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SUMMARY:Caput mundi mall Città del Vaticano: installazione The Disaster Tree di Stefano Bressani
DESCRIPTION:L’Arte del Riscatto: ‘Disaster Tree’ di Stefano Bressani illumina il lusso alle porte del Vaticano in attesa del Giubileo 2025\nNel cuore pulsante di una Roma in fermento\, pronta ad accogliere il mondo intero per il Giubileo del 2025\, Stefano Bressani – il “Sarto dell’Arte” – plasma un linguaggio estetico che sovverte materia e memoria\, restituendo nuova vita allo scarto. Proprio a pochi passi da San Pietro\, nel neonato Caput Mundi Mall\, Città del Vaticano\, l’artista pavese erge la sua creatura più simbolica: Disaster Tree. \nNon una semplice opera da ammirare\, ma una potente metafora di resistenza e rinascita\, un albero in stoffa che germoglia nel cuore del lusso\, invitando a riflettere sul tempo\, sulla natura e sul valore della bellezza come forma di redenzione. \n\nL’arte come contro-narrazione tra consumo\, sacralità e rigenerazione\nNel contesto del rinnovato paesaggio commerciale romano – dove moda\, tecnologia e food si fondono a pochi metri dalla Cupola di Michelangelo. \nBressani pone una domanda essenziale:  \nquale spazio può occupare l’arte in un mondo dominato dall’effimero e dal desiderio veloce? \nLa sua risposta prende forma in Disaster Tree\, un’installazione monumentale che abita e nobilita lo spazio del Caput Mundi Mall\, simbolo di una città che si prepara ad accogliere oltre 35 milioni di pellegrini e visitatori. \nCon la maestria sartoriale che lo contraddistingue\, Bressani trasforma lo scarto tessile in seme di rinascita: il tessuto\, elemento di natura effimera\, si fa testimone di una metamorfosi artistica e ideologica. L’opera mette in scena il conflitto tra natura e costruzione artificiale\, tra verticalità e rigidità urbana\, ma è nelle “foglie” – frammenti di stoffa scartati – che si cela il nucleo poetico del lavoro. \n \nDisaster Tree si configura così come riflessione sull’ecologia della bellezza: un gesto etico ed estetico che invita a rallentare e a restare\, opponendosi all’ubriacatura del consumo. Nel dialogo con artisti contemporanei presenti nel mall – da Andy Warhol a Ernesto Lamagna – Bressani rilancia l’arte alla sua funzione originaria: generare coscienza oltre che stupore. \nUn’opera in sintonia con il tempo del Giubileo\nNel contesto spirituale e simbolico dell’imminente Giubileo\, tempo di perdono e rigenerazione\, Disaster Tree incarna un messaggio laico e universale: anche ciò che è stato scartato può tornare a parlare\, a fiorire e a essere amato. L’inserimento di quest’opera nel Caput Mundi Mall a Città del Vaticano rappresenta un precedente significativo nel rapporto tra arte contemporanea e spazi commerciali di lusso\, segnando una nuova alleanza tra creatività\, mercato e cultura nel cuore di Roma. \nUn’esperienza oltre la visione\nDisaster Tree non è solo un’opera da vedere\, ma un’esperienza da vivere: una ferita che pulsa bellezza\, un simbolo di resistenza e speranza. Roma\, ancora una volta\, si fa scenario e testimone di un dialogo nuovo tra arte\, materia e spirito.
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SUMMARY:Mototrek 500 Varzi - Pavia: Bressani e Franco Picco
DESCRIPTION:Il re del deserto e il maestro delle stoffe: dove l’arte incontra la polvere dei motori\nMototrek 500 a Varzi: quando l’arte incontra la leggenda dei rally\, Stefano Bressani celebra Franco Picco con una “Testa d’Artista” unica. \nNel silenzio vibrante delle colline dell’Oltrepò Pavese\, dove il tempo sembra rallentare per assaporare ogni respiro\, venerdì 12 maggio a Varzi si è vissuto un evento carico di emozione\, poesia e passione. La Mototrek 500\, raid su due ruote tra Lombardia\, Piemonte\, Liguria ed Emilia Romagna\, si è trasformata in un viaggio dentro sé stessi e nella bellezza dei paesaggi dimenticati. \nMa questa volta non sono solo i motori a parlare. L’arte di Stefano Bressani\, maestro delle “Sculture Vestite”\, ha reso omaggio a una leggenda vivente del rally: Franco Picco\, il “Re del Deserto”. \nPer lui\, Bressani ha donato una delle sue iconiche “Teste d’Artista”\, un’opera che racconta con stoffe\, colori e forme la storia di un uomo che ha sfidato la sabbia e il tempo con il cuore e lo sguardo sempre acceso. \n \nA 68 anni\, dopo dodici Parigi-Dakar e numerosi trionfi\, Picco è ancora protagonista: presente alla Mototrek 500 con la voglia di chi non smette mai di inseguire la propria passione\, con la stessa determinazione e curiosità di sempre. \nL’incontro tra Bressani e Picco è un dialogo tra due mondi apparentemente distanti ma vicini nell’anima: l’arte e lo sport come linguaggi universali della fatica\, del coraggio e della bellezza. Varzi\, con il patrocinio del sindaco Giovanni Palli e della Provincia di Pavia\, diventa così un palcoscenico ideale dove emozioni\, memoria e futuro si intrecciano. \nLa Mototrek 500\, organizzata da Moto Club Asfalto&Polvere\, è più di una gara: è un’esperienza di 500 km in 14 ore senza cronometro\, fatta di orientamento\, scoperta e amore per le strade meno battute. \n«Torno sempre con gioia a Varzi»\, racconta Bressani\, «una terra che mi ha accolto come padrino dell’arte e che oggi mi permette di lasciare un segno fatto di bellezza e passione». \nRingrazia anche Massimo Tamburelli\, artefice di questo incontro speciale. Quando l’arte si sporca di polvere e i motori si fondono con la sensibilità\, nasce un messaggio potente che parla di sogni\, di sfide\, di futuro. A Varzi\, tra curve e stoffe\, questo messaggio ha preso vita.
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SUMMARY:MXGP 2023 Pietramurata (TN): Arte e Motocross
DESCRIPTION:Arte e Motocross si incontrano a Pietramurata: la Scultura Vestita di Stefano Bressani consegnata a Tony Cairoli\nIn un pomeriggio d’aprile 2023 a Pietramurata\, tra il profumo della terra smossa e il rombo dei motori\, è accaduto un momento di rara magia. Lo sport e l’arte si sono guardati negli occhi\, riconoscendosi e abbracciandosi in un gesto carico di significato. \nStefano Bressani\, il celebre “Sarto dell’Arte”\, ha consegnato la sua iconica Scultura Vestita a Tony Cairoli\, campione mondiale e simbolo dell’eccellenza motociclistica italiana. \nL’opera nasce da un dialogo profondo tra mondi apparentemente distanti ma intimamente connessi: la forza espressiva dell’arte e la passione della performance atletica. Realizzata con tessuti carichi di storia\, capi di abbigliamento vissuti che raccontano cadute\, vittorie\, sudore e gloria\, la scultura incarna un messaggio di dedizione e resilienza. \nLa cerimonia al Paddock Show\, davanti a un pubblico emozionato e ai media\, non è stata un semplice atto formale\, ma una dichiarazione d’intenti: celebrare l’anima che accomuna chi crea e chi compete. Tony Cairoli ha ricevuto l’opera come un frammento della propria storia\, scolpita nella stoffa\, animata dall’emozione. \n \nPer Bressani\, la passione per il motocross è un ritorno alle radici\, un legame nato in sella fin da bambino. L’arte e lo sport condividono infatti un DNA fatto di fatica\, disciplina\, sconfitta e riscatto\, un linguaggio comune che rende inevitabile il loro incontro. \nGrazie al supporto di INFRONT MOTO RACING MXGP\, FIM e degli organizzatori locali\, questo evento ha celebrato la contaminazione positiva tra arte e sport\, dimostrando come la ricerca del meglio di sé\, in qualunque forma\, sia il filo che unisce mondi diversi. \nA Pietramurata\, tra terra e passione\, l’arte e il motocross hanno scritto insieme una pagina di bellezza e umanità che resterà nel cuore di tutti.
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SUMMARY:Festa della Polizia Municipale per San Sebastiano
DESCRIPTION:Il vigile del futuro visto da Stefano Bressani: Quando l’Arte Contemporanea incontra il Dovere Civile\nUn’opera simbolica per celebrare dedizione\, umanità e visione \nIl 20 gennaio 2023\, nel cuore di Pavia\, l’arte e le istituzioni si sono incontrate in un momento di grande significato. In occasione della celebrazione di San Sebastiano\, Santo Patrono della Polizia Municipale\, il Maestro Stefano Bressani ha donato alla città e al Comando della Polizia Municipale una delle sue iconiche Teste d’Artista: l’opera dal titolo suggestivo e potente\, “Il Vigile del Futuro”. \nNon un semplice gesto formale\, ma un dono carico di valori profondi. Bressani restituisce valore umano e culturale a chi\, con discrezione e impegno quotidiano\, è la prima interfaccia tra cittadino e istituzioni. La Polizia Locale\, spesso poco celebrata\, riceve così un tributo che ne esalta dignità\, prontezza e capacità di visione\, attraverso il linguaggio universale dell’arte. \nL’artista\, noto come “il Sarto dell’Arte” per la sua tecnica esclusiva di cucire stoffe su forme scultoree tridimensionali\, reinterpreta la figura del vigile urbano. Non più solo funzionario pubblico\, ma sentinella del presente e guardiano del futuro. La “Testa d’Artista” è priva di età\, genere e tempo\, diventando simbolo collettivo di giustizia\, integrità e uguaglianza. \n \nAl centro dell’opera spicca il Pegaso alato\, emblema nazionale della Polizia Locale. Non solo simbolo di rapidità\, ma segno di capacità di elevarsi sopra le difficoltà\, un monito per ogni agente a mantenere salda la responsabilità e la dedizione nel quotidiano. \nAccanto all’opera principale\, le litografie in tiratura limitata con inserti di stoffa si fanno prezioso strumento di diffusione culturale e di identità territoriale\, pensate per accompagnare la presenza artistica in sedi istituzionali. \nIn tempi in cui la distanza tra cittadini e istituzioni si avverte spesso come un ostacolo\, Bressani propone un ponte fatto di sensibilità e memoria\, facendo parlare il silenzio delle divise e trasformando l’arte in strumento di riflessione e rispetto. L’incontro con il Comandante Flaviano Crocco\, avvenuto il 10 gennaio\, sancisce l’inizio di un dialogo destinato a durare nel tempo: l’opera sarà custodita permanentemente nel Comando\, diventando patrimonio collettivo e simbolo di un legame tra creatività e funzione pubblica. \nQuesto progetto segna un ulteriore passo nel percorso di arte civica di Bressani\, dopo l’omaggio ai Carabinieri\, con l’intento di coinvolgere presto Guardia di Finanza e Polizia di Stato\, costruendo un riconoscimento reciproco tra istituzioni e società. \nCon “Il Vigile del Futuro”\, Stefano Bressani ci invita a guardare oltre la divisa\, riconoscendo la figura umana e il cuore dietro ogni gesto pubblico. In un mondo che corre veloce e rischia di dimenticare\, questa opera è un atto d’amore per la memoria e la speranza: un futuro migliore può ancora essere cucito\, con la stoffa dell’arte.
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SUMMARY:Vigevano - Pavia Marathon 2022: l’arte incontra lo sport sul fiume Ticino
DESCRIPTION:Vigevano – Pavia Marathon 2022: l’arte incontra lo sport sul fiume Ticino\, con la firma di Stefano Bressani\nL’8 e 9 ottobre 2022\, lungo le rive del Ticino\, si è svolta la 52ª edizione della Vigevano–Pavia Marathon\, un appuntamento internazionale che va ben oltre la semplice gara podistica. Due giorni intensi di sport\, arte e tradizione che hanno riscritto il modo di vivere una maratona\, trasformandola in un’esperienza capace di unire emozione\, cultura e territorio. \nQuest’anno\, la manifestazione ha celebrato un doppio traguardo:\ncinquant’anni di storia e una nuova visione artistica firmata dal “Sarto dell’Arte” Stefano Bressani\, noto per la sua capacità di trasformare la stoffa in emozione e narrazione. \nLa forza simbolica dell’acqua del Ticino\, che torna a scorrere rigogliosa dopo una lunga siccità\, ha accompagnato idealmente tutto l’evento\, rappresentando il legame tra passato e futuro\, tra sport e bellezza\, tra città e persone. In questo paesaggio naturale dove architettura e natura dialogano da secoli\, la maratona ha preso vita come metafora di connessione e continuità. \nBressani ha donato alla manifestazione un’immagine ufficiale unica: il logo della Vigevano–Pavia Marathon\, che non è solo un simbolo grafico\, ma una vera opera d’arte. Nel suo segno visivo emergono le colonne romane\, simbolo di forza e resistenza; la Torre del Bramante\, faro storico; e il Ponte Coperto\, emblema di unione tra le due città e le loro rive. \n«Ogni cosa che esce dalle mie mani deve avere una storia — spiega Bressani — in questo caso ho voluto rappresentare la navigabilità come unione e continuità. L’arte non può restare ferma: come l’acqua\, deve scorrere e abbracciare ogni ambito della vita\, dallo sport alla musica\, dall’architettura al design». \n \nNon è la prima volta che Bressani intreccia sport e arte:\nha firmato premi per campionati mondiali e medaglie per competizioni storiche\, portando oggi il suo linguaggio unico nel cuore della Vigevano–Pavia Marathon. Dal 2022\, infatti\, il suo simbolo viene trasportato lungo il fiume su un tradizionale Barcè\, evocando un moderno tedoforo dell’acqua — un rito che unisce sacralità e leggerezza\, forza e poesia. \nIl programma dell’evento è stato ricco e coinvolgente\nVenerdì 8 ottobre\, a Bereguardo\, è partita una suggestiva discesa sul fiume fino alla Canottieri Ticino di Pavia\, attraversando scorci mozzafiato del Parco del Ticino. A impreziosire la manifestazione\, la presenza del campione olimpico Manfredi Rizza\, medaglia d’argento a Tokyo 2021\, simbolo di determinazione e orgoglio sportivo italiano. \nSabato 9 ottobre è stata la giornata dedicata alle celebrazioni\, alle storie da raccontare\, alle strette di mano e agli sguardi condivisi. La Vigevano–Pavia Marathon è fatta di persone: atleti\, organizzatori\, artisti\, cittadini. È la manifestazione dell’entusiasmo di chi corre\, di chi crea e di chi crede in un’Italia capace di raccontarsi attraverso la bellezza\, un’Italia che corre al passo con la cultura e il rispetto. \nUn grazie speciale va a Carlo Pietra e a tutto il comitato organizzativo\, che hanno trasformato questa gara in una tradizione firmata d’autore\, capace di far vibrare il cuore di sportivi e appassionati d’arte\, anno dopo anno.
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SUMMARY:Torino MAUTO Fiat 500: 65 anni di un mito
DESCRIPTION:65 anni di un mito – Fiat 500: un’icona del Made in Italy\nOggi\, al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino\, si respira un’atmosfera carica di emozione\, memoria e innovazione. È il 4 luglio\, una data iconica per ogni appassionato di motori: il compleanno della Fiat 500. Per il suo 65° anniversario\, il Fiat 500 Club Italia rende omaggio a questo simbolo del Made in Italy con una mostra dal forte impatto visivo e culturale. \n“65 anni di un mito – Fiat 500: un’icona del Made in Italy” non è solo un’esposizione\, ma un evento corale che intreccia motori\, arte e società. Al primo piano del MAUTO\, il design rivoluzionario della 500 si incontra con lo sguardo contemporaneo di artisti\, designer e storici\, in un dialogo continuo tra passato e presente. \nIl vernissage si apre con una conferenza di altissimo profilo culturale:\nil critico d’arte Luca Beatrice\, Roberto Giolito (FCA Heritage) e Maurizio Torchio (Centro Storico Fiat) offrono una lettura multidisciplinare del fenomeno 500\, raccontando come questa piccola auto sia diventata un simbolo di rinascita\, creatività e stile di vita italiano nel dopoguerra. \nLa mostra\, patrocinata dal Ministero della Cultura\, Comune e Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte\, ribadisce il valore culturale del motorismo storico\, rendendolo esperienza d’arte e riflessione. \nTra i protagonisti spicca Stefano Bressani\, artista noto per le sue iconiche “sculture vestite”:\nopere tessili che celebrano l’universo 500 con originalità e profondità. Bressani trasforma stoffe e materiali di recupero in oggetti artistici dal forte valore simbolico\, unendo sostenibilità\, memoria e design. La sua arte si conferma ponte tra storia e visione\, tradizione e contemporaneità. \nAccanto a lui espongono anche Stefano Berardino e Isaac Pitto\, artisti che condividono la passione per la Fiat 500\, ognuno con un linguaggio visivo unico. \n \nL’esposizione si arricchisce con modelli storici della Fiat 500 – dalla N alla Giardiniera – prestati da appassionati collezionisti come Andrea Alberto\, Antonio Erario\, Duilio Nano\, Franco Bottan\, Alberto Lo Gioco e Marco Charbonnier. Ogni vettura è una macchina del tempo che racconta un pezzo d’Italia. \nCompletano il percorso pannelli fotografici\, aneddoti e un ricco apparato documentario che esplora l’evoluzione della 500 come specchio della società. Il catalogo ufficiale\, con immagini realizzate da Un Mondo Di Colori alla Palazzina di Caccia di Stupinigi\, restituisce al visitatore un viaggio emozionante e poetico nel mondo Fiat. \nLa seconda edizione della Giornata Mondiale della Fiat 500 Storica si conferma un evento di successo\, capace di coniugare festa popolare e progetto culturale. Un tributo alla “piccola grande auto” che continua a ispirare\, unire e raccontare l’Italia con la forza silenziosa delle vere icone.
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SUMMARY:Pavia: Celebrazione della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri
DESCRIPTION:Arte\, Istituzioni e Comunità: la “Testa d’Artista” di Stefano Bressani entra nella storia dell’Arma dei Carabinieri di Pavia\nPavia\, 6 giugno 2022 \nIn occasione della celebrazione della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri\, Piazza San Pietro in Ciel d’Oro si è trasformata in un luogo di memoria\, rispetto e gratitudine. A rendere ancora più significativo questo momento solenne\, l’artista pavese Stefano Bressani ha donato una delle sue opere più emblematiche: una “Testa d’Artista”\, realizzata con l’inconfondibile tecnica della stoffa modellata. \nLa cerimonia\, tra le più sentite dalla comunità pavese\, si è svolta davanti al Comando Provinciale dei Carabinieri\, simbolo di sicurezza e coesione sociale. In questo contesto\, la scultura di Bressani assume un valore profondo: un tributo visivo e simbolico alla figura del Carabiniere\, icona di integrità\, giustizia e senso del dovere. \n“Le mie teste – afferma Bressani – sono il centro simbolico del pensiero e dell’azione. Questa\, che ho l’onore di donare all’Arma dei Carabinieri della mia città\, vuole essere un segno concreto di stima verso le istituzioni e la loro importanza nella società.” \nLeggi il discorso completo: Clicca qui \nLa “Testa” entra a far parte della collezione permanente della caserma\, posizionata accanto ai cappelli storici dell’Arma. Il Colonnello Luciano Calabrò\, Comandante Provinciale\, ha accolto l’artista con parole di gratitudine e rispetto\, sottolineando l’alto valore culturale dell’iniziativa. Una scelta chiara: unire arte e storia\, cultura e servizio\, in un percorso comune. \n \nUn’opera che parla alla coscienza collettiva\nNel 2024\, a distanza di due anni\, il Colonnello Marco Iseglio\, attuale Comandante Provinciale\, ha voluto rinnovare ufficialmente il gesto accogliendo Stefano Bressani nel proprio ufficio per la consegna di un attestato ufficiale di stima. Un momento intimo\, autentico\, che conferma quanto l’arte sappia generare legami profondi tra mondi solo in apparenza distanti. \nNon è una semplice formalità\, ma il riconoscimento del valore umano e simbolico dell’opera: un ponte tra l’individuo e l’istituzione\, tra il linguaggio della forma e quello del servizio quotidiano. \nTra l’artista e il Colonnello nasce da subito una sintonia costruita nel tempo\, fatta di sguardi condivisi\, dialoghi\, valori. Un’intesa che va oltre i ruoli\, e che racconta una visione comune: quella di un’Arma vicina al cittadino\, capace di ascoltare\, accogliere\, costruire. \nDove l’arte incontra il dovere\nIn un tempo in cui i riferimenti sembrano sfumare\, questo gesto reciproco diventa esempio. Non solo celebrazione\, ma connessione profonda tra cultura e istituzioni\, tra artista e territorio. \nL’iniziativa è la prova tangibile che l’arte può entrare nei luoghi del dovere e restarci\, parlare silenziosamente a chi li attraversa ogni giorno\, offrendo una visione\, un pensiero\, una riflessione. \n\nUn’opera d’arte che trova casa in una caserma.\nUn artista che entra non da estraneo\, ma da testimone\nUn comandante che apre non solo una porta\, ma un dialogo.\n\n\n  \nQui\, dove arte e istituzione si stringono la mano\, si costruisce un ponte. E questo ponte parla a tutti.
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SUMMARY:Savona Fortezza del Priamar: #PicassoReloaded
DESCRIPTION:L’omaggio di Stefano Bressani a Picasso conquista Savona\, tra storia e visione contemporanea: #PicassoReloaded\nC’è un luogo dove l’arte rinasce dalle pietre della storia\, e prende nuova forma nei colori\, nei volumi\, nei tagli sartoriali delle Sculture Vestite. Quel luogo è Savona\, e più precisamente la Fortezza del Priamàr\, che per la prima volta ospita la mostra “PICASSO RE LOADED” di Stefano Bressani: un tributo contemporaneo al genio di Pablo Picasso\, reinterpretato con la poetica unica dell’artista pavese. \nLa mostra è allestita nel cuore del complesso monumentale\, il Palazzo del Commissario\, spazio nobile e suggestivo che oggi diventa contenitore d’eccellenza per un progetto artistico di rilievo nazionale e internazionale. \nLa Fortezza del Priamàr\, costruita nel 1542 dalla Repubblica di Genova e in passato anche carcere di Giuseppe Mazzini\, domina il mare e il centro storico. È oggi uno dei luoghi culturali più vivi della Liguria\, sede di eventi\, musei e arte. Ed è proprio in questo crocevia di passato e presente che Bressani porta il suo linguaggio: un’arte fatta di tessuto e materia\, ma soprattutto di visione. \n \nL’allestimento: un viaggio tra biografia\, omaggio e dialogo con il territorio\n“PICASSO RE LOADED” si apre con “SB PORTRAITS”\, una vera biografia visiva dell’artista costruita attraverso lo sguardo di oltre settanta fotografi italiani e internazionali. Tra questi\, i maestri Giovanni Gastel\, Douglas Kirkland\, Nino Migliori e Aurelio Amendola\, che ritraggono Bressani non solo come artista\, ma come simbolo. \nSegue il cuore della mostra: 24 Sculture Vestite\, di cui 6 inedite\, che raccontano la visione bressaniana dell’eredità picassiana. Stoffe\, forme e colori si fondono in opere tridimensionali\, capaci di riscrivere l’idea stessa di ritratto. Due delle opere sono state realizzate in collaborazione con il maestro ceramista Marco Tortarolo di Albissola\, a suggello del legame profondo con il territorio ligure e la sua tradizione artistica. \nTra scomposizione e rinascita: il senso critico di un omaggio\nA curare la mostra è Robert Phillips\, nome legato alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia\, che affianca Bressani in un percorso critico incentrato sul tema della scomposizione\, concetto chiave tanto per Picasso quanto per l’artista pavese. Il catalogo ufficiale\, arricchito da un testo di Roberto Mutti\, autorevole voce della critica fotografica italiana\, accompagna il visitatore in una riflessione profonda sul senso e l’impatto di questa operazione artistica. \nDate\, ingresso e un partner del territorio\nLa mostra\, inaugurata sabato 28 marzo alle 17:00\, è aperta gratuitamente al pubblico dal 28 marzo al 19 aprile\, dal giovedì alla domenica (ore 11–18). A rendere possibile questo primo capitolo del tour internazionale è anche il sostegno di Eco-Savona\, impresa attiva nel territorio e promotrice di cultura. \nDove la storia incontra la visione\nSavona diventa così più di una sede espositiva: si fa partner di un percorso artistico che parte dal passato per parlare al presente. \n “PICASSO RE LOADED” non è solo una mostra: è un dialogo tra epoche\, linguaggi\, materiali\, dentro una cornice storica che diventa palcoscenico per l’arte del futuro. \n 
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SUMMARY:Il salotto di Bocca in galleria – Talk Galleria Vittorio Emanuele Milano
DESCRIPTION:SKULTOCITY: Milano accoglie la visione tridimensionale di Stefano Bressani\nMilano\, capitale dell’avanguardia culturale italiana\, apre le sue porte a una nuova tappa del percorso creativo di Stefano Bressani\, artista internazionale e ideatore della celebre Scultura Vestita. Per la prima volta nel capoluogo lombardo\, presso Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II\, viene presentato il lato grafico di SKULTOCITY\, progetto nato nel 2019 e diventato oggi simbolo di una visione artistica che unisce arte\, moda e architettura. \nUn progetto nato da una città simbolo\nL’idea prende forma in un anno speciale: il 2019\, quando Matera è Capitale Europea della Cultura. È proprio lì che Bressani viene insignito del titolo di Uomo Illuminato e che la sua opera entra nella collezione permanente del Museo di Arte Moderna\, segnando l’apertura internazionale di SKULTOCITY. \n \nMilano\, la grafica e la nuova pelle dell’arte\nOggi SKULTOCITY approda nella storica Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II\, il cuore culturale di Milano. \nIn questo spazio carico di storia e visioni contemporanee\, Bressani presenta la versione grafica del progetto: meno materica\, ma altrettanto intensa e penetrante. Le sue tavole raccontano una città ideale\, sospesa tra sogno e geometria\, dove la grafica non è un derivato\, ma un nuovo linguaggio capace di espandere il concetto di Scultura Vestita. \nLa carta come pelle: architetture dell’anima\nIn SKULTOCITY la carta diventa pelle sottile e porosa. Ogni grafica è un invito a entrare in un paesaggio dell’anima\, dove forme e colori creano una mappa onirica e simbolica. \nUna luna ricorre tra le opere: non per illuminare\, ma per aprire varchi spazio-temporali\, portali emotivi da attraversare con lo sguardo e con il cuore. \nUn dialogo tra arte\, cultura e futuro\nL’evento si inserisce all’interno de Il Salotto di Bocca in Galleria\, il progetto culturale di Giorgio Lodetti che ha trasformato la libreria in una piattaforma di incontro e contaminazione tra generazioni e linguaggi. \nL’incontro tra Lodetti e Bressani\, moderato da Carlo Motta (direttore editoriale del CAM – Catalogo dell’Arte Moderna)\, è diventato un esempio vivo di come l’arte possa ancora oggi ispirare dialogo\, riflessione e rinascita. \n\n  \nUn linguaggio che evolve\nLa pandemia ha ridefinito il nostro rapporto con lo spazio\, i confini e la materia. SKULTOCITY risponde con una visione che ricuce identità\, passando dalla stoffa al segno\, dal volume alla superficie. Le tavole grafiche oggi entrano ufficialmente nel CAM\, consacrando la loro importanza nel panorama artistico contemporaneo. \nUn invito a immaginare\nMilano non è solo skyline riflesso nei grattacieli: è anche sguardo visionario\, capacità di trasformare la materia in poesia. In questo contesto\, SKULTOCITY non è solo un progetto artistico\, ma una proposta culturale per leggere il presente e immaginare nuove città\, reali o interiori.
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SUMMARY:Stefano Bressani all’Expo di Dubai: l’arte che unisce il mondo
DESCRIPTION:La bellezza che unisce le persone: l’arte come dono universale\nL’8 marzo 2022\, il Padiglione Italia all’Expo di Dubai si accende di un’emozione autentica\, intensa\, quasi ancestrale. In occasione della Giornata Internazionale della Donna\, l’arte di Stefano Bressani\, riconosciuto a livello mondiale come Uomo Illuminato e innovatore\, varca le soglie dell’Esposizione Universale con una delle sue opere più iconiche. \nTesta d’Artista: La Bellezza unisce le persone\nUn titolo che è già un manifesto. Un’opera che va oltre la forma artistica: è un dono di bellezza e significato\, un atto simbolico che parla all’umanità intera. \nNel cuore del padiglione dedicato all’eccellenza del “saper fare italiano”\, la Scultura Vestita di Bressani si impone come una visione condivisa: un’Italia che crea con la mente e con le mani\, che plasma identità attraverso lo stile\, che comunica con il linguaggio universale dell’arte. \n \nUn momento istituzionale di portata globale\nLa cerimonia ufficiale – alle 13 italiane\, le 16 a Dubai – si apre con i saluti del Commissario Paolo Glisenti e della Senatrice Tatjana Rojc\, in collegamento dall’Italia. \nProtagoniste dell’evento sono donne straordinarie:\n\nIsa Maggi\, Presidente degli Stati Generali delle Donne\,\nGraziella Di Berardino\, responsabile per il Medio Oriente\,\nLaura Gori\, imprenditrice e fondatrice di Way2Global\, presente fisicamente a Dubai.\n\nÈ proprio Gori a presentare la “Carta di Dubai”\, documento simbolico donato a Glisenti e indirizzato idealmente a tutti i padiglioni dell’Expo: un richiamo alla bellezza come ponte tra diversità\, unità e cooperazione internazionale. \nL’opera come gesto spirituale\nIn questo contesto di alto valore umano e culturale\, la Testa d’Artista viene ufficialmente donata al Ministro della Tolleranza degli Emirati Arabi Uniti\, Nahyan bin Mubarak Al Nahyan. \nUn gesto potente\, carico di significati: non solo una consegna formale\, ma un’offerta spirituale. \nÈ l’arte che connette le menti\, che avvicina i popoli\, che costruisce ponti invisibili ma solidi. \n\n  \nIl messaggio di Bressani: un nuovo umanesimo globale\nIntervenendo dall’Italia\, Stefano Bressani è introdotto da figure istituzionali di rilievo: Laura Gori\, Gemma Andreini\, Graziella Di Berardino e Benedetta Pasero\, Ambassador della Città delle Donne. \nUn secondo omaggio viene dedicato al Commissario Glisenti: un’opera ispirata al David di Michelangelo\, reinterpretata con la cifra distintiva del Maestro dei Volumi. La bellezza classica si rinnova nella creazione contemporanea\, in cui l’ingegno si esprime attraverso il “saper fare delle mani” e la forza del pensiero femminile. \nUn ponte verso il futuro\nL’evento si chiude con il saluto di Isa Maggi e un orizzonte che già guarda avanti: appuntamento a Expo Osaka 2025\, nel segno della continuità\, della crescita e del dialogo tra culture. \nChiunque\, dall’Italia\, ha potuto assistere telematicamente a questo momento unico di arte\, cultura e diplomazia internazionale. \nCon la visione di Stefano Bressani e la potenza simbolica della sua Testa d’Artista\, la bellezza davvero unisce le persone. \n Lo fa ora\, nel presente\, costruendo futuro.
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SUMMARY:La scultura di Stefano Bressani entra al Museo di Matera
DESCRIPTION:La scultura di Stefano Bressani entra al Museo di Matera\nIl 25 ottobre 2021\, il Museo Nazionale di Matera accoglie nella sua collezione permanente una scultura firmata da Stefano Bressani. Si tratta di un momento simbolico per l’arte contemporanea in Italia\, che lega l’artista pavese alla città lucana\, già Capitale Europea della Cultura nel 2019. Un riconoscimento che conferma Matera come luogo di dialogo tra tradizione e innovazione. \n  \n \nSkultocity: l’arte che abita le città\nLa scultura di Stefano Bressani entra al museo come cuore pulsante del progetto Skultocity\, nato proprio a Matera. Questa visione artistica intreccia arte\, cultura e sostenibilità\, creando una rete tra territori italiani e internazionali. Il linguaggio scelto è quello del tessuto: materia viva e simbolica delle celebri Sculture Vestite. \nIn questa visione\, la scultura non è solo forma\, ma racconto. Matera diventa così protagonista di un nuovo capitolo artistico\, scritto attraverso pieghe\, trame e colori. \nIl ruolo del museo e della direttrice Rossella Mauro\nFondamentale l’apertura della direttrice Rossella Mauro\, che ha riconosciuto nella scultura di Bressani la capacità di dialogare con il patrimonio storico del museo\, proiettandolo verso una nuova dimensione culturale. \nCon l’ingresso di quest’opera\, la collezione del MNM si arricchisce di una scultura che parla di memoria e trasformazione\, in sintonia con l’identità culturale e sociale della città. \n \nUna scultura vestita di storia e futuro\nL’opera accolta a Matera è realizzata con stoffe e materiali ricomposti\, tipici dello stile di Bressani. Ogni elemento è parte di un racconto che unisce arte e artigianato\, storia e contemporaneità. La stoffa non è decorazione\, ma simbolo di connessione tra passato e presente\, tra città e identità collettiva. \nUn linguaggio universale fatto di pieghe e cuciture\nLa scultura restituisce un’immagine dinamica di Matera: città in divenire\, carica di leggende\, bellezza e memoria. Un invito a riflettere sul valore dell’arte come strumento sociale e simbolico. \n  \n\nMade in Italy\, artigianato e cultura del fare\nL’opera è anche un omaggio all’eccellenza del Made in Italy. Ogni cucitura e ogni scelta materica riflettono la cultura del fare italiano. Per Stefano Bressani\, l’artigianato è narrazione: una forma di bellezza che nasce dal territorio e parla al mondo. \nUn traguardo per l’artista e per l’arte contemporanea\nL’ingresso al Museo Nazionale di Matera rappresenta una tappa cruciale nel percorso di Bressani\, ma anche un segnale forte per il futuro dell’arte contemporanea in Italia. Grazie alla visione condivisa con le istituzioni locali\, Matera rafforza il proprio ruolo culturale a livello internazionale. \nIl progetto Skultocity prosegue così il suo cammino\, portando con sé un messaggio potente: l’arte può essere ponte tra epoche e territori\, trasformando la memoria in energia creativa. \n 
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SUMMARY:Bressani a Pavia: 70 Anni di Ponte al Broletto
DESCRIPTION:Bressani a Pavia: 70 Anni di Ponte al Broletto\nBressani 70 Anni di Ponte Pavia: un’opera site-specific che celebra il legame profondo tra arte\, città e memoria. L’installazione\, ospitata nel 2021 presso Palazzo del Broletto – Spazio Ex IAT\, è un tributo artistico al Ponte Coperto\, simbolo della città di Pavia e della sua storia di ricostruzione. \n  \n \nUn ponte tra passato e futuro\nL’installazione di Stefano Bressani si pone come un’opera di connessione\, non solo fisica ma simbolica. Il ponte diventa metafora di trasformazione\, relazione e rinascita. Le Sculture Vestite\, composte da stoffe e chiodi\, si intrecciano in un linguaggio materico e poetico che parla di unione\, frattura e ricostruzione. \nIl colore come linguaggio della memoria\nI toni dominanti – blu\, rossi profondi e gialli intensi – esprimono un paesaggio interiore: il dolore della perdita e la speranza della rinascita. Ogni colore è un’emozione\, ogni sfumatura una traccia della memoria collettiva che il ponte rappresenta. \nUn viaggio sensoriale e immersivo\nL’opera si sviluppa come un percorso onirico. Le stoffe\, sospese come veli del tempo\, dialogano con la luce e con l’ambiente. Due fori simbolici – sole e luna – trasformano la scultura in un paesaggio astratto\, un’esperienza visiva e simbolica che va oltre l’estetica e penetra nella dimensione intima dello spettatore. \nPavia come teatro dell’arte\nNel cuore della città\, lo Spazio Ex IAT del Broletto si trasforma in un luogo di riflessione e visione. “70 Anni di Ponte” diventa così parte integrante del tessuto urbano e culturale pavese\, in dialogo con la storia e l’identità del luogo. \nOltre la scultura: un invito alla visione\nLa scultura di Bressani non è solo un’installazione\, ma un invito a guardare oltre la materia\, a rileggere il paesaggio quotidiano con nuovi occhi. Un’esperienza che connette artista e osservatore in un ponte simbolico di emozioni\, tra ciò che è stato e ciò che può ancora essere. \n 
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SUMMARY:Dressing Depero di Stefano Bressani alla Milano Design Week
DESCRIPTION:Dressing Depero di Stefano Bressani alla Milano Design Week 2021\nDressing Depero Stefano Bressani è il titolo dell’opera presentata alla Milano Design Week 2021: un tributo viscerale alla visione futurista\, tra scultura\, moda e materia. \n“Dressing Depero”: quando l’arte si veste di futuro\nDurante la Milano Design Week 2021\, la Galleria Expowall ha ospitato un progetto artistico capace di rompere i confini tra arte\, moda e design. Con “Dressing Depero”\, Stefano Bressani reinterpreta la figura iconica dell’Omino che Beve di Fortunato Depero\, trasformandola in un’opera tridimensionale di grande impatto visivo e concettuale. \nNon si tratta solo di un omaggio al Futurismo\, ma di un vero dialogo tra epoche\, tra linguaggi\, tra maestri: un’opera in cui il presente veste il passato e lo proietta verso nuove forme di espressione. \nLeggi Il teatro dell’apparenza (Omaggio a Depero) di Robert Phillips \n  \n  \nQuando l’arte indossa la stoffa\nIn “Dressing Depero”\, Bressani compie un gesto radicale: riveste l’Omino futurista con la sua inconfondibile tecnica delle Sculture Vestite\, trasformando un’icona del Novecento in un manufatto sartoriale che unisce forma\, materia e concetto. \nIl tessuto\, medium prediletto dall’artista\, diventa linguaggio. Ogni piega\, ogni trama racconta non solo un’estetica\, ma una riflessione profonda sull’identità\, sulla trasformazione\, sul potere narrativo della materia. \nL’oggetto non è più solo oggetto: diventa esperienza\, performance visiva\, atto artistico vivo. \nUn ponte tra tradizione e innovazione\nLa forza di quest’opera sta nel suo equilibrio: la leggerezza della stoffa incontra la potenza del Futurismo; la precisione della forma abbraccia la libertà creativa di Bressani. \nIn questa fusione\, l’arte non è più rappresentazione ma ambiente\, non più staticità ma coabitazione tra passato e presente. La stoffa\, come la visione dell’artista\, è in continuo movimento. \nLa fotografia di Giovanni Gastel: l’arte dentro l’arte\nA rendere questo tributo ancora più significativo è stata la collaborazione con Giovanni Gastel\, maestro della fotografia italiana\, che ha saputo cogliere e immortalare l’essenza dell’opera in uno scatto d’autore. \nIl risultato è una fotografia che è documento e poesia\, un ritratto iconico che fissa per sempre l’incontro tra due visioni\, due generazioni\, due mondi artistici. \nLeggi la lettera a Giovanni Gastel \nOltre il design: una dichiarazione di intenti\n“Dressing Depero” non è solo un progetto artistico: è una dichiarazione di poetica. Un invito a superare i limiti del già visto\, a giocare con la materia\, a fondere discipline. A vestire l’arte di nuove prospettive. \nBressani\, con la sua opera\, ci ricorda che l’arte autentica nasce dal coraggio di reinventarsi\, dalla fedeltà alle proprie radici e dalla volontà di plasmare il presente con la memoria del passato. Un cammino creativo fatto di intuizione\, tecnica\, visione e passione.
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SUMMARY:Stefano Bressani e il Premio Enduro ISDE Italia 2021
DESCRIPTION:Stefano Bressani e il Premio Enduro ISDE Italia 2021\nStefano Bressani Premio Enduro ISDE 2021: un connubio unico tra arte e sport\, protagonista al 95° Campionato del Mondo di Enduro ISDE\, svoltosi dal 30 agosto al 4 settembre 2021 tra Lombardia e Piemonte. \n  \n \n\nUn premio artistico per il Campionato del Mondo di Enduro\nPer la prima volta nella storia dell’Enduro\, il miglior club classificato nella nazione ospitante riceve un riconoscimento d’eccezione: il Premio ITALIAN CLUB TROPHY – REGIONE LOMBARDIA\, ideato e realizzato dall’artista e motociclista fuoristradista Stefano Bressani. Questa collaborazione celebra la passione e la dedizione che accomunano l’arte contemporanea e il mondo delle corse fuoristrada. \n“Teste da Pilota”: l’arte della concentrazione e della forza\nBressani è noto per le sue sculture innovative\, le “Teste da Pilota”\, esposte nel 2014 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino e protagoniste del premio per il pilota più veloce del Raid Pavia-Venezia. Il casco in pelle anni ’50 e la mascherina futuristica evocano un viaggio che attraversa storia e futuro\, trasmettendo energia\, tensione e sacrificio tipici dell’enduro. \nUn’opera simbolica e cromaticamente evocativa\nIl debutto del premio è avvenuto a Portimão\, Portogallo\, con una palette cromatica che unisce colori metallici e solari – grigio e giallo – ispirati alle tonalità Pantone 2021 e alla natura. Il risultato è un oggetto d’arte vivo\, capace di raccontare emozioni\, competizione e innovazione. \nArte e motociclismo: un legame profondo\nLa poetica di Bressani trasforma la sua arte in un simbolo universale di controllo\, forza e adrenalina\, incarnando l’essenza stessa del motociclismo fuoristrada. Il Premio ITALIAN CLUB TROPHY è molto più di un trofeo: è il manifesto di come creatività e passione possano intrecciarsi\, superando i confini tra due mondi apparentemente distanti. \n 
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SUMMARY:Raid Pavia Venezia: Bressani incorona i vincitori con le sue “Teste d’Artista”
DESCRIPTION:Dall’Arte alla Velocità: Le “Teste d’Artista” di Stefano Bressani Incoronano i Campioni del Raid Pavia Venezia\nNel silenzio suggestivo del bacino dell’Arsenale di Venezia\, un tempo fulcro del potere navale della Serenissima\, oggi si celebra una grandezza diversa: quella del gesto umano\, della competizione e dell’arte. \nDal 2021 al 2024\, l’artista pavese Stefano Bressani ha intrecciato idealmente arte\, sport e storia\, realizzando un premio che va oltre il trofeo: un’opera d’arte simbolica\, un’icona contemporanea che celebra l’uomo e la sua volontà di superarsi. \nUn sodalizio tra arte e velocità\nNato dal Raid Motonautico Internazionale Pavia–Venezia\, la più antica e affascinante competizione sulle acque interne italiane\, il premio Coppa Teo Rossi di Montelera è stato reinterpretato da Bressani con un linguaggio che unisce velocità\, bellezza\, materia e spiritualità. \nLe tappe di un viaggio artistico 2021–2024\n2021 – “La Coppa si veste del colore dell’acqua”\nCon la sua “Testa d’Artista – Testa da Pilota”\, Bressani inaugura un nuovo capitolo. La testa umana\, simbolo di pensiero e tecnica\, si trasforma in scultura vestita di stoffe e materiali misti\, incarnando l’acqua\, elemento primordiale del Raid. Venezia\, già luogo di prestigiose esposizioni per l’artista\, accoglie con entusiasmo questa nuova creatura tra onde e applausi. \n \n2023 – “La Coppa si veste dei riflessi dell’acqua”\nIn occasione del 70° anniversario del Raid\, Bressani ritorna con una scultura dalla superficie cromata che cattura e riflette i bagliori del sole\, simile all’acqua sotto le eliche. Nonostante la datazione 2022\, dovuta a un rinvio per siccità\, l’opera incarna un messaggio di resilienza: arte e passione trovano sempre il modo di emergere anche nell’incertezza. \n \n2024 – “La Coppa si veste del colore della Bandiera Italiana”\nPer la 71ª edizione\, nel giorno della Festa della Repubblica (2 giugno)\, la “Testa da Pilota Italiano” sfoggia i colori tricolore\, poggiata su un basamento di legno d’abete\, simbolo di natura\, riciclo e sostenibilità. Un gesto artistico che unisce atletismo\, orgoglio nazionale e consapevolezza ecologica. \n \nLe “Sculture Vestite”: un’epopea umana\nLa “Testa d’Artista – Testa da Pilota” non è solo un premio\, ma un ritratto interiore di umanità. Le “Sculture Vestite” di Bressani evocano emozioni\, memorie\, sogni e visioni\, utilizzando frammenti tessili\, colori vibranti e geometrie dinamiche.\nAttraverso queste opere\, l’artista restituisce il caos ordinato della competizione\, quel punto di incontro tra cuore e ragione.\nQuesti premi celebrano non solo i più veloci\, ma gli spiriti indomiti che corrono contro il tempo\, la fatica e l’incertezza. Come il Raid Pavia–Venezia\, uniscono mondi lontani: arte e motori\, contemplazione e adrenalina\, eleganza e potenza. \nConclusione: l’arte che unisce\nDal 2021 al 2024\, Stefano Bressani ha trasformato il Raid Pavia–Venezia in una narrazione estetica. In ogni “Testa d’Artista” si percepisce il coraggio di mettersi in gioco\, di lasciarsi attraversare dal vento e dalla velocità\, ma anche dal pensiero. \nPerché\, come ci insegna Bressani: \n la vera vittoria non è solo arrivare primi\, ma lasciare un segno indelebile. \n\n  \nPlaylist Video
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SUMMARY:La Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani a Milano
DESCRIPTION:La Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani a Milano\nNel cuore di Milano\, dove tradizione e contemporaneità si incontrano\, si erge un’opera che celebra un messaggio universale: giustizia\, bellezza e rinascita. La Campana di Sant’Ambrogio\, firmata da Stefano Bressani\, noto come “Il Sarto dell’Arte”\, è molto più di una scultura: è un richiamo profondo alla spiritualità e all’equilibrio. \nUn Santo vestito d’arte\nCon la sua tecnica delle Sculture Vestite\, Bressani reinterpreta la figura di Sant’Ambrogio\, rendendolo simbolo di giustizia e misericordia. Stoffa\, colore e volume si intrecciano in un linguaggio visivo potente e contemporaneo\, capace di comunicare anche con chi non conosce la storia del Santo. \nUn percorso culturale nel cuore di Milano\nL’opera è stata al centro di un evento cittadino dal 29 marzo alla domenica di Pasqua\, data che coincide con l’anniversario della morte del Santo (4 aprile 397). Il progetto ha coinvolto luoghi simbolici come Piazza Duomo\, il Castello Sforzesco e la Pinacoteca di Brera\, creando un itinerario capace di risvegliare la sensibilità artistica dei milanesi. \nSfoglia il depliant dell’evento \nIl suono della campana e il gesto simbolico\nElemento centrale dell’opera è la campana: non solo un oggetto fisico\, ma anche suono e simbolo. Essa invita alla riflessione sulla giustizia\, rappresentata dal libro che Sant’Ambrogio tiene sulla bilancia\, emblema dell’equilibrio tra bene e male\, autorità e compassione. \nIl chiodo e la croce: simboli ricorrenti\nIl chiodo\, segno distintivo delle opere di Bressani\, qui diventa il perno che tiene insieme le contraddizioni del mondo. La croce cristiana\, invece\, si trasforma in un messaggio di speranza\, proiettandosi idealmente verso l’infinito. \nUn messaggio per Milano e per il mondo\nIl progetto è accompagnato da un video documentario narrato da Vittorio Sgarbi\, che invita a guardare oltre la superficie dell’opera per cogliere i valori profondi che essa esprime. \n  \n\n  \nLa bellezza è utile\, non è un’idea romantica. La bellezza aiuta a rendere la gente migliore e a cambiare il mondo. La bellezza vera può salvare tutti noi\, milanesi e non\, uno alla volta. \n— Renzo Piano\n\nLa Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani diventa così simbolo di speranza\, giustizia e rinascita. Un’opera che parla alla città e al mondo\, suggerendo che la bellezza può davvero trasformare la realtà. \n  \n\n  \n 
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SUMMARY:Bressani ospite del Consolato Italiano a New York
DESCRIPTION:Stefano Bressani al Consolato di New York: arte e italianità nella città che non dorme\nNew York\, città che non dorme mai\, capitale dell’arte e dei sogni. È qui che Stefano Bressani\, artista pavese noto per le sue “Sculture Vestite”\, è stato ospite del Consolato Italiano a New York per un incontro che unisce arte\, diplomazia e identità. \n  \n \nIncontro con il Console Generale Francesco Genuardi\nIl 21 febbraio 2019\, Bressani è stato ricevuto dal Console Generale Francesco Genuardi\, grazie all’amicizia con il tenore Vittorio Grigolo. Il Consolato Italiano a New York\, nel cuore di Manhattan\, è diventato così un crocevia di cultura italiana\, diplomazia e innovazione. \nOmaggio artistico tra passato e sostenibilità\nNegli anni sotto la direzione di Genuardi\, il Consolato non è solo un’istituzione formale: è uno spazio culturale vibrante. Tra le iniziative\, l’omaggio di Bressani: un’opera ispirata al David di Michelangelo\, realizzata con abiti riciclati. Questo gesto crea un ponte tra Rinascimento\, sostenibilità e arte contemporanea. \nUna visione di arte e memoria\nNel silenzio degli spazi istituzionali\, Stefano Bressani al Consolato di New York ha portato la sua visione: tessuti\, memoria e identità dialogano con la storia. L’incontro segna l’inizio di una possibile mostra personale nella sede diplomatica della Fifth Avenue. \nProspettive future e identità italiana\nL’esperienza al Consolato Italiano di New York rappresenta una tappa fondamentale per Bressani. La città premia l’innovazione e l’autenticità\, e non è escluso che le sue opere possano un giorno adornare il MoMA. \n 
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SUMMARY:Bressani incanta Lugano con Picasso ReLOADED
DESCRIPTION:Bressani incanta Lugano con Picasso ReLOADED\nBressani Picasso ReLOADED Lugano: una serata indimenticabile all’Hotel Splendide Royal\, dove arte\, eleganza e memoria si incontrano in un dialogo raffinato. L’artista italiano ha presentato il progetto Picasso ReLOADED insieme al lancio di Excellence Fine Art Magazine. \n  \n \nArte e stile nel cuore di Lugano\nAll’Hotel Splendide Royal\, uno degli alberghi più prestigiosi di Lugano\, l’arte ha preso forma in un evento che ha saputo fondere tradizione e contemporaneità. Il “sarto dell’arte”\, Stefano Bressani\, ha presentato al pubblico Picasso ReLOADED\, il suo nuovo progetto espositivo ispirato al genio spagnolo. \nL’occasione ha anche segnato il debutto editoriale di Excellence Fine Art\, nuova rivista internazionale dedicata all’arte e alla bellezza\, distribuita nei più esclusivi hotel e club del mondo. \nLo Splendide Royal: eleganza e memoria\nCon oltre 130 anni di storia\, lo Splendide Royal è simbolo di eccellenza. Ha ospitato presidenti\, artisti\, intellettuali e figure storiche. La sua atmosfera raffinata è stata cornice ideale per un evento che ha celebrato non solo l’arte\, ma anche la cultura dell’accoglienza e del buon gusto. \nUn progetto tra genio e visione\nCon Picasso ReLOADED\, Bressani propone una lettura personale e materica del maestro del Novecento. Le sue Sculture Vestite\, realizzate con tessuti sartoriali\, diventano strumento espressivo per interpretare il linguaggio di Picasso in chiave contemporanea. \nDurante la serata – presentata da Angela Tuccia – il pubblico ha potuto vivere una vera performance artistica\, accompagnata dalla visione di opere che raccontano una bellezza che emoziona e stimola la riflessione. \nExcellence Fine Art: il magazine\nExcellence Fine Art Magazine nasce con una tiratura di 15.000 copie e una distribuzione mirata in contesti di lusso. Un progetto editoriale che affianca artisti\, collezionisti e appassionati di arte autentica e visionaria. \nUn evento che lascia il segno\nL’incontro tra l’arte di Bressani e la storia dello Splendide Royal ha dato vita a un’esperienza memorabile. Un evento che ha unito emozione\, pensiero e bellezza\, lasciando un segno profondo nel panorama artistico svizzero e internazionale. \n 
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SUMMARY:CGTN visita Bressani: l’arte che unisce Cina e Italia
DESCRIPTION:CGTN visita Stefano Bressani: l’arte che unisce Cina e Italia\nCGTN visita Stefano Bressani nello studio di Pavia: un viaggio oltre l’intervista\, tra scultura\, emozione e memoria condivisa\, alla scoperta dell’arte tessile che connette Oriente e Occidente. \n  \n \nUn’esperienza immersiva tra arte e cultura\nNel cuore dello studio di Stefano Bressani\, l’arte si fa esperienza. La troupe italiana della China Global Television Network (CGTN) ha visitato il suo spazio creativo per raccontare un universo fatto di stoffe\, forme e narrazione visiva. \nSculture Vestite: emozione e forma\nLe Sculture Vestite sorprendono per delicatezza e forza. I tessuti sembrano animarsi\, sfidano la staticità\, parlano di tradizione e innovazione. Per CGTN\, non è solo un incontro artistico: è un dialogo profondo tra materia\, tecnica ed emozione. \nUn ponte simbolico tra Oriente e Occidente\nLa visita è occasione per riflettere sul legame tra l’arte tessile cinese e quella di Bressani. Come la seta ha attraversato la Via della Seta\, portando cultura e storie\, così le opere di Bressani intrecciano memoria e visione\, trasformando il tessuto in scultura viva. \n  \n\nTradizione\, spiritualità e innovazione\nIl tessuto\, carico di simbolismi in entrambe le culture\, diventa linguaggio comune. Le Sculture Vestite non decorano: parlano\, comunicano\, evocano. Un’arte che si muove tra identità e contemporaneità. \nL’inizio di un nuovo scambio culturale\nQuella con CGTN non è stata solo una ripresa televisiva. È stato l’inizio di un dialogo autentico tra l’arte contemporanea italiana e il pubblico cinese\, un ponte fatto di emozioni\, tessuto e visione condivisa. \n 
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SUMMARY:Looking for Monna Lisa a Pavia: arte e mistero
DESCRIPTION:Looking for Monna Lisa a Pavia: arte\, mistero e sguardi contemporanei\nC’è uno sguardo che resiste ai secoli\, che osserva senza giudizio\, che custodisce segreti in un sorriso appena accennato. È quello della Monna Lisa\, il volto più enigmatico della storia dell’arte\, simbolo eterno del genio di Leonardo da Vinci. A cinquecento anni dalla sua morte\, Pavia le rende omaggio con Looking for Monna Lisa\, un progetto espositivo diffuso\, emozionale e contemporaneo. \nLa mostra\, curata da Valerio Dehò e promossa dal Comune di Pavia con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia\, trasforma la città in una galleria d’arte a cielo aperto: dalla chiesa di Santa Maria Gualtieri al Broletto\, dal Castello Visconteo alla Piazza del Municipio. Ogni spazio diventa tappa di un viaggio tra identità\, femminilità\, memoria e sguardo. \n \nUn mito che continua a reinventarsi\nChi era davvero Monna Lisa? Una dama fiorentina? Una nobildonna lombarda? O forse\, come suggerisce l’installazione immersiva Monna Lisa who? firmata da Karmachina e Studio Dune\, la misteriosa Isabella d’Aragona? Al di là dell’identità storica\, ciò che affascina è il mistero. Ed è proprio questo che ha ispirato i 39 artisti internazionali presenti in mostra. \nLe oltre 40 opere offrono interpretazioni pop\, concettuali\, ironiche e critiche del volto più famoso al mondo. Monna Lisa si moltiplica\, si traveste\, si oscura\, si reinventa. Accanto ai collage di Jiri Kolar\, alle riflessioni di Vettor Pisani\, alle provocazioni di Orlan e all’ironia di Ben Vautier\, spicca una delle opere più inedite e intime: La GIOKONDA di Stefano Bressani. \nLa GIOKONDA di Stefano Bressani: un omaggio vivo e poetico\nNon è una semplice reinterpretazione. È un incontro. Con La GIOKONDA\, Stefano Bressani trasfigura l’icona di Leonardo in un corpo vivo\, fatto di stoffa\, memoria e umanità. La celebre Monna Lisa è riconoscibile\, ma trasformata. Il suo volto\, costruito con tessuti riciclati\, racconta storie silenziose\, emozioni cucite con la cura di chi sa ascoltare la materia. \nLa “K” nel titolo – GIOKONDA – è più di un dettaglio grafico: è un segno di rottura consapevole\, di un gioco che diventa gesto artistico e simbolico. Un atto d’amore verso l’originale\, ma anche di libertà creativa. \nNel linguaggio di Bressani\, il tessuto non è solo materia estetica: è carne\, pelle\, spirito. La veste dell’opera diventa corpo vivo\, simbolo della donna e della sua connessione con la natura. I capelli blu fluttuanti evocano il mare e l’archetipo femminile\, mentre le foglie che la incoronano parlano di rinascita e consapevolezza. \nIl suo sguardo non ci segue. Ci interroga. Non cerca conferme\, ma domande. Chi siamo? Cosa vediamo? Siamo pronti a guardare davvero? \n\nUn’arte da vivere\, non solo da contemplare\nLa GIOKONDA\, come tutte le Sculture Vestite di Bressani\, è pensata per essere vicina. Non confinata in un museo\, ma pronta ad abitare le nostre case\, le nostre vite. Una presenza che muta con noi\, che ci osserva\, ci accompagna\, ci ricorda che la bellezza non è mai statica\, ma rinascita continua. \nCon questo gesto poetico\, Bressani fa rivivere Leonardo oggi. E la Gioconda ci guarda ancora. Con occhi nuovi. \n 
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SUMMARY:Skultoflower Maliumbas Black Ball a Venezia – Art Night 2019
DESCRIPTION:Skultoflower Maliumbas Black Ball: arte e memoria a Venezia per Art Night 2019\nUn fiore nero che parla di futuro\nIl 22 giugno 2019\, in occasione di Art Night Venezia\, l’Arsenale ha respirato un’arte intensa\, visionaria\, capace di fondere passato e futuro\, denuncia e poesia. Nel cuore di Spazio Thetis\, hub internazionale dell’arte contemporanea\, l’artista pavese Stefano Bressani ha presentato la sua opera monumentale Skultoflower Maliumbas© Black Ball\, con una performance capace di imprimersi nella memoria collettiva. \nLa serata si è inserita nel contesto della mostra collettiva FRIENDS – Artisti\, curatori & galleristi\, che ha accompagnato la 58ª Biennale d’Arte e la giornata inaugurale del Salone Nautico di Venezia. Il pubblico\, variegato e internazionale\, è stato guidato in un’esperienza immersiva tra arte\, memoria industriale\, riflessione ecologica e spettacolarità. \n \nUna scultura poetica tra denuncia e bellezza\nL’opera di Bressani\, appartenente alla serie degli Skultoflower\, unisce in sé forza e delicatezza: un fiore nero\, avvolto da stoffe sintetiche derivate dal petrolio\, sorge su una struttura che richiama la materia industriale e la storia produttiva dell’Arsenale. \nLa Black Ball al suo centro rappresenta un cortocircuito simbolico: la bellezza contaminata\, la natura ferita\, ma ancora capace di riscatto attraverso l’arte. Realizzata in fibra sintetica\, l’opera denuncia con eleganza le conseguenze della società dei consumi\, trasformando la materia dell’inquinamento in gesto estetico e messaggio etico. \n\n  \n\nUn rito collettivo tra parola\, luce e memoria\nIl Piazzale Beverly Pepper si è fatto palcoscenico per un rito performativo in cui luci laser\, vapore e scintille virtuali hanno evocato il lavoro dei fabbri lagunari\, restituendo dignità e poesia allo spazio. La performance è stata accompagnata dalla voce recitante di Stefania Rusconi\, che ha interpretato i versi di Giulia Birolini\, componendo un dialogo vibrante tra parola e materia. \nIl curatore Robert C. Phillips e Antonietta Grandesso\, responsabile culturale di Spazio Thetis\, hanno sottolineato il valore dell’opera come atto di memoria condivisa e resistenza poetica. \n  \n\nhttps://stefanobressani.com/wp-content/uploads/2025/07/2019-VENEZIA-THETIS-VENICE-ART-NIGHT-BRESSANI-TESTO-EMOZIONALE-NARRATO-DA-STEFANIA-RUSCONI.mp3\n  \nUn’opera che continua a interrogare\nSkultoflower Maliumbas© Black Ball oggi vive nei giardini di Spazio Thetis: un fiore monumentale e silenzioso che continua a parlare a chi lo osserva. Non si limita a decorare: interroga\, trasforma\, resiste. E racconta\, senza voce\, una bellezza che nasce anche dal dolore. \n 
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SUMMARY:Mostra FRIENDS a Spazio Thetis Venezia
DESCRIPTION:Mostra FRIENDS a Spazio Thetis – Arsenale di Venezia\nNel cuore dell’Arsenale storico di Venezia\, Spazio Thetis inaugura una nuova stagione artistica con FRIENDS\, una mostra collettiva dedicata all’incontro\, alla condivisione e al dialogo creativo. L’esposizione riunisce gli amici storici di Spazio Thetis: artisti\, curatori e galleristi che hanno contribuito alla crescita di questo polo culturale internazionale. \n  \nUn giardino di idee nell’Arsenale Nord\nLe opere sono esposte nel suggestivo giardino dell’Arsenale Nord\, accanto ai Giardini della Biennale. Gli artisti hanno dato vita a una narrazione libera e poliedrica\, dialogando anche con la collezione permanente di Spazio Thetis\, dove spiccano Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto\, Le Sentinelle di Beverly Pepper e L’uomo che misura le nuvole di Jan Fabre. \nArte\, scienza e futuro a Spazio Thetis\nSpazio Thetis nasce all’interno di un centro di innovazione ambientale\, dove arte e scienza si intrecciano in un dialogo interdisciplinare. La mostra FRIENDS testimonia questa visione dinamica e sostenibile dell’arte\, offrendo uno sguardo nuovo su creatività\, impresa e cultura. \nStefano Bressani e la Skultoflower Maliumbas© Ball\nTra i protagonisti dell’esposizione spicca Stefano Bressani\, il “Sarto dell’Arte”\, con la sua Skultoflower Maliumbas© Ball. Realizzata in ferro corten e stoffe riciclate\, l’opera riflette la tensione tra natura e artificio\, incarnando lo spirito del luogo. \nLa mostra FRIENDS a Spazio Thetis è visitabile dal 17 aprile fino a fine novembre 2019. Un’occasione unica per riscoprire Venezia attraverso l’arte contemporanea e il potere dell’amicizia creativa. \n 
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SUMMARY:Stefano Bressani premiato a Matera come Uomo Illuminato
DESCRIPTION:Stefano Bressani premiato a Matera come “Uomo Illuminato”: arte\, sensibilità e visione sociale\nNel cuore della città di Matera\, tra i celebri Sassi e la memoria millenaria incisa nella pietra\, l’artista pavese Stefano Bressani ha ricevuto un prestigioso riconoscimento: il titolo di “Uomo Illuminato”\, conferito nell’ambito della manifestazione promossa dagli Stati Generali delle Donne. \nLa cerimonia si è svolta il 25 gennaio presso l’ex ospedale San Rocco\, luogo simbolico carico di storia\, trasformato per l’occasione in spazio di celebrazione culturale. A consegnare il premio è stata Marilena Antonicelli\, Assessora alle Pari Opportunità\, alla presenza di autorità\, artisti e rappresentanti del mondo culturale. \n  \n \nUn premio che valorizza l’arte come veicolo di sensibilità e inclusione\nIl titolo di “Uomo Illuminato” è stato assegnato da un comitato scientifico composto da trenta membri\, che ha voluto riconoscere non solo il talento artistico di Bressani\, ma soprattutto il valore etico e simbolico della sua ricerca. Le sue celebri Sculture Vestite\, realizzate con abiti usati e tessuti riciclati\, raccontano storie di umanità e trasformazione\, restituendo dignità e visibilità anche all’identità femminile. \nSecondo la motivazione ufficiale\, l’artista «dona storie attraverso le proprie stoffe\, fondendo manualità e sensibilità in un’espressione che restituisce l’essenza del femminile in attimi d’infinito». Il tessuto diventa così materia viva\, capace di narrare emozioni\, memorie e fragilità\, in un linguaggio che va oltre il visibile. \nArte come spazio etico: la visione di Bressani\nDurante l’incontro\, moderato da Isa Maggi\, presidente degli Stati Generali delle Donne\, Bressani ha condiviso una riflessione profonda: “La sensibilità umana\, più che la differenza di genere\, è il fondamento di ogni vero dialogo”. Le sue parole hanno rafforzato l’idea di un’arte che non si limita alla bellezza formale\, ma che si fa strumento di empatia\, inclusione e cambiamento. \nIn questo senso\, il riconoscimento ricevuto a Matera rappresenta anche un atto di militanza culturale\, che conferma il ruolo dell’artista come interprete consapevole del proprio tempo. \nUn dialogo profondo con la città dei Sassi\nLa permanenza a Matera ha avuto un forte impatto sull’artista\, che ha annunciato la volontà di realizzare un’opera dedicata alla città. Colpito dalla sua architettura “al contrario” – scavata nella roccia dall’alto verso il basso – Bressani ha trovato un’analogia con il suo stesso processo creativo: le sue sculture\, infatti\, nascono per sottrazione\, “scavate” nella stoffa come solchi della memoria. \nNasce così l’idea di un Progetto d’Opera ispirato a Matera\, che fonderà l’identità del luogo con il linguaggio unico dell’artista\, in un dialogo tra paesaggio\, memoria e visione contemporanea. \n\n  \n\nConclusione: un riconoscimento che guarda oltre l’estetica\nIl premio conferito a Stefano Bressani va oltre la celebrazione individuale: è un segno forte di come l’arte possa essere strumento di coscienza sociale. A Matera\, Capitale Europea della Cultura\, questo gesto assume un valore ancora più profondo\, proiettando la figura dell’artista verso una dimensione di “cittadino del mondo”. Un creatore capace di trasformare la bellezza in consapevolezza\, e di restituire\, con le sue stoffe e la sua sensibilità\, senso e colore alla complessità del nostro tempo. \n\n  \n 
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SUMMARY:Sport e arte a passo di corsa: la firma di Stefano Bressani rende unica la CorriPavia dal 2018 al 2025
DESCRIPTION:Pavia– Domenica 12 ottobre 2025\nIl conto alla rovescia è già iniziato per una delle manifestazioni podistiche più amate del Nord Italia: la CorriPavia\, che giunge quest’anno alla sua 21ª edizione. Ma se la corsa è da sempre il cuore pulsante dell’evento\, negli ultimi anni a battere insieme ai passi dei runner c’è anche un’anima artistica: quella del Maestro pavese Stefano Bressani\, autore della celebre Skultomedal\, la “medaglia-opera d’arte” che dal 2018 accompagna simbolicamente ogni partecipante. \n2018: la rivoluzione estetica della medaglia\nIl punto di svolta arriva proprio nel 2018\, con la 16ª edizione della CorriPavia. Per la prima volta\, la medaglia non è solo un oggetto celebrativo\, ma una vera scultura da indossare. A firmarla è Stefano Bressani\, artista pavese di fama internazionale noto per le sue “Sculture Vestite”\, opere tridimensionali realizzate con stoffe di recupero. \nLa Skultomedal rivoluziona così l’immaginario delle competizioni podistiche\, fondendo arte e sport in un linguaggio visivo innovativo. Bressani traduce l’anima di Pavia – il Castello Visconteo\, il fiume Ticino\, le torri medievali – in un segno dinamico\, contemporaneo e colorato\, trasformando la medaglia in simbolo identitario della manifestazione. \n \n2019: l’arte contamina la maglia\nL’anno successivo la Skultomedal si duplica. Alla medaglia si aggiunge la t-shirt ufficiale della gara\, ancora firmata da Bressani\, che porta per la prima volta l’opera d’arte sul petto dei runner. Grazie alla collaborazione con lo sponsor tecnico Karhu\, la maglia diventa una tela in movimento\, estensione dell’arte durante la corsa. È l’anno della “CorriPavia d’autore”\, come la definisce Franco Corona\, presidente dell’Atletica 100 Torri\, che sottolinea il valore strategico di questo connubio tra sport\, arte e promozione del territorio. \n2020–2022: la pausa e la ripresa\nLa pandemia blocca la manifestazione nel 2020 e 2021\, mentre nel 2022 l’evento non si tiene. Tuttavia\, la presenza di Bressani e della sua creazione rimane viva nell’immaginario collettivo. Viene organizzata una versione “in pista” della gara\, a mantenere il legame tra arte\, sport e comunità. \n2023: la rinascita con la 20ª edizione\nIl 24 settembre 2023 la CorriPavia torna con una Special Edition. Le medaglie diventano completamente eco-sostenibili\, prodotte in legno riciclato e stampate a emissioni zero. Il design resta fedele all’opera originale di Bressani\, confermando un’identità ormai riconosciuta. Anche la t-shirt ufficiale ripropone il Skultomedal al centro\, in collaborazione con Karhu. \n2024: due colori\, un’unica firma\nNell’edizione 2024 la Skultomedal si presenta in doppia versione: vinaccia per la Mini CorriPavia e blu notte per la 10K\, entrambe ottagonali e realizzate in legno certificato FSC e PEFC®. Ancora una volta\, la firma di Bressani definisce l’esperienza del corridore: ogni medaglia non è solo un ricordo\, ma un’opera da custodire\, manifesto di bellezza e rispetto per l’ambiente. \n2025: l’arte continua a correre\nIl 12 ottobre 2025 si celebrerà il quinto anno consecutivo della collaborazione tra Stefano Bressani e la CorriPavia. Il messaggio è chiaro: \nla corsa non è solo una prestazione atletica\, ma anche cultura\, estetica e impegno civico.  \nIl percorso urbano\, immerso tra i simboli storici della città\, diventa una galleria a cielo aperto\, dove l’arte trova nuova linfa grazie alla visione di un artista capace di trasformare un semplice oggetto in una narrazione visiva e simbolica.
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SUMMARY:Angeli tra Cielo e Terra: Arte e Spiritualità tra Italia e Argentina
DESCRIPTION:Angeli tra Cielo e Terra: Arte e Spiritualità tra Italia e Argentina\nAngeli tra Cielo e Terra è il titolo della mostra ospitata al Serrone della Villa Reale di Monza dal 7 dicembre 2017 al 21 gennaio 2018. L’evento\, dal forte valore simbolico e interculturale\, ha posto al centro la figura dell’angelo\, archetipo universale che attraversa religioni\, culture e tradizioni artistiche. Il progetto\, ideato da Daniele Crippa\, ha coinvolto oltre 500 artisti italiani e internazionali in un dialogo tra arte contemporanea e spiritualità. \n \nIglesia de los Angeles: il progetto argentino\nNel cuore dell’estancia El Milagro\, in Argentina\, è sorta l’Iglesia de los Angeles\, un’opera architettonica e spirituale promossa da Daniele Crippa. L’edificio è decorato con oltre mille piastrelle 20×20 cm\, realizzate da maestranze locali a partire dalle opere di importanti artisti italiani come Gillo Dorfles\, Giosetta Fioroni e Mimmo Paladino. L’intero progetto è un tributo alla comunità cristiana indigena e alla connessione tra arte\, fede e territorio. \nIl legame con l’Italia: la mostra a Monza\nLa mostra di Monza ha rappresentato un ponte simbolico tra l’Italia e l’Argentina. Le opere esposte\, ispirate alla decorazione della Iglesia de los Angeles\, hanno dato vita a un mosaico di visioni angeliche contemporanee. L’evento è stato reso possibile dalla collaborazione con la Direzione Generale della Reggia di Monza e dal patrocinio dell’Arcidiocesi e delle istituzioni culturali argentine\, rafforzando il dialogo tra i due Paesi. \nStefano Bressani e l’angelo contemporaneo\nTra gli artisti in mostra\, Stefano Bressani ha proposto un angelo sorridente e colorato\, realizzato secondo il suo inconfondibile stile. La sua opera affronta il tema spirituale con una visione sostenibile\, in cui l’angelo diventa simbolo di rigenerazione\, ecologia e impegno sociale. L’utilizzo del tessuto e del riciclo conferisce alla figura una nuova leggerezza\, legata alla responsabilità del presente. \nLa figura dell’angelo nella storia dell’arte\nDa Giotto a Chagall\, da Michelangelo a Haring\, l’angelo è stato nel tempo una presenza costante nell’immaginario artistico. In Angeli tra Cielo e Terra\, l’angelo si conferma icona trasversale\, capace di parlare a culture differenti e di evocare valori universali: la protezione\, la fratellanza\, la speranza. L’arte diventa così veicolo di dialogo e riflessione sul senso del sacro nel mondo contemporaneo. \nArte e spiritualità in dialogo\nLa pubblicazione del volume Angeli & Artisti nella Iglesia de los Angeles (Bellavite Editore) ha accompagnato l’esposizione\, offrendo un ulteriore strumento di approfondimento. L’intero progetto Angeli tra Cielo e Terra rappresenta un esempio riuscito di arte come ponte tra popoli\, spiritualità e creatività. Nell’epoca della globalizzazione\, l’angelo si fa messaggero di un’etica condivisa e di un’umanità che cerca bellezza\, senso e connessione.
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SUMMARY:Stefano Bressani a OPEN20 Venezia: tra scultura e riflessione contemporanea
DESCRIPTION:Stefano Bressani a OPEN20 Venezia\nStefano Bressani OPEN20 Venezia: un biennio di intensa attività creativa e riconoscimenti internazionali. Tra il 2016 e il 2017\, l’artista ha consolidato il suo ruolo nella scena dell’arte contemporanea\, presentando opere visionarie in sedi come il Molino Stucky\, l’Arsenale e l’Hotel Excelsior durante la Mostra del Cinema di Venezia. \nPicasso Re-loaded: dialogo con il cubismo\nCon il progetto Picasso Re-loaded\, Bressani rilegge l’eredità cubista in chiave personale. Non un semplice omaggio\, ma un confronto critico con il linguaggio visivo del Novecento. Le sue sculture ricostruiscono e destrutturano la figura\, aprendo una riflessione sull’arte come interpretazione della realtà. \n \nSkultoflower e il Premio Arte Laguna\nLa serie Skultoflower\, premiata con il Premio Speciale OPEN19 – Arte Laguna\, affronta il legame tra arte e natura. L’opera simboleggia la rinascita\, la fioritura come trasformazione. Il messaggio\, amplificato dalle esposizioni al Molino Stucky e all’Arsenale\, è un invito alla consapevolezza ecologica attraverso la forma artistica. \nKaotika – Without Time: tempo e caos visivo\nDurante OPEN20 Venezia\, Bressani presenta Kaotika – Without Time\, installazione allestita all’Hotel Excelsior. Figure seriali\, in corsa\, incarnano la disconnessione del presente. Il bianco e nero richiama il cinema classico\, mentre la struttura visiva riflette il disorientamento dell’individuo contemporaneo. L’artista espone accanto a nomi come Yoko Ono\, confermando la rilevanza della sua ricerca. \nUna scenografia della contemporaneità\nSecondo la curatrice Serena Mormino\, Kaotika è una “scenografia della contemporaneità”. Il bianco diventa simbolo di vuoto identitario e comunicazione impersonale. L’opera denuncia la solitudine digitale e la perdita di senso\, ma allo stesso tempo offre una possibilità di riscrittura individuale. \n\nL’arte come possibilità\nNonostante l’apparente leggerezza cromatica\, l’arte di Bressani è densa di contenuti critici. Il suo linguaggio unisce tradizione e innovazione\, offrendo un percorso di consapevolezza. L’estetica diventa mezzo per interrogare la condizione umana nell’era della velocità e della post-verità. \nVerso nuovi progetti\nCon OPEN20 Venezia\, Stefano Bressani conferma la coerenza della sua poetica. Le sue opere pongono interrogativi sul tempo e sull’identità\, aprendo spazi di riflessione condivisa. Tra nuove mostre e progetti internazionali\, l’artista continua a dialogare con il pubblico attraverso immagini\, installazioni e social network.
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SUMMARY:Skultoflower Maliumbas di Stefano Bressani a Los Angeles
DESCRIPTION:Skultoflower Maliumbas di Stefano Bressani: dall’Arte di Venezia alla Natura di Los Angeles\nSkultoflower Maliumbas di Stefano Bressani è un’opera che va oltre la scultura: trasforma lo spazio\, lo abita\, lo vive. Dopo il suo debutto all’Arsenale di Venezia\,\nha trovato una nuova vita tra i giardini di Bel Air\, a Los Angeles. Un viaggio tra simbolismo\, materia e trasformazione che racconta la visione profonda dell’artista. \n  \n \nDalle acque veneziane al Premio Arte Laguna\nL’opera prende vita tra gli archi dell’Arsenale Nord di Venezia\, dove conquista la giuria del Premio Arte Laguna nella sezione speciale OPEN. Un riconoscimento importante che apre a Skultoflower Maliumbas e a Stefano Bressani nuove prospettive internazionali. \nDopo il successo iniziale\, l’opera si sposta al molo di Molino Stucky\, sotto lo sguardo attento della laguna e di un pubblico internazionale. Ed è proprio lì\, tra dialoghi inattesi e sguardi profondi\, che nasce l’incontro con una famiglia americana: la scintilla che cambierà il destino dell’opera. \nIl giardino di Bel Air: tra natura e cultura pop\nSkultoflower Maliumbas di Stefano Bressani attraversa l’oceano e approda a Los Angeles\, nel cuore di Bel Air. Qui\, immersa in un giardino lussureggiante\, entra in dialogo con l’ambiente californiano\, tra sole\, colline e suggestioni pop anni ’80. \nUn’opera che respira\nLa scultura diventa organismo vivente: muta con le stagioni\, si lascia contaminare dalla natura\, si radica nel terreno. Al suo interno\, un fiore simbolico: delicato ma resistente\, fragile ma saldo\, fatto di materiali industriali come neoprene e acciaio corten. \nSimbolismo\, materia e metamorfosi\nIl cubo geometrico che ospita il fiore rappresenta la tensione tra opposti: Skultoflower Maliumbas unisce rigore e organicità\, materia e spirito\, industria e natura. È un’opera in continuo divenire\, che racconta la ciclicità della vita: fioritura\, decadimento\, rinascita. \n \nLo stelo solido e i petali in acciaio corten evocano la trasformazione come forza vitale. È il segno distintivo di Stefano Bressani: un’arte che accoglie l’imperfezione e la rende bellezza. \nUn racconto senza fine\nDa Venezia a Los Angeles\, Skultoflower Maliumbas è ponte tra culture\, memorie\, paesaggi. Non più semplice oggetto artistico\, ma esperienza immersiva e personale. Un racconto sensoriale che si evolve con chi lo incontra\, diventando parte della vita e dell’immaginario collettivo.
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SUMMARY:Skultoflower di Stefano Bressani al MUPA di Portofino
DESCRIPTION:Skultoflower di Stefano Bressani al MUPA di Portofino\nNel 2016\, Stefano Bressani ha presentato Skultoflower al Museo del Parco di Portofino (MUPA)\, dove l’opera è entrata nella collezione permanente. Dopo l’anteprima alla mostra internazionale OPEN a Venezia\, l’artista pavese consolida così il suo linguaggio tra scultura\, design\, moda e riflessione esistenziale. \nUn fiore cubista tra corpo e spirito\nAlta tre metri\, Skultoflower è una scultura monumentale: la base in ferro corten simboleggia il corpo e la trasformazione\, mentre un cubo in neoprene colorato emerge come simbolo dell’anima. Il contrasto tra materia organica e forma razionale incarna la tensione tra impermanenza e permanenza. \n \nLa texture Maliumbas: identità visiva\nElemento distintivo dell’opera è la texture Maliumbas\, creata e brevettata da Bressani. Questa superficie dai colori accesi\, pop e tribali\, è narrazione visiva e linguaggio interiore: un vocabolario che fonde arte\, moda e sperimentazione. \nUn’opera tra Venezia e Portofino\nDopo il debutto veneziano\, Skultoflower ha vinto il Premio Speciale Arte Laguna – Sezione OPEN e ha partecipato all’11° Premio Arte Laguna. Il passaggio a Portofino\, sotto la direzione di Daniele Crippa e la curatela di Serena Mormino\, ha consacrato l’opera tra i grandi della scultura contemporanea. \nOggi Skultoflower è parte della collezione del MUPA accanto a nomi storici come Lucio Fontana\, Arman\, Guttuso\, Pomodoro e Man Ray. \n\nUna metafora della condizione umana\nBressani\, con Skultoflower\, propone una metafora scultorea dell’esistenza: un ibrido tra natura e artificio\, tra spirito e materia. Il fiore non è solo bellezza: è trasformazione\, decostruzione e rinascita. \nCome scrive la curatrice Serena Mormino\, è “un’opera che si indossa con lo sguardo”\, un invito a superare la superficie e a vivere l’arte come esperienza emotiva e intima. \n 
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SUMMARY:Skultoflower di Stefano Bressani all’OPEN 19 Venezia
DESCRIPTION:La Laguna si veste d’arte: la Skultoflower in mostra a Venezia\nA quasi vent’anni dalla sua nascita\, OPEN – Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni si conferma tra le manifestazioni più visionarie del panorama artistico contemporaneo. L’edizione 2016 ha trasformato Venezia in un vero museo a cielo aperto\, dove l’arte incontra la quotidianità\, coinvolgendo passanti e paesaggio urbano. \nLe installazioni\, disseminate tra calli\, fondamenta e scorci lagunari\, spezzano la continuità visiva e generano cortocircuiti estetici che stimolano riflessione e meraviglia. OPEN 19 è molto più di una mostra: è un’esperienza immersiva dove lo spettatore diventa parte attiva dell’opera. \n\nSkultoflower: la scultura “vestita” di Bressani protagonista a Venezia\nTra gli artisti in esposizione spicca Stefano Bressani\, Maestro dell’arte contemporanea italiana\, con la sua monumentale “Skultoflower”\, posizionata in modo strategico all’ingresso dell’Hilton Molino Stucky. Dopo il successo di Maliumbas Nature Sound a CasaMilan\, Bressani porta a Venezia una scultura che sintetizza perfettamente il suo linguaggio poetico e materico. \nAlta oltre tre metri\, la Skultoflower nasce da una base in acciaio corten\, simbolo di trasformazione nel tempo. Da questo stelo metallico fiorisce un cubo rivestito con texture Maliumbas\, elemento distintivo della sua cifra stilistica. L’opera fonde forza e delicatezza\, geometria e natura\, industria e poesia. \nUn simbolo di resilienza e sostenibilità\nLa scultura è realizzata con materiali di recupero\, in linea con l’etica dell’artista. Il contrasto tra il metallo ossidabile e la leggerezza visiva dei tessuti trasforma l’opera in un organismo vivo\, capace di comunicare con chi la osserva. Un simbolo della convivenza tra effimero e durevole\, morbido e solido\, uomo e tempo. \nLa curatela è firmata da Serena Mormino\, critica d’arte e presidente dell’Associazione Culturale Amarte\, che accompagna Bressani in questa edizione. “Nelle sue opere convivono suggestioni differenti – afferma – che si fondono in un linguaggio unico\, sospeso tra Dolce Vita\, Pop Art e futuro”. \n\nNel contesto di OPEN 19\, la Skultoflower si fa ambasciatrice di una nuova scultura italiana\, che unisce artigianato e innovazione\, tradizione e sperimentazione\, trasformando la materia in visione. \nUn’arte che si vive\, non solo si osserva\nCon questa installazione\, Stefano Bressani conferma la sua capacità di creare opere che non si limitano a essere ammirate\, ma che coinvolgono e dialogano. La sua Scultura Vestita invita il pubblico a un’esperienza sensoriale ed emotiva\, dove l’arte diventa parte della vita quotidiana.
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LOCATION:Open 19 Molino Stucky\, Giudecca\, 810\, 30133 Venezia VE\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Stefano Bressani a Casa Milan – Fuori Salone 2016
DESCRIPTION:Colours of Fabrics Sound: Stefano Bressani al Fuori Salone 2016\nDurante il Fuori Salone 2016\, Casa Milan ha ospitato Colours of Fabrics Sound\, una mostra dell’artista pavese Stefano Bressani. L’esposizione ha celebrato la fusione tra arte\, tessuto e suono\, portando a Milano dieci opere capaci di coinvolgere i sensi in un’esperienza unica. \nL’artista\, celebre per le sue Sculture Vestite\, ha presentato una visione simbolica e multisensoriale dove stoffa e suono dialogano\, dando vita a opere cariche di significato e tensione poetica. \n \n“Maliumbas Nature Sound”: la scultura sonora\nTra le opere più rappresentative della mostra\, spicca Maliumbas Nature Sound (2016): una scultura alta 280 cm\, rivestita in tessuti colorati e dotata di sistema audio Bose. Non solo oggetto artistico\, ma strumento musicale\, questa opera incarna la visione sinestetica dell’artista\, che fonde visione\, tatto e suono in una sola esperienza estetica. \nStoffa\, chiodi e dinamismo\nLe sculture di Bressani sono realizzate con tessuti sartoriali assemblati senza cuciture\, fermati da chiodi simbolici. In Fighting (2016)\, l’energia del gesto sportivo si unisce alla sua ricerca plastica\, portando in scena il movimento. \nIl contrasto tra materiali rigidi e tessuti morbidi racconta un’estetica fatta di dualismi: organico/inorganico\, solido/fragile\, in un linguaggio che sfugge a definizioni tradizionali. \nTra Pop Art e natura: icone e simboli\nOpere come Fiat F2 e White Caddy (2014) omaggiano l’universo automobilistico\, mentre Regal Horse e la serie On My Fingers (2013/2014) introducono la dimensione naturale attraverso simboli come la rana\, icona di trasformazione e adattabilità. \nUn’estetica dell’incoerenza\nIl processo creativo di Bressani nasce da una spinta musicale e istintiva. Le sue opere non seguono uno schema prestabilito: prendono forma da suggestioni emotive e contrasti. Il risultato è un’arte che si ascolta\, si tocca\, si vive. \nColours of Fabrics Sound non è solo una mostra\, ma una proposta poetica che invita a riscoprire l’arte come esperienza quotidiana e immersiva. \n 
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LOCATION:Casa Milan\, Via Aldo Rossi\, 8\, 20149 Milano MI\, Milano\, Italy
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