera i confini delle gallerie\, raggiungendo un pubblico più ampio e sensibilizzandolo su temi fondamentali per la società.
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SUMMARY:Walking the Art: le scarpe-scultura di Bressani a Vigevano
DESCRIPTION:Walking the Art – Skultoshoes: la mostra di Stefano Bressani a Vigevano\nNel cuore di Vigevano\, città simbolo della calzatura italiana\, prende vita una mostra unica nel suo genere: “Walking the Art – Skultoshoes”. Questo progetto innovativo unisce arte e moda\, creando scarpe-sculture firmate dall’artista Stefano Bressani e dalla designer Silvia Fabiani. \nLocation e patrocinio\nLa mostra si svolge nella suggestiva cornice della Seconda Scuderia del Castello Sforzesco. Inoltre\, gode del patrocinio del Comune di Vigevano e del sostegno dell’Assessorato alla Cultura. Si tratta del risultato di una collaborazione biennale tra i due creativi. L’obiettivo è realizzare calzature femminili artigianali che combinano design tridimensionale e materiali innovativi. In questo modo si esaltano la tradizione e l’eccellenza del Made in Italy. \n\nLe Skultoshoes: arte\, moda e innovazione\nLe Skultoshoes nascono dall’uso del tessuto brevettato Maliumbas\, sviluppato da Bressani insieme a Italian Converter\, un’azienda leader nei tessuti per l’alta moda. Queste calzature si distinguono per linee nette\, tacchi alti e plateau. Inoltre\, presentano un effetto tridimensionale ottenuto tramite la tecnica di embossing. Questo conferisce ai tessuti un aspetto materico unico. \nTecnica e comfort\nStefano Bressani definisce questa collezione come la prova tangibile del forte legame tra arte e moda. Infatti\, sono due mondi che si influenzano e arricchiscono reciprocamente. Oltre all’estetica\, grande attenzione è data al comfort. Così\, le Skultoshoes non sono solo opere d’arte da ammirare\, ma anche calzature indossabili. \nTra i pezzi esposti\, spicca un modello maschile realizzato in collaborazione con l’azienda vigevanese Moreschi. Questa scarpa unisce il design raffinato dell’azienda al velluto “Maliumbas Velvet”\, simbolo di eleganza e innovazione. \nRiconoscimenti e collezione permanente\nL’Assessore alla Cultura Daniela Del Frate sottolinea l’importanza della mostra. Essa valorizza Vigevano come capitale mondiale della calzatura\, una città orgogliosa della sua storia artigianale. Il Castello Sforzesco\, con la sua Seconda Scuderia\, rappresenta la cornice ideale per un evento che unisce cultura\, arte e impresa. \nUn momento fondamentale è stato l’inserimento del primo prototipo Skultoshoes\, la SK SH 0001\, nella collezione permanente del Museo della Calzatura “P. Bertolini”. Realizzata con tessuto Maliumbas arancio laminato metallizzato\, questa scarpa segna l’inizio di una nuova era nell’arte calzaturiera. L’innovazione tessile e la ricerca estetica diventano così un linguaggio espressivo unico e affascinante.
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SUMMARY:Stefano Bressani al MAUTO di Torino: arte e sostenibilità in mostra
DESCRIPTION:Mostra personale al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino: Un dialogo tra arte e motori\nDal 6 settembre al 5 ottobre 2014\, il MAUTO di Torino ospita la mostra personale di Stefano Bressani\, artista noto per aver ideato le “Sculture Vestite”\, un linguaggio artistico originale che unisce estetica e recupero creativo. \nL’esposizione è curata da Carlotta Canton\, direttrice artistica della Galleria Davico Arte\, e si inserisce all’interno del percorso museale del MAUTO\, celebre per la sua attenzione a design\, innovazione e cultura contemporanea. \n\nLe “Sculture Vestite”: arte che nasce dal tessuto\nStefano Bressani è un artista autodidatta che ha sviluppato una tecnica unica: scomporre le forme\, destrutturarle e ricostruirle utilizzando stoffe e materiali tessili. Il risultato è un’opera tridimensionale\, morbida\, vibrante\, carica di significato e profondità. \nArte e sostenibilità\nLe sue opere non sono solo visivamente affascinanti\, ma portano con sé un messaggio etico: Bressani utilizza tessuti di recupero\, promuovendo così il riuso creativo e la sostenibilità ambientale. Le sue sculture diventano così simboli di riflessione sull’uso delle risorse e sull’impatto dell’uomo sul pianeta. \nLa mostra al MAUTO: un’esperienza immersiva\nL’esposizione presenta una selezione di opere che raccontano l’evoluzione stilistica e concettuale dell’artista. Inserite all’interno del percorso museale\, le sculture dialogano con i contenuti tecnologici e storici del MAUTO\, in un continuo scambio tra arte\, design e ingegneria. \nVideoproiezione e processo creativo\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza espositiva\, è presente una videoproiezione curata da Marco Sanna\, che documenta le fasi di realizzazione delle opere all’interno dello studio dell’artista\, offrendo uno sguardo autentico dietro le quinte del suo lavoro. \nUn percorso tra arte e motori\nBressani non è nuovo al mondo dell’automobile: ha già collaborato con la Fondazione Piaggio di Pontedera e ha partecipato alla mostra itinerante Contemporary Art Meeting 500\, dedicata al mito della Fiat 500. Inoltre\, le sue opere sono state esposte in eventi internazionali come la Biennale di Venezia. \n\nConclusione\nLa mostra al MAUTO rappresenta una tappa significativa nel percorso artistico di Stefano Bressani\, capace di portare arte\, innovazione e consapevolezza ambientale in un contesto dinamico e aperto alla sperimentazione. Le sue Sculture Vestite offrono al pubblico un’esperienza visiva e culturale profonda\, in grado di ispirare e far riflettere.
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LOCATION:Museo Nazionale dell’Automobile\, Corso Unità d'Italia\, 40\, 10126 Torino TO\, Torino
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SUMMARY:Night of Wonders Venezia: Stefano Bressani omaggia i Pink Floyd
DESCRIPTION:Night of Wonders Venezia – Stefano Bressani omaggia i Pink Floyd con le sue Sculture Vestite\nNel 2014\, a venticinque anni dallo storico concerto dei Pink Floyd a Venezia\, la città ha celebrato l’anniversario con un grande evento internazionale: Night of Wonders. La mostra\, ospitata nello suggestivo spazio dell’ex Chiesa di Santa Marta\, ha offerto un viaggio immersivo nella storia della band britannica\, con fotografie\, video\, memorabilia e installazioni artistiche. \nLe opere di Stefano Bressani in dialogo con i Pink Floyd\nTra i protagonisti di Night of Wonders Venezia c’è Stefano Bressani\, artista italiano conosciuto per aver ideato le Sculture Vestite. In questa occasione\, Bressani ha presentato due opere ispirate ad altrettanti album iconici dei Pink Floyd: The Division Bell e The Wall. \n“Steel Faces”: la luce e il tessuto reinterpretano The Division Bell\nL’installazione Steel Faces\, ispirata all’album The Division Bell\, rielabora in chiave tessile le celebri teste metalliche disegnate da Storm Thorgerson. Le sculture\, alte 240×180 cm\, dialogano con la luce naturale della chiesa\, creando giochi di chiaroscuro che esaltano i colori morbidi e le forme tridimensionali dell’opera. \n\n \n\n“What shall we do now?”: omaggio riflessivo a The Wall\nLa seconda opera\, What shall we do now?\, si ispira a The Wall\, il concept album che affronta temi di isolamento e conflitto interiore. Bressani rende omaggio ai disegni originali di Gerald Scarfe\, reinterpretandoli con la sua tecnica scultorea per invitare a una riflessione personale e contemporanea. \nUna mostra tra arte\, musica e memoria\nNight of Wonders Venezia\, curata dall’associazione Floydseum\, è stata molto più di una mostra: un vero percorso multisensoriale che ha ricreato l’atmosfera del concerto veneziano del 15 luglio 1989. Tra materiali inediti\, testimonianze di fan e opere d’arte\, l’esposizione ha raccontato l’impatto dei Pink Floyd sulla cultura visiva e musicale. \nOltre a Bressani\, erano presenti anche artisti come Marco Lodola con installazioni luminose ispirate a The Wall\, creando un dialogo visivo potente ed emotivo. \nL’arte come ponte tra musica e visione\nLa partecipazione di Stefano Bressani a Night of Wonders ha sottolineato il ruolo dell’arte nel dare nuova forma alla memoria collettiva. Le sue Sculture Vestite traducono l’universo sonoro dei Pink Floyd in materia visiva\, portando profondità e significato a icone della musica senza tempo.
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SUMMARY:Palio del Ticino Pavia – Il Ponte Coperto nelle Sculture di Bressani
DESCRIPTION:L’arte di Stefano Bressani celebra il Ponte Coperto di Pavia\nIl Palio del Ticino di Pavia\, tenutosi nel giugno 2014\, ha visto l’arte contemporanea diventare protagonista grazie all’opera di Stefano Bressani. In occasione dell’ottava edizione dell’evento\, l’artista pavese ha realizzato il drappo ufficiale del Palio\, celebrando uno dei simboli più amati della città: il Ponte Coperto. \nIl Ponte Coperto: simbolo di unione\nIl soggetto scelto da Bressani per il Palio del Ticino di Pavia è stato il Ponte Coperto\, emblema dell’identità cittadina. Ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale\, il ponte collega le due sponde del fiume Ticino\, unendo la città non solo dal punto di vista fisico\, ma anche culturale e simbolico. Questo ponte diventa per l’artista un messaggio di continuità e connessione tra epoche e tradizioni. \n\n \nL’opera di Bressani per il Palio del Ticino\nLe celebri Sculture Vestite di Bressani trasformano tessuti comuni in opere tridimensionali. La sua tecnica unica ha dato vita a un drappo carico di significato\, che ha sfilato per le strade di Pavia durante il corteo storico. Il Palio del Ticino si è così arricchito di un’interpretazione artistica profonda\, che fonde memoria storica e linguaggio contemporaneo. \nUn impegno artistico per la città\nBressani considera la propria arte come un dialogo con la comunità. La sua partecipazione al Palio del Ticino Pavia non è soltanto un omaggio estetico\, ma un gesto di responsabilità sociale. L’artista ha voluto raccontare il legame profondo tra la città\, i suoi simboli e le sue tradizioni\, offrendo una visione che parte dal passato per immaginare un futuro condiviso. \nArte e identità al centro della manifestazione\nGrazie all’opera di Bressani\, il Palio del Ticino 2014 ha confermato il suo valore non solo come evento sportivo e folkloristico\, ma anche come spazio di riflessione sull’identità culturale. L’arte si è inserita in modo naturale nel tessuto della festa\, dimostrando ancora una volta la sua capacità di unire persone\, storie e prospettive. \n\n 
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SUMMARY:Sculture Vestite di Bressani ad Amsterdam Showcase
DESCRIPTION:Amsterdam Showcase – Le Sculture Vestite di Bressani nella Chiesa più antica della città\nIl 1° dicembre 2012\, le Sculture Vestite di Bressani ad Amsterdam hanno trovato spazio nella storica Oude Kerk\, la chiesa più antica della città\, situata nel cuore del quartiere a luci rosse. Questo edificio sacro risalente al XIII secolo è oggi uno degli ambienti più suggestivi dedicati all’arte contemporanea internazionale. \n \nIn occasione dell’Amsterdam Showcase\, una prestigiosa collettiva organizzata dalla Global Art Agency\, Stefano Bressani ha esposto le sue celebri Sculture Vestite\, opere che trasformano tessuti d’uso quotidiano in sculture tridimensionali di grande impatto visivo. L’evento ha riunito artisti\, gallerie e collezionisti da tutto il mondo\, offrendo una vetrina unica in un contesto storico di grande fascino. \nBressani\, unico artista pavese presente\, ha partecipato grazie alla collaborazione con la Amstel Gallery\, affiancato dal concittadino Marco Lodola. La sua tecnica originale si inserisce perfettamente nella filosofia curatoriale della manifestazione\, che punta sulla sperimentazione e valorizzazione dei linguaggi artistici contemporanei. \nL’Amsterdam Showcase ha attirato oltre 3.000 visitatori\, tra appassionati d’arte\, collezionisti e galleristi\, che hanno potuto ammirare le opere all’interno delle navate gotiche della Oude Kerk\, caratterizzate da vetrate istoriate e un’atmosfera mistica\, che crea un contrasto poetico con le sculture moderne esposte. \nPer Stefano Bressani\, questa partecipazione rappresenta una tappa importante nel suo percorso internazionale. Dopo numerose esposizioni in musei italiani ed europei\, la presenza ad Amsterdam conferma la forza comunicativa del suo linguaggio artistico\, che unisce identità\, materia\, cultura pop e tradizione attraverso l’uso innovativo della stoffa e della forma. \n  \nPer approfondimenti sulle Sculture Vestite di Bressani e le mostre internazionali\, visita il sito ufficiale della Amstel Gallery.
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SUMMARY:Stefano Bressani omaggio a Pino Daniele tra arte e musica
DESCRIPTION:Bressani omaggio Pino Daniele – Un’opera per Pino: quando l’arte incontra la musica\nIl 19 marzo 2012\, nella cornice del Noy di Milano\, l’arte e la musica si sono incontrate in un momento intimo e potente. In occasione della presentazione del nuovo album di Pino Daniele\, La grande madre\, l’artista pavese Stefano Bressani ha omaggiato il grande cantautore napoletano con una sua opera originale: una “scultura vestita” che ritrae Pino Daniele con lo stile inconfondibile dell’autore. \nL’evento è nato grazie all’invito di Riccardo Vitanza\, fondatore di Parole & Dintorni\, agenzia di comunicazione leader in Italia nel mondo musicale\, nonché amico e collezionista di Bressani. Il Noy Club\, situato nei pressi di Corso Vercelli\, era in quegli anni uno dei luoghi più attivi della scena musicale milanese. Qui Bressani ha spesso condiviso momenti e notti con artisti e amici\, e proprio qui si è consumato uno degli incontri più significativi della sua carriera. \n\nArte e musica: un legame profondo\nDurante la serata\, Pino Daniele ha parlato del significato profondo del suo nuovo lavoro: «Per me\, La grande madre è il sangue misto della musica\, il cordone ombelicale che ci lega ai quattro elementi del pianeta». Un’affermazione che si riflette perfettamente nel gesto artistico di Bressani\, il quale considera la musica una costante fonte di ispirazione e un elemento ricorrente nel processo creativo delle sue opere. \nLa scultura vestita dedicata a Pino Daniele\nL’opera consegnata a Daniele\, realizzata con tessuti e volumi che sono il segno distintivo delle sculture di Bressani\, restituisce un ritratto unico e vibrante dell’artista. Un volto reso eterno dalla stoffa e dalla tridimensionalità\, che si aggiunge a una lunga serie di icone della musica già immortalate da Bressani: da Mina a Elvis Presley\, dai Beatles ai Pink Floyd. \nUn momento simbolico e autentico\nIl momento dello scambio tra i due artisti è stato discreto ma emozionante. La dedica sul CD firmato da Pino Daniele e le fotografie scattate durante la serata restano oggi una testimonianza autentica di quell’incontro\, fatto di stima reciproca\, arte condivisa e passaggi simbolici. \n\n\nUn tributo che vive nel tempo\nA distanza di anni\, l’opera rimane un omaggio vivo al talento e alla sensibilità di Pino Daniele. Un tributo silenzioso ma duraturo\, che trasforma la memoria in forma\, la musica in tessuto\, e un incontro in gesto d’arte.
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SUMMARY:Stefano Bressani al Palazzo delle Arti Contemporanee del Broletto
DESCRIPTION:Una mostra personale nella città natale dell’artista\nNel giugno 2012\, il Palazzo delle Arti Contemporanee del Broletto di Pavia ha ospitato Thinking Pop\, una personale di Stefano Bressani che ha segnato un momento di particolare riconoscimento nella città natale dell’artista. \nCon 38 opere in mostra\, l’esposizione ha unito lo stile inconfondibile delle sue “Sculture Vestite” alla volontà di legare arte contemporanea e patrimonio locale. \n\nLa sede espositiva: il Broletto di Pavia\nUn edificio storico nel cuore della Lombardia\nIl Broletto di Pavia\, sede dell’esposizione\, è un edificio carico di storia e suggestione. Costruito nel XII secolo\, con elementi romanici\, gotici e rinascimentali\, è il più antico broletto della Lombardia. \nOggi ospita mostre temporanee promosse dal Comune di Pavia\, con particolare attenzione all’arte contemporanea e al dialogo tra artisti emergenti e affermati. \nThinking Pop: una mostra-manifesto\nIn questo contesto\, Thinking Pop si è rivelata una mostra-manifesto. Il progetto\, pensato per essere itinerante\, ha preso avvio proprio a Pavia con l’intento di creare un ponte tra la visione artistica di Bressani e il tessuto culturale delle città ospitanti. \nLe opere esposte attraversano tutta la prima fase della sua carriera\, dalle icone del mondo pop – omaggi cinematografici\, volti celebri e figure archetipiche – fino a un omaggio al Duomo di Pavia\, terza cupola più grande d’Italia\, interpretato attraverso forme architettoniche scomposte e tessuti tridimensionali. \nInaugurazione ufficiale e voci autorevoli\nAlla conferenza stampa inaugurale\, accanto all’artista\, erano presenti il Sindaco Alessandro Cattaneo\, l’Assessore alla Cultura Gian Marco Centinaio e il critico d’arte Mauro Di Vito dell’Università di Pisa\, che ha proposto una lettura storico-artistica del percorso di Bressani. \nIl linguaggio delle “Sculture Vestite”\nMateria\, simbolo e identità\nIl fulcro concettuale della mostra ruota attorno alla trasformazione della materia in simbolo: i tessuti di abbigliamento\, recuperati e assemblati\, diventano strumenti espressivi di una visione personale\, in cui arte\, memoria e consumo si intrecciano. \nLe opere trasmettono energia\, volume e identità\, e dialogano con lo spettatore attraverso riferimenti culturali condivisi e un’estetica fortemente riconoscibile. \nMaliumbas© e il messaggio ecologico\nA chiudere il percorso espositivo\, un’installazione sonora ambientale accompagna Maliumbas©\, un’opera dedicata alla natura e alla sostenibilità. \nQui\, il linguaggio di Bressani si allarga fino a toccare i temi dell’ecologia e del riciclo\, rendendo la sua arte non solo oggetto estetico ma anche strumento di riflessione. \nSuccesso di pubblico e valore culturale\nThinking Pop è stata un successo di pubblico e partecipazione emotiva. Ha rappresentato non solo un tributo alla città di Pavia\, ma anche una tappa importante nel percorso artistico di Bressani. \nUn evento capace di proiettare la sua poetica oltre i confini locali\, con una visione contemporanea in dialogo con il mondo.
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SUMMARY:Pleasure Key Bressani al Museo dell’Erotismo di Amsterdam
DESCRIPTION:Pleasure Key Bressani al Museo dell’Erotismo di Amsterdam\nNel cuore del quartiere a luci rosse di Amsterdam\, tra contrasti architettonici e simbolici\, si trova il Museo dell’Erotismo. Ospitato in un ex magazzino del XVII secolo\, affacciato su uno dei canali storici della città\, il museo accoglie i visitatori con un’insegna al neon e una targa in pietra che recita: “God is mijn Burgh” – Dio è il mio castello. Un messaggio ironico e provocatorio\, perfettamente in sintonia con lo spirito libero della capitale olandese. \nUn contesto ironico e stimolante\nIl museo raccoglie tre piani di esposizione dedicati all’arte erotica internazionale. Tra fotografie\, illustrazioni\, video\, oggetti curiosi e opere di artisti noti come Picasso e John Lennon\, si compone un racconto visivo della sessualità\, della provocazione e dell’estetica del desiderio. In una stanza\, una versione erotica di Biancaneve viene proiettata in loop. In un’altra\, un distributore automatico propone preservativi artistici da collezione. \n\nPleasure Key Bressani entra nella collezione permanente\nIn questo contesto denso di stimoli e libertà espressiva\, nel 2012 Stefano Bressani\, noto come il “Sarto dell’Arte”\, viene invitato a presentare una sua scultura nella nuova sezione dedicata all’arte erotica contemporanea. L’opera si intitola Pleasure Key: un fallo stilizzato alto 50 cm\, rivestito d’oro\, con una base a forma di chiave antica. Un simbolo potente\, che rappresenta l’accesso al piacere e la chiave della libido. \nPleasure Key Bressani viene subito notata per la sua originalità. L’opera è selezionata per entrare nella collezione permanente del museo e collocata accanto ai disegni erotici di Picasso. Per l’artista pavese\, è un riconoscimento importante che lega la sua ricerca artistica alla scena internazionale e a un contesto anticonvenzionale. \nUn’opera che continua a sorprendere\nAncora oggi\, i visitatori inviano a Bressani fotografie accanto alla sua scultura. Pleasure Key Bressani diventa così una delle opere più fotografate e discusse del museo. La sua forza risiede nella capacità di fondere ironia\, provocazione\, eleganza e riflessione\, attraverso l’uso sapiente della stoffa\, della forma e del simbolismo. \nQuesta esposizione segna un momento decisivo nella carriera dell’artista. Tre anni dopo\, nel 2015\, Bressani viene selezionato per reinterpretare Guernica di Picasso in chiave scultorea\, con un’opera inserita in una collezione spagnola accanto a nomi come Paolo Baratella e Giovanni Ceribelli. \nPleasure Key Bressani rappresenta dunque un nodo significativo nella sua poetica: un punto di contatto tra corpo e arte\, provocazione e spiritualità\, eros e intelligenza creativa. \n 
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SUMMARY:Museo Piaggio – Sguardi d’artista
DESCRIPTION:Una mostra bi-personale al Museo Piaggio di Pontedera\nNel 2011 il Museo Piaggio di Pontedera ha ospitato Sguardi d’artista\, una mostra bi-personale che ha visto protagonisti Stefano Bressani\, artista pavese noto per le sue “Sculture vestite”\, e la fotografa romana Giovanna Biondi. \nUn dialogo intenso tra due linguaggi differenti\, uniti dal tema del ritratto e dello sguardo come forma di racconto e indagine dell’identità. \nSito ufficiale Museo Piaggio \n\nIl Museo Piaggio: storia e importanza culturale\nIl più grande museo motociclistico d’Italia\nIl Museo Piaggio\, con i suoi 5.000 metri quadrati e oltre 250 veicoli storici\, è il più grande museo motociclistico d’Italia e uno dei principali in Europa. \nAccanto alla collezione permanente dedicata alla Vespa\, all’Ape\, e ai marchi Aprilia\, Gilera e Moto Guzzi\, il museo promuove esposizioni temporanee che aprono il dialogo tra tecnologia\, arte e cultura. \nSpazi espositivi e iniziative temporanee\nIn quest’ottica si inserisce Sguardi d’artista\, mostra ospitata negli spazi espositivi temporanei da 340 m². \nValore istituzionale e culturale della mostra\nLa mostra ha avuto un importante valore istituzionale e culturale. Nata come omaggio alla memoria del presidente Fanfani\, ha visto la partecipazione della Provincia di Pisa (assessore Landucci)\, della Fondazione Rinaldo Piaggio (vicepresidente Manrico Ferrucci)\, del Comune di Pontedera (assessora Liviana Canovai)\, della direttrice del museo Sabrina Caredda e del curatore Francesco Mutti. \nLe opere di Stefano Bressani: sculture tessili e narrazione dell’identità\nTecnica e significato artistico\nBressani ha esposto opere realizzate con tessuti provenienti da abiti comuni\, trasformati in sculture tridimensionali capaci di restituire profondità\, ambiguità ed espressività. \nI suoi lavori rivelano una tensione metamorfico-creativa\, mirata a smascherare il soggetto rappresentato e restituirgli una dimensione quasi sacra. \nL’artista stesso descrive questo processo come un contraltare al mondo patinato dello star system\, in cui la celebrità viene privata della sua universalità per ritrovare autenticità. \nIncontro con Giuseppe Cau e omaggio alla Vespa\nDurante la mostra\, Stefano Bressani incontra Giuseppe Cau\, storico pilota che ha reso celebre la Vespa. Da questo incontro nasce un’opera omaggio alla Vespa n. 94\, rivestita con le stoffe dell’artista. \nL’opera è stata poi pubblicata su uno dei Quaderni della Fondazione Piaggio (2011-2012) dedicati a Corradino D’Ascanio\, inventore della Vespa. \n“Caffè con l’artista” e laboratori nelle scuole locali\nL’iniziativa si è conclusa con il “Caffè con l’artista”\, evento pubblico durante il quale sono stati presentati i lavori realizzati dai ragazzi delle scuole locali nei laboratori tenuti da Bressani. \nUno di questi elaborati\, firmato a quattro mani dall’artista e da un giovane partecipante\, è entrato a far parte della collezione permanente del Museo Piaggio. \nArte\, memoria e territorio in dialogo\nSguardi d’artista si è rivelata un’occasione di scambio autentico tra arte\, memoria e territorio\, consolidando il ruolo del Museo Piaggio come centro culturale dinamico e inclusivo.
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SUMMARY:Sculture Vestite al Castello Visconteo di Pavia
DESCRIPTION:Un evento d’arte contemporanea nella città di Pavia\nIl Castello Visconteo di Pavia\, costruito nel 1360 su ordine di Galeazzo II Visconti\, è uno dei simboli storici più rilevanti della città. Fu residenza delle corti viscontee di Gian Galeazzo e Filippo Maria Visconti\, e conserva un grande valore architettonico e culturale. \nOggi ospita i Musei Civici di Pavia\, un complesso museale di grande importanza che raccoglie collezioni di arte\, archeologia e storia\, rappresentando un punto di riferimento per la cultura locale e nazionale.\nSito ufficiale dei Musei Civici di Pavia \n\nSpazi espositivi e valorizzazione del contemporaneo\nLa rinascita degli spazi sotterranei del Castello\nGli spazi sotterranei del castello\, originariamente utilizzati come scuderie militari dal XVIII al XIX secolo\, sono stati restaurati e trasformati in un elegante polo espositivo dedicato all’arte contemporanea. \nQuesto ambiente\, ricco di storia\, è stato pensato per promuovere un dialogo tra antico e contemporaneo\, favorendo la contaminazione tra linguaggi artistici e stimolando nuove forme di interazione e inclusione culturale. \nNasce “In Contemporanea”: arte attuale nei Musei Civici\nUn nuovo ciclo espositivo\nNel 2009 nasce il progetto In Contemporanea\, una nuova sezione espositiva dedicata all’arte attuale\, che ha lo scopo di valorizzare artisti emergenti e affermati attraverso mostre innovative. \nStefano Bressani inaugura il progetto con “Sculture Vestite”\nLa prima esposizione di questo ciclo è dedicata alle Sculture Vestite di Stefano Bressani\, artista pavese che si distingue nel panorama dell’arte contemporanea italiana per una tecnica scultorea unica e originale\, fondata sull’uso di tessuti sapientemente lavorati. \nBiografia di Stefano Bressani \nLa mostra: 35 opere tra arte pop\, sartoria e scultura\nLa tecnica delle “Sculture Vestite”\nLa mostra presenta 35 opere realizzate tra il 2007 e il 2008\, in cui l’artista combina elementi di scultura\, sartoria e design per creare figure tridimensionali che spaziano: \n\ndai ritratti pop ispirati alle icone del cinema come Marilyn Monroe e James Dean\,\nai nudi femminili\,\ndalle architetture ai paesaggi\,\nfino a riferimenti musicali e naturali.\n\nColori\, forme e materiali: il linguaggio visivo di Bressani\nOgni opera è caratterizzata da un uso sapiente di colori\, materiali e forme\, che comunicano una visione personale e innovativa\, creando un equilibrio tra estetica e concetto\, tra artigianalità e ricerca. \n  \n\n\nUn punto di svolta nella carriera di Stefano Bressani\nSculture Vestite segna un momento fondamentale nella carriera di Stefano Bressani: è la sua prima mostra museale ufficiale nella città natale\, un importante riconoscimento che apre un percorso espressivo fondato su: \n\nsperimentazione tecnica\,\nvalorizzazione della materia tessile\,\nconnessione tra arte e cultura locale\,\nrilettura del linguaggio pop attraverso il volume e il colore.
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