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SUMMARY:KUORIDISTOFFA DI BRESSANI inaugura in Auditorium San Dionigi di Vigevano
DESCRIPTION:Stefano Bressani: un Maestro in Equilibrio tra Territorio e Innovazione Globale\nL’Amore come denuncia propositiva sospesa tra ieri\, oggi e domani.\nStefano Bressani non è solo un’artista di fama internazionale\, ma un simbolo della profonda connessione tra la sua arte e il territorio che lo ha visto nascere e crescere: Vigevano è uno dei luoghi che lo hanno visto più volte coinvolto in iniziative artistico culturali.\nOriginario della provincia pavese\, Bressani ha costruito una carriera che ha varcato i confini nazionali\, portando la sua arte in gallerie\, musei e collezioni private in tutto il mondo. Ma nonostante il respiro internazionale della sua produzione\, il Maestro non ha mai dimenticato le sue radici\, con una visione culturale che non si separa mai dalla sua terra. \nNel corso degli anni\, l’artista ha contribuito in modo decisivo alla vita culturale di Vigevano\, partecipando e dando lustro a eventi di grande importanza. Tra questi\, il suo ruolo di padrino della Family Run nel 2015\, evento che ha visto Bressani come ambasciatore di valori sociali e di comunità. Nel medesimo anno\, il Maestro ha portato la sua arte presso la Seconda Scuderia del Castello Visconteo\, con la mostra Skultoshoes\, un omaggio alla tradizione calzaturiera di Vigevano\, con la collaborazione del celebre brand Moreschi e con l’inclusione di una sua calzatura nella collezione permanente del Museo della Calzatura Pietro Bertolini. \nÈ da ricordare anche l’esposizione delle sue “Sculture Vestite”\, che nel 2013 hanno animato gli spazi sotterranei della città\, conquistando il pubblico e ottenendo il patrocinio del Comune di Vigevano. Tutti questi eventi sono diventati tappe fondamentali nella storia culturale del territorio e testimoniano l’intenso legame che Bressani ha sempre avuto con la sua città e la sua provincia. \n \nStefano Bressani ritorna a Vigevano\nNel 2025\, a dieci anni dal suo debutto ufficiale a Vigevano\, Stefano Bressani ritorna nella città con un nuovo progetto che segna una svolta radicale nella sua carriera. Con Kuoridistoffa\, l’artista compie un ulteriore passo verso la trasformazione dell’arte in strumento di riflessione sociale e ambientale. Il tema della sostenibilità\, già da tempo al centro della sua produzione\, viene trattato con un approccio innovativo\, portando l’artista a un’analisi critica del consumismo e della fast fashion. Le sue opere\, realizzate attraverso l’uso di tessuti riciclati e materiali di recupero\, si pongono come una denuncia visiva e propositiva\, trasformando ciò che era destinato a un ciclo di vita breve in opere d’arte senza tempo. \nIl progetto Kuoridistoffa non è solo una riflessione sulle problematiche ambientali\, ma anche una provocazione sul significato dell’amore nella contemporaneità\, in un’epoca in cui la velocità della comunicazione e l’iperconnessione digitale sembrano annullare i legami profondi tra le persone e il mondo che li circonda. Attraverso le sue opere\, Bressani invita i giovani – e non solo – a riflettere sul vero significato dell’amore\, non solo nei rapporti umani\, ma anche verso le passioni\, la cultura\, e la natura che ci circonda. \nCon la serie Ex Voto Pop\, il Maestro crea un’interessante fusione tra sacro e profano\, dove l’iconografia religiosa degli ex voto viene rielaborata in chiave contemporanea.  \nQueste opere trovano spazio in contesti diversissimi\, dagli altari sacri delle chiese\, dove sono state benedette da importanti vescovi e diventano parte di collezioni private permanenti\, fino ai locali più esclusivi\, come il Samsara di Riccione\, simbolo della riviera romagnola. Bressani\, con il suo impegno in favore dell’associazione benefica Portatori sani di sorrisi\, dimostra ancora una volta la sua sensibilità verso le cause sociali\, rendendo l’arte anche strumento di solidarietà e di cambiamento. \nEvento Auditorium San Dionigi Vigevano\nL’evento di quest’anno\, che si terrà presso l’Auditorium di San Dionigi a Vigevano\, rappresenta una vetrina straordinaria per l’artista. La mostra\, organizzata sotto la gestione della Fondazione di Piacenza e Vigevano\, presenterà un’esposizione esclusiva di 28 opere di Kuoridistoffa\, tra cui alcune creazioni destinate a collezioni prestigiose\, come quella permanente di Montecitorio e un’opera per Papa Leone XIV. Quest’ultima\, in particolare\, si inserisce in un percorso che celebra l’Unità d’Italia\, una tematica che Bressani interpreta con eleganza e profondità\, mettendo in evidenza il suo stile inconfondibile. \nUn anno che segna anche un altro importante traguardo per l’artista pavese: la sua opera grafica\, realizzata appositamente per gli Stati Generali del Riso Italiano\, rappresenterà l’evento simbolico che celebra gli 80 anni del riso Carnaroli\, simbolo d’eccellenza gastronomica italiana. La sua creazione\, che raffigura una pannocchia scomposta attraversata dai tre fiumi della Lomellina\, diventa un simbolo di vita\, fertilità e di amore verso la terra. Con questa opera\, Bressani sottolinea il legame profondo che esiste tra l’uomo e la terra\, un amore che deve essere sempre coltivato\, soprattutto in un momento storico in cui l’agricoltura e la sostenibilità sono chiamate a rispondere alle sfide globali del futuro. \n  \n \nIn occasione di questo evento\, l’artista ha promesso una sorpresa: un nuovo Ex Voto Pop\, questa volta dedicato al riso e al mondo che lo circonda\, ma anche all’amore per la terra e alla riflessione sul futuro della nostra agricoltura\, che deve affrontare sfide legate sia ai cambiamenti climatici che alle nuove tecnologie. \nL’opera diventa così il punto di incontro tra le diverse province italiane\, unendo il paese sotto l’icona dell’amore per la natura e il suo sostentamento. \nCon il ritorno di Stefano Bressani a Vigevano\, la città ha la fortuna di ospitare un artista che è riuscito a fare della sua arte un messaggio universale\, che parla al mondo intero ma che non dimentica mai le sue radici. La sua produzione è un ponte tra passato e futuro\, tra tradizione e innovazione\, tra arte e impegno sociale\, rendendolo uno degli artisti più significativi della scena contemporanea. \n 
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SUMMARY:Showroom Carteni e MINI Hyper Heroes di Bressani a Pavia
DESCRIPTION:Showroom Carteni e MINI Hyper Heroes di Bressani a Pavia\n8 maggio 2025 – A Pavia\, il Gruppo Carteni inaugura un nuovo showroom dove l’esperienza d’acquisto incontra l’arte. Protagonista è l’artista pavese Stefano Bressani\, con la sua MINI Cooper S “Hyper Heroes”\, simbolo di una mobilità che diventa racconto visivo\, identitario ed emozionale. \nArte in movimento: un nuovo linguaggio per il brand\nIn un’epoca dove efficienza e velocità sembrano dominare\, Carteni sceglie di dialogare con l’arte. Lo showroom diventa uno spazio culturale\, dove ogni dettaglio comunica\, coinvolge\, racconta. \nBressani e il progetto #CarteniArt\nStefano Bressani\, noto per le sue Sculture Vestite\, non si limita a decorare\, ma definisce l’identità visiva del nuovo spazio. Con il progetto #CarteniArt\, l’arte entra in azienda in modo strutturale\, diventando parte dell’esperienza cliente. \nLa MINI “Hyper Heroes”: arte e identità in viaggio\nRealizzata per celebrare i 65 anni di MINI\, la MINI Cooper S “Hyper Heroes” è molto più di una personalizzazione. È un’opera d’arte su quattro ruote\, pensata da Bressani come sogno da guidare e ricordo che si muove. \n“La MINI che ho realizzato è il mio modo di trasformare un oggetto iconico in un’opera unica\, che parla di memoria e di movimento.”\n— Stefano Bressani \nUn’identità condivisa: emozionare con autenticità\nLa scelta di affidare a Bressani un ruolo centrale è un atto simbolico. È la volontà di coniugare radici locali e visione globale. L’arte\, in questo contesto\, è ponte tra valori e mercato\, tra bellezza e strategia. \nLe opere di Marco Lodola completano il percorso artistico permanente all’interno dello showroom\, trasformandolo in una galleria esperienziale in costante dialogo con il pubblico. \nOltre l’estetica: un brand che racconta\nCarteni sceglie l’arte non per stupire\, ma per coinvolgere. L’8 maggio non è solo la data di un’inaugurazione\, ma l’inizio di un nuovo racconto identitario: fatto di forme\, colore e significato. \nUn racconto in cui Stefano Bressani è voce autorevole\, e in cui la MINI “Hyper Heroes” diventa simbolo tangibile di una trasformazione autentica. \n 
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SUMMARY:Bressani e il RRAO Folgore: arte per i 25 anni del reparto
DESCRIPTION:Bressani e il RRAO Folgore: arte per i 25 anni del reparto\nLivorno\, 10 marzo 2025 – In occasione del 25° anniversario del RRAO Folgore\, Stefano Bressani dona un’opera d’arte alla Sala dei Ricordi della caserma “Carlo Pisacane”. L’artista pavese rende omaggio ai paracadutisti delle Forze Speciali con una scultura che fonde arte\, memoria e disciplina. \n“Waiting for the moment”: l’arte nel cuore della memoria\nL’opera\, intitolata “Waiting for the moment”\, è una Scultura Vestita: un lavoro tridimensionale realizzato con stoffe\, materiali simbolici e un forte impatto emotivo. Ogni piega racconta la tensione dell’attesa e la precisione dell’azione militare. \nL’opera nasce da uno scatto fotografico che mi ha toccato profondamente. Ho voluto tradurre il respiro rallentato\, il battito fuso con la natura e il senso dell’attesa in un linguaggio visivo. \n– Stefano Bressani \nScarica i documenti ufficiali dell’evento\n\nDiscorso Stefano Bressani\nTesto critico di Francesco Mutti\nTesto critico di Robert Phillips\n\nL’incontro tra arte e disciplina militare\nDurante la cerimonia\, l’artista ha dichiarato il proprio senso di responsabilità e onore: \nNon è una semplice collaborazione. È un tributo. Ho curato ogni dettaglio come questi uomini curano ogni missione. Il loro motto Videre nec videri – vedere senza essere visti – è diventato il cuore invisibile della mia opera. \nLa scultura entra in uno spazio carico di significato: la Sala dei Ricordi\, che conserva cimeli e testimonianze storiche del reparto\, tra cui lo Squadrone F della Seconda guerra mondiale. \n  \n\n25 anni di storia operativa e valori condivisi\nDal 2000\, il 185° Reggimento RRAO è parte integrante delle Forze Speciali dell’Esercito Italiano. In questi 25 anni ha partecipato alle missioni più complesse\, distinguendosi per strategia e rigore. L’opera di Bressani si integra in questa eredità\, elevandola simbolicamente. \n“Creare quest’opera è stato come entrare in simbiosi con l’essenza del reparto. Arte e addestramento condividono una base comune: nulla è lasciato al caso.” \nQuando arte e coraggio parlano la stessa lingua\n“Waiting for the moment” rappresenta l’incontro tra due mondi che si rispettano e si comprendono. L’artista e il soldato condividono valori come disciplina\, silenzio e dedizione. Quando l’arte nasce dalla verità\, sa parlare anche il linguaggio del coraggio. \n 
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SUMMARY:Bressani reinterpreta la Battaglia di Pavia in chiave pop
DESCRIPTION:Bressani reinterpreta la Battaglia di Pavia: arte pop e memoria per i 500 anni\nBressani Battaglia di Pavia è il cuore del nuovo progetto artistico che unisce memoria storica\, linguaggio pop e visione contemporanea. In occasione del 500° anniversario della celebre battaglia\, l’artista pavese dà vita a un’opera che è ponte tra passato e futuro. \nUn’opera tra arte\, industria e storia\nStefano Bressani non crea semplicemente arte: la assembla\, la ricuce\, la rende viva. Le sue sculture di stoffa – realizzate con materiali di recupero – raccontano storie profonde\, tra etica e bellezza. Con “500 anni della Battaglia di Pavia”\, l’artista reinterpreta gli arazzi di Capodimonte in chiave pop e tridimensionale\, accendendo i riflettori su un evento storico che ha segnato l’Europa. \n  \n \nLa collaborazione con Fedegari Spa\nIl progetto nasce dalla sinergia con Fedegari Spa\, azienda pavese leader nel settore farmaceutico. Una connessione profonda che coniuga tecnica e creatività\, sostenuta da una visione comune: innovare rispettando la memoria e il territorio. Un legame che risale al maestro Carlo Mo e che oggi si rinnova grazie alla visione di Giuseppe e Paolo Fedegari. \nArte pubblica e interattiva a Pavia\nL’opera principale sarà esposta in uno spazio urbano strategico\, accompagnata da banner con QR code interattivi che offriranno contenuti storici\, artistici e multimediali. Ogni personaggio sarà reinterpretato graficamente e affiancato da approfondimenti storici curati dal prof. Marco Pellegrini Casali. \nUna nuova narrazione per la città\nIl progetto coinvolgerà anche la cittadinanza attraverso un sito web dedicato\, in cui storia\, arte e tecnologia si incontrano. Le fasi di lavorazione sono state documentate dal fotografo Gio Martorana\, che ha immortalato l’intensità del gesto creativo nello studio dell’artista. \nUn’estetica pop per parlare di memoria\nI personaggi di Bressani non sono semplici repliche. Sono figure pop\, materiche e deformate\, sospese tra passato e presente. Attraverso la sua tecnica – fatta di ago\, stoffa e pensiero – l’artista riflette sulla nostra epoca e sui valori che attraversano il tempo. \n500 anni della Battaglia di Pavia non è solo un’opera. È un ponte tra epoche\, tra persone\, tra visioni.\n— Stefano Bressani \nIn un momento in cui le città cercano nuovi linguaggi per raccontarsi\, l’arte di Bressani restituisce a Pavia una memoria visiva\, emotiva e condivisa. Un’opera viva\, che celebra il passato e ispira il futuro. \n  \n\n 
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SUMMARY:Hyper Heroes di Stefano Bressani in mostra a Pavia
DESCRIPTION:Hyper Heroes di Stefano Bressani: la rivoluzione del tessuto\nNel cuore di Pavia prende vita Hyper Heroes\, la mostra personale di Stefano Bressani. Non un’esposizione d’arte come le altre\, ma un’esperienza sensoriale\, concettuale ed estetica\, che apre il calendario di Apery.Art con una forza espressiva sorprendente. \nNel progetto\, il tessuto non è più solo materiale: diventa memoria\, forma e linguaggio. Una lente pop – deformante e rivelatrice – attraverso cui l’artista interroga il nostro tempo. \n  \n \nIl Maestro delle Stoffe\nBressani è conosciuto come il Maestro delle Stoffe. Il suo gesto creativo nasce da materiali tessili di scarto\, assemblati con precisione chirurgica per dare vita a opere tridimensionali\, poetiche e potenti. Un gesto etico\, prima ancora che estetico: il riuso diventa atto artistico e politico. \nCon il ciclo Hyper Heroes\, Bressani affronta il tema del supereroe contemporaneo\, restituendoci le icone della cultura pop in una nuova\, spiazzante forma. Non più “super”\, ma “hyper”: figure sproporzionate e vulnerabili\, ispirate all’estetica giapponese chibi e cariche di significato critico. \n“L’eccesso di potere nasconde fragilità. La deformazione dei corpi riflette la nostra: culturale\, visiva\, emotiva.” \nL’arte come materia viva\nL’universo visivo di Bressani si costruisce su scampoli e frammenti che\, sotto la sua guida\, diventano pittura plastica. Le opere sembrano bidimensionali\, ma esplodono nello spazio attraverso volumi\, ombre e pieghe. \nIl segno ricorrente è il chiodo: simbolo visivo e concettuale. Una sutura che richiama la tensione del nostro tempo\, un punto che ferisce e ricuce\, invitando alla riflessione. \nUn gesto che resiste: arte e responsabilità\nDietro ogni opera c’è una presa di posizione: contro la cultura dello scarto\, il fast fashion\, il consumo compulsivo di immagini. Bressani risponde con lentezza\, artigianato e riuso. Le sue opere non illustrano: agiscono. \nToccano i sensi\, attivano la memoria\, stimolano la coscienza. Sono da guardare con le mani\, da toccare con gli occhi\, da sentire dentro. \nHyper Heroes: il superfluo che salva\nIn un mondo saturo di immagini perfette e senza peso\, gli Hyper Heroes ci ricordano che la vulnerabilità è forza. Che la memoria è materia. Che anche da un tessuto dimenticato può nascere un nuovo universo. \n“I veri eroi\, oggi\, sono quelli capaci di ricucire.” \nCon la sua arte fatta di pensiero e stoffa\, Stefano Bressani ci accompagna in un viaggio nel “pianeta delle stoffe”\, dove l’estetica incontra la critica sociale\, e il colore diventa atto rivoluzionario. \n 
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SUMMARY:La Libreria Bocca e i KUORIDISTOFFA® di Stefano Bressani
DESCRIPTION:Dove il Cuore dell’Arte batte nel Tempo Presente\nNel cuore di Milano\, sotto le maestose volte della Galleria Vittorio Emanuele II\, la Libreria Bocca non è solo una storica fucina di pensiero e cultura\, ma un presidio vivo di umanità. Fondata nel 1775\, resta oggi un crocevia di visioni e coscienze\, dove la parola diventa gesto\, incontro e dialogo. \nDomenica 22 settembre 2024\, dalle 16:00 alle 18:00\, questo spazio carico di memoria e avanguardia accoglierà l’universo estetico ed emotivo di Stefano Bressani\, il “Sarto dell’Arte”\, per un incontro intitolato: \nDal Riciclo ai temi sociali più profondi\, verso il Futuro partendo dal Passato ma raccontandolo al Presente. Più di una semplice inaugurazione\, un vero e proprio atto d’amore\, una dichiarazione poetica e un invito a sentire. \nI KUORIDISTOFFA®: arte che parla di vita e società\nBressani presenterà i suoi celebri EX VOTO PoP\, i “KUORIDISTOFFA®”: opere-totem nate da materiali riciclati\, tessuti consumati\, abiti già vissuti. Nel suo lavoro il tessuto non è mai solo materia\, ma narrazione di vite\, memoria di corpi e traccia di emozioni. Ogni scultura è un cuore cucito di frammenti\, un reliquiario profano e ironico che parla direttamente all’anima collettiva. \nIl linguaggio di Bressani è unico\, raffinato e contemporaneo. I KUORIDISTOFFA® non sono solo oggetti artistici\, ma specchi deformanti della nostra società iperconnessa\, riflessi ironici e struggenti di relazioni svuotate e sentimenti trasmessi via schermo. Nascono dall’ispirazione di due adolescenti ad Amsterdam che comunicavano via smartphone senza parlarsi\, trasformandosi in una provocazione dolce: un invito alla vera connessione umana. \nArte e sostenibilità contro la Fast Fashion\nIn un’epoca dominata dalla Fast Fashion che consuma tutto\, anche i rapporti umani\, Bressani compie un gesto rivoluzionario: il riutilizzo. Restituisce dignità a ciò che è stato scartato\, trasformandolo in arte eterna. Contro la frenesia\, contro l’oblio della memoria\, le sue opere propongono una nuova sacralità pop\, una spiritualità laica e condivisa\, capace di parlare a tutti: giovani e adulti\, credenti e laici\, artisti e passanti. \nUn luogo simbolo per un messaggio profondo\nIl valore dell’iniziativa risiede anche nella scelta della location: la Libreria Bocca\, simbolo antico e resiliente della cultura milanese\, diventa non solo contenitore\, ma co-protagonista di un racconto che mette al centro l’individuo\, la relazione e il cuore.\nGiorgio Lodetti\, custode della libreria e instancabile promotore di cultura\, accoglierà il Maestro in dialogo con Carlo Motta di CAM – Catalogo Arte Moderna (Cairo Publishing)\, creando un ponte tra editoria\, critica e visione artistica. \nUn’arte che parla all’anima\nI KUORIDISTOFFA® ci ricordano oggi\, più che mai\, che l’arte può parlare con le parole dell’anima\, può divertirci mentre ci interroga\, può essere bellezza senza rinunciare alla verità. \nAttraverso colori\, stoffe cucite\, forme piene e storie racchiuse\, ci insegnano a ricucire anche i nostri cuori smarriti. \nIl futuro parte dal passato\nIl futuro che Bressani ci propone parte dalla materia del passato\, si intreccia con le urgenze del presente e sogna un’umanità nuova: più sensibile\, più consapevole. Così\, in mezzo al chiacchiericcio della Galleria Vittorio Emanuele\, in quell’abbraccio tra storia e futuro\, la Libreria Bocca diventa il cuore pulsante di un’arte che sa ancora commuovere e far riflettere. \nDettagli Evento:\n\nLibreria Bocca – Galleria Vittorio Emanuele II\, 12 – Milano\nDomenica 22 settembre 2024 – dalle 16:00 alle 18:00\nIncontro con l’artista Stefano Bressani\nIntervengono: Giorgio Lodetti (Libreria Bocca)\, Carlo Motta (CAM – Cairo Publishing)\nOrari Libreria Bocca: Lunedì–Domenica\, 11:00 – 18:00\nwww.libreriabocca.com\n\n“Anche il cuore giustifica i mezzi” – Stefano Bressani
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SUMMARY:Un KUOREDISTOFFA© per la Madonna del Carmine
DESCRIPTION:L’Ex Voto Pop del Maestro Bressani diventa Arte sacra per l’umanità e i suoi nuovi concetti da riscoprire\nNel ritmo frenetico della contemporaneità\, dove i gesti simbolici rischiano di perdersi nell’immediatezza dei clic\, l’arte di Stefano Bressani emerge come un ponte potente tra il visibile e l’invisibile\, tra il profano e il sacro. Il suo Kuoridistoffa©\, una delle più intense creazioni degli ultimi anni\, si dona ora alla Madonna del Carmine\, trasformandosi in un Ex Voto Pop che attraversa il tempo e si radica nel presente con un linguaggio universale ed emozionante. \nMaestro e fondatore di uno stile unico al mondo\, Bressani trasforma la stoffa\nMateriale fragile e carico di storie — in scultura\, icona e messaggio. Le sue opere sono “pelle dell’anima”\, tessuti che raccontano memoria e futuro insieme. Nei Kuoridistoffa©\, piccoli ma potenti\, concentra concetti di amore\, connessione\, sostenibilità e identità. \nIl cuore\, archetipo universale\, diventa in questa opera un medium di riflessione e preghiera. Attraversato da un cavetto USB — ironico e graffiante — rappresenta un’umanità che ha affidato l’amore agli algoritmi\, il contatto alle notifiche digitali. \n“Se non sei connesso non meriti il mio amore” \nè più di un titolo: è una provocazione e un invito a riscoprire la profondità delle relazioni\, anche quelle spirituali. \nIl 21 luglio 2024\, durante la solenne celebrazione della Madonna del Carmine nella Chiesa omonima di Pavia\, il Kuoridistoffa© sarà ufficialmente benedetto da S.E. Mons. Erminio De Scalzi\, carismatica figura della Chiesa ambrosiana\, proprio nel 60° anniversario della sua consacrazione sacerdotale. Un momento intenso\, che unisce la creatività dell’artista a una profonda tensione spirituale. \nQuesto cuore donato è uno dei cinque che Bressani intende offrire alla sua città\nDopo la prima processione in barca lungo il Ticino con il Kuoridistoffa© dedicato alla Madonna della Stella\, ora è la volta della Madonna del Carmine di ricevere questo segno di devozione\, in un percorso che guarda avanti\, verso il Duomo di Milano e il Vaticano. Qui non c’è ricerca di gloria personale: il gesto nasce da un’urgenza interiore\, da un’arte che nasce dalla vita e a essa ritorna. \nOgni frammento di stoffa utilizzato è stato donato\, ogni cucitura porta con sé storie di vite vissute\, amori\, sofferenze. Nulla è lasciato al caso. Ogni cuore è irripetibile\, come irripetibile è il cammino di ciascun credente. L’arte diventa strumento al servizio di un messaggio più grande: attraverso la bellezza\, invita a rallentare\, a riflettere\, a riscoprire il valore del dono. \nIl progetto è accolto con grande rispetto dalla Curia pavese\, che ne riconosce l’alto valore umano e spirituale. La parrocchia del Carmine\, guidata da Don Daniele\, apre le porte a un linguaggio giovane e immediato\, capace di parlare anche a chi si è allontanato dalla Chiesa. Forse questo è il miracolo più grande dell’opera: raggiungere l’anima contemporanea con autenticità e senza forzature. \nCosì il Kuoridistoffa© diventa simbolo tangibile di un nuovo dialogo tra arte e fede\, tra artista e comunità. E mentre la sua immagine si fa icona per Pavia e oltre\, resta vivo il desiderio di connettere — davvero — cuore a cuore\, uomo a uomo\, spirito a spirito.
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SUMMARY:Kuoridistoffa© incanta Santa Maria in Betlem con la Madonna della Stella
DESCRIPTION:Il Cuore in Stoffa del Ticino: l’ex-voto di Bressani che ricuce tempo\, fede e umanità\nNel silenzio sacro della notte pavese\, quando il Fiume Ticino svela la sua anima più intima\, si compie un gesto che va oltre il rito e diventa linguaggio universale. Sabato 1 giugno 2024\, alle ore 21.00\, la Madonna della Stella torna a occupare il suo posto d’onore sulla prua del Barcè\, l’antica imbarcazione a remi che da secoli attraversa le acque del Ticino. \nQuest’anno\, accanto alla Madonna\, solca il fiume un ex-voto unico nel suo genere: il Kuoredistoffa\, un’opera in stoffa creata dal Maestro Stefano Bressani\, artista pavese di fama internazionale. Questo “cuore di stoffa” non è solo un oggetto d’arte\, ma un messaggio vivo che unisce passato e futuro\, parlando alle comunità\, alle tradizioni\, ai lutti e alle rinascite. \nUna stoffa che unisce più di quanto separa\nLe sculture di Stefano Bressani sono patchwork tridimensionali che raccontano storie attraverso tessuti appartenenti alla memoria collettiva. \nIl Kuoredistoffa – di dimensioni 26x26x15 cm – è stato concepito come ex-voto contemporaneo: un cuore simbolico offerto alla Madonna della Stella e ai suoi devoti. Non è soltanto un omaggio alla fede\, ma un gesto culturale e antropologico che cuce insieme popoli\, territori e sensibilità diverse. Nei tessuti intrecciati si intrecciano i fili della storia pavese\, il vissuto dei vogatori\, la devozione di intere famiglie\, la spiritualità che attraversa le rive e le generazioni. \n \nIl fiume come confine liquido e ponte identitario\nIl percorso del Barcè\, dalla fine del Borgo Basso fino alla Chiesa di Santa Maria in Betlem\, è molto più di una processione: è un attraversamento simbolico di tempo e spazio. Le acque risalite “controcorrente” portano con sé il significato profondo di ritorno\, resistenza e speranza. \nIl Vescovo Mons. Corrado Sanguineti\, accompagnando la statua e recitando la preghiera di affidamento\, diventa guida spirituale e custode di una tradizione che supera la fede per abbracciare l’identità culturale del territorio. Nel cuore del corteo\, tra luci riflesse sull’acqua e il ritmo cadenzato dei remi\, l’opera di Bressani vibra di una presenza nuova:  \ncontemporanea ma profondamente radicata. \nUn tributo ai defunti delle associazioni remiere pavesi e un simbolo di protezione per il presente e il futuro. \nL’ex-voto come linguaggio dell’anima\nQuando il Kuoredistoffa entra nella Chiesa del Borgo\, accolto e benedetto dal Vescovo\, compie la sua consacrazione simbolica. Da offerta privata si fa bene comune\, da oggetto d’arte si trasforma in icona\, da frammento tessile diventa racconto collettivo. Le mani che l’hanno cucito – mani d’artista ma anche mani di memoria – hanno impresso in esso una grammatica invisibile fatta di emozioni\, appartenenze\, atti di fede e di amore. \nCon Bressani\, a bordo del Barcè\, anche Guido Corsato\, presidente dell’Associazione Battellieri Colombo\, rappresentante di un patrimonio umano che in questo gesto rituale ritrova nuova voce. \nUn’arte che benedice senza dividere\nOra il Kuoredistoffa è custode e compagno della Madonna della Stella\, riposto nella Chiesa di Santa Maria in Betlem\, pronto a dialogare con ogni visitatore. Il suo linguaggio è universale: parla non solo ai cristiani\, ma a chiunque creda nel potere delle radici\, nella forza del rito e nel valore della comunità. \nIn un’epoca che corre e si dissolve\, un cuore di stoffa riesce a fermare il tempo e a ricordarci che l’arte\, quando nasce dall’anima\, unisce. \nPavia\, il suo Fiume\, la sua gente: ogni filo del Kuoredistoffa racconta una storia che riguarda tutti noi.
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SUMMARY:MA-EC gallery Palazzo Durini: Hyper Heroes di Stefano Bressani
DESCRIPTION:“HYPER HEROES From the deepest web world space” – HYPER HEROES Il silenzio che corre più veloce della luce\nEntrare nel mondo di Stefano Bressani significa abbandonare il noto per immergersi in una dimensione di materia\, colore\, stratificazione e\, soprattutto\, idea. \nDal 9 maggio al 9 giugno 2024\, la MA-EC Gallery di Milano ospita la sua personale intitolata “HYPER HEROES. From the deepest web world space”\, un percorso coerente e sorprendente che offre al pubblico un’esperienza estetica\, sensoriale e intellettuale. \nOpere frattali e archetipi pop\nLe opere esposte si rifiutano di essere interpretate con una sola chiave: sono frattali visivi e concettuali\, archetipi pop rivisitati\, personaggi deformati e potenziati\, usciti da un universo parallelo abitato da supereroi fragili e simboli dell’immaginario collettivo.\nCon il suo inconfondibile linguaggio tessile\, Bressani crea figure dalle teste sproporzionate\, mani invadenti e occhi colmi di dolcezza straniante: creature che vibrano di tensione e ironia. \nUn viaggio disorientante senza centro\n“HYPER HEROES” è una giostra volutamente priva di un centro\, uno spazio dove la realtà si decompone per essere ricostruita secondo nuove leggi percettive. Un viaggio che parte dalla materia viva dei tessuti recuperati per toccare riflessioni profonde sull’identità\, sul tempo e sull’essere umano contemporaneo. \nL’atto artistico si fa pensiero e la forma plastica diventa narrazione. \n“FLASH”: la pietra miliare della mostra\nNel turbinio visivo delle opere\, spicca “FLASH”\, una scultura monumentale che impone una pausa di riflessione. Simbolo di una modernità che corre a vuoto\, questo eroe velocissimo ma quasi immobile rappresenta un tempo rubato e inseguito invano. \nCustode silenzioso di un’umanità disorientata\, “FLASH” ci invita a riconsiderare la nostra posizione nello spazio e nel tempo. \nCritica all’iperconnessione e omologazione visiva\nCon un linguaggio ludico\, Bressani propone una critica sottile e pungente alla vita iper-connessa\, dove l’identità rischia di dissolversi nella molteplicità di ruoli e immagini. Le sue opere\, evocative e concrete\, nascono da una tecnica matura fatta di incastri\, tagli\, cuciture e stratificazioni\, che ricordano l’anatomia umana e le sue cicatrici. \nUn codice formale unico\nNel suo “Pianeta delle Stoffe”\, Bressani attraversa arte\, design\, moda e architettura\, in un continuo cortocircuito tra figurativo e informale. Il “chiodo”\, elemento ricorrente\, diventa metafora di tenuta concettuale: un punto fisso nel caos apparente\, un ancoraggio tra pensiero e materia. \nOgni “Hyper Hero” racconta una storia\nOgni personaggio della mostra è unico\, racconta una storia diversa e si pone come potenziale specchio dell’osservatore. Qui risiede la componente emotiva più potente: ciascuno può riconoscersi in questi supereroi “iper”\, che non salvano il mondo ma resistono con immaginazione e tenacia. \n\n  \nUn messaggio di profondità e umanità\nCome dice lo stesso Bressani: \n“Forse non importa a quale velocità decidiate di correre\, forse l’importante è capire che ogni viaggio lascia un senso profondo”. \nIn un tempo che ci vuole sempre più veloci e meno presenti\, “HYPER HEROES” invita a rallentare\, guardare oltre la superficie e riscoprire la nostra parte più autentica. In un’epoca dominata dal superfluo\, l’arte di Stefano Bressani ci restituisce il coraggio di credere nel potere trasformativo della bellezza\, della manualità e dell’idea. \nE forse\, come suggerisce l’artista\, il vero eroismo oggi è saper essere umani. \nApprofondimenti:\n\nLocandina evento: clicca qui\nPresentazione di Elisabetta Roncati: clicca qui\n\n\n  \n 
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LOCATION:MA-EC Gallery Milano 米兰国际艺术中心\, Palazzo Durini di Monza\, Via Santa Maria Valle\, 2\, Milano\, MI\, 20123\, Italy
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SUMMARY:Stefano Bressani: un maestro per il Palio di Asti 2024
DESCRIPTION:Il prestigioso incarico artistico al lombardo “Sarto dell’Arte”\, tra tradizione\, visione e contemporaneità\nNel 2024\, il Palio di Asti – la manifestazione storica più antica d’Italia – ha scelto di affidare la realizzazione del proprio Drappo a una figura d’eccezione nel panorama dell’arte contemporanea: il Maestro Stefano Bressani. \nOriginario di Pavia e riconosciuto a livello internazionale\, Bressani è stato presentato ufficialmente il 12 aprile 2024 presso il Teatro Alfieri di Asti dal sindaco Maurizio Rasero e dall’assessore alla cultura Riccardo Origlia\, che hanno sottolineato come la scelta sia stata dettata dalla cifra stilistica inconfondibile e dalla profonda coerenza del suo percorso artistico. \nIl “Sarto dell’Arte” e la scultura in stoffa\nConosciuto come il “Sarto dell’Arte”\, Bressani ha inventato una tecnica unica: la scultura in stoffa. Le sue “Sculture Vestite”\, oggi esposte in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo\, nascono dalla scomposizione e ricomposizione di materiali tessili\, fondendo artigianalità\, gusto cromatico e forte impianto concettuale. \nInfluenzato dalla lezione cubista di Picasso – con cui ha esposto nel 2015 – l’artista pavese reinterpreta la materia in chiave contemporanea\, donando alle sue opere un taglio grafico e architettonico. Questa visione trova applicazione anche nei progetti realizzati con enti locali e con “I Borghi più belli d’Italia”\, a conferma della sua arte pubblica e dialogante. \n\nIl Drappo 2024: due opere uniche che raccontano Asti\nIl Drappo per il Palio 2024 si compone di due opere uniche\, simili ma non identiche\, che rappresentano una nuova tappa nella narrazione visiva di Bressani. L’artista definisce la creazione come un gesto libero ma coerente\, frutto di 51 anni di esperienza e ricerca. \nI drappi non riproducono tridimensionalmente le celebri sculture di Bressani – incompatibili con la natura tessile del Palio – ma ne conservano la tensione plastica e simbolica. La narrazione si articola in tre scene principali: \n\nLa Natura (La lotta): collocata alla base del drappo\, rappresenta la competizione con tre cavalli in corsa guidati da un unico Capitano. La scena\, dall’impronta futurista\, evoca la fatica condivisa\, il sodalizio tra uomo e animale e la folla esultante\, celebrando il valore collettivo della gara più che l’eroismo individuale.\nL’Architettura (Il territorio): al centro del drappo\, celebra il paesaggio urbano e storico di Asti\, evocando torri\, merli e scorci della città. Il colore\, cifra distintiva di Bressani\, anima le architetture\, mentre la profondità scenica invita alla scoperta di una città sospesa tra passato e presente.\nIl Santo (Il divino): nella parte superiore\, domina la figura di San Secondo come “Guerriero della Pace”\, in un gesto solenne e protettivo. Sorregge una spada-crocifisso e si appoggia alle mura cittadine\, mentre il cielo si fonde con l’infinito\, simbolo di un tempo ciclico e trascendente.\n\n  \n\nDettagli sartoriali e simbolici\nParticolare attenzione è dedicata ai dettagli materiali: bottoni cuciti a mano\, provenienti da abiti vissuti\, rimandano alla sartorialità e al concetto di riciclo e sostenibilità. Il chiodo\, elemento ricorrente nel lavoro di Bressani\, diventa metafora di unione e coesione tra elementi apparentemente contrastanti. \nUn dialogo tra i due drappi\nMettendo a confronto le due opere\, si coglie un disegno prospettico comune: un percorso simbolico che si apre sull’orizzonte\, ma fondato su solide basi. Le due bandiere\, poste una di fronte all’altra\, suggeriscono una tensione costruttiva\, un invito alla crescita personale e collettiva. \nIl Palio di Asti che si rinnova con l’arte\nCon questa creazione\, Asti non acquisisce solo un nuovo Drappo\, ma una narrazione potente e stratificata\, dove l’identità cittadina si fonde con la visione di un artista che ha deciso di mettere la propria vita al servizio dell’arte. \nIl Palio di Asti 2024 diventa così un nuovo capitolo da tramandare: una storia cucita\, letteralmente\, con le mani e il cuore di Stefano Bressani. \nApprofondimenti:\n\nLettera di ingaggio: clicca qui\nInvito: clicca qui
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SUMMARY:Questura di Pavia\, 172° festa della Polizia: Stefano Bressani consegna la Testa d'Artista
DESCRIPTION:La Polizia di Stato celebra il suo 172° Anniversario a Pavia: arte\, memoria e senso civico si fondono in un’unica cerimonia\nPAVIA – 10 aprile 2024\, ore 10.00 – Aula Magna della Questura di Pavia \nMercoledì 10 aprile\, nella solenne cornice dell’Aula Magna della Questura di Pavia\, si è celebrato il 172° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Una giornata densa di significato\, che ha visto riunite le autorità civili\, militari e religiose del territorio pavese\, in un momento di commemorazione\, riflessione e riconoscimento. \nQuesta cerimonia non è stata solo un tributo alla storia dell’Istituzione\, ma anche un’occasione per rinnovare il legame profondo tra la Polizia di Stato e la comunità. Un legame fatto di legalità\, sicurezza e coesione sociale\, ma anche di valori condivisi e umanità. \nUn’opera d’arte per la Questura: nasce la “Testa della Polizia”\nA rendere ancora più significativo l’evento della festa della Polizia\, l’inaugurazione di un’opera scultorea inedita firmata da Stefano Bressani\, artista pavese di fama internazionale\, noto per le sue celebri “Teste d’Artista”. Questa nuova creazione\, intitolata “Testa della Polizia”\, è stata realizzata appositamente per la Questura di Pavia e trova ora posto d’onore all’ingresso dell’Ufficio del Questore\, entrando a far parte della collezione privata dell’Istituzione. \n \nUn’opera carica di simbolismo e memoria\nLa scultura è un pezzo unico\, realizzato con stoffe d’abbigliamento dismesse e realmente indossate da membri della Polizia di Stato. Un gesto carico di significato\, che trasforma il materiale di servizio quotidiano in testimonianza tangibile di impegno\, sacrificio e dedizione. \nIl progetto\, fortemente voluto dal Questore di Pavia\, Dott. Nicola Faldella\, segna un punto di incontro profondo tra arte e istituzione\, tra civiltà e senso del dovere. È la prima volta che Bressani lavora con materiali provenienti direttamente dal corpo di polizia\, conferendo all’opera un valore aggiunto di memoria\, identità e sostenibilità. \nIl pensiero che si fa forma\nDurante la cerimonia per la festa della Polizia\, il Maestro Bressani ha preso la parola con un intervento toccante\, rivelando il senso profondo del suo gesto artistico: \n«È un onore per me oggi poter rappresentare\, attraverso il mio lavoro\, uno dei simboli che più si presta al “fare umano”. La testa\, centro del pensiero e delle azioni\, diventa icona del nostro vivere civile. Con questa opera desidero consegnare un segno tangibile che riporti alla centralità della Polizia di Stato nella nostra società\, simbolo di integrità morale\, giustizia e disciplina\, valori fondamentali e oggi tutt’altro che scontati.» \nLe sue parole\, dense di etica e rispetto\, hanno risuonato con forza in un’aula gremita\, toccando le corde più profonde dell’identità collettiva. \nLeggi tutto il discorso: clicca qui \nL’arte come ponte tra istituzioni e cittadinanza\nIl momento della svelatura dell’opera è stato preceduto dalla consegna delle onorificenze al personale distintosi in servizio\, e ha rappresentato uno degli istanti più emozionanti della cerimonia. Il Maestro Bressani ha consegnato personalmente la scultura al Dott. Faldella\, suggellando un gesto simbolico che va oltre il linguaggio istituzionale: è un abbraccio tra comunità\, arte e servizio pubblico. \nUna testa che guarda al futuro\nIn un tempo in cui la fiducia nelle istituzioni è spesso messa alla prova\, la “Testa della Polizia” si propone come segno duraturo di presenza\, dedizione e bellezza etica. Resterà a vegliare sull’ingresso della Questura di Pavia\, ma soprattutto resterà nella memoria collettiva come testimonianza concreta di una giornata in cui arte e legalità si sono incontrate per rendere omaggio a una delle più antiche e preziose istituzioni della Repubblica.
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SUMMARY:Pavia\, al Collegio Borromeo: le lenzuola diventano abiti con Stefano Bressani e Nada Nuovo
DESCRIPTION:Rinascere con l’Arte”: il Maestro Stefano Bressani trasforma la fragilità in forza nella serata “Ritratti di Donna”\nC’è un momento in cui l’arte smette di essere solo espressione e diventa cura. Quando l’emozione prende forma\, si fa materia e colore\, e si trasforma in una carezza per l’anima. \nQuesto momento è accaduto l’8 marzo\, nella magnifica cornice della Sala degli Affreschi dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia\, grazie alla forza delle donne\, alla potenza della condivisione e all’intervento artistico di un uomo capace di dare senso e bellezza anche alla fragilità: il Maestro Stefano Bressani. \n \nL’arte che cuce emozioni\nBressani non è semplicemente un artista. È un costruttore di mondi\, un narratore di anime. È il “Sarto dell’Arte”\, che dà vita a opere cucite con stoffe recuperate: frammenti di storie trasformati in rinascita. \nLe sue creazioni sono sculture morbide\, tridimensionali\, che accolgono e sorprendono. In questa occasione speciale\, diventano parte viva del corpo e dell’anima di quindici pazienti oncologiche\, vere protagoniste della serata “Ritratti di Donna”\, evento promosso da CNAO\, Policlinico San Matteo e ICS Maugeri. \nUna serata per celebrare il coraggio al Collegio Borromeo\nL’8 marzo non è stata solo la Festa della Donna: è stata la festa del coraggio. Un viaggio profondo attraverso la malattia\, la paura\, la speranza e infine la rinascita. Un percorso che passa anche dalla riconquista dell’autostima\, dal contatto con la propria immagine\, dalla consapevolezza di essere ancora – e forse più di prima – donne\, madri\, compagne\, amiche. \nArte da indossare: bellezza che nasce dal dolore\nSu abiti realizzati dalla stilista Nada Nuovo\, creati con lenzuola d’ospedale fornite da Fondazione Maugeri – simboli trasformati del dolore – si sono proiettate le opere di Bressani. Il risultato è stato un abbraccio tra corpo e arte\, tra ferite e luce. Le donne hanno sfilato in silenzio\, ma ogni passo raccontava una storia. Ogni immagine proiettata era un frammento di rinascita\, un’eco visiva della loro forza. \nCarolina Marconi: tra arte\, vita e simboli\nTra le protagoniste\, anche Carolina Marconi\, madrina dell’evento\, che ha emozionato la platea indossando un abito ispirato alla “Primavera” di Botticelli\, tra fiori di loto e simboli di rinascita. Accanto a lei\, sul palco\, uno dei celebri “Ritratti di Donna” del Maestro Bressani\, svelato in un momento carico di pathos\, insieme al Maestro Eros Cristiani\, autore del ritratto musicale dedicato alla serata. \nUn’arte che accompagna e trasforma\nL’arte di Bressani diventa così strumento di dialogo\, consapevolezza e liberazione. La sua tecnica\, riconosciuta come unica al mondo\, fonde tessuto e pensiero\, crea volumi da osservare e da sentire. Questa sera\, la sua arte ha accompagnato – con pudore e grandezza – la trasformazione del dolore in bellezza. Un’arte discreta ma potentissima\, che trasforma ogni donna in una scultura vivente\, da ammirare per ciò che rappresenta: vita\, resilienza\, forza. \nUn riconoscimento che è anche un simbolo\nL’intervento del Maestro è stato omaggiato con una targa consegnata dal Presidente Gianluca Vago\, realizzata con la stampante 3D del CNAO e ispirata a una delle sue opere\, scelta anche per rappresentare la comunicazione dell’intero evento. Un segno concreto che l’arte può fare molto più che raccontare: può guarire\, unire\, cambiare. \nLa bellezza salva\nQuando la serata si è chiusa\, con tutte le modelle in passerella\, tra lacrime\, sorrisi e abbracci\, è rimasta una certezza:\nla bellezza salva. L’arte – quella vera – ha il potere di ricucire i pezzi\, di dare forma alla speranza. E il Maestro Stefano Bressani ne è testimone e portavoce. Le sue opere non si limitano a essere viste. \nSi vivono. Si indossano. Si sentono. \nE in questa serata\, a Pavia al Collegio Borromeo\, hanno fatto qualcosa di immenso: hanno vestito la rinascita.
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SUMMARY:Caput mundi mall Città del Vaticano: installazione The Disaster Tree di Stefano Bressani
DESCRIPTION:L’Arte del Riscatto: ‘Disaster Tree’ di Stefano Bressani illumina il lusso alle porte del Vaticano in attesa del Giubileo 2025\nNel cuore pulsante di una Roma in fermento\, pronta ad accogliere il mondo intero per il Giubileo del 2025\, Stefano Bressani – il “Sarto dell’Arte” – plasma un linguaggio estetico che sovverte materia e memoria\, restituendo nuova vita allo scarto. Proprio a pochi passi da San Pietro\, nel neonato Caput Mundi Mall\, Città del Vaticano\, l’artista pavese erge la sua creatura più simbolica: Disaster Tree. \nNon una semplice opera da ammirare\, ma una potente metafora di resistenza e rinascita\, un albero in stoffa che germoglia nel cuore del lusso\, invitando a riflettere sul tempo\, sulla natura e sul valore della bellezza come forma di redenzione. \n\nL’arte come contro-narrazione tra consumo\, sacralità e rigenerazione\nNel contesto del rinnovato paesaggio commerciale romano – dove moda\, tecnologia e food si fondono a pochi metri dalla Cupola di Michelangelo. \nBressani pone una domanda essenziale:  \nquale spazio può occupare l’arte in un mondo dominato dall’effimero e dal desiderio veloce? \nLa sua risposta prende forma in Disaster Tree\, un’installazione monumentale che abita e nobilita lo spazio del Caput Mundi Mall\, simbolo di una città che si prepara ad accogliere oltre 35 milioni di pellegrini e visitatori. \nCon la maestria sartoriale che lo contraddistingue\, Bressani trasforma lo scarto tessile in seme di rinascita: il tessuto\, elemento di natura effimera\, si fa testimone di una metamorfosi artistica e ideologica. L’opera mette in scena il conflitto tra natura e costruzione artificiale\, tra verticalità e rigidità urbana\, ma è nelle “foglie” – frammenti di stoffa scartati – che si cela il nucleo poetico del lavoro. \n \nDisaster Tree si configura così come riflessione sull’ecologia della bellezza: un gesto etico ed estetico che invita a rallentare e a restare\, opponendosi all’ubriacatura del consumo. Nel dialogo con artisti contemporanei presenti nel mall – da Andy Warhol a Ernesto Lamagna – Bressani rilancia l’arte alla sua funzione originaria: generare coscienza oltre che stupore. \nUn’opera in sintonia con il tempo del Giubileo\nNel contesto spirituale e simbolico dell’imminente Giubileo\, tempo di perdono e rigenerazione\, Disaster Tree incarna un messaggio laico e universale: anche ciò che è stato scartato può tornare a parlare\, a fiorire e a essere amato. L’inserimento di quest’opera nel Caput Mundi Mall a Città del Vaticano rappresenta un precedente significativo nel rapporto tra arte contemporanea e spazi commerciali di lusso\, segnando una nuova alleanza tra creatività\, mercato e cultura nel cuore di Roma. \nUn’esperienza oltre la visione\nDisaster Tree non è solo un’opera da vedere\, ma un’esperienza da vivere: una ferita che pulsa bellezza\, un simbolo di resistenza e speranza. Roma\, ancora una volta\, si fa scenario e testimone di un dialogo nuovo tra arte\, materia e spirito.
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SUMMARY:Mototrek 500 Varzi - Pavia: Bressani e Franco Picco
DESCRIPTION:Il re del deserto e il maestro delle stoffe: dove l’arte incontra la polvere dei motori\nMototrek 500 a Varzi: quando l’arte incontra la leggenda dei rally\, Stefano Bressani celebra Franco Picco con una “Testa d’Artista” unica. \nNel silenzio vibrante delle colline dell’Oltrepò Pavese\, dove il tempo sembra rallentare per assaporare ogni respiro\, venerdì 12 maggio a Varzi si è vissuto un evento carico di emozione\, poesia e passione. La Mototrek 500\, raid su due ruote tra Lombardia\, Piemonte\, Liguria ed Emilia Romagna\, si è trasformata in un viaggio dentro sé stessi e nella bellezza dei paesaggi dimenticati. \nMa questa volta non sono solo i motori a parlare. L’arte di Stefano Bressani\, maestro delle “Sculture Vestite”\, ha reso omaggio a una leggenda vivente del rally: Franco Picco\, il “Re del Deserto”. \nPer lui\, Bressani ha donato una delle sue iconiche “Teste d’Artista”\, un’opera che racconta con stoffe\, colori e forme la storia di un uomo che ha sfidato la sabbia e il tempo con il cuore e lo sguardo sempre acceso. \n \nA 68 anni\, dopo dodici Parigi-Dakar e numerosi trionfi\, Picco è ancora protagonista: presente alla Mototrek 500 con la voglia di chi non smette mai di inseguire la propria passione\, con la stessa determinazione e curiosità di sempre. \nL’incontro tra Bressani e Picco è un dialogo tra due mondi apparentemente distanti ma vicini nell’anima: l’arte e lo sport come linguaggi universali della fatica\, del coraggio e della bellezza. Varzi\, con il patrocinio del sindaco Giovanni Palli e della Provincia di Pavia\, diventa così un palcoscenico ideale dove emozioni\, memoria e futuro si intrecciano. \nLa Mototrek 500\, organizzata da Moto Club Asfalto&Polvere\, è più di una gara: è un’esperienza di 500 km in 14 ore senza cronometro\, fatta di orientamento\, scoperta e amore per le strade meno battute. \n«Torno sempre con gioia a Varzi»\, racconta Bressani\, «una terra che mi ha accolto come padrino dell’arte e che oggi mi permette di lasciare un segno fatto di bellezza e passione». \nRingrazia anche Massimo Tamburelli\, artefice di questo incontro speciale. Quando l’arte si sporca di polvere e i motori si fondono con la sensibilità\, nasce un messaggio potente che parla di sogni\, di sfide\, di futuro. A Varzi\, tra curve e stoffe\, questo messaggio ha preso vita.
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SUMMARY:MXGP 2023 Pietramurata (TN): Arte e Motocross
DESCRIPTION:Arte e Motocross si incontrano a Pietramurata: la Scultura Vestita di Stefano Bressani consegnata a Tony Cairoli\nIn un pomeriggio d’aprile 2023 a Pietramurata\, tra il profumo della terra smossa e il rombo dei motori\, è accaduto un momento di rara magia. Lo sport e l’arte si sono guardati negli occhi\, riconoscendosi e abbracciandosi in un gesto carico di significato. \nStefano Bressani\, il celebre “Sarto dell’Arte”\, ha consegnato la sua iconica Scultura Vestita a Tony Cairoli\, campione mondiale e simbolo dell’eccellenza motociclistica italiana. \nL’opera nasce da un dialogo profondo tra mondi apparentemente distanti ma intimamente connessi: la forza espressiva dell’arte e la passione della performance atletica. Realizzata con tessuti carichi di storia\, capi di abbigliamento vissuti che raccontano cadute\, vittorie\, sudore e gloria\, la scultura incarna un messaggio di dedizione e resilienza. \nLa cerimonia al Paddock Show\, davanti a un pubblico emozionato e ai media\, non è stata un semplice atto formale\, ma una dichiarazione d’intenti: celebrare l’anima che accomuna chi crea e chi compete. Tony Cairoli ha ricevuto l’opera come un frammento della propria storia\, scolpita nella stoffa\, animata dall’emozione. \n \nPer Bressani\, la passione per il motocross è un ritorno alle radici\, un legame nato in sella fin da bambino. L’arte e lo sport condividono infatti un DNA fatto di fatica\, disciplina\, sconfitta e riscatto\, un linguaggio comune che rende inevitabile il loro incontro. \nGrazie al supporto di INFRONT MOTO RACING MXGP\, FIM e degli organizzatori locali\, questo evento ha celebrato la contaminazione positiva tra arte e sport\, dimostrando come la ricerca del meglio di sé\, in qualunque forma\, sia il filo che unisce mondi diversi. \nA Pietramurata\, tra terra e passione\, l’arte e il motocross hanno scritto insieme una pagina di bellezza e umanità che resterà nel cuore di tutti.
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SUMMARY:Festa della Polizia Municipale per San Sebastiano
DESCRIPTION:Il vigile del futuro visto da Stefano Bressani: Quando l’Arte Contemporanea incontra il Dovere Civile\nUn’opera simbolica per celebrare dedizione\, umanità e visione \nIl 20 gennaio 2023\, nel cuore di Pavia\, l’arte e le istituzioni si sono incontrate in un momento di grande significato. In occasione della celebrazione di San Sebastiano\, Santo Patrono della Polizia Municipale\, il Maestro Stefano Bressani ha donato alla città e al Comando della Polizia Municipale una delle sue iconiche Teste d’Artista: l’opera dal titolo suggestivo e potente\, “Il Vigile del Futuro”. \nNon un semplice gesto formale\, ma un dono carico di valori profondi. Bressani restituisce valore umano e culturale a chi\, con discrezione e impegno quotidiano\, è la prima interfaccia tra cittadino e istituzioni. La Polizia Locale\, spesso poco celebrata\, riceve così un tributo che ne esalta dignità\, prontezza e capacità di visione\, attraverso il linguaggio universale dell’arte. \nL’artista\, noto come “il Sarto dell’Arte” per la sua tecnica esclusiva di cucire stoffe su forme scultoree tridimensionali\, reinterpreta la figura del vigile urbano. Non più solo funzionario pubblico\, ma sentinella del presente e guardiano del futuro. La “Testa d’Artista” è priva di età\, genere e tempo\, diventando simbolo collettivo di giustizia\, integrità e uguaglianza. \n \nAl centro dell’opera spicca il Pegaso alato\, emblema nazionale della Polizia Locale. Non solo simbolo di rapidità\, ma segno di capacità di elevarsi sopra le difficoltà\, un monito per ogni agente a mantenere salda la responsabilità e la dedizione nel quotidiano. \nAccanto all’opera principale\, le litografie in tiratura limitata con inserti di stoffa si fanno prezioso strumento di diffusione culturale e di identità territoriale\, pensate per accompagnare la presenza artistica in sedi istituzionali. \nIn tempi in cui la distanza tra cittadini e istituzioni si avverte spesso come un ostacolo\, Bressani propone un ponte fatto di sensibilità e memoria\, facendo parlare il silenzio delle divise e trasformando l’arte in strumento di riflessione e rispetto. L’incontro con il Comandante Flaviano Crocco\, avvenuto il 10 gennaio\, sancisce l’inizio di un dialogo destinato a durare nel tempo: l’opera sarà custodita permanentemente nel Comando\, diventando patrimonio collettivo e simbolo di un legame tra creatività e funzione pubblica. \nQuesto progetto segna un ulteriore passo nel percorso di arte civica di Bressani\, dopo l’omaggio ai Carabinieri\, con l’intento di coinvolgere presto Guardia di Finanza e Polizia di Stato\, costruendo un riconoscimento reciproco tra istituzioni e società. \nCon “Il Vigile del Futuro”\, Stefano Bressani ci invita a guardare oltre la divisa\, riconoscendo la figura umana e il cuore dietro ogni gesto pubblico. In un mondo che corre veloce e rischia di dimenticare\, questa opera è un atto d’amore per la memoria e la speranza: un futuro migliore può ancora essere cucito\, con la stoffa dell’arte.
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SUMMARY:Vigevano - Pavia Marathon 2022: l’arte incontra lo sport sul fiume Ticino
DESCRIPTION:Vigevano – Pavia Marathon 2022: l’arte incontra lo sport sul fiume Ticino\, con la firma di Stefano Bressani\nL’8 e 9 ottobre 2022\, lungo le rive del Ticino\, si è svolta la 52ª edizione della Vigevano–Pavia Marathon\, un appuntamento internazionale che va ben oltre la semplice gara podistica. Due giorni intensi di sport\, arte e tradizione che hanno riscritto il modo di vivere una maratona\, trasformandola in un’esperienza capace di unire emozione\, cultura e territorio. \nQuest’anno\, la manifestazione ha celebrato un doppio traguardo:\ncinquant’anni di storia e una nuova visione artistica firmata dal “Sarto dell’Arte” Stefano Bressani\, noto per la sua capacità di trasformare la stoffa in emozione e narrazione. \nLa forza simbolica dell’acqua del Ticino\, che torna a scorrere rigogliosa dopo una lunga siccità\, ha accompagnato idealmente tutto l’evento\, rappresentando il legame tra passato e futuro\, tra sport e bellezza\, tra città e persone. In questo paesaggio naturale dove architettura e natura dialogano da secoli\, la maratona ha preso vita come metafora di connessione e continuità. \nBressani ha donato alla manifestazione un’immagine ufficiale unica: il logo della Vigevano–Pavia Marathon\, che non è solo un simbolo grafico\, ma una vera opera d’arte. Nel suo segno visivo emergono le colonne romane\, simbolo di forza e resistenza; la Torre del Bramante\, faro storico; e il Ponte Coperto\, emblema di unione tra le due città e le loro rive. \n«Ogni cosa che esce dalle mie mani deve avere una storia — spiega Bressani — in questo caso ho voluto rappresentare la navigabilità come unione e continuità. L’arte non può restare ferma: come l’acqua\, deve scorrere e abbracciare ogni ambito della vita\, dallo sport alla musica\, dall’architettura al design». \n \nNon è la prima volta che Bressani intreccia sport e arte:\nha firmato premi per campionati mondiali e medaglie per competizioni storiche\, portando oggi il suo linguaggio unico nel cuore della Vigevano–Pavia Marathon. Dal 2022\, infatti\, il suo simbolo viene trasportato lungo il fiume su un tradizionale Barcè\, evocando un moderno tedoforo dell’acqua — un rito che unisce sacralità e leggerezza\, forza e poesia. \nIl programma dell’evento è stato ricco e coinvolgente\nVenerdì 8 ottobre\, a Bereguardo\, è partita una suggestiva discesa sul fiume fino alla Canottieri Ticino di Pavia\, attraversando scorci mozzafiato del Parco del Ticino. A impreziosire la manifestazione\, la presenza del campione olimpico Manfredi Rizza\, medaglia d’argento a Tokyo 2021\, simbolo di determinazione e orgoglio sportivo italiano. \nSabato 9 ottobre è stata la giornata dedicata alle celebrazioni\, alle storie da raccontare\, alle strette di mano e agli sguardi condivisi. La Vigevano–Pavia Marathon è fatta di persone: atleti\, organizzatori\, artisti\, cittadini. È la manifestazione dell’entusiasmo di chi corre\, di chi crea e di chi crede in un’Italia capace di raccontarsi attraverso la bellezza\, un’Italia che corre al passo con la cultura e il rispetto. \nUn grazie speciale va a Carlo Pietra e a tutto il comitato organizzativo\, che hanno trasformato questa gara in una tradizione firmata d’autore\, capace di far vibrare il cuore di sportivi e appassionati d’arte\, anno dopo anno.
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SUMMARY:Torino MAUTO Fiat 500: 65 anni di un mito
DESCRIPTION:65 anni di un mito – Fiat 500: un’icona del Made in Italy\nOggi\, al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino\, si respira un’atmosfera carica di emozione\, memoria e innovazione. È il 4 luglio\, una data iconica per ogni appassionato di motori: il compleanno della Fiat 500. Per il suo 65° anniversario\, il Fiat 500 Club Italia rende omaggio a questo simbolo del Made in Italy con una mostra dal forte impatto visivo e culturale. \n“65 anni di un mito – Fiat 500: un’icona del Made in Italy” non è solo un’esposizione\, ma un evento corale che intreccia motori\, arte e società. Al primo piano del MAUTO\, il design rivoluzionario della 500 si incontra con lo sguardo contemporaneo di artisti\, designer e storici\, in un dialogo continuo tra passato e presente. \nIl vernissage si apre con una conferenza di altissimo profilo culturale:\nil critico d’arte Luca Beatrice\, Roberto Giolito (FCA Heritage) e Maurizio Torchio (Centro Storico Fiat) offrono una lettura multidisciplinare del fenomeno 500\, raccontando come questa piccola auto sia diventata un simbolo di rinascita\, creatività e stile di vita italiano nel dopoguerra. \nLa mostra\, patrocinata dal Ministero della Cultura\, Comune e Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte\, ribadisce il valore culturale del motorismo storico\, rendendolo esperienza d’arte e riflessione. \nTra i protagonisti spicca Stefano Bressani\, artista noto per le sue iconiche “sculture vestite”:\nopere tessili che celebrano l’universo 500 con originalità e profondità. Bressani trasforma stoffe e materiali di recupero in oggetti artistici dal forte valore simbolico\, unendo sostenibilità\, memoria e design. La sua arte si conferma ponte tra storia e visione\, tradizione e contemporaneità. \nAccanto a lui espongono anche Stefano Berardino e Isaac Pitto\, artisti che condividono la passione per la Fiat 500\, ognuno con un linguaggio visivo unico. \n \nL’esposizione si arricchisce con modelli storici della Fiat 500 – dalla N alla Giardiniera – prestati da appassionati collezionisti come Andrea Alberto\, Antonio Erario\, Duilio Nano\, Franco Bottan\, Alberto Lo Gioco e Marco Charbonnier. Ogni vettura è una macchina del tempo che racconta un pezzo d’Italia. \nCompletano il percorso pannelli fotografici\, aneddoti e un ricco apparato documentario che esplora l’evoluzione della 500 come specchio della società. Il catalogo ufficiale\, con immagini realizzate da Un Mondo Di Colori alla Palazzina di Caccia di Stupinigi\, restituisce al visitatore un viaggio emozionante e poetico nel mondo Fiat. \nLa seconda edizione della Giornata Mondiale della Fiat 500 Storica si conferma un evento di successo\, capace di coniugare festa popolare e progetto culturale. Un tributo alla “piccola grande auto” che continua a ispirare\, unire e raccontare l’Italia con la forza silenziosa delle vere icone.
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SUMMARY:Pavia: Celebrazione della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri
DESCRIPTION:Arte\, Istituzioni e Comunità: la “Testa d’Artista” di Stefano Bressani entra nella storia dell’Arma dei Carabinieri di Pavia\nPavia\, 6 giugno 2022 \nIn occasione della celebrazione della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri\, Piazza San Pietro in Ciel d’Oro si è trasformata in un luogo di memoria\, rispetto e gratitudine. A rendere ancora più significativo questo momento solenne\, l’artista pavese Stefano Bressani ha donato una delle sue opere più emblematiche: una “Testa d’Artista”\, realizzata con l’inconfondibile tecnica della stoffa modellata. \nLa cerimonia\, tra le più sentite dalla comunità pavese\, si è svolta davanti al Comando Provinciale dei Carabinieri\, simbolo di sicurezza e coesione sociale. In questo contesto\, la scultura di Bressani assume un valore profondo: un tributo visivo e simbolico alla figura del Carabiniere\, icona di integrità\, giustizia e senso del dovere. \n“Le mie teste – afferma Bressani – sono il centro simbolico del pensiero e dell’azione. Questa\, che ho l’onore di donare all’Arma dei Carabinieri della mia città\, vuole essere un segno concreto di stima verso le istituzioni e la loro importanza nella società.” \nLeggi il discorso completo: Clicca qui \nLa “Testa” entra a far parte della collezione permanente della caserma\, posizionata accanto ai cappelli storici dell’Arma. Il Colonnello Luciano Calabrò\, Comandante Provinciale\, ha accolto l’artista con parole di gratitudine e rispetto\, sottolineando l’alto valore culturale dell’iniziativa. Una scelta chiara: unire arte e storia\, cultura e servizio\, in un percorso comune. \n \nUn’opera che parla alla coscienza collettiva\nNel 2024\, a distanza di due anni\, il Colonnello Marco Iseglio\, attuale Comandante Provinciale\, ha voluto rinnovare ufficialmente il gesto accogliendo Stefano Bressani nel proprio ufficio per la consegna di un attestato ufficiale di stima. Un momento intimo\, autentico\, che conferma quanto l’arte sappia generare legami profondi tra mondi solo in apparenza distanti. \nNon è una semplice formalità\, ma il riconoscimento del valore umano e simbolico dell’opera: un ponte tra l’individuo e l’istituzione\, tra il linguaggio della forma e quello del servizio quotidiano. \nTra l’artista e il Colonnello nasce da subito una sintonia costruita nel tempo\, fatta di sguardi condivisi\, dialoghi\, valori. Un’intesa che va oltre i ruoli\, e che racconta una visione comune: quella di un’Arma vicina al cittadino\, capace di ascoltare\, accogliere\, costruire. \nDove l’arte incontra il dovere\nIn un tempo in cui i riferimenti sembrano sfumare\, questo gesto reciproco diventa esempio. Non solo celebrazione\, ma connessione profonda tra cultura e istituzioni\, tra artista e territorio. \nL’iniziativa è la prova tangibile che l’arte può entrare nei luoghi del dovere e restarci\, parlare silenziosamente a chi li attraversa ogni giorno\, offrendo una visione\, un pensiero\, una riflessione. \n\nUn’opera d’arte che trova casa in una caserma.\nUn artista che entra non da estraneo\, ma da testimone\nUn comandante che apre non solo una porta\, ma un dialogo.\n\n\n  \nQui\, dove arte e istituzione si stringono la mano\, si costruisce un ponte. E questo ponte parla a tutti.
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SUMMARY:Savona Fortezza del Priamar: #PicassoReloaded
DESCRIPTION:L’omaggio di Stefano Bressani a Picasso conquista Savona\, tra storia e visione contemporanea: #PicassoReloaded\nC’è un luogo dove l’arte rinasce dalle pietre della storia\, e prende nuova forma nei colori\, nei volumi\, nei tagli sartoriali delle Sculture Vestite. Quel luogo è Savona\, e più precisamente la Fortezza del Priamàr\, che per la prima volta ospita la mostra “PICASSO RE LOADED” di Stefano Bressani: un tributo contemporaneo al genio di Pablo Picasso\, reinterpretato con la poetica unica dell’artista pavese. \nLa mostra è allestita nel cuore del complesso monumentale\, il Palazzo del Commissario\, spazio nobile e suggestivo che oggi diventa contenitore d’eccellenza per un progetto artistico di rilievo nazionale e internazionale. \nLa Fortezza del Priamàr\, costruita nel 1542 dalla Repubblica di Genova e in passato anche carcere di Giuseppe Mazzini\, domina il mare e il centro storico. È oggi uno dei luoghi culturali più vivi della Liguria\, sede di eventi\, musei e arte. Ed è proprio in questo crocevia di passato e presente che Bressani porta il suo linguaggio: un’arte fatta di tessuto e materia\, ma soprattutto di visione. \n \nL’allestimento: un viaggio tra biografia\, omaggio e dialogo con il territorio\n“PICASSO RE LOADED” si apre con “SB PORTRAITS”\, una vera biografia visiva dell’artista costruita attraverso lo sguardo di oltre settanta fotografi italiani e internazionali. Tra questi\, i maestri Giovanni Gastel\, Douglas Kirkland\, Nino Migliori e Aurelio Amendola\, che ritraggono Bressani non solo come artista\, ma come simbolo. \nSegue il cuore della mostra: 24 Sculture Vestite\, di cui 6 inedite\, che raccontano la visione bressaniana dell’eredità picassiana. Stoffe\, forme e colori si fondono in opere tridimensionali\, capaci di riscrivere l’idea stessa di ritratto. Due delle opere sono state realizzate in collaborazione con il maestro ceramista Marco Tortarolo di Albissola\, a suggello del legame profondo con il territorio ligure e la sua tradizione artistica. \nTra scomposizione e rinascita: il senso critico di un omaggio\nA curare la mostra è Robert Phillips\, nome legato alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia\, che affianca Bressani in un percorso critico incentrato sul tema della scomposizione\, concetto chiave tanto per Picasso quanto per l’artista pavese. Il catalogo ufficiale\, arricchito da un testo di Roberto Mutti\, autorevole voce della critica fotografica italiana\, accompagna il visitatore in una riflessione profonda sul senso e l’impatto di questa operazione artistica. \nDate\, ingresso e un partner del territorio\nLa mostra\, inaugurata sabato 28 marzo alle 17:00\, è aperta gratuitamente al pubblico dal 28 marzo al 19 aprile\, dal giovedì alla domenica (ore 11–18). A rendere possibile questo primo capitolo del tour internazionale è anche il sostegno di Eco-Savona\, impresa attiva nel territorio e promotrice di cultura. \nDove la storia incontra la visione\nSavona diventa così più di una sede espositiva: si fa partner di un percorso artistico che parte dal passato per parlare al presente. \n “PICASSO RE LOADED” non è solo una mostra: è un dialogo tra epoche\, linguaggi\, materiali\, dentro una cornice storica che diventa palcoscenico per l’arte del futuro. \n 
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LOCATION:Fortezza del Priamar\, Corso Giuseppe Mazzini\, Savona\, SV\, 17100\, Italy
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SUMMARY:Il salotto di Bocca in galleria – Talk Galleria Vittorio Emanuele Milano
DESCRIPTION:SKULTOCITY: Milano accoglie la visione tridimensionale di Stefano Bressani\nMilano\, capitale dell’avanguardia culturale italiana\, apre le sue porte a una nuova tappa del percorso creativo di Stefano Bressani\, artista internazionale e ideatore della celebre Scultura Vestita. Per la prima volta nel capoluogo lombardo\, presso Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II\, viene presentato il lato grafico di SKULTOCITY\, progetto nato nel 2019 e diventato oggi simbolo di una visione artistica che unisce arte\, moda e architettura. \nUn progetto nato da una città simbolo\nL’idea prende forma in un anno speciale: il 2019\, quando Matera è Capitale Europea della Cultura. È proprio lì che Bressani viene insignito del titolo di Uomo Illuminato e che la sua opera entra nella collezione permanente del Museo di Arte Moderna\, segnando l’apertura internazionale di SKULTOCITY. \n \nMilano\, la grafica e la nuova pelle dell’arte\nOggi SKULTOCITY approda nella storica Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II\, il cuore culturale di Milano. \nIn questo spazio carico di storia e visioni contemporanee\, Bressani presenta la versione grafica del progetto: meno materica\, ma altrettanto intensa e penetrante. Le sue tavole raccontano una città ideale\, sospesa tra sogno e geometria\, dove la grafica non è un derivato\, ma un nuovo linguaggio capace di espandere il concetto di Scultura Vestita. \nLa carta come pelle: architetture dell’anima\nIn SKULTOCITY la carta diventa pelle sottile e porosa. Ogni grafica è un invito a entrare in un paesaggio dell’anima\, dove forme e colori creano una mappa onirica e simbolica. \nUna luna ricorre tra le opere: non per illuminare\, ma per aprire varchi spazio-temporali\, portali emotivi da attraversare con lo sguardo e con il cuore. \nUn dialogo tra arte\, cultura e futuro\nL’evento si inserisce all’interno de Il Salotto di Bocca in Galleria\, il progetto culturale di Giorgio Lodetti che ha trasformato la libreria in una piattaforma di incontro e contaminazione tra generazioni e linguaggi. \nL’incontro tra Lodetti e Bressani\, moderato da Carlo Motta (direttore editoriale del CAM – Catalogo dell’Arte Moderna)\, è diventato un esempio vivo di come l’arte possa ancora oggi ispirare dialogo\, riflessione e rinascita. \n\n  \nUn linguaggio che evolve\nLa pandemia ha ridefinito il nostro rapporto con lo spazio\, i confini e la materia. SKULTOCITY risponde con una visione che ricuce identità\, passando dalla stoffa al segno\, dal volume alla superficie. Le tavole grafiche oggi entrano ufficialmente nel CAM\, consacrando la loro importanza nel panorama artistico contemporaneo. \nUn invito a immaginare\nMilano non è solo skyline riflesso nei grattacieli: è anche sguardo visionario\, capacità di trasformare la materia in poesia. In questo contesto\, SKULTOCITY non è solo un progetto artistico\, ma una proposta culturale per leggere il presente e immaginare nuove città\, reali o interiori.
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SUMMARY:Stefano Bressani all’Expo di Dubai: l’arte che unisce il mondo
DESCRIPTION:La bellezza che unisce le persone: l’arte come dono universale\nL’8 marzo 2022\, il Padiglione Italia all’Expo di Dubai si accende di un’emozione autentica\, intensa\, quasi ancestrale. In occasione della Giornata Internazionale della Donna\, l’arte di Stefano Bressani\, riconosciuto a livello mondiale come Uomo Illuminato e innovatore\, varca le soglie dell’Esposizione Universale con una delle sue opere più iconiche. \nTesta d’Artista: La Bellezza unisce le persone\nUn titolo che è già un manifesto. Un’opera che va oltre la forma artistica: è un dono di bellezza e significato\, un atto simbolico che parla all’umanità intera. \nNel cuore del padiglione dedicato all’eccellenza del “saper fare italiano”\, la Scultura Vestita di Bressani si impone come una visione condivisa: un’Italia che crea con la mente e con le mani\, che plasma identità attraverso lo stile\, che comunica con il linguaggio universale dell’arte. \n \nUn momento istituzionale di portata globale\nLa cerimonia ufficiale – alle 13 italiane\, le 16 a Dubai – si apre con i saluti del Commissario Paolo Glisenti e della Senatrice Tatjana Rojc\, in collegamento dall’Italia. \nProtagoniste dell’evento sono donne straordinarie:\n\nIsa Maggi\, Presidente degli Stati Generali delle Donne\,\nGraziella Di Berardino\, responsabile per il Medio Oriente\,\nLaura Gori\, imprenditrice e fondatrice di Way2Global\, presente fisicamente a Dubai.\n\nÈ proprio Gori a presentare la “Carta di Dubai”\, documento simbolico donato a Glisenti e indirizzato idealmente a tutti i padiglioni dell’Expo: un richiamo alla bellezza come ponte tra diversità\, unità e cooperazione internazionale. \nL’opera come gesto spirituale\nIn questo contesto di alto valore umano e culturale\, la Testa d’Artista viene ufficialmente donata al Ministro della Tolleranza degli Emirati Arabi Uniti\, Nahyan bin Mubarak Al Nahyan. \nUn gesto potente\, carico di significati: non solo una consegna formale\, ma un’offerta spirituale. \nÈ l’arte che connette le menti\, che avvicina i popoli\, che costruisce ponti invisibili ma solidi. \n\n  \nIl messaggio di Bressani: un nuovo umanesimo globale\nIntervenendo dall’Italia\, Stefano Bressani è introdotto da figure istituzionali di rilievo: Laura Gori\, Gemma Andreini\, Graziella Di Berardino e Benedetta Pasero\, Ambassador della Città delle Donne. \nUn secondo omaggio viene dedicato al Commissario Glisenti: un’opera ispirata al David di Michelangelo\, reinterpretata con la cifra distintiva del Maestro dei Volumi. La bellezza classica si rinnova nella creazione contemporanea\, in cui l’ingegno si esprime attraverso il “saper fare delle mani” e la forza del pensiero femminile. \nUn ponte verso il futuro\nL’evento si chiude con il saluto di Isa Maggi e un orizzonte che già guarda avanti: appuntamento a Expo Osaka 2025\, nel segno della continuità\, della crescita e del dialogo tra culture. \nChiunque\, dall’Italia\, ha potuto assistere telematicamente a questo momento unico di arte\, cultura e diplomazia internazionale. \nCon la visione di Stefano Bressani e la potenza simbolica della sua Testa d’Artista\, la bellezza davvero unisce le persone. \n Lo fa ora\, nel presente\, costruendo futuro.
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SUMMARY:La scultura di Stefano Bressani entra al Museo di Matera
DESCRIPTION:La scultura di Stefano Bressani entra al Museo di Matera\nIl 25 ottobre 2021\, il Museo Nazionale di Matera accoglie nella sua collezione permanente una scultura firmata da Stefano Bressani. Si tratta di un momento simbolico per l’arte contemporanea in Italia\, che lega l’artista pavese alla città lucana\, già Capitale Europea della Cultura nel 2019. Un riconoscimento che conferma Matera come luogo di dialogo tra tradizione e innovazione. \n  \n \nSkultocity: l’arte che abita le città\nLa scultura di Stefano Bressani entra al museo come cuore pulsante del progetto Skultocity\, nato proprio a Matera. Questa visione artistica intreccia arte\, cultura e sostenibilità\, creando una rete tra territori italiani e internazionali. Il linguaggio scelto è quello del tessuto: materia viva e simbolica delle celebri Sculture Vestite. \nIn questa visione\, la scultura non è solo forma\, ma racconto. Matera diventa così protagonista di un nuovo capitolo artistico\, scritto attraverso pieghe\, trame e colori. \nIl ruolo del museo e della direttrice Rossella Mauro\nFondamentale l’apertura della direttrice Rossella Mauro\, che ha riconosciuto nella scultura di Bressani la capacità di dialogare con il patrimonio storico del museo\, proiettandolo verso una nuova dimensione culturale. \nCon l’ingresso di quest’opera\, la collezione del MNM si arricchisce di una scultura che parla di memoria e trasformazione\, in sintonia con l’identità culturale e sociale della città. \n \nUna scultura vestita di storia e futuro\nL’opera accolta a Matera è realizzata con stoffe e materiali ricomposti\, tipici dello stile di Bressani. Ogni elemento è parte di un racconto che unisce arte e artigianato\, storia e contemporaneità. La stoffa non è decorazione\, ma simbolo di connessione tra passato e presente\, tra città e identità collettiva. \nUn linguaggio universale fatto di pieghe e cuciture\nLa scultura restituisce un’immagine dinamica di Matera: città in divenire\, carica di leggende\, bellezza e memoria. Un invito a riflettere sul valore dell’arte come strumento sociale e simbolico. \n  \n\nMade in Italy\, artigianato e cultura del fare\nL’opera è anche un omaggio all’eccellenza del Made in Italy. Ogni cucitura e ogni scelta materica riflettono la cultura del fare italiano. Per Stefano Bressani\, l’artigianato è narrazione: una forma di bellezza che nasce dal territorio e parla al mondo. \nUn traguardo per l’artista e per l’arte contemporanea\nL’ingresso al Museo Nazionale di Matera rappresenta una tappa cruciale nel percorso di Bressani\, ma anche un segnale forte per il futuro dell’arte contemporanea in Italia. Grazie alla visione condivisa con le istituzioni locali\, Matera rafforza il proprio ruolo culturale a livello internazionale. \nIl progetto Skultocity prosegue così il suo cammino\, portando con sé un messaggio potente: l’arte può essere ponte tra epoche e territori\, trasformando la memoria in energia creativa. \n 
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SUMMARY:Bressani a Pavia: 70 Anni di Ponte al Broletto
DESCRIPTION:Bressani a Pavia: 70 Anni di Ponte al Broletto\nBressani 70 Anni di Ponte Pavia: un’opera site-specific che celebra il legame profondo tra arte\, città e memoria. L’installazione\, ospitata nel 2021 presso Palazzo del Broletto – Spazio Ex IAT\, è un tributo artistico al Ponte Coperto\, simbolo della città di Pavia e della sua storia di ricostruzione. \n  \n \nUn ponte tra passato e futuro\nL’installazione di Stefano Bressani si pone come un’opera di connessione\, non solo fisica ma simbolica. Il ponte diventa metafora di trasformazione\, relazione e rinascita. Le Sculture Vestite\, composte da stoffe e chiodi\, si intrecciano in un linguaggio materico e poetico che parla di unione\, frattura e ricostruzione. \nIl colore come linguaggio della memoria\nI toni dominanti – blu\, rossi profondi e gialli intensi – esprimono un paesaggio interiore: il dolore della perdita e la speranza della rinascita. Ogni colore è un’emozione\, ogni sfumatura una traccia della memoria collettiva che il ponte rappresenta. \nUn viaggio sensoriale e immersivo\nL’opera si sviluppa come un percorso onirico. Le stoffe\, sospese come veli del tempo\, dialogano con la luce e con l’ambiente. Due fori simbolici – sole e luna – trasformano la scultura in un paesaggio astratto\, un’esperienza visiva e simbolica che va oltre l’estetica e penetra nella dimensione intima dello spettatore. \nPavia come teatro dell’arte\nNel cuore della città\, lo Spazio Ex IAT del Broletto si trasforma in un luogo di riflessione e visione. “70 Anni di Ponte” diventa così parte integrante del tessuto urbano e culturale pavese\, in dialogo con la storia e l’identità del luogo. \nOltre la scultura: un invito alla visione\nLa scultura di Bressani non è solo un’installazione\, ma un invito a guardare oltre la materia\, a rileggere il paesaggio quotidiano con nuovi occhi. Un’esperienza che connette artista e osservatore in un ponte simbolico di emozioni\, tra ciò che è stato e ciò che può ancora essere. \n 
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SUMMARY:Dressing Depero di Stefano Bressani alla Milano Design Week
DESCRIPTION:Dressing Depero di Stefano Bressani alla Milano Design Week 2021\nDressing Depero Stefano Bressani è il titolo dell’opera presentata alla Milano Design Week 2021: un tributo viscerale alla visione futurista\, tra scultura\, moda e materia. \n“Dressing Depero”: quando l’arte si veste di futuro\nDurante la Milano Design Week 2021\, la Galleria Expowall ha ospitato un progetto artistico capace di rompere i confini tra arte\, moda e design. Con “Dressing Depero”\, Stefano Bressani reinterpreta la figura iconica dell’Omino che Beve di Fortunato Depero\, trasformandola in un’opera tridimensionale di grande impatto visivo e concettuale. \nNon si tratta solo di un omaggio al Futurismo\, ma di un vero dialogo tra epoche\, tra linguaggi\, tra maestri: un’opera in cui il presente veste il passato e lo proietta verso nuove forme di espressione. \nLeggi Il teatro dell’apparenza (Omaggio a Depero) di Robert Phillips \n  \n  \nQuando l’arte indossa la stoffa\nIn “Dressing Depero”\, Bressani compie un gesto radicale: riveste l’Omino futurista con la sua inconfondibile tecnica delle Sculture Vestite\, trasformando un’icona del Novecento in un manufatto sartoriale che unisce forma\, materia e concetto. \nIl tessuto\, medium prediletto dall’artista\, diventa linguaggio. Ogni piega\, ogni trama racconta non solo un’estetica\, ma una riflessione profonda sull’identità\, sulla trasformazione\, sul potere narrativo della materia. \nL’oggetto non è più solo oggetto: diventa esperienza\, performance visiva\, atto artistico vivo. \nUn ponte tra tradizione e innovazione\nLa forza di quest’opera sta nel suo equilibrio: la leggerezza della stoffa incontra la potenza del Futurismo; la precisione della forma abbraccia la libertà creativa di Bressani. \nIn questa fusione\, l’arte non è più rappresentazione ma ambiente\, non più staticità ma coabitazione tra passato e presente. La stoffa\, come la visione dell’artista\, è in continuo movimento. \nLa fotografia di Giovanni Gastel: l’arte dentro l’arte\nA rendere questo tributo ancora più significativo è stata la collaborazione con Giovanni Gastel\, maestro della fotografia italiana\, che ha saputo cogliere e immortalare l’essenza dell’opera in uno scatto d’autore. \nIl risultato è una fotografia che è documento e poesia\, un ritratto iconico che fissa per sempre l’incontro tra due visioni\, due generazioni\, due mondi artistici. \nLeggi la lettera a Giovanni Gastel \nOltre il design: una dichiarazione di intenti\n“Dressing Depero” non è solo un progetto artistico: è una dichiarazione di poetica. Un invito a superare i limiti del già visto\, a giocare con la materia\, a fondere discipline. A vestire l’arte di nuove prospettive. \nBressani\, con la sua opera\, ci ricorda che l’arte autentica nasce dal coraggio di reinventarsi\, dalla fedeltà alle proprie radici e dalla volontà di plasmare il presente con la memoria del passato. Un cammino creativo fatto di intuizione\, tecnica\, visione e passione.
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SUMMARY:Stefano Bressani e il Premio Enduro ISDE Italia 2021
DESCRIPTION:Stefano Bressani e il Premio Enduro ISDE Italia 2021\nStefano Bressani Premio Enduro ISDE 2021: un connubio unico tra arte e sport\, protagonista al 95° Campionato del Mondo di Enduro ISDE\, svoltosi dal 30 agosto al 4 settembre 2021 tra Lombardia e Piemonte. \n  \n \n\nUn premio artistico per il Campionato del Mondo di Enduro\nPer la prima volta nella storia dell’Enduro\, il miglior club classificato nella nazione ospitante riceve un riconoscimento d’eccezione: il Premio ITALIAN CLUB TROPHY – REGIONE LOMBARDIA\, ideato e realizzato dall’artista e motociclista fuoristradista Stefano Bressani. Questa collaborazione celebra la passione e la dedizione che accomunano l’arte contemporanea e il mondo delle corse fuoristrada. \n“Teste da Pilota”: l’arte della concentrazione e della forza\nBressani è noto per le sue sculture innovative\, le “Teste da Pilota”\, esposte nel 2014 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino e protagoniste del premio per il pilota più veloce del Raid Pavia-Venezia. Il casco in pelle anni ’50 e la mascherina futuristica evocano un viaggio che attraversa storia e futuro\, trasmettendo energia\, tensione e sacrificio tipici dell’enduro. \nUn’opera simbolica e cromaticamente evocativa\nIl debutto del premio è avvenuto a Portimão\, Portogallo\, con una palette cromatica che unisce colori metallici e solari – grigio e giallo – ispirati alle tonalità Pantone 2021 e alla natura. Il risultato è un oggetto d’arte vivo\, capace di raccontare emozioni\, competizione e innovazione. \nArte e motociclismo: un legame profondo\nLa poetica di Bressani trasforma la sua arte in un simbolo universale di controllo\, forza e adrenalina\, incarnando l’essenza stessa del motociclismo fuoristrada. Il Premio ITALIAN CLUB TROPHY è molto più di un trofeo: è il manifesto di come creatività e passione possano intrecciarsi\, superando i confini tra due mondi apparentemente distanti. \n 
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SUMMARY:Raid Pavia Venezia: Bressani incorona i vincitori con le sue “Teste d’Artista”
DESCRIPTION:Dall’Arte alla Velocità: Le “Teste d’Artista” di Stefano Bressani Incoronano i Campioni del Raid Pavia Venezia\nNel silenzio suggestivo del bacino dell’Arsenale di Venezia\, un tempo fulcro del potere navale della Serenissima\, oggi si celebra una grandezza diversa: quella del gesto umano\, della competizione e dell’arte. \nDal 2021 al 2024\, l’artista pavese Stefano Bressani ha intrecciato idealmente arte\, sport e storia\, realizzando un premio che va oltre il trofeo: un’opera d’arte simbolica\, un’icona contemporanea che celebra l’uomo e la sua volontà di superarsi. \nUn sodalizio tra arte e velocità\nNato dal Raid Motonautico Internazionale Pavia–Venezia\, la più antica e affascinante competizione sulle acque interne italiane\, il premio Coppa Teo Rossi di Montelera è stato reinterpretato da Bressani con un linguaggio che unisce velocità\, bellezza\, materia e spiritualità. \nLe tappe di un viaggio artistico 2021–2024\n2021 – “La Coppa si veste del colore dell’acqua”\nCon la sua “Testa d’Artista – Testa da Pilota”\, Bressani inaugura un nuovo capitolo. La testa umana\, simbolo di pensiero e tecnica\, si trasforma in scultura vestita di stoffe e materiali misti\, incarnando l’acqua\, elemento primordiale del Raid. Venezia\, già luogo di prestigiose esposizioni per l’artista\, accoglie con entusiasmo questa nuova creatura tra onde e applausi. \n \n2023 – “La Coppa si veste dei riflessi dell’acqua”\nIn occasione del 70° anniversario del Raid\, Bressani ritorna con una scultura dalla superficie cromata che cattura e riflette i bagliori del sole\, simile all’acqua sotto le eliche. Nonostante la datazione 2022\, dovuta a un rinvio per siccità\, l’opera incarna un messaggio di resilienza: arte e passione trovano sempre il modo di emergere anche nell’incertezza. \n \n2024 – “La Coppa si veste del colore della Bandiera Italiana”\nPer la 71ª edizione\, nel giorno della Festa della Repubblica (2 giugno)\, la “Testa da Pilota Italiano” sfoggia i colori tricolore\, poggiata su un basamento di legno d’abete\, simbolo di natura\, riciclo e sostenibilità. Un gesto artistico che unisce atletismo\, orgoglio nazionale e consapevolezza ecologica. \n \nLe “Sculture Vestite”: un’epopea umana\nLa “Testa d’Artista – Testa da Pilota” non è solo un premio\, ma un ritratto interiore di umanità. Le “Sculture Vestite” di Bressani evocano emozioni\, memorie\, sogni e visioni\, utilizzando frammenti tessili\, colori vibranti e geometrie dinamiche.\nAttraverso queste opere\, l’artista restituisce il caos ordinato della competizione\, quel punto di incontro tra cuore e ragione.\nQuesti premi celebrano non solo i più veloci\, ma gli spiriti indomiti che corrono contro il tempo\, la fatica e l’incertezza. Come il Raid Pavia–Venezia\, uniscono mondi lontani: arte e motori\, contemplazione e adrenalina\, eleganza e potenza. \nConclusione: l’arte che unisce\nDal 2021 al 2024\, Stefano Bressani ha trasformato il Raid Pavia–Venezia in una narrazione estetica. In ogni “Testa d’Artista” si percepisce il coraggio di mettersi in gioco\, di lasciarsi attraversare dal vento e dalla velocità\, ma anche dal pensiero. \nPerché\, come ci insegna Bressani: \n la vera vittoria non è solo arrivare primi\, ma lasciare un segno indelebile. \n\n  \nPlaylist Video
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SUMMARY:La Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani a Milano
DESCRIPTION:La Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani a Milano\nNel cuore di Milano\, dove tradizione e contemporaneità si incontrano\, si erge un’opera che celebra un messaggio universale: giustizia\, bellezza e rinascita. La Campana di Sant’Ambrogio\, firmata da Stefano Bressani\, noto come “Il Sarto dell’Arte”\, è molto più di una scultura: è un richiamo profondo alla spiritualità e all’equilibrio. \nUn Santo vestito d’arte\nCon la sua tecnica delle Sculture Vestite\, Bressani reinterpreta la figura di Sant’Ambrogio\, rendendolo simbolo di giustizia e misericordia. Stoffa\, colore e volume si intrecciano in un linguaggio visivo potente e contemporaneo\, capace di comunicare anche con chi non conosce la storia del Santo. \nUn percorso culturale nel cuore di Milano\nL’opera è stata al centro di un evento cittadino dal 29 marzo alla domenica di Pasqua\, data che coincide con l’anniversario della morte del Santo (4 aprile 397). Il progetto ha coinvolto luoghi simbolici come Piazza Duomo\, il Castello Sforzesco e la Pinacoteca di Brera\, creando un itinerario capace di risvegliare la sensibilità artistica dei milanesi. \nSfoglia il depliant dell’evento \nIl suono della campana e il gesto simbolico\nElemento centrale dell’opera è la campana: non solo un oggetto fisico\, ma anche suono e simbolo. Essa invita alla riflessione sulla giustizia\, rappresentata dal libro che Sant’Ambrogio tiene sulla bilancia\, emblema dell’equilibrio tra bene e male\, autorità e compassione. \nIl chiodo e la croce: simboli ricorrenti\nIl chiodo\, segno distintivo delle opere di Bressani\, qui diventa il perno che tiene insieme le contraddizioni del mondo. La croce cristiana\, invece\, si trasforma in un messaggio di speranza\, proiettandosi idealmente verso l’infinito. \nUn messaggio per Milano e per il mondo\nIl progetto è accompagnato da un video documentario narrato da Vittorio Sgarbi\, che invita a guardare oltre la superficie dell’opera per cogliere i valori profondi che essa esprime. \n  \n\n  \nLa bellezza è utile\, non è un’idea romantica. La bellezza aiuta a rendere la gente migliore e a cambiare il mondo. La bellezza vera può salvare tutti noi\, milanesi e non\, uno alla volta. \n— Renzo Piano\n\nLa Campana di Sant’Ambrogio di Stefano Bressani diventa così simbolo di speranza\, giustizia e rinascita. Un’opera che parla alla città e al mondo\, suggerendo che la bellezza può davvero trasformare la realtà. \n  \n\n  \n 
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LOCATION:Pinacoteca di Brera\, Via Brera\, 28\, 20121 Milano MI\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Bressani ospite del Consolato Italiano a New York
DESCRIPTION:Stefano Bressani al Consolato di New York: arte e italianità nella città che non dorme\nNew York\, città che non dorme mai\, capitale dell’arte e dei sogni. È qui che Stefano Bressani\, artista pavese noto per le sue “Sculture Vestite”\, è stato ospite del Consolato Italiano a New York per un incontro che unisce arte\, diplomazia e identità. \n  \n \nIncontro con il Console Generale Francesco Genuardi\nIl 21 febbraio 2019\, Bressani è stato ricevuto dal Console Generale Francesco Genuardi\, grazie all’amicizia con il tenore Vittorio Grigolo. Il Consolato Italiano a New York\, nel cuore di Manhattan\, è diventato così un crocevia di cultura italiana\, diplomazia e innovazione. \nOmaggio artistico tra passato e sostenibilità\nNegli anni sotto la direzione di Genuardi\, il Consolato non è solo un’istituzione formale: è uno spazio culturale vibrante. Tra le iniziative\, l’omaggio di Bressani: un’opera ispirata al David di Michelangelo\, realizzata con abiti riciclati. Questo gesto crea un ponte tra Rinascimento\, sostenibilità e arte contemporanea. \nUna visione di arte e memoria\nNel silenzio degli spazi istituzionali\, Stefano Bressani al Consolato di New York ha portato la sua visione: tessuti\, memoria e identità dialogano con la storia. L’incontro segna l’inizio di una possibile mostra personale nella sede diplomatica della Fifth Avenue. \nProspettive future e identità italiana\nL’esperienza al Consolato Italiano di New York rappresenta una tappa fondamentale per Bressani. La città premia l’innovazione e l’autenticità\, e non è escluso che le sue opere possano un giorno adornare il MoMA. \n 
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SUMMARY:Bressani incanta Lugano con Picasso ReLOADED
DESCRIPTION:Bressani incanta Lugano con Picasso ReLOADED\nBressani Picasso ReLOADED Lugano: una serata indimenticabile all’Hotel Splendide Royal\, dove arte\, eleganza e memoria si incontrano in un dialogo raffinato. L’artista italiano ha presentato il progetto Picasso ReLOADED insieme al lancio di Excellence Fine Art Magazine. \n  \n \nArte e stile nel cuore di Lugano\nAll’Hotel Splendide Royal\, uno degli alberghi più prestigiosi di Lugano\, l’arte ha preso forma in un evento che ha saputo fondere tradizione e contemporaneità. Il “sarto dell’arte”\, Stefano Bressani\, ha presentato al pubblico Picasso ReLOADED\, il suo nuovo progetto espositivo ispirato al genio spagnolo. \nL’occasione ha anche segnato il debutto editoriale di Excellence Fine Art\, nuova rivista internazionale dedicata all’arte e alla bellezza\, distribuita nei più esclusivi hotel e club del mondo. \nLo Splendide Royal: eleganza e memoria\nCon oltre 130 anni di storia\, lo Splendide Royal è simbolo di eccellenza. Ha ospitato presidenti\, artisti\, intellettuali e figure storiche. La sua atmosfera raffinata è stata cornice ideale per un evento che ha celebrato non solo l’arte\, ma anche la cultura dell’accoglienza e del buon gusto. \nUn progetto tra genio e visione\nCon Picasso ReLOADED\, Bressani propone una lettura personale e materica del maestro del Novecento. Le sue Sculture Vestite\, realizzate con tessuti sartoriali\, diventano strumento espressivo per interpretare il linguaggio di Picasso in chiave contemporanea. \nDurante la serata – presentata da Angela Tuccia – il pubblico ha potuto vivere una vera performance artistica\, accompagnata dalla visione di opere che raccontano una bellezza che emoziona e stimola la riflessione. \nExcellence Fine Art: il magazine\nExcellence Fine Art Magazine nasce con una tiratura di 15.000 copie e una distribuzione mirata in contesti di lusso. Un progetto editoriale che affianca artisti\, collezionisti e appassionati di arte autentica e visionaria. \nUn evento che lascia il segno\nL’incontro tra l’arte di Bressani e la storia dello Splendide Royal ha dato vita a un’esperienza memorabile. Un evento che ha unito emozione\, pensiero e bellezza\, lasciando un segno profondo nel panorama artistico svizzero e internazionale. \n 
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LOCATION:Hotel Splendide Royal Lugano\, Riva Antonio Caccia 7\, 6900 Lugano\, Svizzera\, Lugano
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