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SUMMARY:Dressing Depero di Stefano Bressani alla Milano Design Week
DESCRIPTION:Dressing Depero di Stefano Bressani alla Milano Design Week 2021\nDressing Depero Stefano Bressani è il titolo dell’opera presentata alla Milano Design Week 2021: un tributo viscerale alla visione futurista\, tra scultura\, moda e materia. \n“Dressing Depero”: quando l’arte si veste di futuro\nDurante la Milano Design Week 2021\, la Galleria Expowall ha ospitato un progetto artistico capace di rompere i confini tra arte\, moda e design. Con “Dressing Depero”\, Stefano Bressani reinterpreta la figura iconica dell’Omino che Beve di Fortunato Depero\, trasformandola in un’opera tridimensionale di grande impatto visivo e concettuale. \nNon si tratta solo di un omaggio al Futurismo\, ma di un vero dialogo tra epoche\, tra linguaggi\, tra maestri: un’opera in cui il presente veste il passato e lo proietta verso nuove forme di espressione. \nLeggi Il teatro dell’apparenza (Omaggio a Depero) di Robert Phillips \n  \n  \nQuando l’arte indossa la stoffa\nIn “Dressing Depero”\, Bressani compie un gesto radicale: riveste l’Omino futurista con la sua inconfondibile tecnica delle Sculture Vestite\, trasformando un’icona del Novecento in un manufatto sartoriale che unisce forma\, materia e concetto. \nIl tessuto\, medium prediletto dall’artista\, diventa linguaggio. Ogni piega\, ogni trama racconta non solo un’estetica\, ma una riflessione profonda sull’identità\, sulla trasformazione\, sul potere narrativo della materia. \nL’oggetto non è più solo oggetto: diventa esperienza\, performance visiva\, atto artistico vivo. \nUn ponte tra tradizione e innovazione\nLa forza di quest’opera sta nel suo equilibrio: la leggerezza della stoffa incontra la potenza del Futurismo; la precisione della forma abbraccia la libertà creativa di Bressani. \nIn questa fusione\, l’arte non è più rappresentazione ma ambiente\, non più staticità ma coabitazione tra passato e presente. La stoffa\, come la visione dell’artista\, è in continuo movimento. \nLa fotografia di Giovanni Gastel: l’arte dentro l’arte\nA rendere questo tributo ancora più significativo è stata la collaborazione con Giovanni Gastel\, maestro della fotografia italiana\, che ha saputo cogliere e immortalare l’essenza dell’opera in uno scatto d’autore. \nIl risultato è una fotografia che è documento e poesia\, un ritratto iconico che fissa per sempre l’incontro tra due visioni\, due generazioni\, due mondi artistici. \nLeggi la lettera a Giovanni Gastel \nOltre il design: una dichiarazione di intenti\n“Dressing Depero” non è solo un progetto artistico: è una dichiarazione di poetica. Un invito a superare i limiti del già visto\, a giocare con la materia\, a fondere discipline. A vestire l’arte di nuove prospettive. \nBressani\, con la sua opera\, ci ricorda che l’arte autentica nasce dal coraggio di reinventarsi\, dalla fedeltà alle proprie radici e dalla volontà di plasmare il presente con la memoria del passato. Un cammino creativo fatto di intuizione\, tecnica\, visione e passione.
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SUMMARY:Stefano Bressani e il Premio Enduro ISDE Italia 2021
DESCRIPTION:Stefano Bressani e il Premio Enduro ISDE Italia 2021\nStefano Bressani Premio Enduro ISDE 2021: un connubio unico tra arte e sport\, protagonista al 95° Campionato del Mondo di Enduro ISDE\, svoltosi dal 30 agosto al 4 settembre 2021 tra Lombardia e Piemonte. \n  \n \n\nUn premio artistico per il Campionato del Mondo di Enduro\nPer la prima volta nella storia dell’Enduro\, il miglior club classificato nella nazione ospitante riceve un riconoscimento d’eccezione: il Premio ITALIAN CLUB TROPHY – REGIONE LOMBARDIA\, ideato e realizzato dall’artista e motociclista fuoristradista Stefano Bressani. Questa collaborazione celebra la passione e la dedizione che accomunano l’arte contemporanea e il mondo delle corse fuoristrada. \n“Teste da Pilota”: l’arte della concentrazione e della forza\nBressani è noto per le sue sculture innovative\, le “Teste da Pilota”\, esposte nel 2014 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino e protagoniste del premio per il pilota più veloce del Raid Pavia-Venezia. Il casco in pelle anni ’50 e la mascherina futuristica evocano un viaggio che attraversa storia e futuro\, trasmettendo energia\, tensione e sacrificio tipici dell’enduro. \nUn’opera simbolica e cromaticamente evocativa\nIl debutto del premio è avvenuto a Portimão\, Portogallo\, con una palette cromatica che unisce colori metallici e solari – grigio e giallo – ispirati alle tonalità Pantone 2021 e alla natura. Il risultato è un oggetto d’arte vivo\, capace di raccontare emozioni\, competizione e innovazione. \nArte e motociclismo: un legame profondo\nLa poetica di Bressani trasforma la sua arte in un simbolo universale di controllo\, forza e adrenalina\, incarnando l’essenza stessa del motociclismo fuoristrada. Il Premio ITALIAN CLUB TROPHY è molto più di un trofeo: è il manifesto di come creatività e passione possano intrecciarsi\, superando i confini tra due mondi apparentemente distanti. \n 
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SUMMARY:Raid Pavia Venezia: Bressani incorona i vincitori con le sue “Teste d’Artista”
DESCRIPTION:Dall’Arte alla Velocità: Le “Teste d’Artista” di Stefano Bressani Incoronano i Campioni del Raid Pavia Venezia\nNel silenzio suggestivo del bacino dell’Arsenale di Venezia\, un tempo fulcro del potere navale della Serenissima\, oggi si celebra una grandezza diversa: quella del gesto umano\, della competizione e dell’arte. \nDal 2021 al 2024\, l’artista pavese Stefano Bressani ha intrecciato idealmente arte\, sport e storia\, realizzando un premio che va oltre il trofeo: un’opera d’arte simbolica\, un’icona contemporanea che celebra l’uomo e la sua volontà di superarsi. \nUn sodalizio tra arte e velocità\nNato dal Raid Motonautico Internazionale Pavia–Venezia\, la più antica e affascinante competizione sulle acque interne italiane\, il premio Coppa Teo Rossi di Montelera è stato reinterpretato da Bressani con un linguaggio che unisce velocità\, bellezza\, materia e spiritualità. \nLe tappe di un viaggio artistico 2021–2024\n2021 – “La Coppa si veste del colore dell’acqua”\nCon la sua “Testa d’Artista – Testa da Pilota”\, Bressani inaugura un nuovo capitolo. La testa umana\, simbolo di pensiero e tecnica\, si trasforma in scultura vestita di stoffe e materiali misti\, incarnando l’acqua\, elemento primordiale del Raid. Venezia\, già luogo di prestigiose esposizioni per l’artista\, accoglie con entusiasmo questa nuova creatura tra onde e applausi. \n \n2023 – “La Coppa si veste dei riflessi dell’acqua”\nIn occasione del 70° anniversario del Raid\, Bressani ritorna con una scultura dalla superficie cromata che cattura e riflette i bagliori del sole\, simile all’acqua sotto le eliche. Nonostante la datazione 2022\, dovuta a un rinvio per siccità\, l’opera incarna un messaggio di resilienza: arte e passione trovano sempre il modo di emergere anche nell’incertezza. \n \n2024 – “La Coppa si veste del colore della Bandiera Italiana”\nPer la 71ª edizione\, nel giorno della Festa della Repubblica (2 giugno)\, la “Testa da Pilota Italiano” sfoggia i colori tricolore\, poggiata su un basamento di legno d’abete\, simbolo di natura\, riciclo e sostenibilità. Un gesto artistico che unisce atletismo\, orgoglio nazionale e consapevolezza ecologica. \n \nLe “Sculture Vestite”: un’epopea umana\nLa “Testa d’Artista – Testa da Pilota” non è solo un premio\, ma un ritratto interiore di umanità. Le “Sculture Vestite” di Bressani evocano emozioni\, memorie\, sogni e visioni\, utilizzando frammenti tessili\, colori vibranti e geometrie dinamiche.\nAttraverso queste opere\, l’artista restituisce il caos ordinato della competizione\, quel punto di incontro tra cuore e ragione.\nQuesti premi celebrano non solo i più veloci\, ma gli spiriti indomiti che corrono contro il tempo\, la fatica e l’incertezza. Come il Raid Pavia–Venezia\, uniscono mondi lontani: arte e motori\, contemplazione e adrenalina\, eleganza e potenza. \nConclusione: l’arte che unisce\nDal 2021 al 2024\, Stefano Bressani ha trasformato il Raid Pavia–Venezia in una narrazione estetica. In ogni “Testa d’Artista” si percepisce il coraggio di mettersi in gioco\, di lasciarsi attraversare dal vento e dalla velocità\, ma anche dal pensiero. \nPerché\, come ci insegna Bressani: \n la vera vittoria non è solo arrivare primi\, ma lasciare un segno indelebile. \n\n  \nPlaylist Video
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SUMMARY:La Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani a Milano
DESCRIPTION:La Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani a Milano\nNel cuore di Milano\, dove tradizione e contemporaneità si incontrano\, si erge un’opera che celebra un messaggio universale: giustizia\, bellezza e rinascita. La Campana di Sant’Ambrogio\, firmata da Stefano Bressani\, noto come “Il Sarto dell’Arte”\, è molto più di una scultura: è un richiamo profondo alla spiritualità e all’equilibrio. \nUn Santo vestito d’arte\nCon la sua tecnica delle Sculture Vestite\, Bressani reinterpreta la figura di Sant’Ambrogio\, rendendolo simbolo di giustizia e misericordia. Stoffa\, colore e volume si intrecciano in un linguaggio visivo potente e contemporaneo\, capace di comunicare anche con chi non conosce la storia del Santo. \nUn percorso culturale nel cuore di Milano\nL’opera è stata al centro di un evento cittadino dal 29 marzo alla domenica di Pasqua\, data che coincide con l’anniversario della morte del Santo (4 aprile 397). Il progetto ha coinvolto luoghi simbolici come Piazza Duomo\, il Castello Sforzesco e la Pinacoteca di Brera\, creando un itinerario capace di risvegliare la sensibilità artistica dei milanesi. \nSfoglia il depliant dell’evento \nIl suono della campana e il gesto simbolico\nElemento centrale dell’opera è la campana: non solo un oggetto fisico\, ma anche suono e simbolo. Essa invita alla riflessione sulla giustizia\, rappresentata dal libro che Sant’Ambrogio tiene sulla bilancia\, emblema dell’equilibrio tra bene e male\, autorità e compassione. \nIl chiodo e la croce: simboli ricorrenti\nIl chiodo\, segno distintivo delle opere di Bressani\, qui diventa il perno che tiene insieme le contraddizioni del mondo. La croce cristiana\, invece\, si trasforma in un messaggio di speranza\, proiettandosi idealmente verso l’infinito. \nUn messaggio per Milano e per il mondo\nIl progetto è accompagnato da un video documentario narrato da Vittorio Sgarbi\, che invita a guardare oltre la superficie dell’opera per cogliere i valori profondi che essa esprime. \n  \n\n  \nLa bellezza è utile\, non è un’idea romantica. La bellezza aiuta a rendere la gente migliore e a cambiare il mondo. La bellezza vera può salvare tutti noi\, milanesi e non\, uno alla volta. \n— Renzo Piano\n\nLa Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani diventa così simbolo di speranza\, giustizia e rinascita. Un’opera che parla alla città e al mondo\, suggerendo che la bellezza può davvero trasformare la realtà. \n  \n\n  \n 
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SUMMARY:Bressani ospite del Consolato Italiano a New York
DESCRIPTION:Stefano Bressani al Consolato di New York: arte e italianità nella città che non dorme\nNew York\, città che non dorme mai\, capitale dell’arte e dei sogni. È qui che Stefano Bressani\, artista pavese noto per le sue “Sculture Vestite”\, è stato ospite del Consolato Italiano a New York per un incontro che unisce arte\, diplomazia e identità. \n  \n \nIncontro con il Console Generale Francesco Genuardi\nIl 21 febbraio 2019\, Bressani è stato ricevuto dal Console Generale Francesco Genuardi\, grazie all’amicizia con il tenore Vittorio Grigolo. Il Consolato Italiano a New York\, nel cuore di Manhattan\, è diventato così un crocevia di cultura italiana\, diplomazia e innovazione. \nOmaggio artistico tra passato e sostenibilità\nNegli anni sotto la direzione di Genuardi\, il Consolato non è solo un’istituzione formale: è uno spazio culturale vibrante. Tra le iniziative\, l’omaggio di Bressani: un’opera ispirata al David di Michelangelo\, realizzata con abiti riciclati. Questo gesto crea un ponte tra Rinascimento\, sostenibilità e arte contemporanea. \nUna visione di arte e memoria\nNel silenzio degli spazi istituzionali\, Stefano Bressani al Consolato di New York ha portato la sua visione: tessuti\, memoria e identità dialogano con la storia. L’incontro segna l’inizio di una possibile mostra personale nella sede diplomatica della Fifth Avenue. \nProspettive future e identità italiana\nL’esperienza al Consolato Italiano di New York rappresenta una tappa fondamentale per Bressani. La città premia l’innovazione e l’autenticità\, e non è escluso che le sue opere possano un giorno adornare il MoMA. \n 
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SUMMARY:Bressani incanta Lugano con Picasso ReLOADED
DESCRIPTION:Bressani incanta Lugano con Picasso ReLOADED\nBressani Picasso ReLOADED Lugano: una serata indimenticabile all’Hotel Splendide Royal\, dove arte\, eleganza e memoria si incontrano in un dialogo raffinato. L’artista italiano ha presentato il progetto Picasso ReLOADED insieme al lancio di Excellence Fine Art Magazine. \n  \n \nArte e stile nel cuore di Lugano\nAll’Hotel Splendide Royal\, uno degli alberghi più prestigiosi di Lugano\, l’arte ha preso forma in un evento che ha saputo fondere tradizione e contemporaneità. Il “sarto dell’arte”\, Stefano Bressani\, ha presentato al pubblico Picasso ReLOADED\, il suo nuovo progetto espositivo ispirato al genio spagnolo. \nL’occasione ha anche segnato il debutto editoriale di Excellence Fine Art\, nuova rivista internazionale dedicata all’arte e alla bellezza\, distribuita nei più esclusivi hotel e club del mondo. \nLo Splendide Royal: eleganza e memoria\nCon oltre 130 anni di storia\, lo Splendide Royal è simbolo di eccellenza. Ha ospitato presidenti\, artisti\, intellettuali e figure storiche. La sua atmosfera raffinata è stata cornice ideale per un evento che ha celebrato non solo l’arte\, ma anche la cultura dell’accoglienza e del buon gusto. \nUn progetto tra genio e visione\nCon Picasso ReLOADED\, Bressani propone una lettura personale e materica del maestro del Novecento. Le sue Sculture Vestite\, realizzate con tessuti sartoriali\, diventano strumento espressivo per interpretare il linguaggio di Picasso in chiave contemporanea. \nDurante la serata – presentata da Angela Tuccia – il pubblico ha potuto vivere una vera performance artistica\, accompagnata dalla visione di opere che raccontano una bellezza che emoziona e stimola la riflessione. \nExcellence Fine Art: il magazine\nExcellence Fine Art Magazine nasce con una tiratura di 15.000 copie e una distribuzione mirata in contesti di lusso. Un progetto editoriale che affianca artisti\, collezionisti e appassionati di arte autentica e visionaria. \nUn evento che lascia il segno\nL’incontro tra l’arte di Bressani e la storia dello Splendide Royal ha dato vita a un’esperienza memorabile. Un evento che ha unito emozione\, pensiero e bellezza\, lasciando un segno profondo nel panorama artistico svizzero e internazionale. \n 
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SUMMARY:CGTN visita Bressani: l’arte che unisce Cina e Italia
DESCRIPTION:CGTN visita Stefano Bressani: l’arte che unisce Cina e Italia\nCGTN visita Stefano Bressani nello studio di Pavia: un viaggio oltre l’intervista\, tra scultura\, emozione e memoria condivisa\, alla scoperta dell’arte tessile che connette Oriente e Occidente. \n  \n \nUn’esperienza immersiva tra arte e cultura\nNel cuore dello studio di Stefano Bressani\, l’arte si fa esperienza. La troupe italiana della China Global Television Network (CGTN) ha visitato il suo spazio creativo per raccontare un universo fatto di stoffe\, forme e narrazione visiva. \nSculture Vestite: emozione e forma\nLe Sculture Vestite sorprendono per delicatezza e forza. I tessuti sembrano animarsi\, sfidano la staticità\, parlano di tradizione e innovazione. Per CGTN\, non è solo un incontro artistico: è un dialogo profondo tra materia\, tecnica ed emozione. \nUn ponte simbolico tra Oriente e Occidente\nLa visita è occasione per riflettere sul legame tra l’arte tessile cinese e quella di Bressani. Come la seta ha attraversato la Via della Seta\, portando cultura e storie\, così le opere di Bressani intrecciano memoria e visione\, trasformando il tessuto in scultura viva. \n  \n\nTradizione\, spiritualità e innovazione\nIl tessuto\, carico di simbolismi in entrambe le culture\, diventa linguaggio comune. Le Sculture Vestite non decorano: parlano\, comunicano\, evocano. Un’arte che si muove tra identità e contemporaneità. \nL’inizio di un nuovo scambio culturale\nQuella con CGTN non è stata solo una ripresa televisiva. È stato l’inizio di un dialogo autentico tra l’arte contemporanea italiana e il pubblico cinese\, un ponte fatto di emozioni\, tessuto e visione condivisa. \n 
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SUMMARY:Looking for Monna Lisa a Pavia: arte e mistero
DESCRIPTION:Looking for Monna Lisa a Pavia: arte\, mistero e sguardi contemporanei\nC’è uno sguardo che resiste ai secoli\, che osserva senza giudizio\, che custodisce segreti in un sorriso appena accennato. È quello della Monna Lisa\, il volto più enigmatico della storia dell’arte\, simbolo eterno del genio di Leonardo da Vinci. A cinquecento anni dalla sua morte\, Pavia le rende omaggio con Looking for Monna Lisa\, un progetto espositivo diffuso\, emozionale e contemporaneo. \nLa mostra\, curata da Valerio Dehò e promossa dal Comune di Pavia con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia\, trasforma la città in una galleria d’arte a cielo aperto: dalla chiesa di Santa Maria Gualtieri al Broletto\, dal Castello Visconteo alla Piazza del Municipio. Ogni spazio diventa tappa di un viaggio tra identità\, femminilità\, memoria e sguardo. \n \nUn mito che continua a reinventarsi\nChi era davvero Monna Lisa? Una dama fiorentina? Una nobildonna lombarda? O forse\, come suggerisce l’installazione immersiva Monna Lisa who? firmata da Karmachina e Studio Dune\, la misteriosa Isabella d’Aragona? Al di là dell’identità storica\, ciò che affascina è il mistero. Ed è proprio questo che ha ispirato i 39 artisti internazionali presenti in mostra. \nLe oltre 40 opere offrono interpretazioni pop\, concettuali\, ironiche e critiche del volto più famoso al mondo. Monna Lisa si moltiplica\, si traveste\, si oscura\, si reinventa. Accanto ai collage di Jiri Kolar\, alle riflessioni di Vettor Pisani\, alle provocazioni di Orlan e all’ironia di Ben Vautier\, spicca una delle opere più inedite e intime: La GIOKONDA di Stefano Bressani. \nLa GIOKONDA di Stefano Bressani: un omaggio vivo e poetico\nNon è una semplice reinterpretazione. È un incontro. Con La GIOKONDA\, Stefano Bressani trasfigura l’icona di Leonardo in un corpo vivo\, fatto di stoffa\, memoria e umanità. La celebre Monna Lisa è riconoscibile\, ma trasformata. Il suo volto\, costruito con tessuti riciclati\, racconta storie silenziose\, emozioni cucite con la cura di chi sa ascoltare la materia. \nLa “K” nel titolo – GIOKONDA – è più di un dettaglio grafico: è un segno di rottura consapevole\, di un gioco che diventa gesto artistico e simbolico. Un atto d’amore verso l’originale\, ma anche di libertà creativa. \nNel linguaggio di Bressani\, il tessuto non è solo materia estetica: è carne\, pelle\, spirito. La veste dell’opera diventa corpo vivo\, simbolo della donna e della sua connessione con la natura. I capelli blu fluttuanti evocano il mare e l’archetipo femminile\, mentre le foglie che la incoronano parlano di rinascita e consapevolezza. \nIl suo sguardo non ci segue. Ci interroga. Non cerca conferme\, ma domande. Chi siamo? Cosa vediamo? Siamo pronti a guardare davvero? \n\nUn’arte da vivere\, non solo da contemplare\nLa GIOKONDA\, come tutte le Sculture Vestite di Bressani\, è pensata per essere vicina. Non confinata in un museo\, ma pronta ad abitare le nostre case\, le nostre vite. Una presenza che muta con noi\, che ci osserva\, ci accompagna\, ci ricorda che la bellezza non è mai statica\, ma rinascita continua. \nCon questo gesto poetico\, Bressani fa rivivere Leonardo oggi. E la Gioconda ci guarda ancora. Con occhi nuovi. \n 
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SUMMARY:Skultoflower Maliumbas Black Ball a Venezia – Art Night 2019
DESCRIPTION:Skultoflower Maliumbas Black Ball: arte e memoria a Venezia per Art Night 2019\nUn fiore nero che parla di futuro\nIl 22 giugno 2019\, in occasione di Art Night Venezia\, l’Arsenale ha respirato un’arte intensa\, visionaria\, capace di fondere passato e futuro\, denuncia e poesia. Nel cuore di Spazio Thetis\, hub internazionale dell’arte contemporanea\, l’artista pavese Stefano Bressani ha presentato la sua opera monumentale Skultoflower Maliumbas© Black Ball\, con una performance capace di imprimersi nella memoria collettiva. \nLa serata si è inserita nel contesto della mostra collettiva FRIENDS – Artisti\, curatori & galleristi\, che ha accompagnato la 58ª Biennale d’Arte e la giornata inaugurale del Salone Nautico di Venezia. Il pubblico\, variegato e internazionale\, è stato guidato in un’esperienza immersiva tra arte\, memoria industriale\, riflessione ecologica e spettacolarità. \n \nUna scultura poetica tra denuncia e bellezza\nL’opera di Bressani\, appartenente alla serie degli Skultoflower\, unisce in sé forza e delicatezza: un fiore nero\, avvolto da stoffe sintetiche derivate dal petrolio\, sorge su una struttura che richiama la materia industriale e la storia produttiva dell’Arsenale. \nLa Black Ball al suo centro rappresenta un cortocircuito simbolico: la bellezza contaminata\, la natura ferita\, ma ancora capace di riscatto attraverso l’arte. Realizzata in fibra sintetica\, l’opera denuncia con eleganza le conseguenze della società dei consumi\, trasformando la materia dell’inquinamento in gesto estetico e messaggio etico. \n\n  \n\nUn rito collettivo tra parola\, luce e memoria\nIl Piazzale Beverly Pepper si è fatto palcoscenico per un rito performativo in cui luci laser\, vapore e scintille virtuali hanno evocato il lavoro dei fabbri lagunari\, restituendo dignità e poesia allo spazio. La performance è stata accompagnata dalla voce recitante di Stefania Rusconi\, che ha interpretato i versi di Giulia Birolini\, componendo un dialogo vibrante tra parola e materia. \nIl curatore Robert C. Phillips e Antonietta Grandesso\, responsabile culturale di Spazio Thetis\, hanno sottolineato il valore dell’opera come atto di memoria condivisa e resistenza poetica. \n  \nhttps://stefanobressani.com/wp-content/uploads/2025/07/2019-VENEZIA-THETIS-VENICE-ART-NIGHT-BRESSANI-TESTO-EMOZIONALE-NARRATO-DA-STEFANIA-RUSCONI.mp3\n  \nUn’opera che continua a interrogare\nSkultoflower Maliumbas© Black Ball oggi vive nei giardini di Spazio Thetis: un fiore monumentale e silenzioso che continua a parlare a chi lo osserva. Non si limita a decorare: interroga\, trasforma\, resiste. E racconta\, senza voce\, una bellezza che nasce anche dal dolore. \n 
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SUMMARY:Mostra FRIENDS a Spazio Thetis Venezia
DESCRIPTION:Mostra FRIENDS a Spazio Thetis – Arsenale di Venezia\nNel cuore dell’Arsenale storico di Venezia\, Spazio Thetis inaugura una nuova stagione artistica con FRIENDS\, una mostra collettiva dedicata all’incontro\, alla condivisione e al dialogo creativo. L’esposizione riunisce gli amici storici di Spazio Thetis: artisti\, curatori e galleristi che hanno contribuito alla crescita di questo polo culturale internazionale. \n  \nUn giardino di idee nell’Arsenale Nord\nLe opere sono esposte nel suggestivo giardino dell’Arsenale Nord\, accanto ai Giardini della Biennale. Gli artisti hanno dato vita a una narrazione libera e poliedrica\, dialogando anche con la collezione permanente di Spazio Thetis\, dove spiccano Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto\, Le Sentinelle di Beverly Pepper e L’uomo che misura le nuvole di Jan Fabre. \nArte\, scienza e futuro a Spazio Thetis\nSpazio Thetis nasce all’interno di un centro di innovazione ambientale\, dove arte e scienza si intrecciano in un dialogo interdisciplinare. La mostra FRIENDS testimonia questa visione dinamica e sostenibile dell’arte\, offrendo uno sguardo nuovo su creatività\, impresa e cultura. \nStefano Bressani e la Skultoflower Maliumbas© Ball\nTra i protagonisti dell’esposizione spicca Stefano Bressani\, il “Sarto dell’Arte”\, con la sua Skultoflower Maliumbas© Ball. Realizzata in ferro corten e stoffe riciclate\, l’opera riflette la tensione tra natura e artificio\, incarnando lo spirito del luogo. \nLa mostra FRIENDS a Spazio Thetis è visitabile dal 17 aprile fino a fine novembre 2019. Un’occasione unica per riscoprire Venezia attraverso l’arte contemporanea e il potere dell’amicizia creativa. \n 
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SUMMARY:Stefano Bressani premiato a Matera come Uomo Illuminato
DESCRIPTION:Stefano Bressani premiato a Matera come “Uomo Illuminato”: arte\, sensibilità e visione sociale\nNel cuore della città di Matera\, tra i celebri Sassi e la memoria millenaria incisa nella pietra\, l’artista pavese Stefano Bressani ha ricevuto un prestigioso riconoscimento: il titolo di “Uomo Illuminato”\, conferito nell’ambito della manifestazione promossa dagli Stati Generali delle Donne. \nLa cerimonia si è svolta il 25 gennaio presso l’ex ospedale San Rocco\, luogo simbolico carico di storia\, trasformato per l’occasione in spazio di celebrazione culturale. A consegnare il premio è stata Marilena Antonicelli\, Assessora alle Pari Opportunità\, alla presenza di autorità\, artisti e rappresentanti del mondo culturale. \n  \n \nUn premio che valorizza l’arte come veicolo di sensibilità e inclusione\nIl titolo di “Uomo Illuminato” è stato assegnato da un comitato scientifico composto da trenta membri\, che ha voluto riconoscere non solo il talento artistico di Bressani\, ma soprattutto il valore etico e simbolico della sua ricerca. Le sue celebri Sculture Vestite\, realizzate con abiti usati e tessuti riciclati\, raccontano storie di umanità e trasformazione\, restituendo dignità e visibilità anche all’identità femminile. \nSecondo la motivazione ufficiale\, l’artista «dona storie attraverso le proprie stoffe\, fondendo manualità e sensibilità in un’espressione che restituisce l’essenza del femminile in attimi d’infinito». Il tessuto diventa così materia viva\, capace di narrare emozioni\, memorie e fragilità\, in un linguaggio che va oltre il visibile. \nArte come spazio etico: la visione di Bressani\nDurante l’incontro\, moderato da Isa Maggi\, presidente degli Stati Generali delle Donne\, Bressani ha condiviso una riflessione profonda: “La sensibilità umana\, più che la differenza di genere\, è il fondamento di ogni vero dialogo”. Le sue parole hanno rafforzato l’idea di un’arte che non si limita alla bellezza formale\, ma che si fa strumento di empatia\, inclusione e cambiamento. \nIn questo senso\, il riconoscimento ricevuto a Matera rappresenta anche un atto di militanza culturale\, che conferma il ruolo dell’artista come interprete consapevole del proprio tempo. \nUn dialogo profondo con la città dei Sassi\nLa permanenza a Matera ha avuto un forte impatto sull’artista\, che ha annunciato la volontà di realizzare un’opera dedicata alla città. Colpito dalla sua architettura “al contrario” – scavata nella roccia dall’alto verso il basso – Bressani ha trovato un’analogia con il suo stesso processo creativo: le sue sculture\, infatti\, nascono per sottrazione\, “scavate” nella stoffa come solchi della memoria. \nNasce così l’idea di un Progetto d’Opera ispirato a Matera\, che fonderà l’identità del luogo con il linguaggio unico dell’artista\, in un dialogo tra paesaggio\, memoria e visione contemporanea. \n\n  \n\nConclusione: un riconoscimento che guarda oltre l’estetica\nIl premio conferito a Stefano Bressani va oltre la celebrazione individuale: è un segno forte di come l’arte possa essere strumento di coscienza sociale. A Matera\, Capitale Europea della Cultura\, questo gesto assume un valore ancora più profondo\, proiettando la figura dell’artista verso una dimensione di “cittadino del mondo”. Un creatore capace di trasformare la bellezza in consapevolezza\, e di restituire\, con le sue stoffe e la sua sensibilità\, senso e colore alla complessità del nostro tempo. \n\n  \n 
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SUMMARY:Sport e arte a passo di corsa: la firma di Stefano Bressani rende unica la CorriPavia dal 2018 al 2025
DESCRIPTION:Pavia– Domenica 12 ottobre 2025\nIl conto alla rovescia è già iniziato per una delle manifestazioni podistiche più amate del Nord Italia: la CorriPavia\, che giunge quest’anno alla sua 21ª edizione. Ma se la corsa è da sempre il cuore pulsante dell’evento\, negli ultimi anni a battere insieme ai passi dei runner c’è anche un’anima artistica: quella del Maestro pavese Stefano Bressani\, autore della celebre Skultomedal\, la “medaglia-opera d’arte” che dal 2018 accompagna simbolicamente ogni partecipante. \n2018: la rivoluzione estetica della medaglia\nIl punto di svolta arriva proprio nel 2018\, con la 16ª edizione della CorriPavia. Per la prima volta\, la medaglia non è solo un oggetto celebrativo\, ma una vera scultura da indossare. A firmarla è Stefano Bressani\, artista pavese di fama internazionale noto per le sue “Sculture Vestite”\, opere tridimensionali realizzate con stoffe di recupero. \nLa Skultomedal rivoluziona così l’immaginario delle competizioni podistiche\, fondendo arte e sport in un linguaggio visivo innovativo. Bressani traduce l’anima di Pavia – il Castello Visconteo\, il fiume Ticino\, le torri medievali – in un segno dinamico\, contemporaneo e colorato\, trasformando la medaglia in simbolo identitario della manifestazione. \n \n2019: l’arte contamina la maglia\nL’anno successivo la Skultomedal si duplica. Alla medaglia si aggiunge la t-shirt ufficiale della gara\, ancora firmata da Bressani\, che porta per la prima volta l’opera d’arte sul petto dei runner. Grazie alla collaborazione con lo sponsor tecnico Karhu\, la maglia diventa una tela in movimento\, estensione dell’arte durante la corsa. È l’anno della “CorriPavia d’autore”\, come la definisce Franco Corona\, presidente dell’Atletica 100 Torri\, che sottolinea il valore strategico di questo connubio tra sport\, arte e promozione del territorio. \n2020–2022: la pausa e la ripresa\nLa pandemia blocca la manifestazione nel 2020 e 2021\, mentre nel 2022 l’evento non si tiene. Tuttavia\, la presenza di Bressani e della sua creazione rimane viva nell’immaginario collettivo. Viene organizzata una versione “in pista” della gara\, a mantenere il legame tra arte\, sport e comunità. \n2023: la rinascita con la 20ª edizione\nIl 24 settembre 2023 la CorriPavia torna con una Special Edition. Le medaglie diventano completamente eco-sostenibili\, prodotte in legno riciclato e stampate a emissioni zero. Il design resta fedele all’opera originale di Bressani\, confermando un’identità ormai riconosciuta. Anche la t-shirt ufficiale ripropone il Skultomedal al centro\, in collaborazione con Karhu. \n2024: due colori\, un’unica firma\nNell’edizione 2024 la Skultomedal si presenta in doppia versione: vinaccia per la Mini CorriPavia e blu notte per la 10K\, entrambe ottagonali e realizzate in legno certificato FSC e PEFC®. Ancora una volta\, la firma di Bressani definisce l’esperienza del corridore: ogni medaglia non è solo un ricordo\, ma un’opera da custodire\, manifesto di bellezza e rispetto per l’ambiente. \n2025: l’arte continua a correre\nIl 12 ottobre 2025 si celebrerà il quinto anno consecutivo della collaborazione tra Stefano Bressani e la CorriPavia. Il messaggio è chiaro: \nla corsa non è solo una prestazione atletica\, ma anche cultura\, estetica e impegno civico.  \nIl percorso urbano\, immerso tra i simboli storici della città\, diventa una galleria a cielo aperto\, dove l’arte trova nuova linfa grazie alla visione di un artista capace di trasformare un semplice oggetto in una narrazione visiva e simbolica.
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SUMMARY:Angeli tra Cielo e Terra: Arte e Spiritualità tra Italia e Argentina
DESCRIPTION:Angeli tra Cielo e Terra: Arte e Spiritualità tra Italia e Argentina\nAngeli tra Cielo e Terra è il titolo della mostra ospitata al Serrone della Villa Reale di Monza dal 7 dicembre 2017 al 21 gennaio 2018. L’evento\, dal forte valore simbolico e interculturale\, ha posto al centro la figura dell’angelo\, archetipo universale che attraversa religioni\, culture e tradizioni artistiche. Il progetto\, ideato da Daniele Crippa\, ha coinvolto oltre 500 artisti italiani e internazionali in un dialogo tra arte contemporanea e spiritualità. \n \nIglesia de los Angeles: il progetto argentino\nNel cuore dell’estancia El Milagro\, in Argentina\, è sorta l’Iglesia de los Angeles\, un’opera architettonica e spirituale promossa da Daniele Crippa. L’edificio è decorato con oltre mille piastrelle 20×20 cm\, realizzate da maestranze locali a partire dalle opere di importanti artisti italiani come Gillo Dorfles\, Giosetta Fioroni e Mimmo Paladino. L’intero progetto è un tributo alla comunità cristiana indigena e alla connessione tra arte\, fede e territorio. \nIl legame con l’Italia: la mostra a Monza\nLa mostra di Monza ha rappresentato un ponte simbolico tra l’Italia e l’Argentina. Le opere esposte\, ispirate alla decorazione della Iglesia de los Angeles\, hanno dato vita a un mosaico di visioni angeliche contemporanee. L’evento è stato reso possibile dalla collaborazione con la Direzione Generale della Reggia di Monza e dal patrocinio dell’Arcidiocesi e delle istituzioni culturali argentine\, rafforzando il dialogo tra i due Paesi. \nStefano Bressani e l’angelo contemporaneo\nTra gli artisti in mostra\, Stefano Bressani ha proposto un angelo sorridente e colorato\, realizzato secondo il suo inconfondibile stile. La sua opera affronta il tema spirituale con una visione sostenibile\, in cui l’angelo diventa simbolo di rigenerazione\, ecologia e impegno sociale. L’utilizzo del tessuto e del riciclo conferisce alla figura una nuova leggerezza\, legata alla responsabilità del presente. \nLa figura dell’angelo nella storia dell’arte\nDa Giotto a Chagall\, da Michelangelo a Haring\, l’angelo è stato nel tempo una presenza costante nell’immaginario artistico. In Angeli tra Cielo e Terra\, l’angelo si conferma icona trasversale\, capace di parlare a culture differenti e di evocare valori universali: la protezione\, la fratellanza\, la speranza. L’arte diventa così veicolo di dialogo e riflessione sul senso del sacro nel mondo contemporaneo. \nArte e spiritualità in dialogo\nLa pubblicazione del volume Angeli & Artisti nella Iglesia de los Angeles (Bellavite Editore) ha accompagnato l’esposizione\, offrendo un ulteriore strumento di approfondimento. L’intero progetto Angeli tra Cielo e Terra rappresenta un esempio riuscito di arte come ponte tra popoli\, spiritualità e creatività. Nell’epoca della globalizzazione\, l’angelo si fa messaggero di un’etica condivisa e di un’umanità che cerca bellezza\, senso e connessione.
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SUMMARY:Stefano Bressani a OPEN20 Venezia: tra scultura e riflessione contemporanea
DESCRIPTION:Stefano Bressani a OPEN20 Venezia\nStefano Bressani OPEN20 Venezia: un biennio di intensa attività creativa e riconoscimenti internazionali. Tra il 2016 e il 2017\, l’artista ha consolidato il suo ruolo nella scena dell’arte contemporanea\, presentando opere visionarie in sedi come il Molino Stucky\, l’Arsenale e l’Hotel Excelsior durante la Mostra del Cinema di Venezia. \nPicasso Re-loaded: dialogo con il cubismo\nCon il progetto Picasso Re-loaded\, Bressani rilegge l’eredità cubista in chiave personale. Non un semplice omaggio\, ma un confronto critico con il linguaggio visivo del Novecento. Le sue sculture ricostruiscono e destrutturano la figura\, aprendo una riflessione sull’arte come interpretazione della realtà. \n \nSkultoflower e il Premio Arte Laguna\nLa serie Skultoflower\, premiata con il Premio Speciale OPEN19 – Arte Laguna\, affronta il legame tra arte e natura. L’opera simboleggia la rinascita\, la fioritura come trasformazione. Il messaggio\, amplificato dalle esposizioni al Molino Stucky e all’Arsenale\, è un invito alla consapevolezza ecologica attraverso la forma artistica. \nKaotika – Without Time: tempo e caos visivo\nDurante OPEN20 Venezia\, Bressani presenta Kaotika – Without Time\, installazione allestita all’Hotel Excelsior. Figure seriali\, in corsa\, incarnano la disconnessione del presente. Il bianco e nero richiama il cinema classico\, mentre la struttura visiva riflette il disorientamento dell’individuo contemporaneo. L’artista espone accanto a nomi come Yoko Ono\, confermando la rilevanza della sua ricerca. \nUna scenografia della contemporaneità\nSecondo la curatrice Serena Mormino\, Kaotika è una “scenografia della contemporaneità”. Il bianco diventa simbolo di vuoto identitario e comunicazione impersonale. L’opera denuncia la solitudine digitale e la perdita di senso\, ma allo stesso tempo offre una possibilità di riscrittura individuale. \n\nL’arte come possibilità\nNonostante l’apparente leggerezza cromatica\, l’arte di Bressani è densa di contenuti critici. Il suo linguaggio unisce tradizione e innovazione\, offrendo un percorso di consapevolezza. L’estetica diventa mezzo per interrogare la condizione umana nell’era della velocità e della post-verità. \nVerso nuovi progetti\nCon OPEN20 Venezia\, Stefano Bressani conferma la coerenza della sua poetica. Le sue opere pongono interrogativi sul tempo e sull’identità\, aprendo spazi di riflessione condivisa. Tra nuove mostre e progetti internazionali\, l’artista continua a dialogare con il pubblico attraverso immagini\, installazioni e social network.
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SUMMARY:Skultoflower Maliumbas di Stefano Bressani a Los Angeles
DESCRIPTION:Skultoflower Maliumbas di Stefano Bressani: dall’Arte di Venezia alla Natura di Los Angeles\nSkultoflower Maliumbas di Stefano Bressani è un’opera che va oltre la scultura: trasforma lo spazio\, lo abita\, lo vive. Dopo il suo debutto all’Arsenale di Venezia\,\nha trovato una nuova vita tra i giardini di Bel Air\, a Los Angeles. Un viaggio tra simbolismo\, materia e trasformazione che racconta la visione profonda dell’artista. \n  \n \nDalle acque veneziane al Premio Arte Laguna\nL’opera prende vita tra gli archi dell’Arsenale Nord di Venezia\, dove conquista la giuria del Premio Arte Laguna nella sezione speciale OPEN. Un riconoscimento importante che apre a Skultoflower Maliumbas e a Stefano Bressani nuove prospettive internazionali. \nDopo il successo iniziale\, l’opera si sposta al molo di Molino Stucky\, sotto lo sguardo attento della laguna e di un pubblico internazionale. Ed è proprio lì\, tra dialoghi inattesi e sguardi profondi\, che nasce l’incontro con una famiglia americana: la scintilla che cambierà il destino dell’opera. \nIl giardino di Bel Air: tra natura e cultura pop\nSkultoflower Maliumbas di Stefano Bressani attraversa l’oceano e approda a Los Angeles\, nel cuore di Bel Air. Qui\, immersa in un giardino lussureggiante\, entra in dialogo con l’ambiente californiano\, tra sole\, colline e suggestioni pop anni ’80. \nUn’opera che respira\nLa scultura diventa organismo vivente: muta con le stagioni\, si lascia contaminare dalla natura\, si radica nel terreno. Al suo interno\, un fiore simbolico: delicato ma resistente\, fragile ma saldo\, fatto di materiali industriali come neoprene e acciaio corten. \nSimbolismo\, materia e metamorfosi\nIl cubo geometrico che ospita il fiore rappresenta la tensione tra opposti: Skultoflower Maliumbas unisce rigore e organicità\, materia e spirito\, industria e natura. È un’opera in continuo divenire\, che racconta la ciclicità della vita: fioritura\, decadimento\, rinascita. \n \nLo stelo solido e i petali in acciaio corten evocano la trasformazione come forza vitale. È il segno distintivo di Stefano Bressani: un’arte che accoglie l’imperfezione e la rende bellezza. \nUn racconto senza fine\nDa Venezia a Los Angeles\, Skultoflower Maliumbas è ponte tra culture\, memorie\, paesaggi. Non più semplice oggetto artistico\, ma esperienza immersiva e personale. Un racconto sensoriale che si evolve con chi lo incontra\, diventando parte della vita e dell’immaginario collettivo.
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SUMMARY:Skultoflower di Stefano Bressani al MUPA di Portofino
DESCRIPTION:Skultoflower di Stefano Bressani al MUPA di Portofino\nNel 2016\, Stefano Bressani ha presentato Skultoflower al Museo del Parco di Portofino (MUPA)\, dove l’opera è entrata nella collezione permanente. Dopo l’anteprima alla mostra internazionale OPEN a Venezia\, l’artista pavese consolida così il suo linguaggio tra scultura\, design\, moda e riflessione esistenziale. \nUn fiore cubista tra corpo e spirito\nAlta tre metri\, Skultoflower è una scultura monumentale: la base in ferro corten simboleggia il corpo e la trasformazione\, mentre un cubo in neoprene colorato emerge come simbolo dell’anima. Il contrasto tra materia organica e forma razionale incarna la tensione tra impermanenza e permanenza. \n \nLa texture Maliumbas: identità visiva\nElemento distintivo dell’opera è la texture Maliumbas\, creata e brevettata da Bressani. Questa superficie dai colori accesi\, pop e tribali\, è narrazione visiva e linguaggio interiore: un vocabolario che fonde arte\, moda e sperimentazione. \nUn’opera tra Venezia e Portofino\nDopo il debutto veneziano\, Skultoflower ha vinto il Premio Speciale Arte Laguna – Sezione OPEN e ha partecipato all’11° Premio Arte Laguna. Il passaggio a Portofino\, sotto la direzione di Daniele Crippa e la curatela di Serena Mormino\, ha consacrato l’opera tra i grandi della scultura contemporanea. \nOggi Skultoflower è parte della collezione del MUPA accanto a nomi storici come Lucio Fontana\, Arman\, Guttuso\, Pomodoro e Man Ray. \n\nUna metafora della condizione umana\nBressani\, con Skultoflower\, propone una metafora scultorea dell’esistenza: un ibrido tra natura e artificio\, tra spirito e materia. Il fiore non è solo bellezza: è trasformazione\, decostruzione e rinascita. \nCome scrive la curatrice Serena Mormino\, è “un’opera che si indossa con lo sguardo”\, un invito a superare la superficie e a vivere l’arte come esperienza emotiva e intima. \n 
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SUMMARY:Skultoflower di Stefano Bressani all’OPEN 19 Venezia
DESCRIPTION:La Laguna si veste d’arte: la Skultoflower in mostra a Venezia\nA quasi vent’anni dalla sua nascita\, OPEN – Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni si conferma tra le manifestazioni più visionarie del panorama artistico contemporaneo. L’edizione 2016 ha trasformato Venezia in un vero museo a cielo aperto\, dove l’arte incontra la quotidianità\, coinvolgendo passanti e paesaggio urbano. \nLe installazioni\, disseminate tra calli\, fondamenta e scorci lagunari\, spezzano la continuità visiva e generano cortocircuiti estetici che stimolano riflessione e meraviglia. OPEN 19 è molto più di una mostra: è un’esperienza immersiva dove lo spettatore diventa parte attiva dell’opera. \n\nSkultoflower: la scultura “vestita” di Bressani protagonista a Venezia\nTra gli artisti in esposizione spicca Stefano Bressani\, Maestro dell’arte contemporanea italiana\, con la sua monumentale “Skultoflower”\, posizionata in modo strategico all’ingresso dell’Hilton Molino Stucky. Dopo il successo di Maliumbas Nature Sound a CasaMilan\, Bressani porta a Venezia una scultura che sintetizza perfettamente il suo linguaggio poetico e materico. \nAlta oltre tre metri\, la Skultoflower nasce da una base in acciaio corten\, simbolo di trasformazione nel tempo. Da questo stelo metallico fiorisce un cubo rivestito con texture Maliumbas\, elemento distintivo della sua cifra stilistica. L’opera fonde forza e delicatezza\, geometria e natura\, industria e poesia. \nUn simbolo di resilienza e sostenibilità\nLa scultura è realizzata con materiali di recupero\, in linea con l’etica dell’artista. Il contrasto tra il metallo ossidabile e la leggerezza visiva dei tessuti trasforma l’opera in un organismo vivo\, capace di comunicare con chi la osserva. Un simbolo della convivenza tra effimero e durevole\, morbido e solido\, uomo e tempo. \nLa curatela è firmata da Serena Mormino\, critica d’arte e presidente dell’Associazione Culturale Amarte\, che accompagna Bressani in questa edizione. “Nelle sue opere convivono suggestioni differenti – afferma – che si fondono in un linguaggio unico\, sospeso tra Dolce Vita\, Pop Art e futuro”. \n\nNel contesto di OPEN 19\, la Skultoflower si fa ambasciatrice di una nuova scultura italiana\, che unisce artigianato e innovazione\, tradizione e sperimentazione\, trasformando la materia in visione. \nUn’arte che si vive\, non solo si osserva\nCon questa installazione\, Stefano Bressani conferma la sua capacità di creare opere che non si limitano a essere ammirate\, ma che coinvolgono e dialogano. La sua Scultura Vestita invita il pubblico a un’esperienza sensoriale ed emotiva\, dove l’arte diventa parte della vita quotidiana.
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SUMMARY:Stefano Bressani a Casa Milan – Fuori Salone 2016
DESCRIPTION:Colours of Fabrics Sound: Stefano Bressani al Fuori Salone 2016\nDurante il Fuori Salone 2016\, Casa Milan ha ospitato Colours of Fabrics Sound\, una mostra dell’artista pavese Stefano Bressani. L’esposizione ha celebrato la fusione tra arte\, tessuto e suono\, portando a Milano dieci opere capaci di coinvolgere i sensi in un’esperienza unica. \nL’artista\, celebre per le sue Sculture Vestite\, ha presentato una visione simbolica e multisensoriale dove stoffa e suono dialogano\, dando vita a opere cariche di significato e tensione poetica. \n \n“Maliumbas Nature Sound”: la scultura sonora\nTra le opere più rappresentative della mostra\, spicca Maliumbas Nature Sound (2016): una scultura alta 280 cm\, rivestita in tessuti colorati e dotata di sistema audio Bose. Non solo oggetto artistico\, ma strumento musicale\, questa opera incarna la visione sinestetica dell’artista\, che fonde visione\, tatto e suono in una sola esperienza estetica. \nStoffa\, chiodi e dinamismo\nLe sculture di Bressani sono realizzate con tessuti sartoriali assemblati senza cuciture\, fermati da chiodi simbolici. In Fighting (2016)\, l’energia del gesto sportivo si unisce alla sua ricerca plastica\, portando in scena il movimento. \nIl contrasto tra materiali rigidi e tessuti morbidi racconta un’estetica fatta di dualismi: organico/inorganico\, solido/fragile\, in un linguaggio che sfugge a definizioni tradizionali. \nTra Pop Art e natura: icone e simboli\nOpere come Fiat F2 e White Caddy (2014) omaggiano l’universo automobilistico\, mentre Regal Horse e la serie On My Fingers (2013/2014) introducono la dimensione naturale attraverso simboli come la rana\, icona di trasformazione e adattabilità. \nUn’estetica dell’incoerenza\nIl processo creativo di Bressani nasce da una spinta musicale e istintiva. Le sue opere non seguono uno schema prestabilito: prendono forma da suggestioni emotive e contrasti. Il risultato è un’arte che si ascolta\, si tocca\, si vive. \nColours of Fabrics Sound non è solo una mostra\, ma una proposta poetica che invita a riscoprire l’arte come esperienza quotidiana e immersiva. \n 
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SUMMARY:Picasso e le sue passioni: Bressani in mostra a Pavia
DESCRIPTION:Un dialogo contemporaneo con Guernica\nLa mostra “Picasso e le sue passioni”\, ospitata a Palazzo Vistarino di Pavia\, offre un viaggio emozionante nell’universo creativo di uno dei più grandi maestri dell’arte moderna. Tra oltre duecento opere tra disegni\, ceramiche e oli\, la rassegna include anche tre originali reinterpretazioni italiane del celebre dipinto Guernica\, realizzate da Stefano Bressani\, Paolo Baratella e Paolo Ceribelli. \n\nL’opera di Stefano Bressani: “Urlo alla Vita”\nL’installazione di Bressani\, artista pavese classe 1973 noto per le sue Sculture Vestite\, si intitola “Urlo alla Vita”. L’opera\, realizzata con stoffa riciclata\, si propone come un messaggio di speranza che si contrappone all’angoscia della guerra rappresentata nel capolavoro di Picasso. Un animale che morde la mano dell’uomo simboleggia la ribellione della natura e il desiderio di rinascita\, sottolineati da colori caldi e un sole splendente che evocano un futuro luminoso. \nLa mostra e le altre reinterpretazioni di Guernica\nL’evento\, promosso da The Mad Box\, è stato inaugurato il 19 dicembre 2015 ed è visitabile fino al 20 marzo 2016. Grazie a uno schermo multimediale installato in mostra\, i visitatori possono scoprire la storia di Guernica e seguire le fasi di lavoro delle tre interpretazioni contemporanee. \n\nPaolo Baratella – “Per Guernica ora”\nBaratella interpreta il dramma della guerra in chiave attuale\, lanciando un appello per un “NO” deciso alla violenza e all’oppressione. La sua opera denuncia le vere cause dei conflitti\, come la brama di potere e il controllo delle risorse\, spesso mascherati da ideologie. \nPaolo Ceribelli – “.CODE.”\nCon un linguaggio visivo incisivo\, Ceribelli riflette sul modo in cui la società trasforma gli orrori in routine. La ripetizione ossessiva dell’immagine di Guernica diventa un monito contro l’indifferenza e la ciclica riemersione della violenza. \nUna riflessione collettiva sull’eredità di Picasso\nLa mostra rappresenta un’importante occasione di confronto tra epoche\, stili e linguaggi. Le opere di Bressani\, Baratella e Ceribelli offrono una rilettura plurale di Guernica\, mantenendo viva la sua forza simbolica e il suo messaggio universale contro ogni forma di sopraffazione.
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SUMMARY:Stefano Bressani al Padiglione Qatar di Expo 2015
DESCRIPTION:Un padiglione immersivo tra cultura\, tradizione e innovazione\nDurante Expo Milano 2015\, il Padiglione del Qatar si è distinto per la sua forza narrativa e l’intensità dell’esperienza proposta ai visitatori. Il padiglione è stato concepito come un viaggio immersivo. Infatti\, i visitatori hanno potuto immergersi in musiche\, danze e sapori tradizionali. In particolare\, è stata celebrata la “sofra”\, la tipica tavola araba simbolo di ospitalità e condivisione. \n\nArchitettura simbolica e tecnologie sostenibili\nL’architettura del padiglione evocava un antico palazzo-fortezza. Le quattro torri angolari e la monumentale scalinata d’ingresso ne definivano l’impatto visivo. Al centro svettava un grande jafer\, il tradizionale cesto per alimenti. Questo elemento\, trasformato in una vera installazione architettonica\, misurava 11 metri di diametro e 8 di altezza. Inoltre\, la struttura adottava tecnologie sostenibili. Per questo motivo il Qatar ha dimostrato grande attenzione per l’ambiente e per la cultura alimentare. \nL’incontro con Stefano Bressani: arte e scambio culturale\nProprio in questo contesto ricco di suggestioni è avvenuto l’incontro tra Stefano Bressani e il Padiglione del Qatar. L’artista\, noto per le sue Sculture Vestite\, è stato invitato a visitare gli spazi espositivi. Inoltre\, ha potuto lasciarsi ispirare dalle atmosfere evocative del padiglione\, che richiamavano un autentico suk arabo. L’incontro con Mohammed Al Bloshi\, figura di rilievo nel sistema bancario e petrolifero del Qatar e portavoce per Expo Italia\, ha dato vita a un confronto artistico e culturale di grande valore. \nUn’opera dedicata al cavallo arabo\nBressani ha voluto rendere omaggio al Qatar con un’opera ispirata al cavallo arabo. Questo simbolo rappresenta forza\, eleganza e tradizione. Infatti\, il cavallo è profondamente radicato nella cultura del paese. Il Qatar è riconosciuto a livello internazionale per la sua tradizione equestre. Inoltre\, il paese ospita strutture moderne e competizioni sportive di altissimo livello\, rafforzando il suo ruolo di riferimento negli sport equestri. \nUn dialogo che guarda al futuro\nL’esperienza vissuta a Expo ha lasciato in Bressani un forte desiderio. L’artista vuole continuare il dialogo culturale e creativo con il Qatar. Per questo motivo auspica la realizzazione di una mostra personale nel Paese. Un’esposizione simile contribuirebbe a consolidare i legami tra due mondi diversi. Tuttavia\, entrambi sono uniti dalla stessa visione: promuovere la cultura e l’innovazione attraverso l’arte.
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SUMMARY:Stefano Bressani al Museo della Calzatura di Vigevano
DESCRIPTION:Arte e moda si incontrano nel cuore di Vigevano\nNel 2015\, Stefano Bressani entra a far parte della collezione permanente del Museo Internazionale della Calzatura di Vigevano\, con un’opera che unisce arte contemporanea e design di moda. Il museo\, situato nel Castello Sforzesco\, è un punto di riferimento nella storia della calzatura italiana e internazionale. \nIl MIC: storia della scarpa e grandi nomi della moda\nFondato negli anni Cinquanta\, il MIC “Pietro Bertolini” ospita pezzi unici appartenuti a personaggi storici e creazioni firmate da Ferragamo\, Dior\, Armani\, Lagerfeld e Louis Vuitton. La collezione racconta l’evoluzione tecnica\, estetica e culturale della scarpa nel tempo. \nUn’opera contemporanea nella collezione permanente\nL’ingresso di Bressani nel museo avviene con una calzatura femminile progettata in collaborazione con la designer Silvia Fabiani. L’opera\, ispirata alla Monaca di Monza\, esplora i temi dell’ambiguità e del doppio\, cari all’artista. È un esempio di dialogo tra linguaggi visivi e sartorialità. \nIl linguaggio delle Sculture Vestite in una scarpa\nL’opera è realizzata con tessuto embossato e superfici tridimensionali\, in pieno stile Sculture Vestite. La calzatura presenta linee asimmetriche e il motivo Maliumbas©\, cifra distintiva di Bressani. Il piede parzialmente scoperto simboleggia tensione e intimità\, in un equilibrio tra forma e concetto. \nUn simbolo dell’arte applicata al design\nLa scarpa viene esposta a rotazione tra le sale del museo. La scelta del Museo della Calzatura di inserire un’opera di Bressani nella propria collezione permanente testimonia l’apertura alla contemporaneità. È un gesto che riconosce l’importanza dell’arte anche nel mondo del design applicato. \nTradizione artigianale e visione artistica\nCon questa installazione\, Stefano Bressani conferma la sua capacità di tradurre linguaggi e materiali in racconti visivi inediti. L’opera diventa così un ponte tra passato e presente\, tra l’eccellenza artigianale e la ricerca estetica più innovativa. Il Museo Internazionale della Calzatura di Vigevano si conferma un luogo di dialogo tra le arti. \n 
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SUMMARY:Stefano Bressani al Museo Fiat 500 di Garlenda
DESCRIPTION:Arte e motori: l’omaggio di Bressani alla Fiat 500\nDopo il successo della mostra al Museo dell’Automobile di Torino\, Stefano Bressani porta la sua arte a Garlenda\, nel Museo Multimediale della Fiat 500 Dante Giacosa. Il museo è dedicato al celebre ingegnere italiano che ha progettato la storica Fiat 500\, simbolo di italianità nel mondo. \n\nUna mostra durante il Meeting Internazionale Fiat 500\nL’evento si svolge nel contesto del Meeting Internazionale Fiat 500\, giunto alla sua 32ª edizione. Questo raduno annuale richiama appassionati da ogni parte del mondo\, celebrando la piccola grande icona dell’automobilismo italiano. Il museo\, a sua volta\, è un punto di riferimento per gli amanti del design e della storia della 500. \nSculture Vestite: tessuto e poesia in dialogo con la carrozzeria\nBressani espone le sue inconfondibili Sculture Vestite\, opere in tessuto che rielaborano il design automobilistico in chiave poetica. Le forme tondeggianti della 500 sono reinterpretate in stoffa. Questo crea un contrasto emozionante tra la morbidezza del tessuto e la rigidità del metallo. Inoltre\, l’artista riesce a esaltare la forma e l’identità del celebre veicolo senza snaturarlo. \nLitoprint: arte accessibile e originale\nOltre alle sculture\, la mostra presenta anche le Litoprint: stampe su carta con inserti in tessuto originale. Ogni stampa diventa così un pezzo unico\, accessibile anche a collezionisti con budget più contenuti. Inoltre\, queste opere mantengono intatto il valore artistico e l’emozione tattile delle creazioni di Bressani. \nUn’iniziativa voluta dal Fiat 500 Club Italia\nL’invito a partecipare è arrivato da Domenico Romano\, presidente del Fiat 500 Club Italia\, e dal vicepresidente Alessandro Scarpa. L’obiettivo è quello di valorizzare l’arte contemporanea in un contesto legato alla storia del design italiano. Il connubio tra motori e arte\, infatti\, ha dimostrato grande forza evocativa e coinvolgente. \nBressani: “Ogni stampa racconta l’essenza delle mie opere”\nRiguardo alle Litoprint\, Bressani spiega: «Senza le mie opere non esisterebbero le stampe\, nella stessa misura in cui senza gli occhi non esisterebbero le mie sculture. In ogni stampa inserisco un frammento delle stoffe che uso nelle mie opere\, rendendo ogni pezzo unico e prezioso». \nArte\, design e passione italiana\nQuesta esposizione conferma il legame profondo tra arte e automobile\, tra creatività e tradizione. Con la mostra di Garlenda\, Stefano Bressani invita il pubblico a guardare la Fiat 500 con nuovi occhi\, trasformando un’icona industriale in poesia visiva e materia d’arte. \n 
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LOCATION:Museo Fiat Garlenda\, Via Roma\, 90\, 17033 Garlenda SV\, Garlenda\, Italy
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SUMMARY:Stefano Bressani al Museo M.A.C.I.S.T. di Biella
DESCRIPTION:Stefano Bressani al Museo M.A.C.I.S.T. di Biella: arte e impegno sociale\nIl Museo d’Arte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze (M.A.C.I.S.T.) di Biella rappresenta un esempio unico di connubio tra arte contemporanea e impegno sociale. Nato dall’idea del Maestro Omar Ronda e sostenuto da un gruppo di collezionisti e artisti internazionali\, il museo ha come obiettivo la promozione dell’arte contemporanea di qualità\, senza appartenere a scuole o correnti specifiche. Al centro della sua missione c’è un forte impegno etico: sostenere la Fondazione Edo ed Elvo Tempia nella lotta contro i tumori. \nCon oltre 150 opere italiane e internazionali provenienti da 22 paesi\, esposte in collezioni permanenti e temporanee\, il Museo M.A.C.I.S.T. offre un’esperienza artistica che coinvolge e sensibilizza il pubblico su temi importanti quali salute\, ricerca e prevenzione. \n\nL’opera Pala Maliumbas: simbolo di stile e sostenibilità\nTra gli artisti invitati a partecipare a questa realtà culturale\, spicca Stefano Bressani\, chiamato personalmente dall’amico e Maestro Omar Ronda. Per l’occasione\, Bressani ha donato un’opera concepita appositamente per rappresentare i valori fondanti del suo lavoro artistico\, riconosciuto a livello internazionale per la sua tecnica innovativa basata sull’uso di stoffe coloratissime. \nL’opera\, intitolata Pala Maliumbas©\, si distingue per forme sinuose e colori vivaci\, elementi che caratterizzano la fantasia e la ricerca stilistica dell’artista. Con dimensioni di 260x30x8 cm\, la Pala Maliumbas è collocata orizzontalmente all’interno del museo e funge da simbolico “orizzonte artificiale”\, ispirato al concetto aeronautico. Questa linea metaforica segna il confine tra il mondo reale e quello sognante\, lasciando al visitatore la libertà di posizionare la propria percezione\, invitandolo a riflettere e sognare. \nArte e responsabilità sociale\nL’opera di Bressani non è solo un manifesto estetico\, ma anche un messaggio di sostenibilità e riciclo\, temi centrali nella sua ricerca artistica. La sua presenza al Museo M.A.C.I.S.T. testimonia la capacità dell’arte di unire bellezza e responsabilità sociale. \nUn valore aggiunto alla partecipazione di Bressani è la lettera di ingaggio firmata dal celebre critico d’arte Philippe Daverio\, che ne ha sottolineato il valore artistico e simbolico. \nCon questa donazione\, Stefano Bressani consolida il suo ruolo non solo come innovatore nell’arte contemporanea\, ma anche come promotore di un messaggio etico e culturale che supera i confini delle gallerie\, raggiungendo un pubblico più ampio e sensibilizzandolo su temi fondamentali per la società.
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LOCATION:Museo Macist\, Costa di Riva\, 9\, 13900 Biella BI\, Biella\, Italy
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SUMMARY:Walking the Art: le scarpe-scultura di Bressani a Vigevano
DESCRIPTION:Walking the Art – Skultoshoes: la mostra di Stefano Bressani a Vigevano\nNel cuore di Vigevano\, città simbolo della calzatura italiana\, prende vita una mostra unica nel suo genere: “Walking the Art – Skultoshoes”. Questo progetto innovativo unisce arte e moda\, creando scarpe-sculture firmate dall’artista Stefano Bressani e dalla designer Silvia Fabiani. \nLocation e patrocinio\nLa mostra si svolge nella suggestiva cornice della Seconda Scuderia del Castello Sforzesco. Inoltre\, gode del patrocinio del Comune di Vigevano e del sostegno dell’Assessorato alla Cultura. Si tratta del risultato di una collaborazione biennale tra i due creativi. L’obiettivo è realizzare calzature femminili artigianali che combinano design tridimensionale e materiali innovativi. In questo modo si esaltano la tradizione e l’eccellenza del Made in Italy. \n\nLe Skultoshoes: arte\, moda e innovazione\nLe Skultoshoes nascono dall’uso del tessuto brevettato Maliumbas\, sviluppato da Bressani insieme a Italian Converter\, un’azienda leader nei tessuti per l’alta moda. Queste calzature si distinguono per linee nette\, tacchi alti e plateau. Inoltre\, presentano un effetto tridimensionale ottenuto tramite la tecnica di embossing. Questo conferisce ai tessuti un aspetto materico unico. \nTecnica e comfort\nStefano Bressani definisce questa collezione come la prova tangibile del forte legame tra arte e moda. Infatti\, sono due mondi che si influenzano e arricchiscono reciprocamente. Oltre all’estetica\, grande attenzione è data al comfort. Così\, le Skultoshoes non sono solo opere d’arte da ammirare\, ma anche calzature indossabili. \nTra i pezzi esposti\, spicca un modello maschile realizzato in collaborazione con l’azienda vigevanese Moreschi. Questa scarpa unisce il design raffinato dell’azienda al velluto “Maliumbas Velvet”\, simbolo di eleganza e innovazione. \nRiconoscimenti e collezione permanente\nL’Assessore alla Cultura Daniela Del Frate sottolinea l’importanza della mostra. Essa valorizza Vigevano come capitale mondiale della calzatura\, una città orgogliosa della sua storia artigianale. Il Castello Sforzesco\, con la sua Seconda Scuderia\, rappresenta la cornice ideale per un evento che unisce cultura\, arte e impresa. \nUn momento fondamentale è stato l’inserimento del primo prototipo Skultoshoes\, la SK SH 0001\, nella collezione permanente del Museo della Calzatura “P. Bertolini”. Realizzata con tessuto Maliumbas arancio laminato metallizzato\, questa scarpa segna l’inizio di una nuova era nell’arte calzaturiera. L’innovazione tessile e la ricerca estetica diventano così un linguaggio espressivo unico e affascinante.
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LOCATION:Museo Internazionale della Calzatura\, Piazza Ducale\, 20\, 27029 Vigevano PV\, Vigevano\, Italy
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SUMMARY:Stefano Bressani al MAUTO di Torino: arte e sostenibilità in mostra
DESCRIPTION:Mostra personale al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino: Un dialogo tra arte e motori\nDal 6 settembre al 5 ottobre 2014\, il MAUTO di Torino ospita la mostra personale di Stefano Bressani\, artista noto per aver ideato le “Sculture Vestite”\, un linguaggio artistico originale che unisce estetica e recupero creativo. \nL’esposizione è curata da Carlotta Canton\, direttrice artistica della Galleria Davico Arte\, e si inserisce all’interno del percorso museale del MAUTO\, celebre per la sua attenzione a design\, innovazione e cultura contemporanea. \n\nLe “Sculture Vestite”: arte che nasce dal tessuto\nStefano Bressani è un artista autodidatta che ha sviluppato una tecnica unica: scomporre le forme\, destrutturarle e ricostruirle utilizzando stoffe e materiali tessili. Il risultato è un’opera tridimensionale\, morbida\, vibrante\, carica di significato e profondità. \nArte e sostenibilità\nLe sue opere non sono solo visivamente affascinanti\, ma portano con sé un messaggio etico: Bressani utilizza tessuti di recupero\, promuovendo così il riuso creativo e la sostenibilità ambientale. Le sue sculture diventano così simboli di riflessione sull’uso delle risorse e sull’impatto dell’uomo sul pianeta. \nLa mostra al MAUTO: un’esperienza immersiva\nL’esposizione presenta una selezione di opere che raccontano l’evoluzione stilistica e concettuale dell’artista. Inserite all’interno del percorso museale\, le sculture dialogano con i contenuti tecnologici e storici del MAUTO\, in un continuo scambio tra arte\, design e ingegneria. \nVideoproiezione e processo creativo\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza espositiva\, è presente una videoproiezione curata da Marco Sanna\, che documenta le fasi di realizzazione delle opere all’interno dello studio dell’artista\, offrendo uno sguardo autentico dietro le quinte del suo lavoro. \nUn percorso tra arte e motori\nBressani non è nuovo al mondo dell’automobile: ha già collaborato con la Fondazione Piaggio di Pontedera e ha partecipato alla mostra itinerante Contemporary Art Meeting 500\, dedicata al mito della Fiat 500. Inoltre\, le sue opere sono state esposte in eventi internazionali come la Biennale di Venezia. \n\nConclusione\nLa mostra al MAUTO rappresenta una tappa significativa nel percorso artistico di Stefano Bressani\, capace di portare arte\, innovazione e consapevolezza ambientale in un contesto dinamico e aperto alla sperimentazione. Le sue Sculture Vestite offrono al pubblico un’esperienza visiva e culturale profonda\, in grado di ispirare e far riflettere.
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SUMMARY:Night of Wonders Venezia: Stefano Bressani omaggia i Pink Floyd
DESCRIPTION:Night of Wonders Venezia – Stefano Bressani omaggia i Pink Floyd con le sue Sculture Vestite\nNel 2014\, a venticinque anni dallo storico concerto dei Pink Floyd a Venezia\, la città ha celebrato l’anniversario con un grande evento internazionale: Night of Wonders. La mostra\, ospitata nello suggestivo spazio dell’ex Chiesa di Santa Marta\, ha offerto un viaggio immersivo nella storia della band britannica\, con fotografie\, video\, memorabilia e installazioni artistiche. \nLe opere di Stefano Bressani in dialogo con i Pink Floyd\nTra i protagonisti di Night of Wonders Venezia c’è Stefano Bressani\, artista italiano conosciuto per aver ideato le Sculture Vestite. In questa occasione\, Bressani ha presentato due opere ispirate ad altrettanti album iconici dei Pink Floyd: The Division Bell e The Wall. \n“Steel Faces”: la luce e il tessuto reinterpretano The Division Bell\nL’installazione Steel Faces\, ispirata all’album The Division Bell\, rielabora in chiave tessile le celebri teste metalliche disegnate da Storm Thorgerson. Le sculture\, alte 240×180 cm\, dialogano con la luce naturale della chiesa\, creando giochi di chiaroscuro che esaltano i colori morbidi e le forme tridimensionali dell’opera. \n\n \n\n“What shall we do now?”: omaggio riflessivo a The Wall\nLa seconda opera\, What shall we do now?\, si ispira a The Wall\, il concept album che affronta temi di isolamento e conflitto interiore. Bressani rende omaggio ai disegni originali di Gerald Scarfe\, reinterpretandoli con la sua tecnica scultorea per invitare a una riflessione personale e contemporanea. \nUna mostra tra arte\, musica e memoria\nNight of Wonders Venezia\, curata dall’associazione Floydseum\, è stata molto più di una mostra: un vero percorso multisensoriale che ha ricreato l’atmosfera del concerto veneziano del 15 luglio 1989. Tra materiali inediti\, testimonianze di fan e opere d’arte\, l’esposizione ha raccontato l’impatto dei Pink Floyd sulla cultura visiva e musicale. \nOltre a Bressani\, erano presenti anche artisti come Marco Lodola con installazioni luminose ispirate a The Wall\, creando un dialogo visivo potente ed emotivo. \nL’arte come ponte tra musica e visione\nLa partecipazione di Stefano Bressani a Night of Wonders ha sottolineato il ruolo dell’arte nel dare nuova forma alla memoria collettiva. Le sue Sculture Vestite traducono l’universo sonoro dei Pink Floyd in materia visiva\, portando profondità e significato a icone della musica senza tempo.
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SUMMARY:Palio del Ticino Pavia – Il Ponte Coperto nelle Sculture di Bressani
DESCRIPTION:L’arte di Stefano Bressani celebra il Ponte Coperto di Pavia\nIl Palio del Ticino di Pavia\, tenutosi nel giugno 2014\, ha visto l’arte contemporanea diventare protagonista grazie all’opera di Stefano Bressani. In occasione dell’ottava edizione dell’evento\, l’artista pavese ha realizzato il drappo ufficiale del Palio\, celebrando uno dei simboli più amati della città: il Ponte Coperto. \nIl Ponte Coperto: simbolo di unione\nIl soggetto scelto da Bressani per il Palio del Ticino di Pavia è stato il Ponte Coperto\, emblema dell’identità cittadina. Ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale\, il ponte collega le due sponde del fiume Ticino\, unendo la città non solo dal punto di vista fisico\, ma anche culturale e simbolico. Questo ponte diventa per l’artista un messaggio di continuità e connessione tra epoche e tradizioni. \n\n \nL’opera di Bressani per il Palio del Ticino\nLe celebri Sculture Vestite di Bressani trasformano tessuti comuni in opere tridimensionali. La sua tecnica unica ha dato vita a un drappo carico di significato\, che ha sfilato per le strade di Pavia durante il corteo storico. Il Palio del Ticino si è così arricchito di un’interpretazione artistica profonda\, che fonde memoria storica e linguaggio contemporaneo. \nUn impegno artistico per la città\nBressani considera la propria arte come un dialogo con la comunità. La sua partecipazione al Palio del Ticino Pavia non è soltanto un omaggio estetico\, ma un gesto di responsabilità sociale. L’artista ha voluto raccontare il legame profondo tra la città\, i suoi simboli e le sue tradizioni\, offrendo una visione che parte dal passato per immaginare un futuro condiviso. \nArte e identità al centro della manifestazione\nGrazie all’opera di Bressani\, il Palio del Ticino 2014 ha confermato il suo valore non solo come evento sportivo e folkloristico\, ma anche come spazio di riflessione sull’identità culturale. L’arte si è inserita in modo naturale nel tessuto della festa\, dimostrando ancora una volta la sua capacità di unire persone\, storie e prospettive. \n\n 
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SUMMARY:Sculture Vestite di Bressani ad Amsterdam Showcase
DESCRIPTION:Amsterdam Showcase – Le Sculture Vestite di Bressani nella Chiesa più antica della città\nIl 1° dicembre 2012\, le Sculture Vestite di Bressani ad Amsterdam hanno trovato spazio nella storica Oude Kerk\, la chiesa più antica della città\, situata nel cuore del quartiere a luci rosse. Questo edificio sacro risalente al XIII secolo è oggi uno degli ambienti più suggestivi dedicati all’arte contemporanea internazionale. \n \nIn occasione dell’Amsterdam Showcase\, una prestigiosa collettiva organizzata dalla Global Art Agency\, Stefano Bressani ha esposto le sue celebri Sculture Vestite\, opere che trasformano tessuti d’uso quotidiano in sculture tridimensionali di grande impatto visivo. L’evento ha riunito artisti\, gallerie e collezionisti da tutto il mondo\, offrendo una vetrina unica in un contesto storico di grande fascino. \nBressani\, unico artista pavese presente\, ha partecipato grazie alla collaborazione con la Amstel Gallery\, affiancato dal concittadino Marco Lodola. La sua tecnica originale si inserisce perfettamente nella filosofia curatoriale della manifestazione\, che punta sulla sperimentazione e valorizzazione dei linguaggi artistici contemporanei. \nL’Amsterdam Showcase ha attirato oltre 3.000 visitatori\, tra appassionati d’arte\, collezionisti e galleristi\, che hanno potuto ammirare le opere all’interno delle navate gotiche della Oude Kerk\, caratterizzate da vetrate istoriate e un’atmosfera mistica\, che crea un contrasto poetico con le sculture moderne esposte. \nPer Stefano Bressani\, questa partecipazione rappresenta una tappa importante nel suo percorso internazionale. Dopo numerose esposizioni in musei italiani ed europei\, la presenza ad Amsterdam conferma la forza comunicativa del suo linguaggio artistico\, che unisce identità\, materia\, cultura pop e tradizione attraverso l’uso innovativo della stoffa e della forma. \n  \nPer approfondimenti sulle Sculture Vestite di Bressani e le mostre internazionali\, visita il sito ufficiale della Amstel Gallery.
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SUMMARY:Stefano Bressani omaggio a Pino Daniele tra arte e musica
DESCRIPTION:Bressani omaggio Pino Daniele – Un’opera per Pino: quando l’arte incontra la musica\nIl 19 marzo 2012\, nella cornice del Noy di Milano\, l’arte e la musica si sono incontrate in un momento intimo e potente. In occasione della presentazione del nuovo album di Pino Daniele\, La grande madre\, l’artista pavese Stefano Bressani ha omaggiato il grande cantautore napoletano con una sua opera originale: una “scultura vestita” che ritrae Pino Daniele con lo stile inconfondibile dell’autore. \nL’evento è nato grazie all’invito di Riccardo Vitanza\, fondatore di Parole & Dintorni\, agenzia di comunicazione leader in Italia nel mondo musicale\, nonché amico e collezionista di Bressani. Il Noy Club\, situato nei pressi di Corso Vercelli\, era in quegli anni uno dei luoghi più attivi della scena musicale milanese. Qui Bressani ha spesso condiviso momenti e notti con artisti e amici\, e proprio qui si è consumato uno degli incontri più significativi della sua carriera. \n\nArte e musica: un legame profondo\nDurante la serata\, Pino Daniele ha parlato del significato profondo del suo nuovo lavoro: «Per me\, La grande madre è il sangue misto della musica\, il cordone ombelicale che ci lega ai quattro elementi del pianeta». Un’affermazione che si riflette perfettamente nel gesto artistico di Bressani\, il quale considera la musica una costante fonte di ispirazione e un elemento ricorrente nel processo creativo delle sue opere. \nLa scultura vestita dedicata a Pino Daniele\nL’opera consegnata a Daniele\, realizzata con tessuti e volumi che sono il segno distintivo delle sculture di Bressani\, restituisce un ritratto unico e vibrante dell’artista. Un volto reso eterno dalla stoffa e dalla tridimensionalità\, che si aggiunge a una lunga serie di icone della musica già immortalate da Bressani: da Mina a Elvis Presley\, dai Beatles ai Pink Floyd. \nUn momento simbolico e autentico\nIl momento dello scambio tra i due artisti è stato discreto ma emozionante. La dedica sul CD firmato da Pino Daniele e le fotografie scattate durante la serata restano oggi una testimonianza autentica di quell’incontro\, fatto di stima reciproca\, arte condivisa e passaggi simbolici. \n\n\nUn tributo che vive nel tempo\nA distanza di anni\, l’opera rimane un omaggio vivo al talento e alla sensibilità di Pino Daniele. Un tributo silenzioso ma duraturo\, che trasforma la memoria in forma\, la musica in tessuto\, e un incontro in gesto d’arte.
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SUMMARY:Stefano Bressani al Palazzo delle Arti Contemporanee del Broletto
DESCRIPTION:Una mostra personale nella città natale dell’artista\nNel giugno 2012\, il Palazzo delle Arti Contemporanee del Broletto di Pavia ha ospitato Thinking Pop\, una personale di Stefano Bressani che ha segnato un momento di particolare riconoscimento nella città natale dell’artista. \nCon 38 opere in mostra\, l’esposizione ha unito lo stile inconfondibile delle sue “Sculture Vestite” alla volontà di legare arte contemporanea e patrimonio locale. \n\nLa sede espositiva: il Broletto di Pavia\nUn edificio storico nel cuore della Lombardia\nIl Broletto di Pavia\, sede dell’esposizione\, è un edificio carico di storia e suggestione. Costruito nel XII secolo\, con elementi romanici\, gotici e rinascimentali\, è il più antico broletto della Lombardia. \nOggi ospita mostre temporanee promosse dal Comune di Pavia\, con particolare attenzione all’arte contemporanea e al dialogo tra artisti emergenti e affermati. \nThinking Pop: una mostra-manifesto\nIn questo contesto\, Thinking Pop si è rivelata una mostra-manifesto. Il progetto\, pensato per essere itinerante\, ha preso avvio proprio a Pavia con l’intento di creare un ponte tra la visione artistica di Bressani e il tessuto culturale delle città ospitanti. \nLe opere esposte attraversano tutta la prima fase della sua carriera\, dalle icone del mondo pop – omaggi cinematografici\, volti celebri e figure archetipiche – fino a un omaggio al Duomo di Pavia\, terza cupola più grande d’Italia\, interpretato attraverso forme architettoniche scomposte e tessuti tridimensionali. \nInaugurazione ufficiale e voci autorevoli\nAlla conferenza stampa inaugurale\, accanto all’artista\, erano presenti il Sindaco Alessandro Cattaneo\, l’Assessore alla Cultura Gian Marco Centinaio e il critico d’arte Mauro Di Vito dell’Università di Pisa\, che ha proposto una lettura storico-artistica del percorso di Bressani. \nIl linguaggio delle “Sculture Vestite”\nMateria\, simbolo e identità\nIl fulcro concettuale della mostra ruota attorno alla trasformazione della materia in simbolo: i tessuti di abbigliamento\, recuperati e assemblati\, diventano strumenti espressivi di una visione personale\, in cui arte\, memoria e consumo si intrecciano. \nLe opere trasmettono energia\, volume e identità\, e dialogano con lo spettatore attraverso riferimenti culturali condivisi e un’estetica fortemente riconoscibile. \nMaliumbas© e il messaggio ecologico\nA chiudere il percorso espositivo\, un’installazione sonora ambientale accompagna Maliumbas©\, un’opera dedicata alla natura e alla sostenibilità. \nQui\, il linguaggio di Bressani si allarga fino a toccare i temi dell’ecologia e del riciclo\, rendendo la sua arte non solo oggetto estetico ma anche strumento di riflessione. \nSuccesso di pubblico e valore culturale\nThinking Pop è stata un successo di pubblico e partecipazione emotiva. Ha rappresentato non solo un tributo alla città di Pavia\, ma anche una tappa importante nel percorso artistico di Bressani. \nUn evento capace di proiettare la sua poetica oltre i confini locali\, con una visione contemporanea in dialogo con il mondo.
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