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SUMMARY:Showroom Carteni e MINI Hyper Heroes di Bressani a Pavia
DESCRIPTION:Showroom Carteni e MINI Hyper Heroes di Bressani a Pavia\n8 maggio 2025 – A Pavia\, il Gruppo Carteni inaugura un nuovo showroom dove l’esperienza d’acquisto incontra l’arte. Protagonista è l’artista pavese Stefano Bressani\, con la sua MINI Cooper S “Hyper Heroes”\, simbolo di una mobilità che diventa racconto visivo\, identitario ed emozionale. \nArte in movimento: un nuovo linguaggio per il brand\nIn un’epoca dove efficienza e velocità sembrano dominare\, Carteni sceglie di dialogare con l’arte. Lo showroom diventa uno spazio culturale\, dove ogni dettaglio comunica\, coinvolge\, racconta. \nBressani e il progetto #CarteniArt\nStefano Bressani\, noto per le sue Sculture Vestite\, non si limita a decorare\, ma definisce l’identità visiva del nuovo spazio. Con il progetto #CarteniArt\, l’arte entra in azienda in modo strutturale\, diventando parte dell’esperienza cliente. \nLa MINI “Hyper Heroes”: arte e identità in viaggio\nRealizzata per celebrare i 65 anni di MINI\, la MINI Cooper S “Hyper Heroes” è molto più di una personalizzazione. È un’opera d’arte su quattro ruote\, pensata da Bressani come sogno da guidare e ricordo che si muove. \n“La MINI che ho realizzato è il mio modo di trasformare un oggetto iconico in un’opera unica\, che parla di memoria e di movimento.”\n— Stefano Bressani \nUn’identità condivisa: emozionare con autenticità\nLa scelta di affidare a Bressani un ruolo centrale è un atto simbolico. È la volontà di coniugare radici locali e visione globale. L’arte\, in questo contesto\, è ponte tra valori e mercato\, tra bellezza e strategia. \nLe opere di Marco Lodola completano il percorso artistico permanente all’interno dello showroom\, trasformandolo in una galleria esperienziale in costante dialogo con il pubblico. \nOltre l’estetica: un brand che racconta\nCarteni sceglie l’arte non per stupire\, ma per coinvolgere. L’8 maggio non è solo la data di un’inaugurazione\, ma l’inizio di un nuovo racconto identitario: fatto di forme\, colore e significato. \nUn racconto in cui Stefano Bressani è voce autorevole\, e in cui la MINI “Hyper Heroes” diventa simbolo tangibile di una trasformazione autentica. \n 
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SUMMARY:Bressani reinterpreta la Battaglia di Pavia in chiave pop
DESCRIPTION:Bressani reinterpreta la Battaglia di Pavia: arte pop e memoria per i 500 anni\nBressani Battaglia di Pavia è il cuore del nuovo progetto artistico che unisce memoria storica\, linguaggio pop e visione contemporanea. In occasione del 500° anniversario della celebre battaglia\, l’artista pavese dà vita a un’opera che è ponte tra passato e futuro. \nUn’opera tra arte\, industria e storia\nStefano Bressani non crea semplicemente arte: la assembla\, la ricuce\, la rende viva. Le sue sculture di stoffa – realizzate con materiali di recupero – raccontano storie profonde\, tra etica e bellezza. Con “500 anni della Battaglia di Pavia”\, l’artista reinterpreta gli arazzi di Capodimonte in chiave pop e tridimensionale\, accendendo i riflettori su un evento storico che ha segnato l’Europa. \n  \n \nLa collaborazione con Fedegari Spa\nIl progetto nasce dalla sinergia con Fedegari Spa\, azienda pavese leader nel settore farmaceutico. Una connessione profonda che coniuga tecnica e creatività\, sostenuta da una visione comune: innovare rispettando la memoria e il territorio. Un legame che risale al maestro Carlo Mo e che oggi si rinnova grazie alla visione di Giuseppe e Paolo Fedegari. \nArte pubblica e interattiva a Pavia\nL’opera principale sarà esposta in uno spazio urbano strategico\, accompagnata da banner con QR code interattivi che offriranno contenuti storici\, artistici e multimediali. Ogni personaggio sarà reinterpretato graficamente e affiancato da approfondimenti storici curati dal prof. Marco Pellegrini Casali. \nUna nuova narrazione per la città\nIl progetto coinvolgerà anche la cittadinanza attraverso un sito web dedicato\, in cui storia\, arte e tecnologia si incontrano. Le fasi di lavorazione sono state documentate dal fotografo Gio Martorana\, che ha immortalato l’intensità del gesto creativo nello studio dell’artista. \nUn’estetica pop per parlare di memoria\nI personaggi di Bressani non sono semplici repliche. Sono figure pop\, materiche e deformate\, sospese tra passato e presente. Attraverso la sua tecnica – fatta di ago\, stoffa e pensiero – l’artista riflette sulla nostra epoca e sui valori che attraversano il tempo. \n500 anni della Battaglia di Pavia non è solo un’opera. È un ponte tra epoche\, tra persone\, tra visioni.\n— Stefano Bressani \nIn un momento in cui le città cercano nuovi linguaggi per raccontarsi\, l’arte di Bressani restituisce a Pavia una memoria visiva\, emotiva e condivisa. Un’opera viva\, che celebra il passato e ispira il futuro. \n  \n\n 
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SUMMARY:Hyper Heroes di Stefano Bressani in mostra a Pavia
DESCRIPTION:Hyper Heroes di Stefano Bressani: la rivoluzione del tessuto\nNel cuore di Pavia prende vita Hyper Heroes\, la mostra personale di Stefano Bressani. Non un’esposizione d’arte come le altre\, ma un’esperienza sensoriale\, concettuale ed estetica\, che apre il calendario di Apery.Art con una forza espressiva sorprendente. \nNel progetto\, il tessuto non è più solo materiale: diventa memoria\, forma e linguaggio. Una lente pop – deformante e rivelatrice – attraverso cui l’artista interroga il nostro tempo. \n  \n \nIl Maestro delle Stoffe\nBressani è conosciuto come il Maestro delle Stoffe. Il suo gesto creativo nasce da materiali tessili di scarto\, assemblati con precisione chirurgica per dare vita a opere tridimensionali\, poetiche e potenti. Un gesto etico\, prima ancora che estetico: il riuso diventa atto artistico e politico. \nCon il ciclo Hyper Heroes\, Bressani affronta il tema del supereroe contemporaneo\, restituendoci le icone della cultura pop in una nuova\, spiazzante forma. Non più “super”\, ma “hyper”: figure sproporzionate e vulnerabili\, ispirate all’estetica giapponese chibi e cariche di significato critico. \n“L’eccesso di potere nasconde fragilità. La deformazione dei corpi riflette la nostra: culturale\, visiva\, emotiva.” \nL’arte come materia viva\nL’universo visivo di Bressani si costruisce su scampoli e frammenti che\, sotto la sua guida\, diventano pittura plastica. Le opere sembrano bidimensionali\, ma esplodono nello spazio attraverso volumi\, ombre e pieghe. \nIl segno ricorrente è il chiodo: simbolo visivo e concettuale. Una sutura che richiama la tensione del nostro tempo\, un punto che ferisce e ricuce\, invitando alla riflessione. \nUn gesto che resiste: arte e responsabilità\nDietro ogni opera c’è una presa di posizione: contro la cultura dello scarto\, il fast fashion\, il consumo compulsivo di immagini. Bressani risponde con lentezza\, artigianato e riuso. Le sue opere non illustrano: agiscono. \nToccano i sensi\, attivano la memoria\, stimolano la coscienza. Sono da guardare con le mani\, da toccare con gli occhi\, da sentire dentro. \nHyper Heroes: il superfluo che salva\nIn un mondo saturo di immagini perfette e senza peso\, gli Hyper Heroes ci ricordano che la vulnerabilità è forza. Che la memoria è materia. Che anche da un tessuto dimenticato può nascere un nuovo universo. \n“I veri eroi\, oggi\, sono quelli capaci di ricucire.” \nCon la sua arte fatta di pensiero e stoffa\, Stefano Bressani ci accompagna in un viaggio nel “pianeta delle stoffe”\, dove l’estetica incontra la critica sociale\, e il colore diventa atto rivoluzionario. \n 
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LOCATION:L2ARTE GALLERY\, Viale della Libertà\, 2b\, 27100 Pavia PV\, Pavia\, Italy
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SUMMARY:Un KUOREDISTOFFA© per la Madonna del Carmine
DESCRIPTION:L’Ex Voto Pop del Maestro Bressani diventa Arte sacra per l’umanità e i suoi nuovi concetti da riscoprire\nNel ritmo frenetico della contemporaneità\, dove i gesti simbolici rischiano di perdersi nell’immediatezza dei clic\, l’arte di Stefano Bressani emerge come un ponte potente tra il visibile e l’invisibile\, tra il profano e il sacro. Il suo Kuoridistoffa©\, una delle più intense creazioni degli ultimi anni\, si dona ora alla Madonna del Carmine\, trasformandosi in un Ex Voto Pop che attraversa il tempo e si radica nel presente con un linguaggio universale ed emozionante. \nMaestro e fondatore di uno stile unico al mondo\, Bressani trasforma la stoffa\nMateriale fragile e carico di storie — in scultura\, icona e messaggio. Le sue opere sono “pelle dell’anima”\, tessuti che raccontano memoria e futuro insieme. Nei Kuoridistoffa©\, piccoli ma potenti\, concentra concetti di amore\, connessione\, sostenibilità e identità. \nIl cuore\, archetipo universale\, diventa in questa opera un medium di riflessione e preghiera. Attraversato da un cavetto USB — ironico e graffiante — rappresenta un’umanità che ha affidato l’amore agli algoritmi\, il contatto alle notifiche digitali. \n“Se non sei connesso non meriti il mio amore” \nè più di un titolo: è una provocazione e un invito a riscoprire la profondità delle relazioni\, anche quelle spirituali. \nIl 21 luglio 2024\, durante la solenne celebrazione della Madonna del Carmine nella Chiesa omonima di Pavia\, il Kuoridistoffa© sarà ufficialmente benedetto da S.E. Mons. Erminio De Scalzi\, carismatica figura della Chiesa ambrosiana\, proprio nel 60° anniversario della sua consacrazione sacerdotale. Un momento intenso\, che unisce la creatività dell’artista a una profonda tensione spirituale. \nQuesto cuore donato è uno dei cinque che Bressani intende offrire alla sua città\nDopo la prima processione in barca lungo il Ticino con il Kuoridistoffa© dedicato alla Madonna della Stella\, ora è la volta della Madonna del Carmine di ricevere questo segno di devozione\, in un percorso che guarda avanti\, verso il Duomo di Milano e il Vaticano. Qui non c’è ricerca di gloria personale: il gesto nasce da un’urgenza interiore\, da un’arte che nasce dalla vita e a essa ritorna. \nOgni frammento di stoffa utilizzato è stato donato\, ogni cucitura porta con sé storie di vite vissute\, amori\, sofferenze. Nulla è lasciato al caso. Ogni cuore è irripetibile\, come irripetibile è il cammino di ciascun credente. L’arte diventa strumento al servizio di un messaggio più grande: attraverso la bellezza\, invita a rallentare\, a riflettere\, a riscoprire il valore del dono. \nIl progetto è accolto con grande rispetto dalla Curia pavese\, che ne riconosce l’alto valore umano e spirituale. La parrocchia del Carmine\, guidata da Don Daniele\, apre le porte a un linguaggio giovane e immediato\, capace di parlare anche a chi si è allontanato dalla Chiesa. Forse questo è il miracolo più grande dell’opera: raggiungere l’anima contemporanea con autenticità e senza forzature. \nCosì il Kuoridistoffa© diventa simbolo tangibile di un nuovo dialogo tra arte e fede\, tra artista e comunità. E mentre la sua immagine si fa icona per Pavia e oltre\, resta vivo il desiderio di connettere — davvero — cuore a cuore\, uomo a uomo\, spirito a spirito.
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SUMMARY:Kuoridistoffa© incanta Santa Maria in Betlem con la Madonna della Stella
DESCRIPTION:Il Cuore in Stoffa del Ticino: l’ex-voto di Bressani che ricuce tempo\, fede e umanità\nNel silenzio sacro della notte pavese\, quando il Fiume Ticino svela la sua anima più intima\, si compie un gesto che va oltre il rito e diventa linguaggio universale. Sabato 1 giugno 2024\, alle ore 21.00\, la Madonna della Stella torna a occupare il suo posto d’onore sulla prua del Barcè\, l’antica imbarcazione a remi che da secoli attraversa le acque del Ticino. \nQuest’anno\, accanto alla Madonna\, solca il fiume un ex-voto unico nel suo genere: il Kuoredistoffa\, un’opera in stoffa creata dal Maestro Stefano Bressani\, artista pavese di fama internazionale. Questo “cuore di stoffa” non è solo un oggetto d’arte\, ma un messaggio vivo che unisce passato e futuro\, parlando alle comunità\, alle tradizioni\, ai lutti e alle rinascite. \nUna stoffa che unisce più di quanto separa\nLe sculture di Stefano Bressani sono patchwork tridimensionali che raccontano storie attraverso tessuti appartenenti alla memoria collettiva. \nIl Kuoredistoffa – di dimensioni 26x26x15 cm – è stato concepito come ex-voto contemporaneo: un cuore simbolico offerto alla Madonna della Stella e ai suoi devoti. Non è soltanto un omaggio alla fede\, ma un gesto culturale e antropologico che cuce insieme popoli\, territori e sensibilità diverse. Nei tessuti intrecciati si intrecciano i fili della storia pavese\, il vissuto dei vogatori\, la devozione di intere famiglie\, la spiritualità che attraversa le rive e le generazioni. \n \nIl fiume come confine liquido e ponte identitario\nIl percorso del Barcè\, dalla fine del Borgo Basso fino alla Chiesa di Santa Maria in Betlem\, è molto più di una processione: è un attraversamento simbolico di tempo e spazio. Le acque risalite “controcorrente” portano con sé il significato profondo di ritorno\, resistenza e speranza. \nIl Vescovo Mons. Corrado Sanguineti\, accompagnando la statua e recitando la preghiera di affidamento\, diventa guida spirituale e custode di una tradizione che supera la fede per abbracciare l’identità culturale del territorio. Nel cuore del corteo\, tra luci riflesse sull’acqua e il ritmo cadenzato dei remi\, l’opera di Bressani vibra di una presenza nuova:  \ncontemporanea ma profondamente radicata. \nUn tributo ai defunti delle associazioni remiere pavesi e un simbolo di protezione per il presente e il futuro. \nL’ex-voto come linguaggio dell’anima\nQuando il Kuoredistoffa entra nella Chiesa del Borgo\, accolto e benedetto dal Vescovo\, compie la sua consacrazione simbolica. Da offerta privata si fa bene comune\, da oggetto d’arte si trasforma in icona\, da frammento tessile diventa racconto collettivo. Le mani che l’hanno cucito – mani d’artista ma anche mani di memoria – hanno impresso in esso una grammatica invisibile fatta di emozioni\, appartenenze\, atti di fede e di amore. \nCon Bressani\, a bordo del Barcè\, anche Guido Corsato\, presidente dell’Associazione Battellieri Colombo\, rappresentante di un patrimonio umano che in questo gesto rituale ritrova nuova voce. \nUn’arte che benedice senza dividere\nOra il Kuoredistoffa è custode e compagno della Madonna della Stella\, riposto nella Chiesa di Santa Maria in Betlem\, pronto a dialogare con ogni visitatore. Il suo linguaggio è universale: parla non solo ai cristiani\, ma a chiunque creda nel potere delle radici\, nella forza del rito e nel valore della comunità. \nIn un’epoca che corre e si dissolve\, un cuore di stoffa riesce a fermare il tempo e a ricordarci che l’arte\, quando nasce dall’anima\, unisce. \nPavia\, il suo Fiume\, la sua gente: ogni filo del Kuoredistoffa racconta una storia che riguarda tutti noi.
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SUMMARY:Questura di Pavia\, 172° festa della Polizia: Stefano Bressani consegna la Testa d'Artista
DESCRIPTION:La Polizia di Stato celebra il suo 172° Anniversario a Pavia: arte\, memoria e senso civico si fondono in un’unica cerimonia\nPAVIA – 10 aprile 2024\, ore 10.00 – Aula Magna della Questura di Pavia \nMercoledì 10 aprile\, nella solenne cornice dell’Aula Magna della Questura di Pavia\, si è celebrato il 172° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Una giornata densa di significato\, che ha visto riunite le autorità civili\, militari e religiose del territorio pavese\, in un momento di commemorazione\, riflessione e riconoscimento. \nQuesta cerimonia non è stata solo un tributo alla storia dell’Istituzione\, ma anche un’occasione per rinnovare il legame profondo tra la Polizia di Stato e la comunità. Un legame fatto di legalità\, sicurezza e coesione sociale\, ma anche di valori condivisi e umanità. \nUn’opera d’arte per la Questura: nasce la “Testa della Polizia”\nA rendere ancora più significativo l’evento della festa della Polizia\, l’inaugurazione di un’opera scultorea inedita firmata da Stefano Bressani\, artista pavese di fama internazionale\, noto per le sue celebri “Teste d’Artista”. Questa nuova creazione\, intitolata “Testa della Polizia”\, è stata realizzata appositamente per la Questura di Pavia e trova ora posto d’onore all’ingresso dell’Ufficio del Questore\, entrando a far parte della collezione privata dell’Istituzione. \n \nUn’opera carica di simbolismo e memoria\nLa scultura è un pezzo unico\, realizzato con stoffe d’abbigliamento dismesse e realmente indossate da membri della Polizia di Stato. Un gesto carico di significato\, che trasforma il materiale di servizio quotidiano in testimonianza tangibile di impegno\, sacrificio e dedizione. \nIl progetto\, fortemente voluto dal Questore di Pavia\, Dott. Nicola Faldella\, segna un punto di incontro profondo tra arte e istituzione\, tra civiltà e senso del dovere. È la prima volta che Bressani lavora con materiali provenienti direttamente dal corpo di polizia\, conferendo all’opera un valore aggiunto di memoria\, identità e sostenibilità. \nIl pensiero che si fa forma\nDurante la cerimonia per la festa della Polizia\, il Maestro Bressani ha preso la parola con un intervento toccante\, rivelando il senso profondo del suo gesto artistico: \n«È un onore per me oggi poter rappresentare\, attraverso il mio lavoro\, uno dei simboli che più si presta al “fare umano”. La testa\, centro del pensiero e delle azioni\, diventa icona del nostro vivere civile. Con questa opera desidero consegnare un segno tangibile che riporti alla centralità della Polizia di Stato nella nostra società\, simbolo di integrità morale\, giustizia e disciplina\, valori fondamentali e oggi tutt’altro che scontati.» \nLe sue parole\, dense di etica e rispetto\, hanno risuonato con forza in un’aula gremita\, toccando le corde più profonde dell’identità collettiva. \nLeggi tutto il discorso: clicca qui \nL’arte come ponte tra istituzioni e cittadinanza\nIl momento della svelatura dell’opera è stato preceduto dalla consegna delle onorificenze al personale distintosi in servizio\, e ha rappresentato uno degli istanti più emozionanti della cerimonia. Il Maestro Bressani ha consegnato personalmente la scultura al Dott. Faldella\, suggellando un gesto simbolico che va oltre il linguaggio istituzionale: è un abbraccio tra comunità\, arte e servizio pubblico. \nUna testa che guarda al futuro\nIn un tempo in cui la fiducia nelle istituzioni è spesso messa alla prova\, la “Testa della Polizia” si propone come segno duraturo di presenza\, dedizione e bellezza etica. Resterà a vegliare sull’ingresso della Questura di Pavia\, ma soprattutto resterà nella memoria collettiva come testimonianza concreta di una giornata in cui arte e legalità si sono incontrate per rendere omaggio a una delle più antiche e preziose istituzioni della Repubblica.
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SUMMARY:Pavia\, al Collegio Borromeo: le lenzuola diventano abiti con Stefano Bressani e Nada Nuovo
DESCRIPTION:Rinascere con l’Arte”: il Maestro Stefano Bressani trasforma la fragilità in forza nella serata “Ritratti di Donna”\nC’è un momento in cui l’arte smette di essere solo espressione e diventa cura. Quando l’emozione prende forma\, si fa materia e colore\, e si trasforma in una carezza per l’anima. \nQuesto momento è accaduto l’8 marzo\, nella magnifica cornice della Sala degli Affreschi dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia\, grazie alla forza delle donne\, alla potenza della condivisione e all’intervento artistico di un uomo capace di dare senso e bellezza anche alla fragilità: il Maestro Stefano Bressani. \n \nL’arte che cuce emozioni\nBressani non è semplicemente un artista. È un costruttore di mondi\, un narratore di anime. È il “Sarto dell’Arte”\, che dà vita a opere cucite con stoffe recuperate: frammenti di storie trasformati in rinascita. \nLe sue creazioni sono sculture morbide\, tridimensionali\, che accolgono e sorprendono. In questa occasione speciale\, diventano parte viva del corpo e dell’anima di quindici pazienti oncologiche\, vere protagoniste della serata “Ritratti di Donna”\, evento promosso da CNAO\, Policlinico San Matteo e ICS Maugeri. \nUna serata per celebrare il coraggio al Collegio Borromeo\nL’8 marzo non è stata solo la Festa della Donna: è stata la festa del coraggio. Un viaggio profondo attraverso la malattia\, la paura\, la speranza e infine la rinascita. Un percorso che passa anche dalla riconquista dell’autostima\, dal contatto con la propria immagine\, dalla consapevolezza di essere ancora – e forse più di prima – donne\, madri\, compagne\, amiche. \nArte da indossare: bellezza che nasce dal dolore\nSu abiti realizzati dalla stilista Nada Nuovo\, creati con lenzuola d’ospedale fornite da Fondazione Maugeri – simboli trasformati del dolore – si sono proiettate le opere di Bressani. Il risultato è stato un abbraccio tra corpo e arte\, tra ferite e luce. Le donne hanno sfilato in silenzio\, ma ogni passo raccontava una storia. Ogni immagine proiettata era un frammento di rinascita\, un’eco visiva della loro forza. \nCarolina Marconi: tra arte\, vita e simboli\nTra le protagoniste\, anche Carolina Marconi\, madrina dell’evento\, che ha emozionato la platea indossando un abito ispirato alla “Primavera” di Botticelli\, tra fiori di loto e simboli di rinascita. Accanto a lei\, sul palco\, uno dei celebri “Ritratti di Donna” del Maestro Bressani\, svelato in un momento carico di pathos\, insieme al Maestro Eros Cristiani\, autore del ritratto musicale dedicato alla serata. \nUn’arte che accompagna e trasforma\nL’arte di Bressani diventa così strumento di dialogo\, consapevolezza e liberazione. La sua tecnica\, riconosciuta come unica al mondo\, fonde tessuto e pensiero\, crea volumi da osservare e da sentire. Questa sera\, la sua arte ha accompagnato – con pudore e grandezza – la trasformazione del dolore in bellezza. Un’arte discreta ma potentissima\, che trasforma ogni donna in una scultura vivente\, da ammirare per ciò che rappresenta: vita\, resilienza\, forza. \nUn riconoscimento che è anche un simbolo\nL’intervento del Maestro è stato omaggiato con una targa consegnata dal Presidente Gianluca Vago\, realizzata con la stampante 3D del CNAO e ispirata a una delle sue opere\, scelta anche per rappresentare la comunicazione dell’intero evento. Un segno concreto che l’arte può fare molto più che raccontare: può guarire\, unire\, cambiare. \nLa bellezza salva\nQuando la serata si è chiusa\, con tutte le modelle in passerella\, tra lacrime\, sorrisi e abbracci\, è rimasta una certezza:\nla bellezza salva. L’arte – quella vera – ha il potere di ricucire i pezzi\, di dare forma alla speranza. E il Maestro Stefano Bressani ne è testimone e portavoce. Le sue opere non si limitano a essere viste. \nSi vivono. Si indossano. Si sentono. \nE in questa serata\, a Pavia al Collegio Borromeo\, hanno fatto qualcosa di immenso: hanno vestito la rinascita.
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SUMMARY:Mototrek 500 Varzi - Pavia: Bressani e Franco Picco
DESCRIPTION:Il re del deserto e il maestro delle stoffe: dove l’arte incontra la polvere dei motori\nMototrek 500 a Varzi: quando l’arte incontra la leggenda dei rally\, Stefano Bressani celebra Franco Picco con una “Testa d’Artista” unica. \nNel silenzio vibrante delle colline dell’Oltrepò Pavese\, dove il tempo sembra rallentare per assaporare ogni respiro\, venerdì 12 maggio a Varzi si è vissuto un evento carico di emozione\, poesia e passione. La Mototrek 500\, raid su due ruote tra Lombardia\, Piemonte\, Liguria ed Emilia Romagna\, si è trasformata in un viaggio dentro sé stessi e nella bellezza dei paesaggi dimenticati. \nMa questa volta non sono solo i motori a parlare. L’arte di Stefano Bressani\, maestro delle “Sculture Vestite”\, ha reso omaggio a una leggenda vivente del rally: Franco Picco\, il “Re del Deserto”. \nPer lui\, Bressani ha donato una delle sue iconiche “Teste d’Artista”\, un’opera che racconta con stoffe\, colori e forme la storia di un uomo che ha sfidato la sabbia e il tempo con il cuore e lo sguardo sempre acceso. \n \nA 68 anni\, dopo dodici Parigi-Dakar e numerosi trionfi\, Picco è ancora protagonista: presente alla Mototrek 500 con la voglia di chi non smette mai di inseguire la propria passione\, con la stessa determinazione e curiosità di sempre. \nL’incontro tra Bressani e Picco è un dialogo tra due mondi apparentemente distanti ma vicini nell’anima: l’arte e lo sport come linguaggi universali della fatica\, del coraggio e della bellezza. Varzi\, con il patrocinio del sindaco Giovanni Palli e della Provincia di Pavia\, diventa così un palcoscenico ideale dove emozioni\, memoria e futuro si intrecciano. \nLa Mototrek 500\, organizzata da Moto Club Asfalto&Polvere\, è più di una gara: è un’esperienza di 500 km in 14 ore senza cronometro\, fatta di orientamento\, scoperta e amore per le strade meno battute. \n«Torno sempre con gioia a Varzi»\, racconta Bressani\, «una terra che mi ha accolto come padrino dell’arte e che oggi mi permette di lasciare un segno fatto di bellezza e passione». \nRingrazia anche Massimo Tamburelli\, artefice di questo incontro speciale. Quando l’arte si sporca di polvere e i motori si fondono con la sensibilità\, nasce un messaggio potente che parla di sogni\, di sfide\, di futuro. A Varzi\, tra curve e stoffe\, questo messaggio ha preso vita.
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SUMMARY:Festa della Polizia Municipale per San Sebastiano
DESCRIPTION:Il vigile del futuro visto da Stefano Bressani: Quando l’Arte Contemporanea incontra il Dovere Civile\nUn’opera simbolica per celebrare dedizione\, umanità e visione \nIl 20 gennaio 2023\, nel cuore di Pavia\, l’arte e le istituzioni si sono incontrate in un momento di grande significato. In occasione della celebrazione di San Sebastiano\, Santo Patrono della Polizia Municipale\, il Maestro Stefano Bressani ha donato alla città e al Comando della Polizia Municipale una delle sue iconiche Teste d’Artista: l’opera dal titolo suggestivo e potente\, “Il Vigile del Futuro”. \nNon un semplice gesto formale\, ma un dono carico di valori profondi. Bressani restituisce valore umano e culturale a chi\, con discrezione e impegno quotidiano\, è la prima interfaccia tra cittadino e istituzioni. La Polizia Locale\, spesso poco celebrata\, riceve così un tributo che ne esalta dignità\, prontezza e capacità di visione\, attraverso il linguaggio universale dell’arte. \nL’artista\, noto come “il Sarto dell’Arte” per la sua tecnica esclusiva di cucire stoffe su forme scultoree tridimensionali\, reinterpreta la figura del vigile urbano. Non più solo funzionario pubblico\, ma sentinella del presente e guardiano del futuro. La “Testa d’Artista” è priva di età\, genere e tempo\, diventando simbolo collettivo di giustizia\, integrità e uguaglianza. \n \nAl centro dell’opera spicca il Pegaso alato\, emblema nazionale della Polizia Locale. Non solo simbolo di rapidità\, ma segno di capacità di elevarsi sopra le difficoltà\, un monito per ogni agente a mantenere salda la responsabilità e la dedizione nel quotidiano. \nAccanto all’opera principale\, le litografie in tiratura limitata con inserti di stoffa si fanno prezioso strumento di diffusione culturale e di identità territoriale\, pensate per accompagnare la presenza artistica in sedi istituzionali. \nIn tempi in cui la distanza tra cittadini e istituzioni si avverte spesso come un ostacolo\, Bressani propone un ponte fatto di sensibilità e memoria\, facendo parlare il silenzio delle divise e trasformando l’arte in strumento di riflessione e rispetto. L’incontro con il Comandante Flaviano Crocco\, avvenuto il 10 gennaio\, sancisce l’inizio di un dialogo destinato a durare nel tempo: l’opera sarà custodita permanentemente nel Comando\, diventando patrimonio collettivo e simbolo di un legame tra creatività e funzione pubblica. \nQuesto progetto segna un ulteriore passo nel percorso di arte civica di Bressani\, dopo l’omaggio ai Carabinieri\, con l’intento di coinvolgere presto Guardia di Finanza e Polizia di Stato\, costruendo un riconoscimento reciproco tra istituzioni e società. \nCon “Il Vigile del Futuro”\, Stefano Bressani ci invita a guardare oltre la divisa\, riconoscendo la figura umana e il cuore dietro ogni gesto pubblico. In un mondo che corre veloce e rischia di dimenticare\, questa opera è un atto d’amore per la memoria e la speranza: un futuro migliore può ancora essere cucito\, con la stoffa dell’arte.
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SUMMARY:Vigevano - Pavia Marathon 2022: l’arte incontra lo sport sul fiume Ticino
DESCRIPTION:Vigevano – Pavia Marathon 2022: l’arte incontra lo sport sul fiume Ticino\, con la firma di Stefano Bressani\nL’8 e 9 ottobre 2022\, lungo le rive del Ticino\, si è svolta la 52ª edizione della Vigevano–Pavia Marathon\, un appuntamento internazionale che va ben oltre la semplice gara podistica. Due giorni intensi di sport\, arte e tradizione che hanno riscritto il modo di vivere una maratona\, trasformandola in un’esperienza capace di unire emozione\, cultura e territorio. \nQuest’anno\, la manifestazione ha celebrato un doppio traguardo:\ncinquant’anni di storia e una nuova visione artistica firmata dal “Sarto dell’Arte” Stefano Bressani\, noto per la sua capacità di trasformare la stoffa in emozione e narrazione. \nLa forza simbolica dell’acqua del Ticino\, che torna a scorrere rigogliosa dopo una lunga siccità\, ha accompagnato idealmente tutto l’evento\, rappresentando il legame tra passato e futuro\, tra sport e bellezza\, tra città e persone. In questo paesaggio naturale dove architettura e natura dialogano da secoli\, la maratona ha preso vita come metafora di connessione e continuità. \nBressani ha donato alla manifestazione un’immagine ufficiale unica: il logo della Vigevano–Pavia Marathon\, che non è solo un simbolo grafico\, ma una vera opera d’arte. Nel suo segno visivo emergono le colonne romane\, simbolo di forza e resistenza; la Torre del Bramante\, faro storico; e il Ponte Coperto\, emblema di unione tra le due città e le loro rive. \n«Ogni cosa che esce dalle mie mani deve avere una storia — spiega Bressani — in questo caso ho voluto rappresentare la navigabilità come unione e continuità. L’arte non può restare ferma: come l’acqua\, deve scorrere e abbracciare ogni ambito della vita\, dallo sport alla musica\, dall’architettura al design». \n \nNon è la prima volta che Bressani intreccia sport e arte:\nha firmato premi per campionati mondiali e medaglie per competizioni storiche\, portando oggi il suo linguaggio unico nel cuore della Vigevano–Pavia Marathon. Dal 2022\, infatti\, il suo simbolo viene trasportato lungo il fiume su un tradizionale Barcè\, evocando un moderno tedoforo dell’acqua — un rito che unisce sacralità e leggerezza\, forza e poesia. \nIl programma dell’evento è stato ricco e coinvolgente\nVenerdì 8 ottobre\, a Bereguardo\, è partita una suggestiva discesa sul fiume fino alla Canottieri Ticino di Pavia\, attraversando scorci mozzafiato del Parco del Ticino. A impreziosire la manifestazione\, la presenza del campione olimpico Manfredi Rizza\, medaglia d’argento a Tokyo 2021\, simbolo di determinazione e orgoglio sportivo italiano. \nSabato 9 ottobre è stata la giornata dedicata alle celebrazioni\, alle storie da raccontare\, alle strette di mano e agli sguardi condivisi. La Vigevano–Pavia Marathon è fatta di persone: atleti\, organizzatori\, artisti\, cittadini. È la manifestazione dell’entusiasmo di chi corre\, di chi crea e di chi crede in un’Italia capace di raccontarsi attraverso la bellezza\, un’Italia che corre al passo con la cultura e il rispetto. \nUn grazie speciale va a Carlo Pietra e a tutto il comitato organizzativo\, che hanno trasformato questa gara in una tradizione firmata d’autore\, capace di far vibrare il cuore di sportivi e appassionati d’arte\, anno dopo anno.
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SUMMARY:Pavia: Celebrazione della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri
DESCRIPTION:Arte\, Istituzioni e Comunità: la “Testa d’Artista” di Stefano Bressani entra nella storia dell’Arma dei Carabinieri di Pavia\nPavia\, 6 giugno 2022 \nIn occasione della celebrazione della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri\, Piazza San Pietro in Ciel d’Oro si è trasformata in un luogo di memoria\, rispetto e gratitudine. A rendere ancora più significativo questo momento solenne\, l’artista pavese Stefano Bressani ha donato una delle sue opere più emblematiche: una “Testa d’Artista”\, realizzata con l’inconfondibile tecnica della stoffa modellata. \nLa cerimonia\, tra le più sentite dalla comunità pavese\, si è svolta davanti al Comando Provinciale dei Carabinieri\, simbolo di sicurezza e coesione sociale. In questo contesto\, la scultura di Bressani assume un valore profondo: un tributo visivo e simbolico alla figura del Carabiniere\, icona di integrità\, giustizia e senso del dovere. \n“Le mie teste – afferma Bressani – sono il centro simbolico del pensiero e dell’azione. Questa\, che ho l’onore di donare all’Arma dei Carabinieri della mia città\, vuole essere un segno concreto di stima verso le istituzioni e la loro importanza nella società.” \nLeggi il discorso completo: Clicca qui \nLa “Testa” entra a far parte della collezione permanente della caserma\, posizionata accanto ai cappelli storici dell’Arma. Il Colonnello Luciano Calabrò\, Comandante Provinciale\, ha accolto l’artista con parole di gratitudine e rispetto\, sottolineando l’alto valore culturale dell’iniziativa. Una scelta chiara: unire arte e storia\, cultura e servizio\, in un percorso comune. \n \nUn’opera che parla alla coscienza collettiva\nNel 2024\, a distanza di due anni\, il Colonnello Marco Iseglio\, attuale Comandante Provinciale\, ha voluto rinnovare ufficialmente il gesto accogliendo Stefano Bressani nel proprio ufficio per la consegna di un attestato ufficiale di stima. Un momento intimo\, autentico\, che conferma quanto l’arte sappia generare legami profondi tra mondi solo in apparenza distanti. \nNon è una semplice formalità\, ma il riconoscimento del valore umano e simbolico dell’opera: un ponte tra l’individuo e l’istituzione\, tra il linguaggio della forma e quello del servizio quotidiano. \nTra l’artista e il Colonnello nasce da subito una sintonia costruita nel tempo\, fatta di sguardi condivisi\, dialoghi\, valori. Un’intesa che va oltre i ruoli\, e che racconta una visione comune: quella di un’Arma vicina al cittadino\, capace di ascoltare\, accogliere\, costruire. \nDove l’arte incontra il dovere\nIn un tempo in cui i riferimenti sembrano sfumare\, questo gesto reciproco diventa esempio. Non solo celebrazione\, ma connessione profonda tra cultura e istituzioni\, tra artista e territorio. \nL’iniziativa è la prova tangibile che l’arte può entrare nei luoghi del dovere e restarci\, parlare silenziosamente a chi li attraversa ogni giorno\, offrendo una visione\, un pensiero\, una riflessione. \n\nUn’opera d’arte che trova casa in una caserma.\nUn artista che entra non da estraneo\, ma da testimone\nUn comandante che apre non solo una porta\, ma un dialogo.\n\n\n  \nQui\, dove arte e istituzione si stringono la mano\, si costruisce un ponte. E questo ponte parla a tutti.
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SUMMARY:Bressani a Pavia: 70 Anni di Ponte al Broletto
DESCRIPTION:Bressani a Pavia: 70 Anni di Ponte al Broletto\nBressani 70 Anni di Ponte Pavia: un’opera site-specific che celebra il legame profondo tra arte\, città e memoria. L’installazione\, ospitata nel 2021 presso Palazzo del Broletto – Spazio Ex IAT\, è un tributo artistico al Ponte Coperto\, simbolo della città di Pavia e della sua storia di ricostruzione. \n  \n \nUn ponte tra passato e futuro\nL’installazione di Stefano Bressani si pone come un’opera di connessione\, non solo fisica ma simbolica. Il ponte diventa metafora di trasformazione\, relazione e rinascita. Le Sculture Vestite\, composte da stoffe e chiodi\, si intrecciano in un linguaggio materico e poetico che parla di unione\, frattura e ricostruzione. \nIl colore come linguaggio della memoria\nI toni dominanti – blu\, rossi profondi e gialli intensi – esprimono un paesaggio interiore: il dolore della perdita e la speranza della rinascita. Ogni colore è un’emozione\, ogni sfumatura una traccia della memoria collettiva che il ponte rappresenta. \nUn viaggio sensoriale e immersivo\nL’opera si sviluppa come un percorso onirico. Le stoffe\, sospese come veli del tempo\, dialogano con la luce e con l’ambiente. Due fori simbolici – sole e luna – trasformano la scultura in un paesaggio astratto\, un’esperienza visiva e simbolica che va oltre l’estetica e penetra nella dimensione intima dello spettatore. \nPavia come teatro dell’arte\nNel cuore della città\, lo Spazio Ex IAT del Broletto si trasforma in un luogo di riflessione e visione. “70 Anni di Ponte” diventa così parte integrante del tessuto urbano e culturale pavese\, in dialogo con la storia e l’identità del luogo. \nOltre la scultura: un invito alla visione\nLa scultura di Bressani non è solo un’installazione\, ma un invito a guardare oltre la materia\, a rileggere il paesaggio quotidiano con nuovi occhi. Un’esperienza che connette artista e osservatore in un ponte simbolico di emozioni\, tra ciò che è stato e ciò che può ancora essere. \n 
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SUMMARY:Stefano Bressani e il Premio Enduro ISDE Italia 2021
DESCRIPTION:Stefano Bressani e il Premio Enduro ISDE Italia 2021\nStefano Bressani Premio Enduro ISDE 2021: un connubio unico tra arte e sport\, protagonista al 95° Campionato del Mondo di Enduro ISDE\, svoltosi dal 30 agosto al 4 settembre 2021 tra Lombardia e Piemonte. \n  \n \n\nUn premio artistico per il Campionato del Mondo di Enduro\nPer la prima volta nella storia dell’Enduro\, il miglior club classificato nella nazione ospitante riceve un riconoscimento d’eccezione: il Premio ITALIAN CLUB TROPHY – REGIONE LOMBARDIA\, ideato e realizzato dall’artista e motociclista fuoristradista Stefano Bressani. Questa collaborazione celebra la passione e la dedizione che accomunano l’arte contemporanea e il mondo delle corse fuoristrada. \n“Teste da Pilota”: l’arte della concentrazione e della forza\nBressani è noto per le sue sculture innovative\, le “Teste da Pilota”\, esposte nel 2014 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino e protagoniste del premio per il pilota più veloce del Raid Pavia-Venezia. Il casco in pelle anni ’50 e la mascherina futuristica evocano un viaggio che attraversa storia e futuro\, trasmettendo energia\, tensione e sacrificio tipici dell’enduro. \nUn’opera simbolica e cromaticamente evocativa\nIl debutto del premio è avvenuto a Portimão\, Portogallo\, con una palette cromatica che unisce colori metallici e solari – grigio e giallo – ispirati alle tonalità Pantone 2021 e alla natura. Il risultato è un oggetto d’arte vivo\, capace di raccontare emozioni\, competizione e innovazione. \nArte e motociclismo: un legame profondo\nLa poetica di Bressani trasforma la sua arte in un simbolo universale di controllo\, forza e adrenalina\, incarnando l’essenza stessa del motociclismo fuoristrada. Il Premio ITALIAN CLUB TROPHY è molto più di un trofeo: è il manifesto di come creatività e passione possano intrecciarsi\, superando i confini tra due mondi apparentemente distanti. \n 
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SUMMARY:CGTN visita Bressani: l’arte che unisce Cina e Italia
DESCRIPTION:CGTN visita Stefano Bressani: l’arte che unisce Cina e Italia\nCGTN visita Stefano Bressani nello studio di Pavia: un viaggio oltre l’intervista\, tra scultura\, emozione e memoria condivisa\, alla scoperta dell’arte tessile che connette Oriente e Occidente. \n  \n \nUn’esperienza immersiva tra arte e cultura\nNel cuore dello studio di Stefano Bressani\, l’arte si fa esperienza. La troupe italiana della China Global Television Network (CGTN) ha visitato il suo spazio creativo per raccontare un universo fatto di stoffe\, forme e narrazione visiva. \nSculture Vestite: emozione e forma\nLe Sculture Vestite sorprendono per delicatezza e forza. I tessuti sembrano animarsi\, sfidano la staticità\, parlano di tradizione e innovazione. Per CGTN\, non è solo un incontro artistico: è un dialogo profondo tra materia\, tecnica ed emozione. \nUn ponte simbolico tra Oriente e Occidente\nLa visita è occasione per riflettere sul legame tra l’arte tessile cinese e quella di Bressani. Come la seta ha attraversato la Via della Seta\, portando cultura e storie\, così le opere di Bressani intrecciano memoria e visione\, trasformando il tessuto in scultura viva. \n  \n\nTradizione\, spiritualità e innovazione\nIl tessuto\, carico di simbolismi in entrambe le culture\, diventa linguaggio comune. Le Sculture Vestite non decorano: parlano\, comunicano\, evocano. Un’arte che si muove tra identità e contemporaneità. \nL’inizio di un nuovo scambio culturale\nQuella con CGTN non è stata solo una ripresa televisiva. È stato l’inizio di un dialogo autentico tra l’arte contemporanea italiana e il pubblico cinese\, un ponte fatto di emozioni\, tessuto e visione condivisa. \n 
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SUMMARY:Looking for Monna Lisa a Pavia: arte e mistero
DESCRIPTION:Looking for Monna Lisa a Pavia: arte\, mistero e sguardi contemporanei\nC’è uno sguardo che resiste ai secoli\, che osserva senza giudizio\, che custodisce segreti in un sorriso appena accennato. È quello della Monna Lisa\, il volto più enigmatico della storia dell’arte\, simbolo eterno del genio di Leonardo da Vinci. A cinquecento anni dalla sua morte\, Pavia le rende omaggio con Looking for Monna Lisa\, un progetto espositivo diffuso\, emozionale e contemporaneo. \nLa mostra\, curata da Valerio Dehò e promossa dal Comune di Pavia con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia\, trasforma la città in una galleria d’arte a cielo aperto: dalla chiesa di Santa Maria Gualtieri al Broletto\, dal Castello Visconteo alla Piazza del Municipio. Ogni spazio diventa tappa di un viaggio tra identità\, femminilità\, memoria e sguardo. \n \nUn mito che continua a reinventarsi\nChi era davvero Monna Lisa? Una dama fiorentina? Una nobildonna lombarda? O forse\, come suggerisce l’installazione immersiva Monna Lisa who? firmata da Karmachina e Studio Dune\, la misteriosa Isabella d’Aragona? Al di là dell’identità storica\, ciò che affascina è il mistero. Ed è proprio questo che ha ispirato i 39 artisti internazionali presenti in mostra. \nLe oltre 40 opere offrono interpretazioni pop\, concettuali\, ironiche e critiche del volto più famoso al mondo. Monna Lisa si moltiplica\, si traveste\, si oscura\, si reinventa. Accanto ai collage di Jiri Kolar\, alle riflessioni di Vettor Pisani\, alle provocazioni di Orlan e all’ironia di Ben Vautier\, spicca una delle opere più inedite e intime: La GIOKONDA di Stefano Bressani. \nLa GIOKONDA di Stefano Bressani: un omaggio vivo e poetico\nNon è una semplice reinterpretazione. È un incontro. Con La GIOKONDA\, Stefano Bressani trasfigura l’icona di Leonardo in un corpo vivo\, fatto di stoffa\, memoria e umanità. La celebre Monna Lisa è riconoscibile\, ma trasformata. Il suo volto\, costruito con tessuti riciclati\, racconta storie silenziose\, emozioni cucite con la cura di chi sa ascoltare la materia. \nLa “K” nel titolo – GIOKONDA – è più di un dettaglio grafico: è un segno di rottura consapevole\, di un gioco che diventa gesto artistico e simbolico. Un atto d’amore verso l’originale\, ma anche di libertà creativa. \nNel linguaggio di Bressani\, il tessuto non è solo materia estetica: è carne\, pelle\, spirito. La veste dell’opera diventa corpo vivo\, simbolo della donna e della sua connessione con la natura. I capelli blu fluttuanti evocano il mare e l’archetipo femminile\, mentre le foglie che la incoronano parlano di rinascita e consapevolezza. \nIl suo sguardo non ci segue. Ci interroga. Non cerca conferme\, ma domande. Chi siamo? Cosa vediamo? Siamo pronti a guardare davvero? \n\nUn’arte da vivere\, non solo da contemplare\nLa GIOKONDA\, come tutte le Sculture Vestite di Bressani\, è pensata per essere vicina. Non confinata in un museo\, ma pronta ad abitare le nostre case\, le nostre vite. Una presenza che muta con noi\, che ci osserva\, ci accompagna\, ci ricorda che la bellezza non è mai statica\, ma rinascita continua. \nCon questo gesto poetico\, Bressani fa rivivere Leonardo oggi. E la Gioconda ci guarda ancora. Con occhi nuovi. \n 
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SUMMARY:Sport e arte a passo di corsa: la firma di Stefano Bressani rende unica la CorriPavia dal 2018 al 2025
DESCRIPTION:Pavia– Domenica 12 ottobre 2025\nIl conto alla rovescia è già iniziato per una delle manifestazioni podistiche più amate del Nord Italia: la CorriPavia\, che giunge quest’anno alla sua 21ª edizione. Ma se la corsa è da sempre il cuore pulsante dell’evento\, negli ultimi anni a battere insieme ai passi dei runner c’è anche un’anima artistica: quella del Maestro pavese Stefano Bressani\, autore della celebre Skultomedal\, la “medaglia-opera d’arte” che dal 2018 accompagna simbolicamente ogni partecipante. \n2018: la rivoluzione estetica della medaglia\nIl punto di svolta arriva proprio nel 2018\, con la 16ª edizione della CorriPavia. Per la prima volta\, la medaglia non è solo un oggetto celebrativo\, ma una vera scultura da indossare. A firmarla è Stefano Bressani\, artista pavese di fama internazionale noto per le sue “Sculture Vestite”\, opere tridimensionali realizzate con stoffe di recupero. \nLa Skultomedal rivoluziona così l’immaginario delle competizioni podistiche\, fondendo arte e sport in un linguaggio visivo innovativo. Bressani traduce l’anima di Pavia – il Castello Visconteo\, il fiume Ticino\, le torri medievali – in un segno dinamico\, contemporaneo e colorato\, trasformando la medaglia in simbolo identitario della manifestazione. \n \n2019: l’arte contamina la maglia\nL’anno successivo la Skultomedal si duplica. Alla medaglia si aggiunge la t-shirt ufficiale della gara\, ancora firmata da Bressani\, che porta per la prima volta l’opera d’arte sul petto dei runner. Grazie alla collaborazione con lo sponsor tecnico Karhu\, la maglia diventa una tela in movimento\, estensione dell’arte durante la corsa. È l’anno della “CorriPavia d’autore”\, come la definisce Franco Corona\, presidente dell’Atletica 100 Torri\, che sottolinea il valore strategico di questo connubio tra sport\, arte e promozione del territorio. \n2020–2022: la pausa e la ripresa\nLa pandemia blocca la manifestazione nel 2020 e 2021\, mentre nel 2022 l’evento non si tiene. Tuttavia\, la presenza di Bressani e della sua creazione rimane viva nell’immaginario collettivo. Viene organizzata una versione “in pista” della gara\, a mantenere il legame tra arte\, sport e comunità. \n2023: la rinascita con la 20ª edizione\nIl 24 settembre 2023 la CorriPavia torna con una Special Edition. Le medaglie diventano completamente eco-sostenibili\, prodotte in legno riciclato e stampate a emissioni zero. Il design resta fedele all’opera originale di Bressani\, confermando un’identità ormai riconosciuta. Anche la t-shirt ufficiale ripropone il Skultomedal al centro\, in collaborazione con Karhu. \n2024: due colori\, un’unica firma\nNell’edizione 2024 la Skultomedal si presenta in doppia versione: vinaccia per la Mini CorriPavia e blu notte per la 10K\, entrambe ottagonali e realizzate in legno certificato FSC e PEFC®. Ancora una volta\, la firma di Bressani definisce l’esperienza del corridore: ogni medaglia non è solo un ricordo\, ma un’opera da custodire\, manifesto di bellezza e rispetto per l’ambiente. \n2025: l’arte continua a correre\nIl 12 ottobre 2025 si celebrerà il quinto anno consecutivo della collaborazione tra Stefano Bressani e la CorriPavia. Il messaggio è chiaro: \nla corsa non è solo una prestazione atletica\, ma anche cultura\, estetica e impegno civico.  \nIl percorso urbano\, immerso tra i simboli storici della città\, diventa una galleria a cielo aperto\, dove l’arte trova nuova linfa grazie alla visione di un artista capace di trasformare un semplice oggetto in una narrazione visiva e simbolica.
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SUMMARY:Picasso e le sue passioni: Bressani in mostra a Pavia
DESCRIPTION:Un dialogo contemporaneo con Guernica\nLa mostra “Picasso e le sue passioni”\, ospitata a Palazzo Vistarino di Pavia\, offre un viaggio emozionante nell’universo creativo di uno dei più grandi maestri dell’arte moderna. Tra oltre duecento opere tra disegni\, ceramiche e oli\, la rassegna include anche tre originali reinterpretazioni italiane del celebre dipinto Guernica\, realizzate da Stefano Bressani\, Paolo Baratella e Paolo Ceribelli. \n\nL’opera di Stefano Bressani: “Urlo alla Vita”\nL’installazione di Bressani\, artista pavese classe 1973 noto per le sue Sculture Vestite\, si intitola “Urlo alla Vita”. L’opera\, realizzata con stoffa riciclata\, si propone come un messaggio di speranza che si contrappone all’angoscia della guerra rappresentata nel capolavoro di Picasso. Un animale che morde la mano dell’uomo simboleggia la ribellione della natura e il desiderio di rinascita\, sottolineati da colori caldi e un sole splendente che evocano un futuro luminoso. \nLa mostra e le altre reinterpretazioni di Guernica\nL’evento\, promosso da The Mad Box\, è stato inaugurato il 19 dicembre 2015 ed è visitabile fino al 20 marzo 2016. Grazie a uno schermo multimediale installato in mostra\, i visitatori possono scoprire la storia di Guernica e seguire le fasi di lavoro delle tre interpretazioni contemporanee. \n\nPaolo Baratella – “Per Guernica ora”\nBaratella interpreta il dramma della guerra in chiave attuale\, lanciando un appello per un “NO” deciso alla violenza e all’oppressione. La sua opera denuncia le vere cause dei conflitti\, come la brama di potere e il controllo delle risorse\, spesso mascherati da ideologie. \nPaolo Ceribelli – “.CODE.”\nCon un linguaggio visivo incisivo\, Ceribelli riflette sul modo in cui la società trasforma gli orrori in routine. La ripetizione ossessiva dell’immagine di Guernica diventa un monito contro l’indifferenza e la ciclica riemersione della violenza. \nUna riflessione collettiva sull’eredità di Picasso\nLa mostra rappresenta un’importante occasione di confronto tra epoche\, stili e linguaggi. Le opere di Bressani\, Baratella e Ceribelli offrono una rilettura plurale di Guernica\, mantenendo viva la sua forza simbolica e il suo messaggio universale contro ogni forma di sopraffazione.
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SUMMARY:Palio del Ticino Pavia – Il Ponte Coperto nelle Sculture di Bressani
DESCRIPTION:L’arte di Stefano Bressani celebra il Ponte Coperto di Pavia\nIl Palio del Ticino di Pavia\, tenutosi nel giugno 2014\, ha visto l’arte contemporanea diventare protagonista grazie all’opera di Stefano Bressani. In occasione dell’ottava edizione dell’evento\, l’artista pavese ha realizzato il drappo ufficiale del Palio\, celebrando uno dei simboli più amati della città: il Ponte Coperto. \nIl Ponte Coperto: simbolo di unione\nIl soggetto scelto da Bressani per il Palio del Ticino di Pavia è stato il Ponte Coperto\, emblema dell’identità cittadina. Ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale\, il ponte collega le due sponde del fiume Ticino\, unendo la città non solo dal punto di vista fisico\, ma anche culturale e simbolico. Questo ponte diventa per l’artista un messaggio di continuità e connessione tra epoche e tradizioni. \n\n \nL’opera di Bressani per il Palio del Ticino\nLe celebri Sculture Vestite di Bressani trasformano tessuti comuni in opere tridimensionali. La sua tecnica unica ha dato vita a un drappo carico di significato\, che ha sfilato per le strade di Pavia durante il corteo storico. Il Palio del Ticino si è così arricchito di un’interpretazione artistica profonda\, che fonde memoria storica e linguaggio contemporaneo. \nUn impegno artistico per la città\nBressani considera la propria arte come un dialogo con la comunità. La sua partecipazione al Palio del Ticino Pavia non è soltanto un omaggio estetico\, ma un gesto di responsabilità sociale. L’artista ha voluto raccontare il legame profondo tra la città\, i suoi simboli e le sue tradizioni\, offrendo una visione che parte dal passato per immaginare un futuro condiviso. \nArte e identità al centro della manifestazione\nGrazie all’opera di Bressani\, il Palio del Ticino 2014 ha confermato il suo valore non solo come evento sportivo e folkloristico\, ma anche come spazio di riflessione sull’identità culturale. L’arte si è inserita in modo naturale nel tessuto della festa\, dimostrando ancora una volta la sua capacità di unire persone\, storie e prospettive. \n\n 
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SUMMARY:Stefano Bressani al Palazzo delle Arti Contemporanee del Broletto
DESCRIPTION:Una mostra personale nella città natale dell’artista\nNel giugno 2012\, il Palazzo delle Arti Contemporanee del Broletto di Pavia ha ospitato Thinking Pop\, una personale di Stefano Bressani che ha segnato un momento di particolare riconoscimento nella città natale dell’artista. \nCon 38 opere in mostra\, l’esposizione ha unito lo stile inconfondibile delle sue “Sculture Vestite” alla volontà di legare arte contemporanea e patrimonio locale. \n\nLa sede espositiva: il Broletto di Pavia\nUn edificio storico nel cuore della Lombardia\nIl Broletto di Pavia\, sede dell’esposizione\, è un edificio carico di storia e suggestione. Costruito nel XII secolo\, con elementi romanici\, gotici e rinascimentali\, è il più antico broletto della Lombardia. \nOggi ospita mostre temporanee promosse dal Comune di Pavia\, con particolare attenzione all’arte contemporanea e al dialogo tra artisti emergenti e affermati. \nThinking Pop: una mostra-manifesto\nIn questo contesto\, Thinking Pop si è rivelata una mostra-manifesto. Il progetto\, pensato per essere itinerante\, ha preso avvio proprio a Pavia con l’intento di creare un ponte tra la visione artistica di Bressani e il tessuto culturale delle città ospitanti. \nLe opere esposte attraversano tutta la prima fase della sua carriera\, dalle icone del mondo pop – omaggi cinematografici\, volti celebri e figure archetipiche – fino a un omaggio al Duomo di Pavia\, terza cupola più grande d’Italia\, interpretato attraverso forme architettoniche scomposte e tessuti tridimensionali. \nInaugurazione ufficiale e voci autorevoli\nAlla conferenza stampa inaugurale\, accanto all’artista\, erano presenti il Sindaco Alessandro Cattaneo\, l’Assessore alla Cultura Gian Marco Centinaio e il critico d’arte Mauro Di Vito dell’Università di Pisa\, che ha proposto una lettura storico-artistica del percorso di Bressani. \nIl linguaggio delle “Sculture Vestite”\nMateria\, simbolo e identità\nIl fulcro concettuale della mostra ruota attorno alla trasformazione della materia in simbolo: i tessuti di abbigliamento\, recuperati e assemblati\, diventano strumenti espressivi di una visione personale\, in cui arte\, memoria e consumo si intrecciano. \nLe opere trasmettono energia\, volume e identità\, e dialogano con lo spettatore attraverso riferimenti culturali condivisi e un’estetica fortemente riconoscibile. \nMaliumbas© e il messaggio ecologico\nA chiudere il percorso espositivo\, un’installazione sonora ambientale accompagna Maliumbas©\, un’opera dedicata alla natura e alla sostenibilità. \nQui\, il linguaggio di Bressani si allarga fino a toccare i temi dell’ecologia e del riciclo\, rendendo la sua arte non solo oggetto estetico ma anche strumento di riflessione. \nSuccesso di pubblico e valore culturale\nThinking Pop è stata un successo di pubblico e partecipazione emotiva. Ha rappresentato non solo un tributo alla città di Pavia\, ma anche una tappa importante nel percorso artistico di Bressani. \nUn evento capace di proiettare la sua poetica oltre i confini locali\, con una visione contemporanea in dialogo con il mondo.
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SUMMARY:Sculture Vestite al Castello Visconteo di Pavia
DESCRIPTION:Un evento d’arte contemporanea nella città di Pavia\nIl Castello Visconteo di Pavia\, costruito nel 1360 su ordine di Galeazzo II Visconti\, è uno dei simboli storici più rilevanti della città. Fu residenza delle corti viscontee di Gian Galeazzo e Filippo Maria Visconti\, e conserva un grande valore architettonico e culturale. \nOggi ospita i Musei Civici di Pavia\, un complesso museale di grande importanza che raccoglie collezioni di arte\, archeologia e storia\, rappresentando un punto di riferimento per la cultura locale e nazionale.\nSito ufficiale dei Musei Civici di Pavia \n\nSpazi espositivi e valorizzazione del contemporaneo\nLa rinascita degli spazi sotterranei del Castello\nGli spazi sotterranei del castello\, originariamente utilizzati come scuderie militari dal XVIII al XIX secolo\, sono stati restaurati e trasformati in un elegante polo espositivo dedicato all’arte contemporanea. \nQuesto ambiente\, ricco di storia\, è stato pensato per promuovere un dialogo tra antico e contemporaneo\, favorendo la contaminazione tra linguaggi artistici e stimolando nuove forme di interazione e inclusione culturale. \nNasce “In Contemporanea”: arte attuale nei Musei Civici\nUn nuovo ciclo espositivo\nNel 2009 nasce il progetto In Contemporanea\, una nuova sezione espositiva dedicata all’arte attuale\, che ha lo scopo di valorizzare artisti emergenti e affermati attraverso mostre innovative. \nStefano Bressani inaugura il progetto con “Sculture Vestite”\nLa prima esposizione di questo ciclo è dedicata alle Sculture Vestite di Stefano Bressani\, artista pavese che si distingue nel panorama dell’arte contemporanea italiana per una tecnica scultorea unica e originale\, fondata sull’uso di tessuti sapientemente lavorati. \nBiografia di Stefano Bressani \nLa mostra: 35 opere tra arte pop\, sartoria e scultura\nLa tecnica delle “Sculture Vestite”\nLa mostra presenta 35 opere realizzate tra il 2007 e il 2008\, in cui l’artista combina elementi di scultura\, sartoria e design per creare figure tridimensionali che spaziano: \n\ndai ritratti pop ispirati alle icone del cinema come Marilyn Monroe e James Dean\,\nai nudi femminili\,\ndalle architetture ai paesaggi\,\nfino a riferimenti musicali e naturali.\n\nColori\, forme e materiali: il linguaggio visivo di Bressani\nOgni opera è caratterizzata da un uso sapiente di colori\, materiali e forme\, che comunicano una visione personale e innovativa\, creando un equilibrio tra estetica e concetto\, tra artigianalità e ricerca. \n  \n\n\nUn punto di svolta nella carriera di Stefano Bressani\nSculture Vestite segna un momento fondamentale nella carriera di Stefano Bressani: è la sua prima mostra museale ufficiale nella città natale\, un importante riconoscimento che apre un percorso espressivo fondato su: \n\nsperimentazione tecnica\,\nvalorizzazione della materia tessile\,\nconnessione tra arte e cultura locale\,\nrilettura del linguaggio pop attraverso il volume e il colore.
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